Previsioni sui mercati finanziari per il secondo semestre 2019

Cosa aspettarsi dai mercati finanziari nel secondo semestre del 2019

Le Borse globali hanno chiuso la prima parte dell’anno con una performance da incorniciare. Contravvenendo alle pessime previsioni sui mercati finanziari formulate alla fine del 2018, si registrano rialzi a doppia cifra per le piazze azionarie (wall street + 17% all share milano + 15%), con performance brillanti anche per mercati obbligazionari e oro.

Dunque cosa pianificare dopo una prima parte dell’anno così brillante?

Cosa aspettarsi dai mercati finanziari nel secondo semestre del 2019 ?

Quella che segue è un’analisi dello scenario attuale con uno sguardo alle prospettive future per un corretto approccio all’investimento finanziario.

Chi brinda al successo da rialzo?

Innanzitutto è interessante capire chi sia stato  ad aver beneficiato di questo inaspettato rally.

Purtroppo non i piccoli investitori: in perfetta coerenza con la propria indole, il risparmiatore medio è fuggito dal mercato azionario psicologicamente estenuato  dai ribassi del 2018 precludendosi, così, l’opportunità di partecipare a questo formidabile rialzo.

I dati diffusi dall’industria del risparmio gestito evidenziano una netta fuga dai fondi azionari in favore dei più sicuri (forse?) fondi obbligazionari (leggi l’approfondimento di Morningstar).

Dunque ancora una volta “il banco vince”: probabilmente sono i grandi investitori ad aver approfittato del rialzo. Quelli che impropriamente (e forse con un pò d’invidia) vengono chiamati “speculatori”.

Il paradosso dei mercati oggi

L’aspetto che può destare stupore è il fatto che questa corsa al rialzo si è realizzata in un contesto economico globale in rallentamento (leggi l’articolo di approfondimento di Milano Finanza).
Secondo le previsioni economiche della Banca Mondiale l’espansione del pil globale quest’anno sarà la più debole dal 2016.

Allora quali sono le ragioni alla base dell’andamento dei mercati finanziari nel 2019?

La motivazione principale risiede nel cambio di passo delle banche centrali, che hanno assunto un nuovo atteggiamento accomodante dopo aver dato segnali di inasprimento: l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della banca centrale americana contribuisce a sostenere i mercati finanziari globali.

Previsioni per il secondo semestre 2019

Dopo un periodo di consistente rialzo fioccano abbondanti le previsioni delle pessimistiche “Cassandre”:
tra le grandi case d’investimento c’è chi mette in guardia da un prossimo tracollo (Morgan Stanley), chi invita alla prudenza ma senza far drammi (Blackrock) e chi addirittura sfoggia ottimismo (JP Morgan).

Come orientarsi tra prospettive così distanti?

I mercati finanziari sono sistemi complessi regolati da una serie infinita di variabili come lo sono, ad esempio, il cervello umano o il clima e, in quanto tali, sono soggetti ad accadimenti straordinari: possono passare rapidamente da situazioni di calma a stati di panico estremo senza nessun preavviso.
Definire con precisione le tempistiche dei massimi e dei minimi dei mercati finanziari è impossibile, soprattutto nel breve termine.

Il primo modo, quindi, per ridurre i rischi è quello di ampliare l’orizzonte temporale per le proprie scelte di investimento.

Il buon senso suggerisce cautela in fasi come quella attuale senza però dimenticare che la situazione favorevole sui mercati potrebbe continuare, sostenuta dalle banche centrali e dunque dal basso livello dei tassi d’interesse. Inoltre nei prossimi mesi potremmo assistere ad una positiva evoluzione delle aspettative di crescita economica, che potrebbe alimentare un ulteriore rialzo nel medio termine.

Lo schema seguente propone il confronto tra l’attuale livello del PRICE/EARNING e la sua  media storica a 10 anni. L’indice price earning (prezzo/utile) è uno dei più utilizzati per misurare la congruità delle quotazioni azionarie; tanto più è maggiore l’indice, tanto più il mercato azionario è sopravvalutato:

Indice prezzo/utili per aree geografiche
Indice prezzo/utili per indici di mercato

Come si può notare dal confronto delle due colonne a destra l’azionario a livello globale mostra valutazioni non particolarmente economiche, ma neppure cosí distanti dalla media degli ultimi 10 anni.

