Passano gli anni, evolvono i cicli economici ma i mercati continuano a esercitarsi nell’attività in cui riescono meglio: sorprendere il maggior numero di persone nel minor tempo possibile.
Un buon portafoglio dovrebbe servire proprio a questo: contenere l’impatto delle sorprese negative mantenendo reattività a quelle positive.
Come ogni anno, questa Top 10 ETF nasce proprio da questa esigenza: offrire spunti concreti a chi vuole ragionare su come integrare strumenti complementari in un portafoglio già strutturato.
In questo articolo troverai una selezione di ETF per la protezione e per il rendimento pensata per un periodo storico in cui trovare vera diversificazione è diventato sempre più difficile.
Prima della lista, condivideremo una breve riflessione per chiarire e correggere un malinteso che circola da anni sull’importanza dell’asset allocation.
Non è un preambolo di circostanza. È il motivo per cui questa lista può avere senso ammesso che venga usata con la giusta dose di umiltà.
Il malinteso sull’importanza dell’asset allocation
Da anni circola una convinzione che ha la solidità apparente di un dato scientifico: il 90% dei risultati di lungo periodo dipende dall’asset allocation.
La selezione dei singoli titoli (security selection) e il market timing avrebbero un ruolo trascurabile:
È un dato citato da consulenti, formatori, articoli di divulgazione e, in più occasioni, da questo stesso blog.
In realtà lo studio su cui si fonda questa radicata convinzione (Determinants of portfolio Performance) afferma altro: sostiene che l’asset allocation determina la variabilità dei rendimenti e non il rendimento finale. In altre parole l’asset allocation determina quanto un portafoglio può oscillare ma non quanto può guadagnare. Ad esempio un asset allocation con una quota di azioni rilevante avrà più oscillazione di una con minor quota azionaria a prescindere dall’attività di market timing e di selezione dei titoli.
La ricerca accademica più recente aggiunge un elemento che complica ulteriormente il quadro: la selezione dei titoli è fondamentale per il rendimento finale.
Solo il 3,7% dei titoli è responsabile di tutta la ricchezza creata dal mercato azionario:
la selezione dei titoli conta moltissimo. A livello di mercato, quali azioni finiscono in portafoglio è determinante.
Dunque tutto questo cambia il giudizio sull’importanza dell’asset allocation?
Assolutamente no.
Cambia solo le due ragioni per cui l’asset allocation è importante:
- Identificare in anticipo quelle pochissime azioni vincenti è un’attività straordinariamente difficile. Così difficile che risulta perdente anche per i gestori professionisti: i dati SPIVA documentano con regolarità che la grande maggioranza dei gestori fallisce in questa attività.
Piuttosto che cercare di individuare quei pochi titoli eccellenti, il problema da risolvere diventa l’opposto: come eliminare il rischio di escluderli dal portafoglio.
La soluzione non può essere che costruendo un asset allocation adeguatamente diversificata basata su ETF ampiamente diversificati; - I mercati e l’economia sono ingovernabili.
Anche anticipare i mercati e decifrare i cicli economici è un esercizio straordinariamente difficile. L’investitore rimane eternamente in balia degli eventi e degli umori del mercato globale. Gli unici due strumenti che ha per gestire questa fastidiosa imprevedibilità rimangono asset allocation e regole di ribilanciamento.
Due strumenti potenti su cui ha il pieno controllo.
Dunque cambia il ragionamento sottostante ma non la conclusione:
l’’asset allocation è la decisione più importante che un investitore prende e, molto spesso, quella a cui dedica meno tempo.
L’attenzione degli investitori si concentra quasi sempre sugli strumenti: quale ETF scegliere, quando comprare, come comportarsi durante una correzione. Raramente si ferma su ciò che ha un impatto reale nel lungo periodo: come viene ripartito il capitale tra le grandi asset class, appunto l’asset allocation.
