MINI CORSO FINANZA: IL FONDO DI EMERGENZA

Siamo arrivati alla fase dell’anno in cui, molti di noi  si stanno già godendo il meritato riposo da un lungo periodo di attività lavorative, molti altri, invece, attendono il loro turno di vacanza al fresco riparo dei condizionatori. Tutti  rimaniamo, comunque, sempre attenti agli sviluppi del panorama finanziario che non ci annoia mai.

Quale potrebbe essere il momento migliore, se non questo, per dedicare una piccola parte del nostro tempo ad un corso in tre puntate, che ci renderà pronti, a settembre, a revisionare e migliorare la nostra strategia di investimento?

Questa mini serie di 3 articoli vuole essere una guida pratica alla costruzione di un portafoglio con i principali accorgimenti per riuscire a mantenerlo davvero per il medio lungo periodo.

Questi saranno gli argomenti che andremo ad affrontare:

  1. Individuare il capitale a tua disposizione (perché e come creare un fondo di emergenza);
  2. Definire  il rischio che puoi tollerare e di cui devi farti carico (👉 qual è la tua esposizione azionaria ideale);
  3. Organizzare la retroguardia (👉 come strutturare la parte difensiva del portafoglio).

In questo primo articolo parleremo del fondo di emergenza analizzando:

  • Perché è così importante avere un fondo di emergenza;
  • Quanto destinare al fondo di emergenza;
  • Come creare un fondo di emergenza e come gestirlo.

Perché hai bisogno di un fondo di emergenza

Se da un lato  è importante investire e iniziare a farlo quanto prima possibile, è altrettanto vero che un piano finanziario di successo parte, prima di tutto, dalla corretta definizione del fondo di emergenza.

Con questo termine si fa riferimento alla riserva di liquidità accantonata per far fronte a spese impreviste più o meno importanti.
Il principio generale è quello di investire soltanto i soldi di cui non si ha bisogno per evitare di doverli disinvestire nel momento meno conveniente.

L’obiettivo di un fondo di emergenza è duplice:

  • Finanziario
    Da un punto di vista prettamente finanziario il fondo di emergenza protegge il portafoglio dal rischio di “prelevamento anticipato”. Una congrua riserva di liquidità mette l’investitore nella condizione di non dover  prelevare (anche soltanto parzialmente) il capitale investito prima del tempo necessario a generare un rendimento congruo;
  • Aspirazionale
    Il fondo di emergenza non può essere considerato esclusivamente come un banale capitale infruttifero parcheggiato in attesa di essere speso per imprevisti collegati a eventi per lo più negativi e stressanti.
    Il fondo di emergenza può restituire un rendimento inquantificabile in termini di capacità di coronare le aspirazioni personali.
    Chi decide di mantenere in conto corrente capitali più o meno cospicui viene, spesso, considerato timoroso o, addirittura, paranoico.
    In realtà è l’esatto contrario: mantenere un’adeguata riserva di liquidità ti metterà nella condizione di sopportare rischi maggiori e realizzare obiettivi più ambiziosi.
    La liquidità è, infatti, quella risorsa che ti permette di modificare i progetti lasciandoti libero da preoccupazioni finanziarie.
    Un adeguato fondo di emergenza conferisce quel grado di flessibilità che ti permette di cambiare la vita lavorativa senza dover fronteggiare l’ansia di trovare i soldi per la rata del mutuo o dell’affitto. Oppure ti metterà nella condizione di poter attendere l’opportunità lavorativa più adatta alle tue esigenze senza essere costretto ad accettare il primo impiego.
    Il fondo di emergenza, quindi, isola le tue ambizioni dallo stress finanziario legato alle oscillazioni dei mercati. Anche durante un bear market sarai in grado di attenderne più serenamente la conclusione perché, grazie al fondo di emergenza, non avrai necessità di attingere dal tuo portafoglio in ribasso.

