Dopo il primo incontro con il fantasma del mio futuro finanziario sentivo di aver appreso una lezione fondamentale: saper controllare l’istinto di agire avrebbe fatto di me un investitore migliore.
Sentivo anche che non sarebbe stato il nostro unico incontro.
Non mi sbagliavo: il fantasma tornò a farmi visita una settimana, proprio mentre stavo riorganizzando la mia strategia seguendo i consigli del nostro colloquio precedente.
In una versione “quasi impeccabile” mi mostrò come anche la razionalità può diventare una trappola, soprattutto quando diventa il vestito buono con cui copriamo le nostre scelte incoerenti.
Parte 2: Il pericolo delle storie che ci raccontiamo
Era un caldo pomeriggio estivo. Nessun colpo di vento o rumore sinistro ad accompagnarlo: semplicemente il fantasma è comparso.
Ero seduto alla scrivania, impegnato nel verificare quanto spesso avessi, in effetti, movimentato il mio portafoglio nel corso degli ultimi mesi.
Questa volta aveva un aspetto decisamente migliorato rispetto al primo incontro:
ben pettinato, con la barba rasata, in carne (rispetto al viso smagrito della precedente apparizione).
Tuttavia qualcosa stonava nel suo abbigliamento: indossava un gilet di tweed elegante con sopra una giacca estiva color sabbia, ai fianchi, al posto della cintura, aveva annodato una cravatta di seta rossa.
Le scarpe di vernice erano ben lucidate ma di due colori diversi.
“Perché ti sei vestito così?” chiesi perplesso.
“Ho messo insieme le cose migliori che avevo nell’armadio. Ma, evidentemente, non ho saputo fare dei buoni abbinamenti…”
Quando sembra che stia facendo tutto bene
“Guarda” disse aprendo la sua borsa di pelle nuova.
“Etf azionari globali, geografici e tematici, Etf obbligazionari a scadenza fissa, piani di accumulo, conti deposito. Tutti strumenti validi. MA…” Fece una pausa grave.
“Nessuno è associato a un obiettivo o a una funzione specifica”.
Sfogliò un foglio dopo l’altro:
“Un Etf sul settore della difesa per sfruttare il trend in atto, uno sulla tecnologia come tema di lungo periodo, un Etf sull’S&P 500 perchè le azioni statunitensi hanno un business ben diversificato anche all’estero, un po’ di Bitcoin per aumentare il rendimento.
Nessuna pianificazione metodica per gli imprevisti e per le sorprese, belle e brutte, della vita”
Si fermò per guardarmi dritto negli occhi.
“Ecco perché mi vedi vestito così: sono ‘strutturato’ ma non ho uno schema logico sottostante.
Mi racconto di essere diventato un investitore maturo ma sto solo assemblando buoni strumenti senza una logica coerente.
Sai cosa c’è di peggio dell’improvvisazione? L’incoerenza travestita da metodo!”
Le storie che ci raccontiamo
Mi guardò serio:
“Hai mai sentito parlare di ‘narrazioni finanziarie’?”
“Sì…Più o meno. Hanno a che fare con il modo in cui aggiustiamo le nostre prospettive: giustifichiamo il cambiamento delle nostre preferenze di investimento sulla base di uno scenario economico e finanziario che è cambiato rispetto al passato”.
“Esatto!
Ma le narrazioni più pericolose sono quelle che raccontiamo a noi stessi senza rendercene conto.
Riadattiamo la nostra strategia e le nostre scelte di investimento per farle sembrare razionali giustificando il cambio di rotta con il presunto cambiamento dello scenario economico e finanziario.
Cambiamo strategia, poi costruiamo una storia per convincerci che è stata una scelta razionale. E usiamo lo scenario economico come alibi perfetto.
I mercati e l’economia cambiano da sempre e sempre cambieranno.
Non puoi pensare di adattare tutto il tuo portafoglio a un contesto in continua evoluzione.
Devi, piuttosto, concentrarti su ciò che non cambia mai:
- Su quali sono i fattori che sostengono la crescita dei mercati azionari;
- Su quali sono quelli che ne determinano le battute d’arresto e i crolli.”

Hai bisogno di una mappa, non di una collezione di itinerari confusi
“Cosa hai fatto per adattarti al cambiamento?
- Hai sostituito i tuoi Etf obbligazionari tradizionali con Etf a scadenza fissa perchè oggi sono più stabili;
- Hai aumentato l’esposizione all’oro perché hai visto che ne stai traendo beneficio;
- Stai accumulando liquidità senza scopo chiamandola ‘flessibilità‘;
Sono tutte scelte condivisibili ma non seguono un disegno logico sottostante.”
Si alzò dalla poltrona e iniziò a camminare nervosamente intorno alla stanza.
“Tu pensi di avere una strategia perché hai una lista di tanti strumenti diversi. Ma una lista non è una mappa da seguire. Non ti dice dove sei, cosa devi fare e dove devi andare per non perderti.
➡️ Perché si alternano i cicli economici di prosperità a fasi di ribasso e crisi?
➡️ Come puoi sfruttarle a tuo vantaggio?
➡️ Perchè devi inserire obbligazioni in portafoglio? Qual è la loro funzione?
➡️ Quale quella di oro , materie prime e liquidità?”
Fece una pausa quasi per lasciare che le domande si sedimentassero nella mia testa.
“Senza aver fatto tuoi questi concetti, non potrai costruire e gestire un portafoglio di successo.
Devi riuscire a comprendere qual è l’interazione tra le diverse asset class e perché è perfettamente normale che la tua strategia possa non funzionare come vorresti nel breve e nel medio termine. Il tuo portafoglio non può essere fatto sempre e solo da vincenti.
Non devi cambiare qualcosa, devi solo seguire una mappa affidabile e mantenere coerenza con la strategia che hai definito inizialmente.
Investire significa saper costruire un portafoglio capace di adattarsi autonomamente al cambiamento e avere il coraggio di mantenerlo seguendo una serie di regole ben definite e ripetibili nel tempo”