È con questa consapevolezza che nasce la selezione che trovi di seguito: 10 Etf suddivisi tra protezione e rendimento.
Strumenti che possono arricchire un portafoglio già strutturato, ma che hanno poco senso se inseriti senza una solida asset allocation di riferimento.
Come nelle edizioni precedenti, per ciascuno strumento troverai:
- Le principali caratteristiche;
- Le motivazioni per cui potrebbe valere la pena considerarne l’inserimento in portafoglio;
- La sua funzione — strategica (lungo periodo) o tattica (breve periodo);
- L’allocazione massima consigliata, per evitare che una scelta ragionata si trasformi in una scommessa.
Il nome di ogni ETF contiene il link all’analisi dettagliata su JustETF.
Etf per la protezione
Partiamo dalla parte più delicata del portafoglio: la difesa.
In una fase in cui diventa sempre più difficile trovare fonti efficaci di diversificazione, può essere utile ragionare su strumenti capaci di rendere la componente difensiva più robusta e meno dipendente dalle soluzioni tradizionali.
I 5 strumenti che seguono non sostituiscono una corretta impostazione della difesa patrimoniale, ma possono aiutare a riflettere su come adattarla a un contesto di mercato più complesso.
Per una corretta predisposizione della parte difensiva del portafoglio raccomando la lettura dell’articolo completo sugli asset difensivi.
KRC Cat Bond UCITS ETF (Ticker: CATB)
Caratteristiche: Primo ETF UCITS europeo che investe nel mercato dei catastrophe bond (cat bond). Si tratta diobbligazioni emesse da compagnie assicurative che trasferiscono agli investitori il rischio legato a eventi catastrofali naturali (uragani, terremoti, alluvioni).
Il meccanismo è semplice: se l’evento non si verifica, l’investitore riceve il capitale più un rendimento; se si verifica e supera una soglia predefinita, può perdere parte o tutto il capitale. Il rischio, quindi, non è finanziario ma fisico
Perché inserirlo in portafoglio: Il valore di questa asset class sta in una caratteristica difficile da trovare altrove: l’assenza quasi totale di correlazione con i mercati finanziari tradizionali. Il rischio che i cat bond gestiscono dipende dalla natura, non dall’economia. Il 2022 lo ha dimostrato in modo lampante: mentre l’azionario globale perdeva oltre il 20% e l’obbligazionario subiva uno dei peggiori anni della sua storia, l’indice dei Cat Bond chiudeva l’anno a +2,8%.
Allocazione massima: 3 – 5% del portafoglio.
Avvertenze: Il rischio principale non è finanziario ma legato all’intensità e frequenza degli eventi catastrofali. Uragani, terremoti ecc. possono causare perdite sul capitale investito.
Si tratta di un rischio gestito attraverso l’ampia diversificazione: i bond in portafoglio sono distribuiti su eventi e Paesi diversi. Un uragano in Florida non ha nessuna relazione con un terremoto in Giappone. Lo strumento ha un costo relativamente elevato rispetto agli ETF tradizionali e, al momento, presenta dimensioni ridotte.
iShares EUR Floating Rate Bond Advanced UCITS ETF (EFRB)
Caratteristiche: Etf obbligazionario che investe in bond societari a tasso variabile denominati in euro. Per garantire un adeguato livello di diversificazione, l’esposizione a ogni emittente non può superare il 3%.
Perché inserirlo in portafoglio: a differenza di un’obbligazione a tasso fisso, la cedola si aggiorna periodicamente sui tassi di mercato. Quando i tassi salgono, il prezzo non scende come accadrebbe a un titolo tradizionale. Visto che diventa sempre più difficile capire quale direzione prenderanno i tassi di interesse, questo tipo di strumento consente di posizionare una parte dell’esposizione obbligazionaria rispetto a eventuali futuri rialzi.
Allocazione massima: fino al 10% dell’esposizione obbligazionaria.
