PIRAMIDE FINANZIARIA GUIDA PRATICA

Avere una solida base di conoscenze finanziarie è certamente uno dei tasselli fondamentali per investire con successo. Studio ed esperienza aiutano a comprendere i meccanismi dei mercati e a evitare errori grossolani. Eppure, anche con un buon livello di consapevolezza, molte persone faticano a tradurre queste conoscenze in scelte finanziarie efficaci.

Il problema, nella maggior parte dei casi, non è in cosa si investe, ma da dove si parte.

Molti investitori, anche evoluti, dedicano tempo ed energie alle decisioni di portafoglio senza aver prima organizzato le proprie finanze personali. Eppure gran parte dei risultati si gioca molto prima: nella gestione delle spese, nella capacità di risparmio, nella copertura degli imprevisti e degli obiettivi prevedibili.

Il portafoglio rappresenta solo l’ultimo passaggio di una pianificazione finanziaria strutturata. In alcuni casi, una pianificazione ben costruita può persino portare alla consapevolezza che non sia ancora necessario, o prioritario, investire attraverso un vero e proprio portafoglio.

In questo articolo vedremo quali sono i passaggi da affrontare prima di investire seguendo una logica semplice e progressiva: quella della piramide di pianificazione finanziaria.

Prima del portafoglio

Per la maggior parte di noi, le scelte di finanza personale contano più delle decisioni di investimento. Il portafoglio non è il punto di partenza, ma l’ultimo livello di una gerarchia. Partire direttamente dal portafoglio senza aver costruito i livelli inferiori non è solo inefficiente: aumenta il rischio di essere costretti a prendere decisioni sbagliate.

Questo non rende il portafoglio meno importante. Significa però riconoscere che, nella pratica, sono le decisioni quotidiane (come si gestiscono le spese, come si risparmia, come si affrontano gli imprevisti) a determinare la solidità dell’intero percorso finanziario.

Prima di chiederci come investire, ha quindi senso chiederci su cosa poggeranno quegli investimenti. È da qui che nasce la logica della piramide di pianificazione finanziaria: un modello semplice per rimettere ordine e capire quali decisioni vengono prima del portafoglio.

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La piramide finanziaria su misura per te

Per rendere più chiaro quali siano le priorità da rispettare, può essere utile rappresentare il percorso in forma di piramide.

PIRAMIDE FINANZIARIA SU MISURA

Questa rappresentazione riprende l’impostazione ormai diffusa nella letteratura internazionale sulla pianificazione finanziaria e nasce da un’idea piuttosto semplice: molti degli errori più comuni non sono causati da scelte errate ma da scelte fatte nel momento sbagliato.

La piramide è stata riadattata al contesto italiano, tenendo conto delle specificità del nostro sistema previdenziale e delle scelte più comuni nelle famiglie: dal ruolo del TFR e della previdenza complementare, fino al tema della casa e del risparmio.

Il portafoglio di lungo periodo si colloca al vertice della piramide e rappresenta soltanto l’ultimo tassello da comporre.

Ovviamente l’immagine non va interpretata come una sequenza rigida, ma come un ordine logico. Una guida per capire da dove partire e quali priorità affrontare per organizzare le proprie finanze in modo coerente, prima ancora di chiedersi come investire.

Adesso andiamo a vedere perché ogni passaggio ha senso solo se poggia su quello precedente.

La base della piramide: il fondo di emergenza

Il fondo di emergenza rappresenta le solide fondamenta su cui costruire una piramide robusta.

La sua funzione è quella di gestire gli imprevisti del nostro percorso di vita senza essere costretti a utilizzare strumenti sbagliati nel momento sbagliato. Spese non preventivate, improvvise riduzioni di reddito o eventi (anche positivi!) fanno parte della vita di ognuno di noi e richiedono la disponibilità di capitali prontamente utilizzabili. Senza una riserva di liquidità dedicata, il rischio è che gli eventi ci costringano a utilizzare il portafoglio per risolvere problemi immediati: smobilizzare investimenti di lungo periodo, interrompere piani di accumulo oppure ricorrere a finanziamenti costosi. In tutti questi casi il portafoglio finisce per svolgere un ruolo che non gli compete, trasformandosi da strumento di lungo periodo a una sorta di assicurazione di emergenza improvvisata.

