SCENARI DI MERCATO DAL SALONE DEL RISPARMIO

Questa settimana si è tenuta la quattordicesima edizione del salone del risparmio. Si tratta, probabilmente, della più grande manifestazione del settore finanziario del panorama italiano.
Il salone del risparmio è l’evento dove si confrontano appassionati, investitori e attori del settore finanziario.
Personalmente è stata anche l’occasione per ritrovarsi con alcuni dei professionisti che più stimo e con i quali ho avuto modo di scambiare idee e riflessioni.

Il salone del risparmio è prima di tutto il luogo dove società del calibro di Blackrock, JP Morgan, Vanguard,  forniscono prospettive sui nuovi scenari del mercato e del mondo degli investimenti insieme a grandi economisti e professori come Mario Monti, Carlo Cottarelli e Tito Boeri.
In questo articolo condivideremo i principali spunti di riflessione emersi dall’ultima edizione, sia per quanto riguarda le novità sui prodotti di investimento più interessanti e innovativi, sia per le prospettive di mercato proposte da un punto di vista privilegiato.

Strumenti e prodotti: le novità degne di attenzione

Il salone del risparmio riunisce le grandi società di gestione del risparmio del panorama internazionale: durante la manifestazione è possibile confrontarsi con gestori, addetti commerciali e esperti delle più importanti case di investimento. 
Il clima che si respira girando tra gli stand dei vari espositori è, francamente, un po’ quello della corsa al miglior prodotto: che si tratti di fondi a gestione attiva o di Etf, i referenti si animano nel presentare i vantaggi delle proprie strategie rispetto a quelle dei concorrenti.
Ci sono comunque soluzioni, più o meno innovative, su cui vale la pena soffermarsi.

Una delle più interessanti riguarda, senza dubbio, gli Etf Target Maturity.
Si tratta di strumenti, in realtà, già disponibili sul mercato italiano a partire dalla scorsa estate, che rappresentano un valido strumento di diversificazione e, soprattutto, di pianificazione finanziaria.

Caratteristiche e vantaggi degli Etf Target Maturity

Gli Etf Target Maturity sono strumenti che, a differenza dei tradizionali Etf obbligazionari, prevedono una data di rimborso certa.
Si tratta di strumenti che investono in un portafoglio diversificato di obbligazioni con scadenze molto simili. Le obbligazioni vengono mantenute fino alla lora naturale data di rimborso. Una volta che tutti i titoli che il portafoglio giungono a scadenza, il capitale viene rimborsato all’investitore esattamente come nelle obbligazioni tradizionali. 

Gli Etf Target Maturity uniscono, dunque, i vantaggi di singole obbligazioni con quelli di un fondo obbligazionario: al momento dell’investimento è possibile individuare un rendimento e una scadenza certa (come per una singola obbligazione) e, al tempo stesso, poter contare su un’ampia diversificazione (come per un Etf obbligazionario).
Si tratta di una soluzione molto interessante in ottica di pianificazione finanziaria e di accesso ai mercati difficilmente investibili da parte dell’investitore privato:

  • Pianificazione:
    Combinando Etf Target Maturity si può efficacemente pianificare un portafoglio con scadenze progressive (tramite la struttura del bond laddering) per soddisfare al meglio le proprie esigenze;
  • Diversificazione:
    Tramite gli Etf target Maturity è possibile accedere anche a partire da piccole somme a emissioni obbligazionarie difficilmente approcciabili dall’investitore privato. Questi Etf investono, infatti, in obbligazioni emesse da società private che godono di elevato merito creditizio (cd. obbligazioni corporate). I bond corporate più interessanti, spesso, prevedono soglie di investimento minimo che partono da € 100.000. Con questi strumenti anche un piccolo capitale può essere diversificato in centinaia di diverse emissioni obbligazionarie.