Avvertenze: questo strumento offre un’allocazione a emittenti societari e non a debito governativo. Pur consentendo di gestire il rischio di tasso (maggiormente percepito in questo periodo), rimane l’esposizione al rischio di credito soprattutto alla luce di potenziali rallentamenti economici o scenari recessivi.
Xtrackers MSCI World Energy UCITS ETF (XDW0)
Caratteristiche: Etf che offre un’esposizione alle azioni del settore energetico globale.
Perché inserirlo in portafoglio: associare la funzione protettiva a un Etf azionario può sembrare un’interpretazione incoerente: questo strumento presenta, infatti, tutti gli elementi rischiosi di un qualsiasi asset azionario (ribassi profondi, elevata volatilità, ecc.).
Il suo ruolo protettivo non sta tanto nella stabilità quanto nel potenziale decorrelante: in contesti di inflazione incerta, i bond perdono il loro ruolo difensivo dai ribassi azionari. Il settore energetico, viceversa, si comporta in senso opposto e rimane una delle poche fonti di diversificazione nel breve periodo.
Allocazione massima: 5% dell’esposizione azionaria
Leggi anche: i nuovi asset rifugio dopo la delusione dei bond.
Avvertenze: stiamo parlando di un Etf azionario settoriale: ai rischi tipici dell’azionario (ribassi profondi, volatilità elevata) si aggiunge la concentrazione su un solo settore, esposto ai cicli delle materie prime energetiche.
L&G Cyber Security UCITS ETF (ISPY)
Caratteristiche: Etf che investe in azioni del settore della cyber sicurezza. Si tratta del campo che comprende le società specializzate nella protezione di dati, reti, sistemi informatici e infrastrutture digitali.
Perché inserirlo in portafoglio: L’importanza delle cyber sicurezza è cresciuta insieme alla digitalizzazione dell’economia. Aziende, governi e cittadini dipendono sempre più da cloud, pagamenti digitali, intelligenza artificiale e connessioni online. Questo aumenta il bisogno di difendersi da furti di dati, attacchi informatici e interruzioni operative che rappresentano una nuova minaccia globale per la società e per i portafogli. Inoltre in un periodo di crescenti tensioni geopolitiche dove i conflitti si combattono sempre di più sul territorio informatico, l’allocazione al tema della cybersecurity offre un valido potenziale diversificativo.
Come per l’Etf precedente, stiamo parlando di uno strumento azionario che espone ai rischi tipici di questa asset class. La funzione protettiva va quindi intesa nei confronti di uno scenario ben preciso e molto particolare.
Allocazione massima: 5% dell’esposizione azionaria
Avvertenze: Anche qui siamo di fronte a un Etf tematico concentrato su un solo settore. La diversificazione interna è limitata e la volatilità tende a essere più alta rispetto a un Etf azionario globale, anche per la presenza di società più piccole rispetto ai grandi nomi tecnologici.

Etf per il rendimento
Passiamo adesso alla parte più dinamica del portafoglio: il motore di rendimento.
In un lazy portfolio ben costruito, questo motore dovrebbe continuare a essere rappresentato soprattutto dall’azionario globale. È lì che si concentra la componente destinata a far crescere il capitale nel tempo.
Gli strumenti che seguono non servono a sostituire questo nucleo, ma a valutare possibili integrazioni. Possono aggiungere esposizioni diverse, fattori di rendimento specifici o temi strutturali, purché restino all’interno di una logica di portafoglio e non diventino semplici scommesse isolate.
Ecco, allora, alcune idee per rafforzare la componente di rendimento senza perdere di vista l’equilibrio complessivo.