Le strategie da seguire

La ragione più stupida del mondo per acquistare un’azione è il fatto che la sua quotazione stia salendo

Si tratta di una massima di Warren Buffet perfettamente applicabile ai mercati azionari in linea generale.
Prima di effettuare valutazioni sulle strategie da seguire, in fasi di mercato come quella attuale, è opportuno fare alcune considerazioni:

  • Gli investimenti tradizionalmente percepiti come “meno rischiosi” (cioè i titoli di stato) oggi offrono rendimenti prossimi allo zero. Inoltre bisogna considerare che questa scelta espone ad un rischio sottovalutato ma estremamente concreto: quello di un ipotetico futuro rialzo dei tassi d’interesse (leggi l’approfondimento) che provocherebbe perdite potenziali consistenti per i detentori di questa asset class.
    Anche le alternative offerte dal mercato obbligazionario non sono immuni da rischi (anche in questo caso sottovalutati): la stragrande maggioranza delle obbligazioni presenti sul mercato, offre rendimenti negativi (leggi l’approfondimento).
    Questo significa che per ottenere profitto dall’investimento obbligazionario è indispensabile investire nel debito (appunto nelle obbligazioni) di stati e di  società che godono di scarso merito creditizio e che sono, quindi, costretti ad offrire rendimenti più alti (di poco) per piazzare i propri titoli. Ma, ricordiamoci sempre che, più è basso il merito creditizio e più alto è il rischio di default;
  • Questa situazione espone ad un pericolo, ampliamente sottovalutato, quegli investitori che acquistano le obbligazioni  proprio per scegliere la strada più prudente.

E allora che fare?  Gli atteggiamenti che l’investitore può assumere sono i seguenti:

  1. Continuare ad investire in titoli di stato e obbligazioni in generale continuando ad ignorare i rischi che ne conseguono:
    questo grafico mostra l’effetto “iceberg” sui titoli di stato italiano:

    Si tratta delle ripercussioni che un ipotetico futuro rialzo dei tassi avrebbe sul prezzo dei titoli. Ad esempio  sul titolo  decennale, per ogni punto di rialzo dei tassi, se ne perdono circa 8 in termini di prezzo di mercato. Questo vuol dire che se  avessi acquistato un btp a 10 anni e avessi necessità di rivenderlo, potrei trovarmi nella situazione in cui il rendimento dei btp di nuova emissione sia salito e quindi di riuscire a rivendere i miei titoli, non più appetibili, solo abbassandone il prezzo di vendita. In questa ipotesi, a fronte di un rendimento del 2.32% avrei una perdita, nella vendita, dell’8,19%. Non è certo quello che si dice “un buon affare”;
  2. attendere momenti migliori: l’attesa del momento giusto spesso diventa sinonimo di “dubbio” che ci  paralizza e ci costringe ad  aspettare eternamente di salire su un treno che non partirà mai, o peggio ancora, che siamo pronti a prendere solo quando ormai è partito. E’ impossibile prevedere i movimenti a breve termine del mercato azionario e sempre saranno presenti incognite ed interrogativi irrisolti sulla sua futura evoluzione: se si resta  ad aspettare che arrivino le rondini, la primavera sarà finita ( il comportamento di quei risparmiatori che hanno chiuso le proprie posizioni nella prima fase dell’anno è un esempio di primavera già passata);
  3. pianificare la propria strategia d’investimento evitando di pensare solo a breve termine. Ecco come:
  • Non concentrare l’investimento  in un unico momento d’ingresso:  investire il capitale poco per volta, ma costantemente, riduce  la probabilità che tutto il patrimonio venga colpito da un improvviso calo di borsa, e consente di sfruttare a proprio vantaggio potenziali futuri ribassi (visto che si compra a prezzi via via più convenienti). Il buon senso suggerisce questo tipo di approccio soprattutto per l’investimento azionario che potrà essere strutturato in due fasi: considerando 100 l’importo da destinare all’esposizione azionaria, il 40% sarà investito immediatamente in modo da beneficiare di potenziali futuri rialzi, il restante 60% sarà, invece, investito in maniera automatica con periodicità mensile (al fine di sfruttare potenziali futuri ribassi). Uno strumento efficace che consente di ottenere il massimo vantaggio da questa strategia é lo Smart Pac (scopri come funziona e come sfruttare l’approccio dello Smart Pac);
  • Prevedere attività d’investimento difensive all’interno del proprio portafoglio: L’errore che spesso si compie nella costruzione di un portafoglio remunerativo è quello di trascurare il ruolo di asset come l’oro e i titoli governativi dei paesi solidi. Pur non offrendo rendimenti rilevanti, svolgono un’importante funzione protettiva,  perché, quando la tensione sale, i capitali si muovono alla ricerca di sicurezza. Questo determina un aumento della domanda di questi Asset e, di conseguenza, un aumento del loro prezzo. I titoli di stato dei paesi ritenuti più affidabili (come Stati Uniti, Germania, Giappone) e l’oro rappresentano un rifugio storicamente solido dove trovare protezione durante periodi di bufere finanziarie.
  • Inserire (con criterio) prodotti d’investimento alternativi: mercati finanziari sempre più complessi, richiedono soluzioni sempre più articolate. Tassi di interesse eccezionalmente bassi, scenari economici incerti, guerre commerciali ed incognite politiche rendono inevitabile la ricerca di  strategie di investimento svincolate dall’andamento dei mercati, dei tassi d’interesse e dell’economia. E’ quanto si prefiggono di fare i prodotti alternativi:  L’obiettivo sarà quello di ottenere rendimento tramite strategie diverse dalla tradizionale gestione obbligazionaria ed azionaria.
    Questa categoria di prodotti presenta elevata complessità e, soprattutto, alta discrezionalità da parte di chi li gestisce. Le performance possono, pertanto, essere molto variabili nel tempo. E’ quindi consigliabile inserirli all’interno di un portafoglio diversificato in misura contenuta (5% ca.) Eccone una selezione:
  • Ribilanciare periodicamente il proprio portafoglio: E’ indispensabile provvedere periodicamente a riequilibrare le varie componenti del portafoglio. Infatti, per effetto delle fluttuazioni dei mercati, il valore degli investimenti  è destinato a variare alterando i pesi delle rispettive componenti. Si dovrà quindi procedere a ridurre le attività che sono incrementate di valore in favore di quelle che sono diminuite.

