Il mercato finanziario da sempre si fa beffe di tutte le previsioni che le migliori menti economiche cercano di costruire.
Ne è stato un esempio lampante l’anno 2019, che, dopo un 2018 nefasto, ha regalato ottimi (e inaspettati) risultati.

In questo articolo voglio parlare di alcuni suggerimenti concreti per affrontare al meglio l’incertezza e creare soluzioni di investimento che ottimizzino il rapporto tra rischio e rendimento.

L’obiettivo è quello di rispondere ai dubbi di chi non sa come affrontare questo mercato così imprevedibile, ma che vorrebbe sfruttare le possibilità che, indubbiamente, offre.

Il bilanciamento di portafoglio classico

Una delle regole tradizionali per tutelare il proprio portafoglio, e fondamentali per la costruzione dello stesso, consiste nel bilanciamento del rapporto tra rischio e rendimento.

Questo obiettivo si ottiene suddividendo il capitale in proporzioni variabili per ottenere la giusta combinazione tra azioni (rischiose e redditizie) ed obbligazioni (meno rischiose ma poco remunerative) rimanendo, più o meno, nel mezzo alle due categorie di investimento.

Ecco così ottenuto il primo livello di portafoglio bilanciato.

Premesso che una soluzione di questo tipo risulta produttiva nel medio termine (quindi da un minimo di 3-5 anni in poi), questo purtroppo è il risultato di un portafoglio bilanciato in un anno burrascoso come il 2018:

Grafico dell’ andamento medio dei prodotti bilanciati nel 2018

Il bilanciamento delle attività finanziarie con questa logica ha  una sua efficacia nel medio termine ma non è l’unica alternativa possibile.
Vi parlerò ora di un approccio poco diffuso ma molto molto funzionale per tutti coloro che non vogliono rinunciare a vedere il proprio capitale crescere con una certa costanza.

Approccio Barbell. Ovvero: non fidarsi delle previsioni

Tradotto letteralmente il termine “barbell” significa bilanciere.

Ne ho sentito parlare per la prima volta da quel simpatico saggista e matematico libanese dal nome Nassim Taleb, esperto in matematica finanziaria e autore, tra gli altri, de “Il Cigno Nero”.
Il libro, che è ormai diventato un must have per tutti quelli che vogliono comprendere i meccanismi del mondo della finanza, parla dell’assoluta inefficacia delle previsioni finanziarie, visto che secondo l’autore, non sarebbe possibile domare l’imprevedibilità del futuro, ma solo tutelarsi dalla peggiore delle ipotesi.

È facile capire quanto lui odi gli economisti, soprattutto la categoria dei professori titolari di cattedra in qualche famosa università che si dilettano ad analizzare il passato economico per prevederne il futuro.
Piuttosto sarebbe più propenso a dare qualche chance alla lettura dei tarocchi.

Il passato non può dare una visione del futuro. Perché la vita è pronta a scardinare tutte le nostre certezze. È quanto successo agli esploratori che videro per la prima volta i cigni neri… convinti che i cigni esistessero solo nella loro versione bianca.

E quindi come fare per tutelarsi da questo futuro che non possiamo soggiogare?

In ambito finanziario Nassim Taleb consiglia il metodo del bilanciere, che ti insegna ad essere contemporaneamente estremamente prudente  ed estremamente aggressivo.

La tecnica si realizza, infatti,  investendo la parte più cospicua del proprio capitale in strumenti a bassissimo rischio, mentre la parte residuale  sarà impiegata in strumenti ad alto rischio.

Come costruire il bilanciere

La strategia consente di bilanciare  una parte consistente del portafoglio, investita in prodotti sicuri ma, in quanto tali, poco redditizi, con l’investimento di poco capitale in prodotti ad alto rischio che permettano ritorni interessanti, evitando sempre le posizioni intermedie (quelle centrali, rappresentate dai tradizionali prodotti bilanciati).

In questo modo il risultato non dipenderà da errori di valutazione delle case di investimento nella gestione del rischio (a cui sono soggetti i prodotti di investimento bilanciati/flessibili): eventi imprevedibili e mercati bizzarri non danneggeranno il portafoglio se non la piccola parte investita in prodotti “rischiosi”.

Nella costruzione di un portafoglio completo, dovrà essere opportunamente combinato l’inserimento di liquidità, obbligazioni ed azioni.

Tradotto in termini pratici:

Estremità prudente:

rappresenta la parte più consistente del capitale (75%)  impiegata in liquidità, obbligazioni governative, obbligazioni ad elevato merito creditizio, oro e valute difensive come dollaro usa e yen.

Estremità aggressiva:

è la parte residuale del capitale (25%) che sarà utilizzata investendo in prodotti speculativi e redditizi come azioni, obbligazioni ad alto rendimento, obbligazioni dei paesi emergenti.

Infografica approccio Barbell

Conclusioni

  • L’approccio barbell rappresenta un’ottima metodologia per gestire l’emotività (che rappresenta il peggior nemico dell’investitore: approfondisci): la stabilità della parte a basso rischio consente psicologicamente di gestire meglio gli sbalzi di mercato a cui sarà soggetta la parte opposta del bilanciere;
  • La parte azionaria , potrà essere costruita con gradualità integrando un versamento iniziale attraverso un automatismo mensile di investimento  che incrementi l’esposizione ottimizzando il timing di ingresso (leggi il post sul piano di accumulo)
  • Infine è opportuno prevedere di utilizzare progressivamente la  liquidità per cogliere le future opportunità di investimento offerte dalle fasi di ribasso del mercato.

Quindi:

fate lavorare alacremente una piccola parte del vostro patrimonio, investite in sicurezza tutto il resto, ma ricordatevi di non lasciare mai il vostro capitale dormiente, dimenticato su un polveroso conto corrente.

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