Le novità sugli Etf target maturity

Questa tipologia di prodotti è arrivata in Europa grazie a Blackrock (tramite la controllata Ishares specializzata in Etf) che nell’estate 2023 ha lanciato i suoi Ibonds  per il mercato europeo.
Recentemente anche Xtrackers ha creato 4 Etf Target maturity su diverse scadenze. 
Combinando i prodotti delle due diverse case è possibile investire in obbligazioni corporate con scadenze che vanno dal 2025 fino al 2033.

  • Consulta la gamma Ibonds di Ishares: Link
  • Consulta la gamma Target Maturity di Xtrackers: Link

Nuovi scenari: Mario Monti vs Bruno Rovelli (Blackrock)

Il salone del risparmio, oltre ad essere una vetrina per le società di investimento  è, soprattutto, un evento di riferimento per aggiornare e accrescere le proprie conoscenze: nel corso della manifestazione vengono proposte molteplici conferenze che affrontano con trasversalità temi finanziari, politici, economici e sociali.
Tra le tante, quella organizzata da Blackrock ha fornito un’interessante analisi sulle prospettive per l’economia e finanza.
Il colosso della gestione del risparmio ha organizzato un dibattito tra il suo strategist per l’Italia Bruno Rovelli  e il professor Mario Monti, celebre economista nonché presidente del consiglio nel difficile periodo della crisi del debito sovrano nell’eurozona.

NUOVI SCENARI MARIO MONTI E BRUNO ROVELLI

Lo scenario disegnato da Blackrock

Analisi del quadro attuale

Secondo l’analisi di Rovelli, siamo a tutti gli effetti usciti da un ciclo economico post pandemico: l’instabilità degli ultimi anni in termini di crescita economica e di inflazione è una conseguenza dello shock del covid e della reazione che governi e banche centrali hanno avuto a questo shock.
La straordinaria forza dell’economia e la crisi inflativa del 2022 è dovuta alle iniziative di sostegno che governi e banche centrali hanno intrapreso per far fronte all’emergenza. Gli effetti di questi stimoli e lo slancio della crescita andranno via via esaurendosi: l’economia e l’inflazione andranno progressivamente a stabilizzarsi.

Ci sono però dei nuovi fattori che non hanno natura temporanea come il covid, che non trovano precedenti storici e che influenzeranno economia e mercati in modo strutturale.
In particolare si fa riferimento a 4 mega forze, alcune delle quali favorevoli alla crescita e alle dinamiche inflative e altre, viceversa,  sfavorevoli:

  1. Invecchiamento della popolazione che determina una riduzione della forza lavoro e, di conseguenza, un indebolimento della produttività:
  2. Innovazione tecnologica  che potrà consentire di realizzare una maggiore efficienza in termini di produttività grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per compensare la scarsità di manodopera; 
  3. Frammentazione geopolitica che vede aumentare la contrapposizione tra blocco occidentale e orientale e che viene combattuta, soprattutto, sul campo tecnologico;
  4. Transizione green che riguarda il processo di superamento della dipendenza dell’economia dai combustibili fossili per utilizzare fonti con basso impatto per l’ambiente.

Conseguenze delle mega forze: attenzione alle  logiche del passato

Sempre secondo lo strategist di Blackrock, l’impatto che queste nuove forze  potranno avere su economia, finanza e società è difficilmente quantificabile e prevedibile. E’ invece certo che questi nuovi fattori strutturali richiederanno uno sforzo imponente in termini di programmi di investimento: costruire strutture per offrire servizi adeguati a una popolazione più anziana, creare infrastrutture efficienti per l’utilizzo delle nuove tecnologie, aumentare gli  investimenti per la difesa e convertire gli impianti inquinanti con nuove strutture “pulite” sono alcune delle grandi opere che sarà necessario realizzare negli anni a venire.

Che implicazioni ha tutto ciò sui mercati e sull’economia?

