I mercati finanziari e l’economia moderna continuano a sorprendere per la rapidità con cui riescono a stravolgere scenari e prospettive. Ormai un tweet presidenziale è capace di ribaltare letteralmente gli equilibri finanziari e le aspettative degli investitori.
In un contesto così instabile, difficile da interpretare perfino dagli investitori più esperti, scegliere gli strumenti “giusti” diventa cruciale.
Come ogni anno, in questo articolo andremo a condividere 10 Etf selezionati per ispirare chi desidera costruire o rivedere un portafoglio solido.
Non si tratta dei migliori Etf in assoluto né di consigli operativi. Piuttosto faremo un esercizio pratico per riflettere su come combinare con consapevolezza rendimento e protezione del portafoglio.
Strategia e Tattica: cosa conta di più?
Prima di pensare alla selezione degli Etf migliori, occorre essere ben consapevoli della differenza tra “strategia” e “tattica” e dell’importanza profonda dell’Asset Allocation.
L’asset allocation strategica si riferisce alla struttura del portafoglio progettata per essere mantenuta nel lungo termine. Deve essere definita sulla base degli obiettivi, dell’orizzonte temporale e della tolleranza al rischio e rimane stabile nel tempo.
L’asset allocation tattica riguarda, invece, aggiustamenti apportati al portafoglio per sfruttare opportunità o per proteggersi da rischi legati al breve e medio periodo.
Si tratta, perciò, di un’attività temporanea che può prevedere un momentaneo scostamento dalla strategia di lungo periodo (asset allocation strategica).
Seguire scelte tattiche può sembrare intelligente e profittevole, tuttavia la ricerca accademica ha dimostrato che i risultati restituiti da un portafoglio nel lungo periodo sono determinati dall’asset allocation strategica.
Questo significa che il contributo al rendimento, degli aggiustamenti di breve termine è irrilevante: per quanto avvedute e tempestive, scelte tattiche legate alla selezione degli strumenti, operazioni di market timing o altro, hanno rilevanza irrisoria.
Cercare di migliorare i risultati con scelte “tattiche” è naturale e, per molti aspetti, condivisibile. L’importante è avere consapevolezza che non sarà la tattica a ribaltare le sorti di un portafoglio.
Chi ha tracciato male la propria rotta finanziaria (strategia) anche manovrando il timone con maestria (tattica) finirà nella direzione sbagliata.
Sempre a proposito di rotta, quando si parla di asset allocation tattica, diventa fondamentale circoscrivere con precisione le scelte per evitare che intuizioni di breve termine generino pericolose deviazioni dal percorso.
Per questo motivo è opportuno:
- Limitare l’asset allocation tattica a una parte residuale del portafoglio (10 – 20% massimo);
- Assicurarsi che eventuali errori tattici non compromettano il risultato complessivo.
Questo implica, ad esempio, che Etf a leva o Etf short non dovrebbero mai essere presi in considerazione da investitori non professionali.
Dopo queste doverose premesse andiamo ora ad analizzare 5 Etf per la protezione e 5 Etf per il rendimento conformi alla normativa UCTIS (cioè che rispettano rigorosamente la regolamentazione europea sui fondi di investimento).
Come nelle precedenti edizioni delle nostre “Top ten Etf”, per ciascunoi strumento proposto verranno presentati:
- Le principali caratteristiche;
- Le motivazioni per cui considerarne l’inserimento in portafoglio;
- La sua funzione strategica (in ottica di lungo periodo) o tattica (in ottica di breve periodo);
- L’allocazione massima per evitare che una scelta avveduta si trasformi in una scommessa pericolosa.
La denominazione di ogni Etf contiene il link all’analisi dettagliata sul sito Just Etf.

Etf per la protezione
Vediamo adesso 5 strumenti per adattare la parte difensiva del portafoglio all’attuale contesto di mercato. Per una corretta disposizione della “difesa” del portafoglio ti invito a leggere il post dedicato agli asset difensivi.
UBS Japan Treasury 1 – 3 Etf (Ticker: JT13)
Caratteristiche: Investe in titoli di stato Giapponesi a breve scadenza denominati in yen.
