RIPRESA ECONOMICA CORONAVIRUS

La ripresa economica a “K” e la rivincita del settore industriale

Dopo ogni periodo di crisi sociale e finanziaria la ripresa economica torna a far splendere un po’ di ottimismo sopra le teste di investitori e cittadini.
La situazione attuale però è talmente particolare che, sebbene ci siano segnali di una effettiva ripresa economica in alcuni settori (vedi la tecnologia),  altri settori rimangono ancora ad un livello depressivo e non sembrano riprendersi dalla crisi iniziata a marzo (industria e turismo).

Sembra un fenomeno del tutto eccezionale, ma a ben vedere, anche questa tipologia di ripresa è stata classificata e ha una sua spiegazione, anche se, in effetti, non è così frequente come le sue più famose sorelle.

Ripresa economica: tutte le lettere

Per comprendere l’evoluzione  dei mercati, vediamo quali siano, storicamente, gli scenari successivi ad ogni grande crisi utilizzando delle lettere dell’alfabeto.
Ognuna di queste lettere raffigura, appunto, una diversa risposta dell’andamento  dei mercati:

Ripresa economica a “V”

LA ripresa a “V” è molto facile da spiegare: ad un violento crollo segue un vigoroso recupero  che raffigura, appunto una “V”.

RIPRESA ECONOMICA A V

In tempi relativamente brevi il mercato riesce a recuperare il terreno perduto, e la borsa può continuare la sua corsa verso l’alto (fino alla successiva fisiologica battuta di arresto).

Ripresa economica a “W”

Dopo il crollo ed un recupero parziale seguirà un nuovo crollo e, infine, una nuova risalita.

RIPRESA ECONOMICA  A W

In questo caso la ripresa economica fatica maggiormente e ritornare ai livelli precedenti, subendo prima un periodo di assestamento, come le scosse dei terremoti, per poi, finalmente, riprendere la sua corsa verso l’alto.

Ripresa economica a “L”

Al crollo seguirà un lungo movimento orizzontale prima di arrivare al successivo recupero. 

RIPRESA ECONOMICA A L

Questo è un tipo di ripresa che non ci auguriamo, è quella più lenta e che crea molta sofferenza. L’ economia  stagna per un lungo periodo, soffre dopo il crollo lungo i nuovi minimi e la ripartenza riprende vita solo dopo un tempo che porta danni importanti. 

La ripresa economica a “K” ovvero la ripresa post Covid

Per quanto strano possa sembrare, la recessione forzata scatenata dal lockdown ha registrato il suo punto di minimo soltanto tra i mesi di marzo ed aprile.
Da allora  i mercati finanziari (che, ricordiamocelo, anticipano l’andamento futuro dell’economia) hanno iniziato il percorso di recupero.

Capire in che modo ha funzionato questo recupero è fondamentale per cogliere le migliori opportunità di investimento.
Questa ripresa non sembra identificabile con le lettere che hanno contrassegnato le riprese economiche delle crisi passate.

Si parla, infatti, di ripresa a “K”.

Cosa significa questo e quali sono le conseguenze per le scelte di investimento?

LA forma a K sta a significare che il recupero è particolarmente solido per alcuni settori economici ma quasi assente per un’altra parte, che continua a soffrire della crisi.

RIPRESA ECONOMICA A K

Nello specifico, mentre i settori tecnologici e il suo indotto hanno preso il volo tanto che si sente spesso parlare di bolla tecnologica, il settore industriale, il turismo e l’intrattenimento rimangono nel pantano della crisi, senza evidenti segni di ripresa. 
La tecnologia, infatti, ha paradossalmente tratto vantaggio dalla crisi perché il lockdown ha aumentato la domanda di beni e di servizi tecnologici. Proprio la tecnologia ha, infatti,  consentito di mantenere i contatti sociali oltre che di acquistare beni e servizi in totale sicurezza dalle proprie abitazioni.
Mentre i settori legati ai contatti sociali (ristorazione, intrattenimento), agli spostamenti (turismo, trasporti) e alla produzione manuale (industria) soffrono ancora le conseguenze e limiti imposti dal Covid.

RIPRESA ECONOMICA A K TECNOLOGIA

Questa immagine mostra l’andamento dei vari settori durante questo anomalo 2020:

Fonte: Blackrock

Come puoi vedere tra le poche linee verdi spicca il risultato di tecnologia (MSCI World Inf Tech) e dell’ oro (Gold), mentre continuano ad essere fortemente penalizzati settori come le materie prime (S&P Commodity), l’energia (MSCI World Energy) la finanza (MSCI World Financial).