Per una riflessione più approfondita sulla costruzione della parte azionaria di un portafoglio in Etf suggerisco la lettura dell’articolo dedicato.
iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF (IS3R)
Caratteristiche: Etf fattoriale che replica la strategia “momentum”. Si tratta dell’approccio che acquista i titoli che sono più saliti negli ultimi 6 – 12 mesi e vende quelli che, viceversa, sono saliti di meno. Un approccio che va contro il comune buon senso ma che, statisticamente, è capace di creare un extra rendimento significativo
Perché inserirlo in portafoglio: questo Etf consente di partecipare ai trend più solidi affidandosi alla cosiddetta saggezza collettiva del mercato. Il meccanismo ha basi sia comportamentali (gli investitori sottoreagiscono alle buone notizie, il prezzo continua a salire) sia strutturali (i flussi di capitale si concentrano progressivamente sui titoli vincenti).
Più che per una mera ricerca di rendimento, la funzione della strategia momentum è quella di limitare la sottoperformance nelle fasi di forte concentrazione del mercato quando la diversificazione tradizionale sembra non avere più senso (ne abbiamo parlato in un articolo dedicato).
Allocazione massima: 10% dell’esposizione azionaria
Avvertenze: Il fattore momentum tende a sovrappesare gli stessi titoli che possono già essere presenti in altri Etf tradizionali. Questo significa che, paradossalmente, uno strumento inserito per migliorare la diversificazione può produrre l’effetto contrario in determinate fasi di mercato. Inoltre in fasi di brusca inversione del mercato il fattore momentum può sottoperformare a lungo (cd. “momentum crash”).
WisdomTree Physical Bitcoin (BTCW)
Caratteristiche: non è un tradizionale Etf UCITS ma un Etn, cioè un titolo di debito (cioè una sorta di obbligazione) che ha come sottostante bitcoin fisici. L’attributo “physical” non è un semplice dettaglio commerciale: questo strumento non ricorre a derivati ma detiene realmente la criptovaluta sottostante.
Perché inserirlo in portafoglio: contenute allocazioni al bitcoin possono migliorare il profilo rischio-rendimento di un portafoglio diversificato. Questo tipo di strumenti consentono di esporsi al bitcoin senza dover gestire wallet digitali o exchange. A questo si aggiunge un trattamento fiscale semplificato: acquistato tramite un intermediario italiano le plusvalenze sono tassate automaticamente al 26%, come per qualsiasi altro strumento finanziario tradizionale, senza alcun obbligo di indicazione in dichiarazione dei redditi. Un vantaggio non scontato, se confrontato con la gestione fiscale di un wallet privato.
Inoltre questo strumento consente la compensazione di eventuali minusvalenze pregresse.
Per maggiori approfondimenti sul ruolo del bitcoin in portafoglio rimando alla lettura degli articoli dedicati.
Allocazione massima: 1 – 2% del portafoglio
Avvertenze: come tutti gli strumenti basati su criptovalute, la volatilità può raggiungere livelli estremi. Oltre al potenziale impatto sull’andamento del portafoglio, questa caratteristica comporta qualche complicazione in più in termini di attività di ribilanciamento.
È uno strumento che espone al rischio insolvenza dell’emittente. Pur essendo presenti meccanismi di protezione adeguati che minimizzano questa eventualità, questo è un aspetto da considerare.
WisdomTree World ETN (WWRD)
Caratteristiche: come il precedente strumento, anche questo è un Etn cioè un titolo di debito tramite il quale è possibile prendere esposizione al mercato azionario globale (indice MSCI World).
Perché inserirlo in portafoglio: consente di esporsi al mercato azionario globale come avviene per un normale Etf. Il vero vantaggio di questo strumento è che per la sua natura giuridica consente la compensazione delle minusvalenze. Può dunque risultare utile laddove esistano minusvalenze pregresse da compensare.
Allocazione massima: 5% dell’esposizione azionaria
Avvertenze finali: non è un Etf UCITS ma un Etn. Come nel caso precedente, esiste il rischio di insolvenza dell’emittente seppur minimizzato tramite opportuni strumenti di protezione (cd. collateralizzazione).