Perchè inserirlo in portafoglio: Lo yen è una valuta rifugio che tende ad apprezzarsi nella fasi di stress finanziario. La valuta nipponica viene da un lungo periodo di debolezza nei confronti delle principali valute e, per quanto ci riguarda, dell’euro. Siamo praticamente sui minimi di sempre.
In ottica di “mean reversion” rappresenta una valuta da tenere in considerazione.
Ma, soprattutto, lo yen tende a essere correlato negativamente con il dollaro. Come abbiamo visto in un recente post dedicato, la svalutazione del dollaro rappresenta una potenziale insidia per i portafogli diversificati in ottica globale.
Dunque trasferire una parte della quota destinata ad obbligazioni globali (esposte al dollaro per circa il 40%) su strumenti denominati in yen può contribuire a migliorare la diversificazione.
Modalità di utilizzo: Tattica.
Allocazione massima: 5 – 10% dell’esposizione obbligazionaria.
UBS Foreign AAA-BBB 1-5 ESG Etf CHF (Ticker SB5)
Caratteristiche: Investe in obbligazioni societarie e titoli di stato di elevato merito creditizio denominati in franchi svizzeri con scadenza entro i 5 anni.
Perché inserirlo in portafoglio: Come per il precedente strumento, l’obiettivo di questo Etf è migliorare la diversificazione valutaria del portafoglio attraverso l’esposizione al franco svizzero.
Il tema rimane la ricerca di valute rifugio alternative al dollaro per contrastare il potenziale indebolimento del biglietto verde.
Comporre una parte della componente obbligazionaria globale (in larga parte denominata in dollari) attraverso questo strumento consente di ridurre l’esposizione al dollaro.
Modalità di utilizzo: Tattica.
Allocazione massima: 5 – 10 % dell’esposizione obbligazionaria.
Xtrackers Eurozone Inflation-Linked Bond Etf (Ticker XEIN)
Caratteristiche: Investe in titoli di stato dell’eurozona indicizzati all’inflazione europea.
Perché inserirlo in portafoglio: Dopo anni di “rigore fiscale”, Europa e paesi membri dell’Unione si apprestano a varare massicci programmi di aumento della spesa pubblica per investimenti in difesa, infrastrutture e transizione energetica.
Si tratta di interventi necessari e, per certi aspetti, benvenuti ma che potrebbero riaccendere pressioni inflazionistiche soprattutto se l’offerta non riuscirà ad assorbire l’aumento della domanda e se il contesto geopolitico rimarrà instabile.
Etf che investono in obbligazioni indicizzate all’inflazione possono offrire una protezione mirata contro un potenziale ritorno di fiammate inflative.
Come abbiamo osservato nella precedente edizione della Top Ten, l’attuale livello dei tassi reali rende, inoltre, questa asset class ancora più attraente.
Modalità di utilizzo: Strategica.
Esposizione massima: 15 – 20% dell’esposizione obbligazionaria.
Etf Target Maturity (link in descrizione)
Caratteristiche: Gli Etf Target Maturity sono fondi indicizzati che investono in panieri di obbligazioni accomunate dalla stessa scadenza. A differenza degli Etf obbligazionari tradizionali (che reinvestono continuamente il paniere di obbligazioni sottostante), questi Etf hanno una data di scadenza definita in cui rimborsano il capitale direttamente all’investitore.
Quindi il loro funzionamento è molto simile a quello di una singola obbligazione che, giunta a scadenza, accredita il capitale in conto corrente.
Perché inserirlo in portafoglio: Gli Etf target maturity non vanno intesi come sostitutivi degli Etf obbligazionari tradizionali che rimangono lo strumento principale costruire un portafoglio diversificato (ne abbiamo parlato dettagliatamente in questo articolo dedicato).
Tuttavia i target maturity offrono due vantaggi distintivi:
- Consentono di pianificare con certezza le scadenze future di un portafoglio obbligazionario;
- In un contesto in cui azioni e obbligazioni mostrano ancora una correlazione positiva, possono fornire un ulteriore livello di diversificazione.
L’idea è quella di affiancare al lazy portfolio principale un portafoglio “parallelo” costruito come una scala obbligazionaria composta da Etf target maturity con scadenze e rendimenti crescenti.
