Per gli investitori sono arrivati tempi duri. Inutile negarlo: l’ambiente si fa sempre più ostile.
I prezzi delle materie prime alle stelle, le nubi fosche sulle prospettive di crescita economica, il conflitto e l’insidia dell’inflazione mettono a dura prova i nervi e i portafogli.
La combinazione simultanea di tutte queste variabili ha un termine ben preciso che non lascia presagire nulla di buono: stagflazione!
Perfino Greg Jensen, uno dei responsabili dell’hedge fund Bridgewater, ormai da tempo mette in guardia dal rischio di stagflazione.
In questo articolo cercheremo di capire cosa è la stagflazione e quali sono le asset class da detenere in portafoglio durante periodi di stagflazione.
Cosa è la stagflazione
Per comprendere bene il concetto di stagflazione e le relative implicazioni per gli investimenti, dobbiamo prima capire quali sono le possibili interazioni tra crescita economica e inflazione.
Queste due variabili possono salire o scendere seguendo direzioni analoghe o contrapposte dando così origine ai 4 diversi regimi economici.
Infatti sappiamo che la crescita economica può accelerare o rallentare e l’inflazione può salire o scendere.
Proprio In funzione dell’interazione tra crescita economica e inflazione avremo 4 diversi quadranti economici:
- Crescita economica con inflazione in rialzo;
- Crescita economica con inflazione in diminuzione;
- Recessione economica con inflazione in diminuzione;
- Recessione economica con inflazione in rialzo.

Con il termine stagflazione si intende la combinazione di recessione economica e elevata inflazione.
Neanche a farlo a posta, questo è lo scenario peggiore per l’economia e per i portafogli di investimento: la disoccupazione sale ma salgono anche i prezzi di beni e servizi. Diminuisce quindi la capacità di spesa dei consumatori che porta a minori consumi, minori profitti aziendali e minore occupazione.
Inutile precisare che questa spirale malefica danneggia tanto le azioni quanto le obbligazioni.
Diventa dunque difficile trovare rifugio nelle asset class investibili.
Il paragone con gli anni ‘70
Le analogie con il decennio a cavallo degli anni settanta sono sempre più ricorrenti.
In quegli anni, il debito pubblico fuori controllo, la crisi petrolifera e la conseguente l’impennata del prezzo del greggio, il costo per la campagna militare del Vietnam gettarono l’economia americana in una difficile recessione con l’inflazione che raggiunse livelli a doppia cifra.