E’ come se l’economia avesse subito una spaccatura.
I settori tecnologici stanno vivendo una ripresa a V mentre tutti gli altri stanno languendo in una ripresa a L.

La domanda che dobbiamo porci è: fino a che punto questa differenza può continuare ad estendersi? Possiamo aspettarci a breve le condizioni per una normalizzazione, e quindi un riavvicinamento del divario?

La rivincita del settore industriale

Il ritorno della volatilità sui mercati e la paura per una seconda ondata di contagi rischia di distoglierci dai nostri obiettivi di investimento a medio lungo termine.

Per quanto permanga uno scenario di forte incertezza sul fronte dei nuovi contagi e non vi sia ancora visibilità sulla messa a punto di un vaccino, sono chiari i segnali che il processo di ritorno alla normalità è già in corso.
Questo significa che progressivamente i consumatori potranno tornare al loro normale stile di vita e a dedicarsi ad i consumi più tradizionali.

E’ importante non sottovalutare la resistenza dell’economia, anche dei settori tradizionali, che è più forte di quanto si possa immaginare: epidemie, bolle finanziarie e guerre commerciali non ne possono minare le sue fondamenta.

J.M.Keynes sosteneva che investire con successo significa anticipare le anticipazioni degli altri.

Quindi qual è l’atteggiamento giusto da seguire?

Per costruire un portafoglio di lungo termine oggi più che mai è opportuno considerare anche quei settori più colpiti come industria, materie prime, energia, turismo ecc.
Sono proprio questi settori che ancora non hanno espresso le loro potenzialità di ripresa, ma che aspettano la prima flebile notizia su un vaccino o una cura per ripartire più determinati di prima.

In questi casi attenzione però a scegliere un solo titolo da inserire nel portafoglio.
Alcune aziende potrebbero non avere le riserve necessarie per superare questo inverno economico.

Consiglio fortemente, per evitare proprio questo rischio, di investire attraverso prodotti come i fondi o gli etf con cui è possibile puntare su questi settori, oggi ampiamente sottovalutati, in maniera efficiente e diversificata.

Di seguito propongo una mia personale selezione ricordando, come sempre, che ogni portafoglio di successo si basa su una corretta diversificazione.
Questi settori dovrebbero trovare una giusta collocazione (funzionale ai propri obiettivi ed alla propria tolleranza al rischio) all’interno di un portafoglio già correttamente strutturato.

Settore industriale

  • Lyxor MSCI WorldIndustrials: etf che investe in società del settore industriale con sede in tutto il mondo;
  • Invesco Industrials S&P: etf che investe in società del settore industriale con sede negli Stati Uniti;
  • Nordea Global Stable Equity: fondo che diversifica l’investimento in società del settore industriale, delle materie prime, della finanza e della salute;
  • T.Rowe Price Globale Value Equity: fondo azionario globale che segue uno stile di investimento “Value” e, pertanto, focalizzato ancora su industria, finanza e materie prime.

Link alla selezione

Settore materie prime

  • Lyxor MSCI World Materials: etf che investe in società legate alla produzione di materie prime per il settore edilizio. Le società possono avere sede in tutto il mondo;
  • IShares STOXX Europe 600 Basic Resources: etf che investe in società operanti nel settore delle materie prime con sede in europa;
  • Blackorck World Mining: fondo che investe in società operanti nell’estrazione e nel commercio di materie prime con sede in tutto il mondo;
  • JP Morgan Global Natural Resources: fondo azionario globale focalizzato sulle materie prime.

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Settore energia

  • Xtrackers MSCI World Energy: etf che investe in società del settore energetico con sede in tutto il mondo;
  • IShares Global Clean Energy: etf che investe in società operanti nel settore delle energie rinnovabili con sede in tutto il mondo;
  • Blackrock World Energy: fondo che investe a livello globale in società del settore energetico;
  • Pictet-Clean Energy: fondo azionario globale focalizzate sul settore delle energie rinnovabili.

Link alla selezione

Conclusioni

L’occasione arriva solo a colui che è ben preparato

Baruch Spinoza

E’ troppo facile, e direi purtroppo poco utile, farsi trascinare dall’euforia investendo ora soltanto nel settore tecnologico, che ha in parte già espresso il suo potenziale di recupero.
Questo non vuol dire che sta vivendo una bolla o che il settore non crescerà più, ma che ha terminato ormai la rincorsa della ripresa.

Per cogliere le opportunità che il mercato ha da offrire in questo momento è necessario riconoscere i settori che ancora quella rincorsa non l’hanno fatta.
I settori che sono ancora ai nastri di partenza in attesa delle condizioni giuste.
E in questo momento il settori economici tradizionali hanno molto da offrire. 

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