Questo portafoglio secondario può funzionare come serbatoio di liquidità da cui attingere per ribilanciare il portafoglio principale. (ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato alla strategia bond laddering).
Modalità di utilizzo: strategica.
Esposizione massima: 10 – 15% del portafoglio complessivo (portafoglio principale = 85 – 90%; portafoglio secondario bond ladder = 10 – 15%).
Link agli strumenti: Questi strumenti sono stati introdotti in Europa da Ishares soltanto qualche anno fa. Adesso sono molte le case di investimento che offrono questa strategia. Di seguito i link alla gamma di due dei principali player:
👉 Ishares: gamma Ibonds;
👉 Xtrackers: gamma target maturity
L&G Cyber Security UCITS Etf (Ticker: ISPY)
Caratteristiche: Etf azionario che investe nelle principali aziende globali specializzate nella sicurezza informatica. In parole più semplici, stiamo parlando delle società che sviluppano programmi e dispositivi per impedire ai pirati informatici (hacker) di entrare nei sistemi di aziende, governi e persone per rubare soldi, dati, informazioni.
Perché inserirlo in portafoglio: Anche se inserire un Etf azionario come protezione può sembrare incoerente, l’obiettivo è quello di contribuire a gestire uno dei rischi potenzialmente più sottovalutati: il rischio informatico (cyber risk).
Lo stesso presidente della FED Jerome Powell, in più occasioni, ha pubblicamente affermato che il cyber risk rappresenta una delle minacce più insidiose contro la quale le banche centrali non hanno nessuna esperienza
Il blackout informatico che la scorsa estate paralizzò il globo per un problema di aggiornamento nei sistemi Windows di tutto il mondo, ha dimostrato quanto la società sia vulnerabile a questo tipo di problematiche.
In un mondo dove le guerre si combattono sempre più a colpi di tecnologia avanzata, strumenti di questo tipo possono rappresentare una difesa contro l’acuirsi delle tensioni geopolitiche.
Si tratta, chiaramente, di uno strumento da maneggiare con cura visto che stiamo parlando di un Etf tematico e, quindi, particolarmente volatile.
Modalità di utilizzo: Tattico.
Esposizione massima: 5 – 10% dell’esposizione azionaria.
Etf per il rendimento
Veniamo adesso agli strumenti passivi per integrare il motore di rendimento di un lazy portfolio diversificato.
Quando pensiamo a come migliorare le prestazioni, ricordiamo sempre che il motore principale di qualsiasi portafoglio diversificato dovrebbe essere il mercato azionario globale.
L’esposizione globale costituirà il nucleo attorno al quale sviluppare ulteriori direttive di diversificazione, mirate a rafforzare l’equilibrio e l’efficacia del portafoglio.
Ecco, allora, alcune idee di diversificazione.

Xtrackers II Rolling Target Maturity Sept 2027 EUR High Yield Etf (Ticker XHY1)
Caratteristiche: Investe in obbligazioni societarie europee ad alto rendimento (High Yield) con scadenza fissa iniziale settembre 2027.
Perché inserirlo in portafoglio: A differenza degli Etf target maturity visti nella sezione “Etf per la protezione”, una volta giunto a scadenza, questo strumento non rimborsa il capitale all’investitore ma procede, automaticamente, alla costruzione di un nuovo paniere di obbligazioni con scadenza 3 anni.
Il portafoglio viene gestito seguendo questo processo:
- L’Etf investe in obbligazioni che scadono a settembre 2027;
- Una volta che tutte le obbligazioni saranno scadute, l’Etf procederà a ricostruire un nuovo portafoglio obbligazionario con scadenza 3 anni.
Questo meccanismo si ripete nel tempo.
Il vantaggio è quello di accedere, con un’ampia diversificazione, a un segmento di mercato (l’obbligazionario High Yield) difficile da replicare autonomamente (l’esposizione a ogni singolo emittente non può superare il 3%).
La struttura di questo Etf e il mantenimento delle obbligazioni fino alla scadenza permettono di mitigare il rischio default e la volatilità legata ai tassi offrendo maggiore stabilità rispetto agli Etf tradizionali.