Quanto destinare al fondo di emergenza

Qual è la cifra ideale da destinare al fondo di emergenza?
Come sempre la risposta non può essere che: “dipende”. 
L’ammontare ideale della riserva di denaro da destinare agli imprevisti dipende da una serie di variabili molto personali: la condizione lavorativa, familiare, l’età. Banalmente un lavoratore autonomo con dei figli dovrà quantificare l’ammontare del fondo di emergenza in modo diverso rispetto al lavoratore dipendente single.
E’ tuttavia possibile individuare delle regole generali di buonsenso.

Prima di tutto è necessario quantificare l’ammontare complessivo delle spese sostenute mensilmente.
La domanda fondamentale a cui trovare risposta è: “Qual è la cifra che spendo mensilmente per mantenere il mio stile di vita?”
Il totale mensile deve prendere in considerazione tutte le spese sostenute.
Quindi:

  • spese domestiche (spese alimentari, utenze domestiche, Netflix/Sky/Disney Channel, affitto, mutuo ecc);
  • spese per l’abbigliamento;
  • spese per svago e hobby (abbonamenti in palestra, aperitivi, vacanze ecc.);
  • spese per i trasporti (abbonamenti ferroviari, benzina, costi di manutenzione dell’auto);
  • spese assicurative (polizze per responsabilità civile, polizze vita ecc.).

Le spese che non vengono sostenute con periodicità mensile (le vacanze, il pagamento delle polizze assicurative ecc.) devono essere comunque considerate calcolando il “rateo mensile” (cioè il costo annuo diviso per 12).

L’importo determinato rappresenta la base per calcolare il corretto ammontare del fondo di emergenza: il totale delle spese mensili moltiplicato per 12 dà una quantificazione del fondo di emergenza che, teoricamente, è adeguata per la maggior parte delle persone:

mesi spesa fondo emergenza

Perché proprio 12 mesi?

Per la maggior parte di noi il rischio (gestibile) più grande è la perdita del posto di lavoro e, quindi, della principale fonte di reddito.
Dodici mesi sono un arco di tempo ragionevole per consentirti di riorganizzare la tua vita professionale senza la pressione delle scadenze di affitti, mutui, bollette ecc.
Si tratta di una scelta personale che dipende molto dal profilo di rischio: per molte persone potrebbero essere troppi, per molte altre troppo pochi. 
A livello generale comunque è opportuno non scendere al di sotto di 12 mesi di spese accantonate né andare oltre i 18 per non sottrarre troppe risorse al capitale investibile (in questo articolo qualche consiglio utile per imparare a risparmiare senza troppi sacrifici).

Attenzione a non confondere il fondo di emergenza con la liquidità strategica “al servizio” del portafoglio.: il fondo di emergenza è il capitale che non deve mai essere investito su un portafoglio di medio lungo termine perché la sua funzione, come abbiamo visto, è ben altra.
Inoltre il fondo di emergenza non deve essere utilizzato per la copertura di spese già pianificate come l’acquisto di un auto o una ristrutturazione immobiliare.
Questo tipo di spese deve trovare copertura con altro capitale che, anch’esso, dovrà essere sottratto dal capitale disponibile per l’investimento.

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Come gestire il fondo di emergenza

Richard Thaler è l’economista che nel 2017 ha vinto il premio Nobel ed è il primo ad  aver teorizzato il principio dei “cassetti mentali”.
Quando si tratta di gestire i diversi aspetti dei nostri soldi, non ci comportiamo come esseri perfettamente razionali (cioè “Econi” come Thaler stesso dice), ma siamo Umani influenzati dalle nostre abitudini e dalle nostre emozioni. 

Thaler (che, tra l’altro, appare in una piccolissima parte anche nel film cult finanziario “The Big Short”) ha dimostrato che abbiamo un approccio diverso con il nostro denaro in funzione del “luogo” dove questo si trova. Se genericamente manteniamo il fondo di emergenza (destinato alle spese impreviste) nello stesso “cassetto mentale” del conto corrente ordinario (destinato alle spese abituali) non gli daremo il giusto valore.
Un saldo del conto corrente relativamente alto per effetto dell’accumulo del fondo di emergenza, ci farà sentire più “ricchi” e ci porterà, inconsciamente, a spendere di più consumando anche ciò che non dovremo.
Spostare il denaro dal conto corrente, dove vengono regolate le spese mensili, ad altro deposito significa, prima di tutto, attribuire a quello stesso denaro il giusto valore psicologico prima ancora che finanziario.
Per questo motivo è assolutamente raccomandato  aprire conti correnti dedicati, oppure destinare il fondo di emergenza in un apposito “spazio”, come molte banche ormai consentono di fare.