A ben guardare, gli elementi in comune con il periodo che stiamo vivendo non mancano di certo:
- l’inflazione è già alta e non può che peggiorare a causa della guerra;
- i prezzi delle materie prime sono alle stelle;
- la recrudescenza dei contagi finirà per aggravare il sistema di scambi internazionali provocando ulteriori rincari.
Come se non bastasse le maggiori banche centrali proseguono spedite nel loro cammino di rialzo dei tassi rischiando di soffocare un’economia su cui gravano già parecchie incognite.
L’inflazione ormai è già lievitata, per la recessione è questione di attimi: prepariamoci dunque all’arrivo della stagflazione.
Le asset class a prova di stagflazione
Dopo le premesse dei paragrafi precedenti, c’è da domandarsi dove trovare asset class in grado di fornire un contributo positivo nei periodi di stagflazione.
Il grafico che segue mostra il comportamento delle varie attività di investimento nelle quattro diverse fasi del ciclo economico.
Ogni asset viene collocato in corrispondenza di un colore diverso: più scura è la tonalità del colore, più elevata sarà la rischiosità dell’asset.
Il grafico ci dice che le classi di attività che, storicamente, offrono rendimenti positivi nei periodi di stagflazione sono caratterizzate da un’elevata volatilità:
- Le materie prime: Il prezzo delle materie prime è uno dei fattori che determina la crescita dell’inflazione. Investendo in materie prime si detiene, quindi, un asset che tende ad apprezzarsi proprio nei periodi di elevata inflazione (leggi il post dedicato alle materie prime);
- Oro: L’oro è il bene rifugio per eccellenza. Oltre a offrire protezione nei periodi di incertezza, le quotazioni dell’oro salgono quando l’inflazione sorprende al rialzo (leggi il post dedicato all’oro);
- Obbligazioni indicizzate all’inflazione: Nate per preservare il capitale dall’erosione per effetto dell’inflazione, le obbligazioni indicizzate , sono uno dei pochi asset in grado di prosperare nei periodi di stagflazione e, che peraltro, presentano un livello di volatilità relativamente contenuto.
Si tratta di un asset class che, tuttavia, può riservare spiacevoli sorprese se non se ne comprende il funzionamento tutt’altro che intuitivo (leggi il post dedicato alle obbligazioni indicizzate all’inflazione); - Obbligazioni dei Paesi Emergenti: Secondo la tesi di molti analisti, le obbligazioni dei Paesi Emergenti sono un asset class vincente nei periodi di elevata inflazione: i Paesi Emergenti sono esportatori di materie prime. Economie e valute dei Paesi Emergenti beneficiano delle esportazioni di materie prime e del rialzo dei prezzi.
Vale la pena considerare che si tratta comunque di un asset rischioso che tende a soffrire nelle fasi di “risk-off”. Dunque il suo utilizzo con finalità di protezione andrebbe valutato attentamente (leggi l’articolo sulle obbligazioni dei Paesi Emergenti);
- Reit: I reit non sono menzionati nel grafico. Tuttavia vale la pena considerare i reit come fonte di protezione contro i periodi di elevata inflazione: i reit sono società che gestiscono immobili (con diverse destinazioni d’uso) che vengono locati. I canoni di locazione sono automaticamente rivalutati in funzione dell’andamento del carovita. Viene, così, preservata la marginalità di queste società (leggi l’articolo di approfondimento sui reit).
Stagflazione: come prepararsi con buon senso
L’esperienza insegna che i temi di largo consenso tra gli investitori devono sempre invitare a riflettere: difficilmente i mercati vanno dove tutti se lo aspettano.
Rallentamento economico, impennata delle materie prime e inflazione persistente sono argomenti ampiamente trattati da giornalisti e opinionisti finanziari.
Gli asset che oggi vorrebbero tutti avere in portafoglio sono oro e materie prime.
Molti sembrano non curarsi del fatto che un rallentamento economico farebbe crollare la domanda di materie prime e, di conseguenza, le quotazioni.
Ha poco senso prendere iniziative quando gli scenari sono già incorporati nei prezzi.
Ormai quasi tutti hanno dimenticato i due megatrend inarrestabili dell’era moderna: declino demografico e progresso tecnologico.
Una popolazione sempre più vecchia tende a consumare sempre di meno. Minor domanda equivale a minor pressione sui prezzi.
L’innovazione tecnologica rende i processi produttivi sempre più efficienti ed economici riducendo i costi di fabbricazione.
Queste due tendenze hanno strutturalmente contenuto le spinte inflazionistiche.
Difficile pensare che nel prossimo futuro possa accadere qualcosa di diverso.
Avevamo sollevato qualche preoccupazione sull’inflazione più di un anno fa, pensare di cavalcare l’onda oggi, attraverso attività di investimento altamente volatili (oro e materie prime), è a dir poco avventato.
Conclusioni
Quando tutti gli esperti e tutte le previsioni concordano, sicuramente accadrà qualcos’altro.
Bob Farrell
Piuttosto che modificare il proprio portafoglio in funzione dell’arrivo dell’inflazione, di una recessione e della stagflazione, sarebbe saggio creare un piano di investimento che sia sufficientemente solido da resistere a un’ampia gamma di ambienti (in realtà, abbiamo visto che sono solo 4😎)
L’inevitabilità delle recessioni deve essere inserita in ogni buon piano di investimento con la consapevolezza che inflazione, recessione e stagflazione sono una naturale fase del sistema capitalistico in cui viviamo e in cui investiamo: solo che non possiamo sapere quando si verificheranno.
Questo è il motivo per cui le asset class esaminate in questo articolo dovrebbero essere sempre presenti in un buon portafoglio.
Leggi anche:
Private Equity: come inserirlo in portafoglio;
Private debt: cosa è e come inserirlo in portafoglio.



Buongiorno David, sempre puntuale e pungente, lo scenario drammatico prospettato nell’articolo, proprio come insegni tu perché atteso tutt’altro che scontato quindi, deve essere digerito dallo stomaco con la diversificazione di portafoglio creata dalla strategia intellettiva . Pertanto il famoso bilanciere con asset reali, valute rifugio, corroborato da inflation linked e duration su debito di alta qualità, a sua volta difeso dalla immancabile equity settoriale sulle materie prime, commodity, metalli preziosi, chiaramente tutti asset a cambio $ aperto, permette di fare a noi comuni investitori come il buon Taleb: non pensare agli investimenti e uscire a passeggio a vivere gli aspetti stupendi della natura pensando ad altro. Mai cambiare per fattori esogeni, agire solo per aspetti endogeni. Sempre. Buona domenica