Ovviamente L’Etf va a selezionare, comunque, un segmento rischioso del mercato obbligazionario che rende questo strumento adatto a un profilo di rischio più dinamico.
Modalità di utilizzo: Tattico.
Esposizione massima: 5% del portafoglio.
VanEck S&P Global Mining UCITS Etf (Ticker GDIG)
Caratteristiche: Investe in azioni di società che operano nell’industria di estrazione di metalli e minerali industriali come rame, nichel, zinco e alluminio.
Perché inserirlo in portafoglio: Il settore dei “miners” è tipicamente ciclico e tende a beneficiare dei momenti di accelerazione della crescita e della domanda di materiali.
Tuttavia le motivazioni che dovrebbero spingere a valutarne l’inserimento in portafoglio sono sempre attinenti alla diversificazione complessiva.
Il settore minerario può offrire due vantaggi strategici:
- Protezione dall’inflazione: le società attive nell’estrazione di metalli industriali tendono a beneficiare di eventuali pressioni inflazionistiche soprattutto quando sono alimentate da un aumento della domanda di materie prime (ne abbiamo parlato in questo post);
- Esposizione a trend strutturali: la transizione energetica e lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche legate all’intelligenza artificiale stanno generando una domanda crescente di metalli come rame, nichel, litio. Il settore può quindi intercettare questa tendenza proprio in una fase in cui le valutazioni appaiono decisamente attraenti (per approfondimenti suggerisco la lettura di questo articolo esterno);
Modalità di utilizzo: Strategico.
Esposizione massima: 5 – 10% dell’esposizione azionaria.
Xtrackers MSCI World Health Care UCITS Etf (Ticker XDWH)
Caratteristiche: Investe nelle azioni delle società del settore sanitario a livello globale. Il settore sanitario comprende una vasta gamma di sottosettori: case farmaceutiche, biotecnologie, dispositivi medici, servizi sanitari, logistica di farmaci e dispositivi medicali.
Perché inserirlo in portafoglio: L’healthcare è, per natura, un settore difensivo perché legato a bisogni primari e non comprimibili. Cinicamente possiamo affermare che, anche in fasi di recessive e di calo dei redditi, le spese per farmaci, terapie e assistenza non possono essere rinviate o eliminate.
C’è poi il tema del progressivo invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati, che alimenta una domanda strutturale di beni e servizi sanitari.
Inoltre, il settore sanitario potrebbe rivelarsi uno dei maggiori beneficiari dell’adozione dell’intelligenza artificiale, anche se al momento questo potenziale sembra ancora ampiamente sottovalutato. L’AI potrebbe rivoluzionare aree come la diagnosi precoce, lo sviluppo di nuovi farmaci e la personalizzazione delle terapie contribuendo, al tempo stesso, a ridurre significativamente i costi legati alla ricerca e sviluppo.
Questo mix di innovazione e maggiore efficienza operativa potrebbe tradursi in un ulteriore motore di crescita per molte aziende del comparto.
Modalità di utilizzo: Tattico.
Esposizione massima: 5% dell’esposizione azionaria.
SPDR MSCI USA Small Cap Value Weighted Etf (ZPRV)
Caratteristiche: Investe in società statunitensi a piccola capitalizzazione (small cap) caratterizzate da basse valutazioni.
Perché inserirlo in portafoglio: Nonostante il lungo periodo di sottoperformance, le small cap value statunitensi rappresentano ancora un asset class interessante, soprattutto in ottica di lungo periodo.
- Innanzitutto offrono un importante contributo alla diversificazione: si tratta di un segmento spesso trascurato che può rivelarsi prezioso in chiave di mean reversion ossia quando le performance cicliche tendono a riequilibrarsi. Le small cap possono, infatti, compensare eventuali fasi di lunga debolezza delle società più grandi (large cap) contribuendo a “stabilizzare” le performance del portafoglio (ne abbiamo parlato in questo articolo);
- L’incrocio tra i fattori “size” (small cap) e “value” è il metodo più efficace per esporsi a questo segmento: secondo la ricerca accademica, il premio per il fattore “value” è storicamente più elevato tra le società più piccole (small cap). Questo Etf va, appunto, a selezionare società “value” di piccole dimensioni;
- Implicazioni politica MAGA: Questo comparto potrebbe, infine, beneficiare delle politiche di rilancio e di deregolamentazione del settore industriale americano volute dall’amministrazione Trump (Make America Great Again).