E’ per questo che il fondo di emergenza viene prima di tutto il resto: crea le condizioni per poter investire con maggiore serenità. Protegge il percorso di lungo periodo dagli shock di breve termine e riduce la probabilità di decisioni forzate nei momenti peggiori.

Ma soprattutto, un congruo fondo di emergenza restituisce un rendimento inquantificabile: migliora la qualità delle nostre scelte. Ci regala quella flessibilità che ci consente di cambiare la vita lavorativa e rimetterci in gioco senza dover subire l’ansia della scadenza della rata del mutuo o dell’affitto.

L’entità del fondo dipende dalla situazione personale: stabilità del reddito, carichi familiari, spese ricorrenti. Non esiste una misura valida per tutti. Ciò che conta è che questa riserva sia liquida, facilmente accessibile e separata dagli investimenti.

Solo quando questa base è stata costruita ha senso salire al livello successivo della piramide. In assenza di fondamenta solide, anche le scelte più sofisticate rischiano di poggiare su basi fragili.

Abbiamo parlato del fondo di emergenza in questo articolo dedicato.

PIRAMIDE FINANZIARIA L'IMPORTANZA DEL FONDO DI EMERGENZA

Pianificazione delle spese e risparmio

Ci sono imprevisti che sono molto meno imprevisti di altri. La maggior parte di chi gestisce le finanze familiari si trova, prima o poi, a dover far fronte a spese ragionevolmente prevedibili: il cambio dell’auto, la ristrutturazione della casa, gli studi universitari dei figli.

Si tratta di veri e propri progetti di vita, caratterizzati da un orizzonte temporale definito, anche se non sempre preciso. Senza una pianificazione dedicata, il rischio è, ancora una volta, quello di utilizzare il portafoglio di investimento come un serbatoio universale da cui attingere a ogni occorrenza. Usare strumenti pensati per il lungo periodo per coprire spese che si manifesteranno nel breve o medio termine espone al rischio di dover disinvestire nei momenti più sfavorevoli, vanificando la logica stessa anche del portafoglio più raffinato.

Organizzare questo livello della piramide significa, prima di tutto, attribuire a ogni obiettivo il corretto orizzonte temporale. Serve quindi stanziare un capitale dedicato per le esigenze di spesa a breve e medio termine, separandole in modo chiaro dagli investimenti di lungo periodo.

Poiché molti progetti non hanno una scadenza precisa né un costo esattamente quantificabile, può essere utile organizzare le risorse in modo modulare, così da accompagnarci nel tempo. In questo contesto, una strategia efficace è il bond laddering, di cui abbiamo parlato in modo approfondito in un articolo dedicato.
Il principio è semplice: investire il capitale in scadenze successive, in modo tale da avere ogni anno una quota che giunge a maturazione. Alla fine dell’anno, il capitale potrà essere utilizzato se il progetto va realizzato oppure reinvestito su una scadenza successiva.

È solo dopo aver messo in sicurezza le spese pianificate e gli obiettivi di medio termine che entra in gioco un ulteriore elemento chiave: il risparmio intenzionale. Il risparmio non è ciò che avanza casualmente a fine mese. È una scelta che viene fatta prima di spendere, non dopo. Significa stabilire in anticipo quante risorse destinare al tuo futuro e costruire le tue abitudini di spesa su ciò che resta.

Non per comprimere la qualità della vita, ma per evitare che siano le spese, spesso inconsapevoli o impulsive, a decidere al posto nostro.

Inserire il risparmio in questo livello della piramide ha un significato preciso: prima si mettono in ordine le necessità e gli impegni prevedibili, poi si costruisce uno spazio stabile per il futuro. Solo così il risparmio smette di essere una variabile residuale e diventa una componente strutturale della pianificazione finanziaria.

Abbiamo parlato di come pianificare correttamente le spese in questo articolo dedicato.

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Sfrutta al massimo la pianificazione previdenziale

Una volta messi in sicurezza gli imprevisti, organizzate le spese pianificate e costruita una capacità di risparmio stabile, il passo successivo riguarda il futuro più lontano: la pianificazione previdenziale.

