I limiti del metodo Warren Buffett

Il metodo con cui Warren Buffett investe è considerato da molti l’unico vero modello da seguire per ottenere dei risultati importanti e duraturi in materia di investimenti finanziari.
Ovvio, Buffett si è fatto d’oro con la sua strategia, per cui ha sicuramente trovato la gallina dalle uova d’oro.
Ma è davvero un approccio sempre replicabile al 100% e da tutti quelli che vorrebbero utilizzare la finanza per vedere i propri patrimoni crescere nel tempo?

Ammesso che il Sig. Buffett ci racconti davvero tutto della sua strategia, non ne sono così sicuro, almeno senza applicare contemporaneamente altre strategie a corollario.

Facciamo un breve riassunto di cosa sia la strategia di Warren Buffett, tendenzialmente basata sull’analisi fondamentale.

Come funziona il metodo Warren Buffett

La tecnica sembra molto facile da attuare: il nostro investitore analizza con estremo scrupolo la salute della società quotate, visionando bilanci, documenti integrativi e piani di sviluppo e decide quanto il valore della società sia in linea con il prezzo di mercato. Se LUI ritiene che il valore di mercato sia inferiore rispetto al valore dell’azienda (cioè rispetto alle effettive potenzialità) allora acquista le azioni, le chiude in un cassetto e aspetta che il mercato faccia il suo corso, con un apprezzamento del titolo.

Acquisto come se dovessero chiudere la borsa domani e non riaprirla più per i prossimi 5 anni

Warren Buffett

Si parla quindi di periodi che possono durare anche oltre i 5 anni.

Sicuramente è un’ottima strategia, a patto di avere gli strumenti e le conoscenze per poter fare l’analisi relativa al valore societario.


Non esiste la formula magica che permetta di ottenere un risultato univoco. Capacità di questo tipo si ottengono sicuramente dopo molti anni di studi più o meno specialistici e di esperienza diretta sul campo.
Nessuno che ne sia sprovveduto potrebbe pensare di diventare un analista alla Warren Buffett dopo poco tempo.

Come superare i limiti del metodo

Come fare allora? Cerchiamo di essere più realisti, per due motivi:

  1. Gli investimenti di lungo periodo sono sicuramente una fonte interessante di profitto, ma è necessario avere pazienza, sangue freddo rispetto alle oscillazioni periodiche del mercato e nessuna necessità del capitale investito (quantomeno a breve termine!).
  2. Anche se l’arco temporale di 5 anni non è così lungo quando si parla di investimenti, magari è lecito ambire a qualche ritorno in tempi anche più brevi, in modo da ottenere una ricompensa psicologica che appaghi l’impegno senza attese eccessive e ci stimoli a continuare ad investire (cioè a rispettare la disciplina).

Ci viene in soccorso la tecnica BARBELL ( ne ho già parlato in questo post) che ci permette di seguire due strategie diverse che ci tutelano da una parte, ma che ci permettono anche di movimentare il denaro più velocemente. Sintetizzando molto brevemente, la tecnica consiste nell’investire la maggior parte del capitale (Per esempio il 70% – 75%) in strumenti a basso rischio (poco redditizi) mentre una parte minore (25% -30%) in prodotti rischiosi ma più redditizi.

L’idea è quindi quella di comporre le due estremità del bilanciere (barbell significa appunto bilanciere) con prodotti a breve, medio e lungo termine:

Nella parte “prudente” ci sarà spazio per conti deposito (20%) investimenti obbligazionari governativi (25%) e societari di elevata qualità (25%).

La parte “aggressiva” sarà, invece, composta da investimenti azionari di lungo termine che ci permettono di ottenere buoni risultati con una pianificazione di 5-10 anni (20%) (il mercato oscilla e oscillerà sempre, ma la sua tendenza naturale è la crescita – approfondisci).
Lasciate però a disposizione il residuo 10% per impegnarvi in attività a più alto rendimento in tempi più brevi (un anno/un anno e mezzo) che possono essere di varia natura.

Ricordiamoci che più gli investimenti permettono percentuali di guadagno interessanti in brevi periodi (si parla di cifre come il 6 – 10% annuo) più l’investimento è rischioso ed esiste la possibilità di perdere il capitale.

E’ per questo motivo che non è opportuno indirizzarci più del 10% del capitale di investimento.

Investimenti che, al giorno d’oggi, promettono ritorni più attraenti delle percentuali indicate spesso sono truffe, ricordate di fare attente valutazioni!

Qualche esempio di investimento con ritorni interessanti di questo tipo?

Come selezionare i titoli giusti

Come scegliere le società su cui puntare per l’investimento a medio/lungo termine?

L’analisi fondamentale, tanto cara a Buffett, consiste nello studio dei dati fondamentali (appunto) delle società. Per cui bilanci, marginalità,  flussi di cassa, giro di affari e prospettive di sviluppo. Un’attività che non è certo alla portata della maggioranza dei risparmiatori, in quanto richiede competenze e mezzi specifici.

Ci viene in soccorso l’industria del risparmio gestito: con l’investimento in fondi comuni, si delega l’esercizio dell’attività di selezione, studio e monitoraggio a società specializzate (Società di Gestione del Risparmio) che selezioneranno i migliori titoli al posto nostro. Il prezzo da pagare è una commissione di gestione, ma è giusto riconoscere un merito a chi ci porta risultati che da soli non potremmo ottenere.

Vediamo, nel tempo, quale e stato l’effetto del risparmio con il metodo “fai da te”, rispetto all’utilizzo di fondi comuni di investimento:


Grafico 5 anni: fondo azionario globale (blu) vs indice mercato azionario globale (rosso)

Conclusioni

Quindi ricapitolando:

Una strategia di investimento efficiente potrebbe essere quella di suddividere il nostro capitale come segue:

In primis è necessario individuare l’entità del capitale che vorrete investire, che non deve essere la totalità dei risparmi perché è importante averne a disposizione una certa riserva per le necessità e gli imprevisti della vita quotidiana. (per capire meglio come identificare questa parte potete approfondire l’argomento leggendo il post in cui parlo di pianificazione finanziaria).

A questo punto, quantificato il capitale utilizzabile per l’investimento:

Il 20% impiegata in prodotti a breve termine per averne la disponibilità  immediata (o quasi) in caso di bisogno o per cogliere future opportunità di investimento;

Il 50% (cioè la parte più rilevante detta “core”) in prodotti di medio termine a basso rischio (prodotti obbligazionari governativi e societari);

Il 20% (cioè una parte residuale detta “satellite” ) in prodotti azionari con orizzonte di medio/lungo termine;

Il 10% restante potrà essere indirizzato su progetti a più alto rischio con margini temporali più contenuti (6-18 mesi) e ritorni più alti (6-10% annui).

N.B: queste percentuali sono puramente indicative e vanno modulate sul profilo di rischio, sugli obiettivi di rendimento e sulle prospettive temporali del singolo risparmiatore (più che mai consapevole! IMPARA COME FARE A DIVENTARLO).

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