La conseguenza di un massiccio programma globale di investimenti è un livello di tassi strutturalmente più elevato.
Oltre che dalle politiche delle banche centrali, i tassi di interesse sono determinati anche dalla domanda e dall’offerta di denaro.
Si tratta della stessa dinamica che si verifica per altri beni e servizi. Se tutti vogliono comprare pane ma ce n’è una scarsa disponibilità, il prezzo sale. In presenza di grandi investimenti da finanziare, aumenta la domanda di denaro e, visto che il prezzo del denaro è rappresentato dai tassi, salgono i tassi.Questo non è necessariamente un dramma ma, probabilmente, dopo anni di tassi eccezionalmente bassi, potremmo non essere più abituati a ragionare in termini di tassi più alti. I tassi sono già saliti molto e, sulla base della prospettiva del passato, ci stiamo tutti preparando all’inaugurazione del prossimo ciclo di tagli.
In realtà il livello dei tassi attuale potrebbe essere sì elevato rispetto al passato ma perfettamente normale per il nuovo ciclo in cui stiamo entrando.

L’intervento di Mario Monti

L’aspetto più interessante del dibattito è proprio la riflessione del professor Monti sullo scenario disegnato da Blackrock.
Secondo il prof. Monti, infatti, a queste mega forze strutturali si contrappone, purtroppo, un’unica grande mega debolezza: quella della classe politica. Per debolezza si intende l’incapacità di prendere decisioni a livello politico in modo tempestivo: in questo momento mancano dei poteri vigorosi che siano in grado di gestire la transizione verso un ciclo.
In tutte le principali democrazie occidentali, i governi hanno cercato il consenso degli elettori rinunciando a prendere scelte talvolta impopolari necessarie per progredire e migliorare la società. Questo si traduce nello scegliere di aumentare il debito pubblico piuttosto che perseguire l’impopolare strada delle riforme.
I paesi escono dai tempi di guerra con debiti enormi contratti per le spese militari e per la ricostruzione. Oggi, pur essendo reduci dal periodo di pace più longevo della storia, i debiti pubblici sono altrettanto elevati.

Nota personale:

Che implicazioni ha tutto ciò sui mercati e sull’economia?
Ancora una volta un aumento dei tassi: quando aumenta il debito pubblico aumenta l’offerta (e dunque l’emissione) di titoli di stato. Quando l’offerta aumenta in modo superiore alla domanda da parte degli investitori che vogliono titoli di stato, la conseguenza è un aumento dei tassi: per stimolare l’interesse di pochi investitori è necessario alzare la posta in gioco offrendo un tasso più elevato.


Ogni grande nazione è nata grazie al sacrificio spesso rappresentato da conflitti più o meno cruenti. Il mondo oggi non può più progredire senza adeguati sacrifici.
Per gestire al meglio le nuove forze strutturali è indispensabile un sacrificio da parte della classe politica: i decisori devono essere disposti a prendere scelte impopolari e a perdere il consenso elettorale.

Riflessioni libere: questa volta è diverso?

Il passato è l’unico strumento di studio su cui possiamo basarci. Studiare la correlazione tra le diverse asset class e come queste reagiscono nei diversi contesti economici ci è di grande aiuto per comprendere cosa possiamo aspettarci dal futuro.

Resta il fatto che il mondo cambia e anche molto velocemente: l’attuale situazione economica, geopolitica e sociale trova ben pochi precedenti storici. L’invecchiamento della popolazione, la transizione verde, la contrapposizione tra oriente e occidente sono variabili che è difficile ritrovare nella storia.
Pensare di essere in grado di capire come queste nuove incognite interagiranno e come modelleranno il futuro di economia e mercati è pura utopia. Sarebbe, tuttavia, estremamente superficiale pensare di associare l’attuale contesto a schemi già visti in passato.

Non possiamo, dunque, escludere che le dinamiche finanziarie ed economiche potrebbero evolvere in modo diverso da quello a cui siamo abituati: i tassi potrebbero non scendere così velocemente come siamo abituati a pensare, l’inflazione potrebbe attestarsi su livelli più elevati di quanto oggi si possa credere, il tema geopolitico, a lungo ignorato dai mercati, potrebbe tornare prepotentemente a far sentire la sua ingombrante presenza. 

La lista dei condizionali potrebbe proseguire a lungo. Il punto rimane sempre lo stesso: come prepararsi al un futuro imprevedibile?