Xtrackers MSCI World Health Care UCITS ETF (XDWH)
Caratteristiche: Etf che offre esposizione al settore dell’Health Care dei mercati sviluppati. Stiamo parlando quindi di società che operano nel mondo della salute: farmaceutica, biotecnologie, dispositivi medici, servizi sanitari.
Perché inserirlo in portafoglio: si tratta di un settore difensivo con domanda meno legata al ciclo economico: le persone continuano a curarsi anche in recessione.
C’è anche una seconda lettura: l’healthcare viene da un lungo periodo di sottoperformance rispetto all’azionario globale. In ottica di “mean reversion” un settore a sconto, con fondamentali solidi può essere un candidato interessante in ottica di diversificazione.
Infine c’è un’ulteriore motivazione di natura più speculativa legata all’intelligenza artificiale.
Buona parte dei costi delle case farmaceutiche viene dalla ricerca: anni di trial clinici, spesso falliti. Se l’AI riuscirà davvero ad accelerarli, i margini del settore potrebbero beneficiarne.
Allocazione massima: 5% dell’esposizione azionaria
Avvertenze: il settore sanitario è particolarmente sensibile a decisioni politiche su prezzi dei farmaci e rimborsi (cd. “rischio regolatorio” soprattutto negli USA, circa il 68% del paniere).
Xtrackers – nuova gamma diversified portfolio
Caratteristiche: nuovi strumenti della gamma Xtrackers a gestione attiva. Con un unico strumento è possibile replicare un portafoglio diversificato. Rispetto ai più noti Vanguard LifeStrategy, che combinano principalmente azioni e obbligazioni, questi strumenti introducono anche una componente in oro. L’obiettivo è offrire una diversificazione più ampia, includendo un asset che può svolgere una funzione difensiva in alcune fasi di mercato.
Perché inserirlo in portafoglio: Rappresentano un “tutto in uno” per chi vuole un’unica posizione con diversificazione interna già costruita senza preoccuparsi di ribilanciamento, fiscalità ecc.
Questi Etf sono disponibili in diverse versioni modulate in base a diversi profili di rischio (con quota azionaria rispettivamente del 20, 40, 60 e 80%).
C’è anche un’altra motivazione più sottile: strumenti di questo tipo possono rappresentare un valido benchmark per valutare la propria capacità “gestoria”. Inserire uno di questi strumenti allineato con l’esposizione azionaria del resto del portafoglio può essere utile per valutare velocemente i propri risultati rispetto a un benchmark realistico.
Allocazione massima: 10% del portafoglio complessivo.
Avvertenze: stiamo parlando di strumenti lanciati sul mercato recentemente e che hanno, quindi, una storia operativa minima. Le masse in gestione, inoltre, sono ancora piuttosto basse.
Etf Equal Weight (link in descrizione).
Caratteristiche: Etf che investono nel mercato azionario globale con una differenza sostanziale rispetto a un classico Etf MSCI World: ogni titolo ha lo stesso peso all’interno del portafoglio. Questo evita esposizioni eccessive ai grandi colossi tecnologici e agli Stati Uniti.
Perché inserirlo in portafoglio:ormai da anni, per chi investe in ottica globale, si pone il problema dell’elevata concentrazione degli indici: chi detiene già un ETF sull’ MSCI World sa che sta investendo, di fatto, in un fondo sempre più concentrato su un pugno di titoli tecnologici americani. l’approccio Equal Weight rappresenta una soluzione semplice, immediata e a portata di tutti per gestire efficacemente questo problema. Ne abbiamo parlato approfonditamente in un articolo dedicato.
In particolare segnalo due strumenti:
- Invesco MSCI World Equal Weight UCITS ETF Acc che segue un approccio equal weight tradizionale,
- iShares MSCI World Sector & Country Neutral Equal Weight UCITS ETF USD (Acc)
è la versione equal weight “neutrale” rispetto ai settori e ai Paesi. La strategia equal weight distribuisce l’esposizione in modo uniforme su tutte le azioni dell’indice. Questo comporta, di fatto, una riduzione drastica dell’esposizione a aree geografiche e settori rispetto all’azionario globale tradizionale (Stati Uniti e tecnologia sono fortemente sottopesati).