Una delle esigenze più comuni che si cercano di soddisfare attraverso gli investimenti è l’integrazione del reddito al raggiungimento dell’età pensionabile, o in alcuni casi la possibilità di ridurre o anticipare l’uscita dal lavoro.

Dal momento che non stiamo ancora parlando di portafoglio di lungo termine, l’obiettivo è organizzare le risorse esterne al portafoglio in modo da massimizzarne le potenzialità. In questo contesto, il fondo pensione rappresenta uno degli strumenti più efficaci, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi.

Destinare il TFR a un fondo pensione significa valorizzare una fonte di reddito spesso trascurata. Il TFR è, a tutti gli effetti, una parte della retribuzione differita nel tempo: un flusso che matura ogni anno e che, proprio per questa caratteristica, si presta a essere investito con un orizzonte di lungo periodo.

Convogliarlo in un fondo pensione consente di trasformare questa quota di reddito in un investimento automatico e metodico, capace di beneficiare della crescita di lungo periodo dei mercati finanziari. Al contrario, lasciarlo in azienda, o conferirlo al fondo di tesoreria presso l’INPS, significa limitarne il potenziale, rinunciando a una parte delle opportunità che il tempo può offrire.

A questo si aggiunge un ulteriore vantaggio spesso sottovalutato: con un contributo personale anche minimale, il lavoratore dipendente può accedere al contributo aggiuntivo del datore di lavoro. In questo modo il TFR non solo viene investito nel tempo, ma viene affiancato da nuove risorse che ne amplificano l’efficacia complessiva.

Per il lavoratore autonomo destinare una quota del proprio reddito al fondo pensione significa sfruttarne i vantaggi fiscali e alleggerire il peso delle imposte.

Ma il vero punto di forza del fondo pensione non è solo economico. È comportamentale. I versamenti sono regolari, spesso automatizzati, e il capitale accumulato è vincolato all’obiettivo previdenziale. Questo significa che le risorse destinate al lungo periodo non sono facilmente accessibili e, soprattutto, non sono esposte alle tentazioni di breve termine.

PIRAMIDE FINANZIARIA L'IMPORTANZA DEL TFR AL FONDO PENSIONE

Compra una casa (solo) se è ragionevole farlo

All’interno della piramide di pianificazione finanziaria, la casa occupa una posizione particolare. È una decisione importante, spesso emotivamente critica, ma che non va confusa con una scelta di investimento.

Comprare casa non garantisce una rivalutazione nel tempo. Le dinamiche demografiche, soprattutto in un Paese come l’Italia, giocano sempre meno a favore dell’investimento immobiliare inteso come fonte di rendimento. Pensare alla casa come a un “asset sicuro” rischia quindi di creare aspettative poco realistiche.

Ma soprattutto c’è da considerare un aspetto troppo spesso sottovalutato: il vincolo. Acquistare una casa significa legarsi inevitabilmente a un territorio. In un contesto lavorativo che richiede sempre più flessibilità (geografica e professionale) un mutuo di lungo periodo può trasformarsi in un limite, che riduce la libertà di cogliere opportunità di lavoro o di vita altrove, magari anche all’estero.

Questo non significa affatto che comprare casa sia una scelta sbagliata. Per chi desidera mettere radici, costruire una famiglia o dare stabilità a un progetto di vita, l’acquisto dell’abitazione può essere perfettamente sensato. Ma quando queste esigenze non sono presenti, vale la pena chiedersi se il vincolo di un mutuo trentennale sia davvero la soluzione migliore.

In molti casi, l’affitto non rappresenta una rinuncia, ma una forma di flessibilità. Una scelta che preserva libertà di movimento e capacità di adattamento, lasciando che le decisioni di investimento restino separate dalle scelte di vita.

PIRAMIDE FINANZIARIA LA CASA PUò ESSERE UN PESO

Conclusioni

L’efficienza consiste nel fare bene le cose; l’efficacia consiste nel fare le cose giuste.

Peter Drucker

Più o meno ciascuno di noi cerca legittimamente il modo migliore per investire i propri soldi: lo strumento più efficiente, la strategia più solida, il giusto equilibrio tra rischio e rendimento. Eppure, troppo spesso, trascuriamo tutto ciò che viene prima.