Il “potenziale” rilancio del settore manifatturiero americano potrebbe favorire proprio le società di piccole dimensioni più sensibili ai cambiamenti nella politica economica domestica.
Modalità di utilizzo: Strategico.
Esposizione massima: 10% dell’esposizione azionaria.
Invesco MSCI World Equal Weight Etf (MWEQ)
Caratteristiche: Etf che investe nel mercato azionario globale (rappresentato dall’indice MSCI World) assegnando lo stesso peso a ogni società indipendentemente dalla sua dimensione.
Perchè inserirlo in portafoglio: Nel mercato azionario moderno i grandi colossi tecnologici hanno acquisito un peso sempre più rilevante: oggi le prime 10 società rappresentano circa un quarto dell’intera capitalizzazione globale. Quando pochi titoli arrivano a dominare un intero indice, si parla di “concentrazione”. Attualmente, questo fenomeno è ai massimi storici.
Il problema principale di un mercato molto concentrato è che eventuali rallentamenti o correzioni dei giganti tecnologici possono trascinare al ribasso l’intero indice.
Questo ETF consente, in modo semplice, di gestire il rischio di concentrazione, migliorando la diversificazione: ogni azienda inclusa nell’indice riceve esattamente lo stesso peso, indipendentemente dalla sua capitalizzazione.
Storicamente, un approccio equal weight si è dimostrato particolarmente efficace nelle fasi di rotazione ciclica, quando il mercato favorisce i titoli meno rappresentati rispetto ai grandi colossi (abbiamo trattato approfonditamente questo tema nell’articolo dedicato all’approccio Equal Weight).
Modalità di utilizzo: Strategico.
Esposizione massima: dal 10 al 30% dell’esposizione azionaria in funzione del livello di diversificazione (leggi il post dedicato)
Conclusioni
𝐉𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐋𝐢𝐯𝐞𝐫𝐦𝐨𝐫𝐞
𝐋’𝐨𝐯𝐯𝐢𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐫𝐚𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥’𝐢𝐧𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.
𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐠𝐚𝐧𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨.
In questo articolo abbiamo condiviso analisi, storie e prospettive su alcuni settori, temi e tendenze. Alcune ti saranno sembrate più convincenti, altre meno.
Quando si costruisce un portafoglio è importante riservare solo una parte marginale alla ricerce di trend e idee originali e concentrare, invece, il cuore della strategia su strumenti generalisti, collaudati e persino noiosi.
Non c’è niente di sbagliato nel voler effettuare piccole scelte tattiche, a patto che rimangano coerenti con l’asset allocation strategica e con i tuoi obiettivi di lungo periodo.
Nota Bene: Non ho nessun accordo di collaborazione con le società menzionate nel presente articolo.
Leggi le precedenti edizioni:



…noto con piacere che yen, chf e inflation linked sono considerati idonei asset da “bilanciere”. Per la diversificazione della parte crescita io suggerisco small cap euro… Grande David
grazie per l’articolo come sempre lettura must della domenica. Ho una domanda relativa ai bond Japan: vero che sono brevi, ma non si sta parlando di un possibile aumento dei tassi giapponesi? Questo non comprometterebbe almeno in parte il possibile vantaggio derivante dal cambio?
Sì Daniele: a livello teorico condivido la tua osservazione. Poi resta il problema che l’andamento dei cambi è difficile da interpretare tanto quanto l’andamento dei mercati azionari.
Specie quando si parla di Giappone: la banca centrale detiene oltre il 50% del debito giapponese (cioè di titoli di Stato). Praticamente ci sono sedute in cui non si verificano scambi sul mertaro dei bond governativi nipponici. In un mercato del genere diventa ancora più difficile interpretare le dinamiche del cambio.
In ogni caso, gli ultimi movimenti sullo yen confermano una certa correlazione negativa col dollaro e questo mi sembra un buon motivo per considerare i bond a breve termini un buon diversificatore “tattico”.