L’importanza della coerenza
“Pianificare un portafoglio in un backtest è cosa ben diversa dal gestire una strategia con i soldi reali.
I continui input che riceviamo dall’esterno condizionano il nostro modo di valutare la bontà dell’approccio che stiamo seguendo.
Per questo è importante saper costruire un portafoglio a prova di rimpianto, capace di adattarsi al cambiamento. Un portafoglio che sia il più generalista possibile senza cadere nella banalità”.
Tirò fuori un altro foglio di appunti e iniziò a elencare:
- “La parte azionaria non deve puntare soltanto sui vincitori del recente passato. Deve essere costruita intorno all’azionario globale a cui affiancare altre direttive minori di diversificazione;
- La parte difensiva non deve puntare al rendimento ma deve proteggere dalle principali insidie: obbligazioni per crisi recessive, materie prime contro l’inflazione, oro contro i rischi incalcolabili.
Non sai né quando né in che ordine queste insidie si presenteranno. Ecco perchè devi avere sistematicamente tutto il corredo di asset difensivi a tua disposizione. - Ricorda: più segui le mode e più aumenta la probabilità di puntare sui settori sbagliati. Ogni volta che inserisci uno strumento settoriale ricorda che ti crei un potenziale problema da dover gestire. Non c’è nulla di sbagliato nei settori, purché si riducano a una parte marginale del portafoglio.

Coerenza tra portafoglio e percorso di vita
Il fantasma si calmò e si sedette nuovamente, questa volta con un espressione più malinconica.
“I mercati sono incerti. Ma è incerto anche il nostro percorso di vita.
Quando pensiamo che sia ormai tutto ben definito, inaspettatamente ci troviamo davanti a un bivio che la vita ci presenta: realizziamo che il lavoro che facciamo da anni non ci appassiona più, che la città in cui viviamo non ci rappresenta, che le relazioni che abbiamo coltivato non ci emozionano più come un tempo.
Quando arriva il momento di scegliere una nuova direzione, il lungo termine per cui avevamo progettato il nostro portafoglio passa in secondo piano: abbiamo bisogno di soldi per intraprendere un nuovo cammino”.
Mi guardò con intensità.
“Ecco perché è importante pianificare correttamente dedicando una parte del nostro patrimonio a strategie che possano accompagnarci e supportarci tempestivamente in queste fasi di cambiamento. Non è sufficiente un’unica strategia di lungo termine.
Servono anche strategie di più breve respiro per sostenerci in queste fasi importanti e complesse dalle quali dipende il nostro benessere futuro. Non soltanto finanziario”.
Cosa impariamo da questo secondo incontro
Prima di svanire nuovamente nell’ombra, il fantasma mi lasciò quattro nuove lezioni che mi sono ripromesso di approfondire:
- Avere strumenti validi non basta:
E’ necessaria un’organizzazione di fondo che consenta di sfruttare al meglio l’interazione tra i vari strumenti.
Il primo passo verso questa direzione è quello di associare ad ogni strumento la sua reale funzione e accettare che nel breve e nel medio termine alcune parti del portafoglio non vadano necessariamente come ci saremmo aspettati; - Identifica il potere delle narrazioni:
Riuscire a identificare e a prendere le distanze dalle narrazioni dominanti è fondamentale per non cambiare rotta con eccessiva frequenza.
Il modo migliore per farlo è prima di tutto prenderne coscienza e strutturare un portafoglio generalista a prova di rimpianto e di cambiamento; - La strategia non è cosa fai ma cosa ripeti con sistematicità:
Le intuizioni del breve periodo, per quanto azzeccate, non sono una strategia. Strategia significa avere un piano di azione con regole per il bello e il cattivo tempo finanziario. Questo aiuta a rimanere lucidi e coerenti in ogni contesto di mercato; - Coerenza nel portafoglio e nella vita:
Seguire una strategia coerente significa essere capaci di attenersi con disciplina al piano stilato e mettersi nella condizione di poterlo mantenere il più a lungo possibile. Affinché sia possibile è necessaria una corretta pianificazione che ci accompagni nel nostro percorso di vita.
Tutte le generazioni di investitori pensano di vivere un tempo senza precedenti. E tutte le generazioni di investitori hanno ragione.
Charlie Bilello


…la differenza tra essere ed apparire! Buona domenica David
Quanta verità David!
🙏
Credo che gran parte di queste considerazioni possano valere anche per noi “addetti ai lavori” che spesso pensiamo di poter creare performance con intuizioni brillanti.
…rara umiltà da ammirare, scusa la mia sincera intromissione! Bravo.
🙏 Luca tu sei troppo buono. 😅