L’incertezza si gestisce aumentando le fonti di diversificazione, basandosi sulle dinamiche profonde dei mercati che rimangono sempre le stesse: l’alternanza di crescita e recessione, di euforia e panico, di mercati rialzisti e ribassisti.
Non abbiamo molto altro su cui basarci se non gli schemi ricorsi nel passato, quindi è giusto utilizzarli per capire cosa potremo aspettarci dal futuro. Tuttavia, al tempo stesso, dovremo essere così umili da ammettere che ogni volta è diverso: ogni fase storica, pur replicando dinamiche simili, presenta caratteristiche nuove.
Il contesto che ci troviamo ad affrontare oggi è, probabilmente, uno dei più diversi rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi anni.

contatta David Volpe

Conclusioni

Le dodici parole più pericolose negli investimenti sono: ‘Le tre parole più pericolose per un investimento sono: stavolta è diverso

Michael Batnick

Mercati ed economia sono sistemi complessi in continua evoluzione che non possono essere interpretati esclusivamente basandosi su regole e relazioni rigide e stabili. 
Il passato rimane l’unico elemento a cui possiamo guardare per comprendere il funzionamento del mercato e dell’economia. Ma allo stesso tempo non possiamo illuderci che i cicli. le condizioni e le reazioni si ripetano esattamente come nel passato.
Una bellissima frase di Carl Richards, autore e consulente finanziario statunitense, recita: il rischio è ciò che resta quando credi di aver pensato a tutto.
Gli schemi del passato sono un’ottima base per affrontare il futuro incerto dei mercati ma non sono “tutto”. 

N.B.
Non ho nessun legame di affiliazione con le società di investimento citate nell’articolo. Le analisi condivise sono frutto delle mie considerazioni personali per le quali non ricevo nessun tipo di compenso.

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4 Comments

  1. ETF obbligazionari a scadenza sono una mossa strategica per ogni portafoglio se inseriti con criterio. Permettono di avere diversificazione impossibile per normale retail e certezza di ritorno del capitale a data certa, con rendimenti conosciuto ex-ante!😃
    Se non ostacolati dai poteri forti che hanno altri interessi diversi dal risparmiatore, per cliente area euro, sicuramente sui corporate, ma anche su governativi EUR per sfruttare la tassazione agevolata al 12,5%!!!👏👏👏 Grazie come sempre David e buona domenica

  2. Il rendimento degli ibonds è “quasi” certo (vi è solo rischio di tasso e non di credito). La certezza del ritorno dell’intero capitale non c’è: non sono strumenti a capitale garantito.

    1. È corretto Paolo. Nel post, comunque, non si fa riferimento a rendimenti “garantiti”. Con il riferimento al rendimento “certo”, si intende rendimento quantificabile in anticipo come quello di una singola obbligazione (comunque non garantito), diversamente rispetto a quello di un Etf obbligazionario tradizionale.
      Aggiungo che l’incertezza legata al rendimento a scadenza (a cui, giustamente, fai riferimento) è dovuta a due fattori:

      1. Il rischio default dei singoli emittenti (che, comunque, rimane relativamente contenuto visto che si tratta di emissioni investment grade);

      2. Il rischio di reinvestimento. Le obbligazioni non hanno tutte la stessa scadenza. I titoli che scadranno prima della chiusura del fondo saranno reinvestiti in strumenti governativi a breve scadenza per coprire il periodo di tempo mancante alla liquidazione definitiva del fondo. È presumibile che questi strumenti avranno un rendimento inferiore rispetto a quello delle obbligazioni che compongono il portafoglio iniziale.

      1. Perdonami David, ma non mi riferivo certo a te. Nel post non hai mai scritto di rendimenti o capitale garantiti. Mi è solo sembrato giusto precisarlo poiché nel web mi sono imbattuto in qualche articolo non recente (e forse un po’ superficiale) che invece parlava di restituzione dell’intero capitale al pari di una normale obbligazione.

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