“I pessimisti hanno spesso ragione ma gli ottimisti sono ricchi “. 

Questa frase è attribuita a Justin Welsh, un giovane brillante imprenditore che è riuscito a creare un’azienda da 8 milioni di dollari senza nessun dipendente.

Eppure, quando si tratta di investire i nostri soldi spesso preferiamo avere ragione piuttosto che diventare ricchi.
Chi investe per il lungo periodo sa che l’ottimismo è l’atteggiamento migliore per ottenere il successo. Tuttavia il pessimismo mantiene un fascino talvolta irresistibile.
Chi si mostra pessimista viene percepito come saggio e intelligente mentre chi sostiene l’ottimismo é, spesso, accusato di non dare il giusto peso ai rischi crescenti.

Mantenere salda la fiducia nel futuro senza ignorare i rischi è una delle qualità comuni a tutti gli investitori di successo.

In questo articolo analizzeremo perché il pessimismo esercita un fascino così forte, perché in certi momenti sembra l’unico atteggiamento ragionevole e, soprattutto, come evitare di venirne contagiati. Affronteremo l’argomento in chiave pratica ripercorrendo le recenti vicende e dando uno sguardo al prossimo futuro.

Un mercato rialzista pieno di insidie

Quando ci si trova a dover iniziare un percorso di investimento, osservando un grafico del mercato azionario o di un backtest di portafoglio istintivamente siamo portati a pensare:

“Come è stato facile fino ad oggi. Se solo avessi iniziato prima adesso sarei in una situazione di vantaggio. Ma da qui in avanti il percorso sarà pieno di insidie. Il futuro che mi attende sarà più incerto e accidentato”.

In realtà ogni fase di mercato, tanto rialzista quanto ribassista, è sempre piena di insidie.
Da quando è iniziato ill bull market tutt’ora in corso, ho gelosamente conservato analisi e prese di posizioni “forti” condivise da  analisti e gestori. Ognuna di esse fa riferimento alle sorti future dell’ economia e dei mercati, 
Rileggere le prospettive condivise nei periodi più difficili può aiutarci a capire quanto sia importante mantenere il giusto distacco dal “rumore di fondo”.

Ecco alcuni dei commenti più allarmanti:

Poco prima dell’inizio del bull market il leggendario investitore Stanley Druckenmiller, metteva in guardia gli investitori riguardo all’alta probabilità di una nuova decade perduta per il mercato azionario:

Fonte: Fortune


L’analisi di Druckenmiller, evidentemente, è risultata particolarmente convincente anche per i giornalisti de Il Sole 24 ore che a gennaio 2023 scrivevano:

Solo pochi mesi dopo, a marzo del 2023 Jamie Dimon, amministratore delegato di Jp Morgan nonché banchiere più longevo di Wall Street sopravvissuto alla grande crisi finanziaria del 2008, esprimeva tutte le sue preoccupazioni riguardo all’evoluzione degli eventi definendo il periodo come il più pericoloso degli ultimi decenni:

A marzo del 2023 cade sui mercati la tegola dei default delle banche regionali USA.
Secondo gli analisti di Allianz, siamo di fronte a un Minsky Moment: un punto di svolta in cui un periodo prolungato di stabilità finanziaria e crescita porta a un improvviso e drammatico crollo dei mercati a causa dell’accumulo di debiti e rischi eccessivi:

Fonte: Fortune

Nell’estate del 2023 Bill Ackman, gestore Hedge Fund miliardario celebre per il suo intuito, dipinge l’inizio di uno scenario inflativo devastante capace di far schizzare i tassi di interesse verso l’alto e di far crollare il mercato azionario:

Fonte: Twitter

All’inizio del 2024 è la volta di Michael Burry, uno dei pochi gestori capaci di prevedere l’arrivo della grande crisi finanziaria del 2008. Burry piazza la sua più  grande scommessa ribassista contro S&P500 e Nasdaq dal 2009:

Fonte: Linkedin

Sempre nei primi mesi del 2024 Wei Li, strategist di Blackrock, pubblica un’analisi in cui afferma che il problema tra soft landing (atterraggio morbido dell’economia che rallenta senza entrare in recessione) e hard landing (recessione economica) non si pone perché l’economia, in realtà, non è mai decollata. Di fronte agli investitori si pone un lungo periodo di stagnazione economica con mercati volatili e inflazione in rialzo. Un approccio prudente rimane obbligato:

Fonte: Linkedin

Potremmo andare avanti a lungo, ma il punto essenziale è che dal 12 ottobre 2022, data di inizio del bull market, il mercato azionario globale (MSCI ACWI) ha guadagnato circa il 54% complessivo, con un rendimento annuo del 20%.
Eppure, al tempo, tutte queste interpretazioni sembravano assolutamente logiche, approfondite e convincenti.

Oggi, a distanza di mesi o anni, la schiera degli ottimisti del giorno dopo non perde occasione per ridicolizzare queste analisi insieme ai loro autori. 

Quando diventa evidente che i presagi si sono rivelati un abbaglio e che, nonostante gli scenari apocalittici, il mercato è salito, deridere chi invitava alla cautela appare fin troppo facile.Ma più che schernire gli esperti e le loro previsioni, sarebbe più utile riflettere sul perché, quando il mercato scende, gli ottimisti spariscono e, quando torna a salire, tutti si affrettano a ridicolizzare i ribassisti.

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L’ottimismo è difficile da praticare

Nessuno di noi è immune al contagio del pessimismo, neppure l’investitore più esperto.

Essere pessimisti sull’economia e sui mercati è, per certi aspetti, giusto: ci sono sempre nuove e vecchie minacce che mettono a rischio il futuro. Talvolta sembra ragionevole persino essere apocalittici.

L’aspetto interessante è capire perché le previsioni ottimistiche scarseggiano proprio quando ne avremmo più bisogno. O, comunque, quelle che circolano raramente vengono prese in considerazione.

Un eccellente libro di finanza personale spiega questo fenomeno con un esempio concreto ed estremamente efficace: il Giappone dopo il dramma della seconda guerra mondiale.
Il Paese era al collasso dopo un’umiliante e tragica sconfitta, preda di una crisi economica, industriale e sociale.
Come se ciò non bastasse, nel 1946 un inverno particolarmente rigido causò una grave carestia che costrinse le autorità a razionare il cibo alla popolazione.

Immaginiamo che, in questa condizione, un economista arrivato dal futuro avesse invitato la popolazione all’ottimismo spiegando che l’aspettativa di vita media sarebbe raddoppiata, il mercato azionario avrebbe regalato performance stellari, la disoccupazione avrebbe raggiunto livelli mai visti prima, il paese sarebbe diventato leader nell’innovazione e gli Stati Uniti sarebbero diventati i suoi alleati economici più stretti.
Questo è quello che è effettivamente accaduto negli anni successivi alla guerra, tuttavia l’economista sarebbe stato considerato un pazzo.

Il pessimismo, sembra sempre più saggio e plausibile dell’ottimismo.
Quando il mercato scende a rotta di collo e ci si aspetta una recessione qualunque economista che sostenga che l’economia si riprenderà insieme al mercato azionario non riceverà alcuna attenzione e verrà accusato di superficialità e di sottovalutazione dei rischi.
Chi, viceversa, preannuncia l’arrivo della prossima grande crisi, finirà sulle prime pagine dei giornali attirando l’interesse della collettività.

Ci sono validissime ragioni per cui il pessimismo ci sembra così convincente in ambito finanziario. La finanza comportamentale spiega che la gioia che deriva da una guadagno è minore rispetto al rimpianto causato da una perdita. La paura di perdere soldi è quindi più forte della paura di perdere opportunità.

Ci sono, tuttavia, altri fattori che rendono il pessimismo più diffuso e più seducente dell’ottimismo. Conoscerli può aiutarci a resistere al suo fascino soprattutto nei momenti più difficili.

Perché il pessimismo è più convincente dell’ottimismo

La comprensione del perché sia così difficile praticare l’ottimismo è fondamentale perché può diventare una sorta di vaccino contro il dilagare del pessimismo.
Vediamo allora perché il pessimismo faccia così presa sul nostro animo finanziario.

