Tassi USA

Stati Uniti: segnali d’allarme dal mercato monetario?

Questo post sarà un po’ tecnico.

Racconta di una vicenda curiosa e vagamente allarmante accaduta a cavallo della metà di settembre, di cui praticamente nessuno ha parlato, se non i quotidiani specializzati e qualche addetto ai lavori.

Mentre tutti siamo impegnati a controllare con ansia l’andamento di varie guerre commerciali, la Brexit (capitolo che sembra essere senza fine) e le vicende del rallentamento economico, in America la settimana scorsa i tassi di interesse del mercato interbancario sono balzati dal 2 al 10%. E tutto questo é accaduto nell’era dei tassi negativi. 
La vicenda è rientrata in una sola giornata grazie all’intervento più o meno tempestivo della Banca Centrale Americana.

Perchè è accaduto? 
E cosa significa questo sbalzo dei tassi di interesse del mercato interbancario?
E poi, per quale motivo la banca centrale americana è subito accorsa ad arginare il fenomeno?

Vediamo di dare una spiegazione logica a questa vicenda partendo con ordine, cioè cercando di capire cosa sia il mercato interbancario e quale sia la sua funzione.

Cos’è il mercato interbancario e perché è importante

Il mercato interbancario rappresenta il luogo in cui le banche si prestano denaro tra loro: gli istituti con eccesso di riserve liquide offrono denaro ad altri istituti che, al contrario, ne hanno necessità, generalmente per esigenze di brevissimo tempo (di solito pochi giorni).
A condizioni normali, i tassi che vengono applicati a questo tipo di operazioni rispecchiano il livello di riferimento fissato dalla banca centrale e quindi, parlando di Stati Uniti, il 2%. 

Il mercato interbancario è importante perché misura il livello di fiducia che intercorre tra gli Istituti bancari (il denaro viene prestato ad un basso tasso di interesse perchè il rischio di perdere il capitale è considerato pressoché nullo) e rappresenta il primo meccanismo di trasmissione della liquidità dal sistema finanziario all’economia reale.
La liquidità infatti passa dalle banche alle imprese e alle famiglie sotto forma di finanziamenti che, a loro volta, sostengono consumi ed investimenti alimentando il ciclo economico.

In un sistema finanziario radicato sulla fiducia, l’inceppamento di uno dei principali meccanismi di diffusione del denaro può portare al collasso del ciclo sopra descritto: le banche non si prestano più il denaro tra di loro, o lo fanno a tassi molto alti, e la liquidità non riesce ad arrivare a famiglie e imprese per alimentare consumi ed investimenti determinando il blocco del sistema economico.

Perché si è verificata questa anomalia

Le ragioni dichiarate che sembrano trovarsi alla base di questo improvviso rialzo dei tassi sembrano sommarsi in una concatenazione di eventi:

  • scadenze fiscali per banche ed imprese;( soldi che dalle banche finiscono alle casse dello stato per il pagamento delle tasse)
  • scadenze di titoli obbligazionari ( il cui capitale deve essere rimborsato agli investitori); 
  • emissioni di titoli di stato ( spostamento del capitale dai conti correnti degli investitori alle casse statali).

Il simultaneo prelevamento di liquidità dal sistema bancario per queste esigenze  ha prosciugato le risorse degli istituti di credito con conseguente difficoltà nel processo di scambio reciproco sul mercato interbancario.

I tassi, dunque, sono saliti per la carenza d’offerta. Un po’ come il prezzo della benzina che sale in concomitanza della riduzione della produzione di petrolio.

Ritornano le cassandre

Tra gli addetti ai lavori c’è chi inizia ad aggrottare le sopracciglia ricordando che un fenomeno analogo si è presentato nei giorni precedenti al crollo di Lehman Brothers, tragico simbolo della crisi finanziaria del 2008:

alcuni sostengono, infatti, che alla base del fenomeno vi siano più che altro importanti difficoltà da parte di un grosso istituto di credito tali da bloccare il supporto reciproco tra banche: si teme che qualcuno possa fallire nottetempo senza restituire i fondi ricevuti in prestito.

Usare il buon senso e accendere il cervello

Difficile dare spiegazioni certe a fenomeni che riguardano contesti così alti, lontani ed incontrollabili: in ambito finanziario ci sono eventi e evoluzioni impossibili da determinare e gestire con certezza.
Se da un lato è vero che si dovrebbe imparare dagli errori del passato e che le crisi si ripetono con una certa ciclicità, difficilmente i segnali premonitori si replicano con le stesse identiche caratteristiche.

Il vero dato da analizzare non risiede tanto nelle analogie con il passato quanto, piuttosto, con l’eccezionalità della situazione attuale: mai nella storia finanziaria si era assistito ad un così prolungato periodo di bassi tassi d’interesse e di misure di sostegno straordinarie da parte delle banche centrali.
Né sembra che questa eccezionalità possa essere destinata a rientrare in tempi brevi.

Il fatto che una stretta temporanea di liquidità, forte ma comunque prevedibile, abbia creato un terremoto di così ampia portata sul mercato interbancario USA dimostra l’incapacità degli attori del settore (le banche) di comprendere e prevedere l’andamento del sistema finanziario di oggi.

Quello che preoccupa maggiormente è che gli investitori grandi e piccoli sono troppo impegnati nella ricerca spasmodica di rendimenti considerati accettabili nella nuova era dei tassi negativi, da non rendersi conto di aver da tempo oltrepassato il varco del conosciuto ed essersi addentrati in un mondo surreale, in cui forse sarebbe necessario porsi qualche domanda prima  di assumersi rischi sempre maggiori.
Ed il  rischio tangibile è che in un contesto così profondamente nuovo, continuare ad investire con logiche del passato nella convinzione che possano continuare ad essere premianti, possa provocare amare delusioni: pensare che obbligazioni e titoli governativi possano continuare a dare rendimenti a doppia cifra in piena sicurezza solo perché fino ad oggi è stato (più o meno) così, è pura illusione.


C’era una volta un tacchino

C’era una volta un tacchino che viveva felice in una fattoria americana. Da quando era nato il suo allevatore gli procurava cibo ogni giorno e lo lasciava scorrazzare nell’aia insieme agli altri animali. Il tacchino non aveva dubbi che l’umano si sarebbe preso cura di lui e, in base alla sua esperienza passata, avrebbe continuato a farlo per sempre.
Il povero tacchino non poteva sapere che il giorno del ringraziamento avrebbe stravolto tutte le sue certezze, facendolo diventare la portata principale di una qualche famiglia riunita nel giorno di festa. 

Si tratta di uno dei tanti esempi che N. Taleb utilizza nel suo “Il Cigno Nero” per ammonire il lettore sull’impossibilità di prevedere il futuro sulla base della banale analisi degli eventi passati.

Evoluzione benessere del tacchino
Evoluzione del benessere del tacchino

Il passato e la regola del “se è sempre stato così allora sarà sempre così”, ciclicamente disattendono le aspettative, proprio come sta accadendo in questo periodo.

Ecco perché l’arma vincente nei mercati finanziari così come in  molte situazioni della vita è esercitarsi a pensare:

” Ho organizzato un piano B nel caso in cui le cose cambino inaspettatamente? “.

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