L’approccio “neutrale” risolve questo problema: i titoli vengono pesati in modo uniforme solo all’interno di ogni paese e settore, mantenendo poi la stessa composizione geografica e settoriale dell’MSCI World classico.
Allocazione massima: 20% dell’esposizione azionaria
Avvertenze: nonostante la sua oggettiva ragionevolezza, l’approccio equal weight può attraversare lunghi periodi di sottoperformance.
Nota Bene: Non ho nessun accordo di collaborazione con le società menzionate nel presente articolo.
Leggi le edizioni precedenti:

Conclusioni
È pericoloso far venire il pubblico dietro le quinte: chi resta disilluso si arrabbia con chi gli ha rovinato l’illusione che amava.
W. Somerset Maugham
La disillusione è l’unica strada per investire con maggior consapevolezza.
In questo articolo, alla fine, non è stato proposto nulla di particolarmente ricercato.
In finanza, come ripetiamo spesso, il successo non dipende tanto dall’abilità di selezionare i trend vincenti, quanto dalla costanza nel non fare sciocchezze e nel ridurre, quanto più possibile, la probabilità di errore.
Per questo le soluzioni proposte non sostituiscono in alcun modo la diversificazione tradizionale: vanno intese come esposizioni satellite, capaci di offrire un potenziale diversificativo maggiore, ma senza alcuna certezza.
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Domande frequenti
Cos’è un ETF satellite?
È uno strumento che si affianca al nucleo (core) del portafoglio — di solito ETF ampiamente diversificati — per aggiungere un’esposizione specifica: un settore, un fattore di rendimento o un tema. Non sostituisce l’asset allocation di base, la integra in piccola percentuale.
Cos’è un cat bond e che rischio comporta?
Un cat bond (catastrophe bond) è un’obbligazione emessa da assicurazioni per trasferire agli investitori il rischio di eventi catastrofali naturali, come uragani o terremoti. Se l’evento non si verifica, l’investitore incassa capitale e rendimento; se si verifica sopra una soglia stabilita, può perdere parte o tutto il capitale. Il rischio non è quindi finanziario, ma legato alla natura.
Qual è la differenza tra un ETF UCITS e un ETN?
Un ETF UCITS è un fondo regolamentato che detiene fisicamente (o tramite replica) gli asset sottostanti. Un ETN (Exchange Traded Note) è invece un titolo di debito emesso da una banca o istituzione finanziaria: chi lo acquista è esposto anche al rischio di insolvenza dell’emittente, oltre che all’andamento del sottostante.
Investire in bitcoin tramite ETP è sicuro?
Un ETP physical-backed come quello citato nell’articolo detiene realmente bitcoin a fronte delle quote emesse, senza ricorrere a derivati. Resta comunque uno strumento ad alta volatilità ed esposto al rischio di insolvenza dell’emittente, anche se mitigato da meccanismi di protezione.
Cosa significa “mean reversion” applicato a un settore come l’healthcare?
È l’idea che un settore rimasto a lungo indietro rispetto al mercato possa, in presenza di fondamentali solidi, recuperare terreno nel tempo. Non è una certezza né un timing preciso: è una probabilità da considerare, non un segnale di acquisto.
Cos’è un ETF Equal Weight e perché si usa?
È un ETF che attribuisce lo stesso peso a ogni titolo in portafoglio, a differenza di un ETF tradizionale che pesa i titoli in base alla capitalizzazione di mercato. Riduce la concentrazione su pochi grandi nomi (oggi soprattutto tecnologici e americani), al costo di periodi anche lunghi di sottoperformance.


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