Conclusioni

  1. I mercati possono rimanere irrazionali per anni. A prescindere dalle prospettive economiche globali, i mercati finanziari potrebbero proseguire nel loro rialzo sostenuti dalla politica delle banche centrali. Inoltre non è possibile escludere  un’ improvvisa  svolta positiva delle aspettative di crescita economica che potrebbe alimentare un ulteriore rialzo nel medio termine;
  2. I rendimenti offerti dalle classi di investimento tradizionalmente poco rischiose (obbligazioni e titoli di stato) sono eccezionalmente bassi. Queste attività, inoltre, espongono a rischi pericolosamente sottovalutati soprattutto da parte di chi predilige l’investimento obbligazionario storicamente più sicuro;
  3. In contesti particolarmente complessi come quello attuale, assume sempre maggior importanza il ruolo della diversificazione di portafoglio;
  4. Porsi domande sul giusto timing d’ingresso sul mercato azionario o ricercare rassicuranti previsioni per i mercati finanziari nel secondo semestre del 2019 è un processo naturale e legittimo ma purtroppo totalmente inutile se non si ha una soglia di tolleranza alle perdite, o meglio, alle oscillazioni;
    Un portafoglio ben diversificato è  sempre in grado di recuperare, nel tempo, gli “incidenti di percorso“, ossia le perdite potenziali di breve periodo.

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Come proteggere il proprio patrimonio con la diversificazione;

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2 commenti

  1. gradirei come e dove e con chi è possibile effettuare uno smart pack ?

    1. Lo Smart Pac è l’evoluzione intelligente del Piano di Accumulo. La strategia è teoricamente applicabile efficacemente da qualsiasi intermediario (che conosca il metodo) a condizione che:
      * L’importo della rata iniziale sia modificabile,
      * Non siano previste commissioni di ingresso,
      * Si riesca a gestire la propria emotività evitando di commettere l’errore di abbandonare a strategia nelle fasi di ribasso (quando cioè è fondamentale perseverare!).

      Sono disponibile per approfondire l’argomento sul canale privato (vedi pagina contatti).

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