Le decisioni di investimento vere e proprie entrano in gioco solo dopo aver messo ordine nelle proprie finanze. Tutto quello che abbiamo visto fin qui costituisce la parte più ampia della piramide della pianificazione finanziaria, mentre il portafoglio ne occupa soltanto il vertice.

Eppure è proprio su quest’ultimo livello che molti investitori concentrano la maggior parte delle energie mentali. Possiamo costruire con grande attenzione una strategia di investimento, ma trascurare la cosa più importante: dare prima un ordine ai nostri soldi.

Il portafoglio non è irrilevante, ma senza fondamenta solide rischia di poggiare su basi fragili. Prima di chiedersi come investire bene, ha quindi senso interrogarsi su cosa sia giusto fare per sostenere quelle scelte. In quest’ottica, dedicare attenzione ossessiva ai mercati raramente è il miglior uso del tempo di un investitore.

In un prossimo articolo entreremo nel dettaglio di questo livello finale, analizzando il portafoglio di investimento con lo stesso schema a piramide.

Intanto, sul blog sono disponibili alcuni approfondimenti dedicati alla costruzione del portafoglio.

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Domande frequenti sulla piramide finanziaria

Quanto deve essere grande il fondo di emergenza?

Dipende dalla stabilità del reddito, dai carichi familiari e dalle spese ricorrenti. Come punto di partenza, una riserva pari a 6-9 mesi di spese può essere adeguata per molte situazioni. Chi ha redditi variabili o maggiori responsabilità familiari può valutare una riserva più ampia, anche di 12-18 mesi.

Conviene sempre versare il TFR al fondo pensione?

Per molti lavoratori dipendenti può essere una scelta efficace. Il TFR destinato al fondo pensione può beneficiare della crescita di lungo periodo dei mercati e, con un contributo personale anche minimo, può dare accesso al contributo aggiuntivo del datore di lavoro. La scelta va comunque valutata considerando orizzonte temporale e situazione personale.

Comprare casa è sempre un buon investimento?

No. La casa può essere una scelta di vita sensata per chi cerca stabilità, radicamento e continuità familiare, ma non va considerata automaticamente un investimento. Può anche rappresentare un vincolo geografico e finanziario, soprattutto se si hanno esigenze di flessibilità personale o professionale.

Quando è il momento giusto per iniziare a investire?

Quando i livelli inferiori della piramide sono stati affrontati: fondo di emergenza, spese pianificate, capacità di risparmio e previdenza. Investire senza queste basi aumenta il rischio di dover smobilizzare il portafoglio nei momenti sbagliati.

Si può saltare un livello della piramide?

Tecnicamente sì, ma ogni livello protegge quelli superiori. Senza fondo di emergenza, un imprevisto può costringere a toccare il portafoglio. Senza pianificazione delle spese, si rischia di disinvestire prima del tempo. La piramide non è una sequenza rigida, ma un ordine logico di priorità.

La piramide finanziaria vale per tutti?

La struttura è utile per la maggior parte delle situazioni, ma i dettagli cambiano. Chi ha un reddito variabile avrà bisogno di più liquidità. Chi è vicino alla pensione darà più peso alla previdenza. Chi non vuole comprare casa può saltare quel livello. La piramide è una guida, non una formula rigida.

David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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2 Comments

  1. Grande articolo come sempre David, ma deve essere sempre sottolineato che l’investimento non deve far diventare ricchi, ma esattamente l’opposto ovvero evitare di diventare poveri, quindi ogni strato del portafoglio permette di vivere al nostro livello con l’apice della piramide che genera “quell’extra rendimento” che ti permette di annullare il nemico invisibile alias inflazione. Invece per chi non ha un patrimonio finanziario, ma un capitale umano a disposizione? Creare con il risparmio mensile subito l’apice della piramide in modo da poter far subentrare per gradi gli strati inferiori, corroborati poi dall’investimento assicurativo necessario a proteggere il patrimonio venutosi a creare, sia esso mobiliare che immobiliare.

    1. La definizione dell’asset Allocation è, più in generale, di un piano finanziario in funzione del capitale umano/capitale a disposizione è un tema molto interessante che, prima o poi, dovrò approfondire in modo adeguato. Un caro saluto Luca!

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