  1. La crescita è troppo lenta per essere colta dalla nostra attenzione mentre  le crisi si sviluppano velocemente e non possono essere ignorate.
    La crescita economica, il progresso, la capitalizzazione composta dei mercati finanziari, sono fenomeni che richiedono tempo per manifestarsi. Ogni passo verso la crescita, verso lo sviluppo e l’avanzamento è troppo piccolo per essere notato. Un crollo rovinoso dei mercati può invece manifestarsi in modo repentino e causare una perdita di fiducia immediata. Non a caso si dice che nei mercati finanziari si sale dalle scale e si scende dalla finestra.
    La fiducia e l’ottimismo maturati negli anni di profitto vengono spazzati via da eventi catastrofici improvvisi e inaspettati;
  2. Il pessimismo invita all’azione mentre l’ottimismo professa la calma e la disciplina;
    Analisi e commenti rilasciati in chiave pessimistica sollecitano a vendere, uscire dal mercato, scappare e mettersi al sicuro. Al contrario l’ottimismo raccomanda di mantenere la calma e il focus sugli obiettivi a lungo termine. Si tratta di consigli che vengono facilmente ignorati perché non incitano a  nessuna azione urgente che, la saggezza comune, considera fondamentali per salvare il salvabile;
  3. I pessimisti proiettano le tendenze attuali senza considerare la capacità dei mercati di adattarsi alle nuove condizioni.
    E’ facile prevedere che qualcosa che sta andando storto continui ad andare nella direzione sbagliata. E’ anche persuasivo perché non richiede la capacità di immaginare come il mondo possa evolvere in modo inaspettato.
    L’economia si corregge e si adatta: i problemi e le situazioni difficili ci stimolano a trovare nuove soluzioni. Uno degli esempi più lampanti è il tema della fine delle risorse.
    All’inizio degli anni 2000 la capacità di produzione massima di petrolio era di 85 milioni di barili al giorno. Si stimava che entro il 2030 il fabbisogno di petrolio della Cina avrebbe raggiunto i 98 milioni di barili al giorno. Questo significava che le riserve di petrolio si sarebbero esaurite velocemente.
    Sicuramente in quello scenario le riserve sarebbero davvero finite. Tuttavia l’aumento della domanda e la carenza di petrolio causarono un aumento dei prezzi. Prezzi più elevati incentivarono lo sviluppo di nuove tecniche di estrazione che aumentarono la produzione. In questo modo l’offerta riesce ad adeguarsi alla crescente domanda.

    La capacità di adattamento dell’economia, soprattutto nelle condizioni più dure, rende difficile immaginare come evolveranno le cose;
  4. Nei momenti difficili i mercati non sono la sola cosa che scende.
    Nelle fasi di relativa calma e stabilità, sembra facile mantenere un atteggiamento fiducioso e immaginare che resteremo ottimisti anche quando le cose volgeranno al peggio.
    Il punto cruciale è che durante un ribasso profondo di mercato, il prezzo delle azioni non è l’unica cosa che cambia (in peggio!). I mercati crollano perché governi, banche centrali o imprese hanno preso decisioni sbagliate, causando crisi finanziarie o recessioni. In queste condizioni, viene meno anche il nostro ottimismo. Il quadro economico diventa così compromesso da minare la nostra fiducia nella capacità dell’economia di recuperare e riprendersi.
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Ottimismo vs pessimismo: il vero rischio per il tuo portafoglio

Questa immagine dà un’idea di quanto possa essere difficile per un investitore mantenere un atteggiamento ottimista nonostante il trend rialzista del mercato:

Il grafico è quello dell’S&P500. Sul suo sviluppo vengono riportate crisi, fallimenti, eventi economici, commenti degli esperti, guerre, pandemie e altri disastri che si sono susseguiti nel corso degli anni.
Ognuna di queste sciagure ha rappresentato un validissimo motivo per uscire dal mercato che, tuttavia, si è puntualmente ripreso.

