Indici fondi investimento

Chi decide di investire in fondi comuni di investimento spesso commette l’errore di scegliere il prodotto basandosi  esclusivamente sulle performance oppure sul ranking delle società di analisi.

Non sa, però, che  le stesse società di analisi mettono a disposizione molti altri dati e indici che permettono un’indagine più approfondita dei fondi di investimento a cui vorremmo affidarci.

Quando si tratta di dover individuare il fondo comune di investimento migliore esistono infatti diversi sistemi di misurazione che lo analizzano  verificandone l’andamento nel passato e le aspettative di performance nel futuro.

Nessuno di questi indicatori è in grado di fornire una valutazione completa, tuttavia, se vengono osservati congiuntamente, contribuiscono a fornire un quadro sull’andamento del fondo comune di investimento ed un valido supporto per valutare se sia più o meno adatto alle proprie esigenze.

Andiamo a vedere insieme quali sono questi indicatori. A questo link potrete trovare una pagina di analisi di un fondo di investimento su morningstar.it che esprime tutti gli indici che andremo a trattare.

R-quadro

Per prima cosa è necessario effettuare una scelta basata su criteri oggettivi e comparare prodotti che abbiano le stesse caratteristiche.

Purtroppo spesso accade che un fondo comune di investimento, inserito in una categoria specifica, non abbia poi, nella sua definizione, le caratteristiche che dovrebbero farlo attribuire a quella stessa categoria.

Facciamo un esempio: abbiamo deciso di investire in un fondo dell’area Europa perchè riteniamo che in questo periodo possa riservarci le maggiori gratificazioni. Esiste un’alta probabilità che alcuni dei fondi inseriti nella categoria Area Europa investano invece in tutt’altre zone, perchè nel tempo la gestione ha preferito diversificare le proprie strategie.

Ecco perché il primo indicatore da tenere in considerazione è l’ R-quadro, che esprime il livello di attinenza del fondo rispetto al mercato di riferimento, ossia in che misura quel fondo va effettivamente a selezionare titoli attinenti alla categoria di riferimento (Es.: azioni europee per un Azionario Europeo, obbligazioni asiatiche per un Obbligazionario Asia e così via)  Più il valore R-quadro è prossimo a 100, più il fondo sarà attinente al mercato di riferimento  Scostamenti significativi da questo valore evidenziano un’attività del gestore fuori tema: il risultato più o meno gratificante è stato, quindi, conseguito ricercando soluzioni al di fuori del mercato di riferimento (Valori dell’indicatore R quadro inferiori ad 80 rendono il confronto dei fondi poco significativo).

Vuoi conoscere un modo facile per confrontare più fondi comuni di investimento grazie all’indice R-quadro? In questo articolo puoi trovare una breve guida pratica gratuita.

Deviazione Standard

La deviazione Standard misura la dispersione dei rendimenti (positivi e negativi) intorno alla media del fondo comune di investimento.

A cosa serve: esprime la volatilità di un fondo. Tanto più sarà alta quanto più sarà rischioso (ma potenzialmente anche più redditizio) il fondo.

Valori più contenuti stanno, invece, a significare una minore oscillazione dei rendimenti e, di conseguenza, dell’andamento di un fondo (maggior linearità).

Indice di Sharpe

L’indice di Sharpe misura la performance di un fondo rispetto all’investimento privo di rischio, ossia quanto rendimento è riuscito a realizzare per ogni unità di rischio assunta.

A cosa serve: più alto è l’indice di sharpe maggiore è stata l’abilità del gestore nell’ottimizzare il rapporto rischio-rendimento.

In termini pratici fornisce la misura di quanto il rendimento sia dovuto alla bravura del gestore (indice sharpe più alto) e quanto, invece, al caso (indice di sharpe più basso ) Semplificando possiamo dire che: a valori più alti corrispondono capacità di gestione migliori, anche se, nel tempo, può assumere valori negativi a causa di un mercato in ribasso.

Indice Alpha

L’indice Alpha esprime l’abilità del gestore del fondo nell’attività di ricerca dei titoli migliori. In termini tecnici esprime la differenza tra il rendimento del fondo e quello atteso per il suo mercato di riferimento. Valori positivi stanno a significare che il gestore è stato abile sia nella selezione dei migliori titoli sia nella tempistica d’investimento riuscendo, così, a realizzare rendimenti superiori rispetto al mercato in cui opera. Valori negativi, viceversa, evidenziano scarsa capacità nella gestione del portafoglio.

L’indice quindi va a valutare la capacità del gestore di selezionare i titoli che compongono il fondo comune di investimento nonché la giusta tempistica di investimento (acquisto – vendita)

Tanto più questo valore sarà alto, tanto più la gestione sarà stata efficace nelle proprie scelte.

Indice Beta

L’indice Beta esprime il legame del fondo al mercato di riferimento, ossia quanto varia rispetto ai movimenti del mercato.

Il beta di mercato ha un valore fisso teorico pari a 1,00. Nel caso in cui il beta del fondo assuma un  valore maggiore, la sua performance sarà amplificata rispetto a quella del mercato (sia al rialzo che al ribasso). Qualora, invece, il beta assuma valori inferiori ad 1 la performance del fondo sarà inferiore rispetto a quella del mercato (sia al rialzo che al ribasso).

L’immagine che segue mostra due fondi a confronto (categoria “azionari europa”) caratterizzati da valori degli indici di efficienza assai diversi:

In particolare l’analisi evidenzia:

Deviazione standard: superiore per il fondo Fidelity che, pertanto, risulta leggermente più volatile dell’omologo prodotto Mediolanum;

  • R-quandro: superiore a 90 per entrambi i fondi che, pertanto, possono essere confrontati sulla base di criteri oggettivi;
  • Indice di Sharpe: il fondo Fidelity presenta valori sensibilmente più alti, dunque, la sua gestione è stata più efficace rispetto all’altro prodotto analizzato;
  • Indice Alfa: il fondo Fidelity presenta alfa positivo dunque la gestione è stata efficace, viceversa il fondo Mediolanum mostra alfa negativo e scarsa efficacia gestionale;

  • Beta: entrambi i fondi presentano valori prossimi a ” 1 ” pertanto il loro andamento sarà molto simile a quello del mercato.

Conclusioni

Riassumendo, gli indicatori di efficienza vengono quindi utilizzati per effettuare una valutazione oggettiva su più fondi appartenenti alla stessa categoria di investimento.

L’utilizzo di questi indicatori consente di scegliere il fondo più adatto superando le limitazioni di un’analisi basata esclusivamente sulle performance passate e sul ranking.

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