Andando ancora più indietro nel tempo troveremo catastrofi ancora più gravi come la grande crisi finanziaria del 2008 o l’attentato terroristico alle torri gemelle del 2001.
Tutte queste calamità umane, economiche e  finanziarie hanno un elemento in comune: non erano mai accadute prima: mai gli Stati Uniti erano stati vittima di un attacco delle proporzioni di quelle dell’11 settembre, mai era fallita una banca delle dimensioni e con le connessioni di Lehman Brother, mai la società moderna aveva vissuto lo shock della pandemia.
Oggi sappiamo che siamo stati in grado di superare questi momenti tragici. Quando li abbiamo vissuti non avevamo questa stessa consapevolezza.
L’aspetto che ogni investitore di lungo periodo deve considerare è che, prima o poi, si dovrà confrontare con un qualche evento catastrofico mai accaduto prima al quale non era preparato.
La Cina potrebbe invadere Taiwan, Il dollaro potrebbe crollare del 50% o magari i marziani potrebbero sbarcare sulla Terra. 

Per superare il prossimo cigno nero non sarà sufficiente un portafoglio solido.
L’unica protezione efficace contro il prossimo evento mai accaduto è un giusto livello di consapevolezza:
capire quali sono le regole generali che stanno alla base dell’economia e della crescita di lungo termine è l’elemento essenziale per poter raccogliere le performance dei mercati finanziari.
In questo articolo dedicato abbiamo visto perché, ragionevolmente, i mercati azionari continueranno a salire nonostante tutto.

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Conclusioni

Tutti i ribassi passati sembrano un’opportunità mentre tutti i ribassi futuri sembrano un rischio.

Morgan Housel

A posteriori ogni crisi, più o meno profonda, ci appare come una magnifica opportunità di acquisto ma quando ci troviamo a viverla con un portafoglio vero, mantenere la lucidità, spesso, diventa impossibile.

L’ottimismo è l’approccio vincente nel campo della finanza perché i mercati crescono per la maggior parte del tempo. Tuttavia, per quanto ci possiamo sentire preparati, consapevoli ed esperti, verrà il momento in cui il nostro ottimismo e la nostra fiducia saranno messi a dura prova.

La chiave per superare le prove più difficili  non sta nell’essere ottimisti a tutti i costi, ma nel praticare ciò che potremmo definire “possibilismo serio”.
Questo significa diventare  investitori capaci di:

  • Riconoscere i motivi per cui il pessimismo appare così seducente, soprattutto nei momenti più difficili;
  • Comprendere perché crescita, progresso ed evoluzione sono trend inarrestabili nel lungo periodo;
  • Mantenere la lucidità necessaria per non farsi travolgere dalle emozioni durante le fasi di crisi.

Un mercato rialzista come quello attuale rappresenta il momento ideale per approfondire questi temi e rafforzare queste sane convinzioni. Solo così potremo presentarci preparati al prossimo mercato ribassista, consapevoli che, qualunque  sia la crisi che dovremo affrontare, sarà diversa  da tutte quelle che l’hanno preceduta, ma sarà, comunque, superabile.

Non è l’ottimismo cieco a premiare gli investitori, ma la capacità di mantenere una visione equilibrata anche quando tutto sembra andare a rotoli. È questa la vera competenza da acquisire per raggiungere il successo nei mercati finanziari.

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Questo articolo è ispirato al capitolo 17 del libro La psicologia dei soldi intitolato La seduzione del pessimismo

David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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3 Comments

  1. “ Tutti i ribassi passati sembrano un’opportunità mentre tutti i ribassi futuri sembrano un rischio.
    MORGAN HOUSEL”
    … da qui imprescindibile avere sempre una riserva cospicua della tanto bistrattata LIQUIDITÀ per poter cogliere le opportunità future!
    Grazie per il tuo immenso lavoro soprattutto dí finanza comportamentale che ogni domenica ci metti a disposizione grande David!

  2. Mi accodo al commento di Luca: quanta qualitá, quanto valore! Grazie David per i tuoi articoli, la domenica è sempre piu lieta e piacevole.

    1. Grazie Giorgio!
      Fa sempre molto piacere apprendere che i contenuti pubblicati sono di supporto ai lettori.

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