Dopo anni di rendimenti negativi, oggi è, finalmente, possibile ottenere rendimento positivo  anche attraverso forme di investimento a breve termine. 
Questo consente di ottenere un minimo di rendimento anche dal capitale destinato al fondo di emergenza. Qualora, sulla base delle proprie esigenze, emerga la necessità di accantonare cifre rilevanti come “deposito di sicurezza”, queste potranno essere investite in titoli di stato a breve termine o in conti deposito.
L’avvertenza importante è non snaturare la funzione di questo capitale mantenendolo sempre e comunque in forme di investimento prontamente smobilizzabili senza penalizzazioni.
Le opzioni utilizzabili potranno quindi essere:

  • Conti correnti,
  • Conti deposito,
  • Titoli di stato a breve termine.
Fondo emergenza investimenti

Conclusioni

La liquidità non è solo una riserva di denaro, ma una riserva di opportunità

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RISCHIO NEL TEMPO LIQUIDITA' FONDO EMERGENZA

Spesso ci viene fatto notare come la rischiosità delle asset class possa cambiare in funzione del tempo di detenzione.
Le azioni sono estremamente rischiose nel breve termine perché possono scendere in modo repentino. Tuttavia, nel lungo termine, sono il migliore investimento perché offrono il rendimento più alto e ci consenteno di raggiungere, più agevolmente, i nostri obiettivi di lungo termine.

Per la liquidità vale il contrario: è sicura nel breve termine perché non subisce le oscillazioni dei mercati ma rischiosa nel lungo termine perché subisce la svalutazione per effetto dell’inflazione.

“Detenere azioni è rischioso nel breve termine, non tenere azioni è rischioso nel lungo termine” (cit).

Poche volte sentiamo dire che non detenere liquidità è rischioso sia nel breve che nel lungo termine.
I soldi parcheggiati su un conto corrente possono restituire un rendimento inquantificabile:
ci conferiscono quella flessibilità che ci consente di affrontare serenamente gli imprevisti o di riorganizzare al meglio la nostra vita senza lo stress della scadenza del mutuo, dell’affitto o di chissà quale altra scadenza.
Un adeguato fondo di emergenza aumenta le probabilità di successo di un piano finanziario perché ci protegge dallo stress e dal rischio di dover attingere dal nostro portafoglio nel momento più sbagliato..

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David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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3 Comments

  1. …avere il ritorno di serenità dal proprio denaro vale di più di un qualunque rialzo percentuale, infatti essa non è soggetta ad inflazione!!!! Buon libro David

  2. Buongiorno David. Stavo rileggendo questo articolo e mi sono posta questa domanda: per titoli di stato a breve termine nei quali investire il fondo di emergenza (o una parte di esso) intendi singoli titoli di stato a anche un etf governativo euro a breve termine 1-3 anni?
    Magari quest’ultimo non è propriamente uno strumento di liquidità, ma la sua sensibilità ai tassi d’interesse è comunque molto bassa ed offre un minimo di rendimento in più rispetto a un etf monetario nel quale molti allocano il proprio fondo d’emergenza.
    Inoltre, oltre all’ovvio vantaggio della diversificazione, rispetto al singolo titolo di stato l’etf governativo nella versione ad accumulo garantisce una maggiore efficienza fiscale evitandoci di subire il pagamento della ritenuta del 12,50% sulla cedola che ci viene staccata semestralmente o annualmente.
    Grazie.

    1. Personalmente preferisco utilizzare strumenti che consentano di pianificare con certezza le scadenze. Per questo ho fatto riferimento a titoli di stato a breve termine. Una soluzione che utilizzo frequentemente sono gli Etf Target Maturity che consentono di diversificare il portafoglio in modo efficiente ottenendo un rendimento ancora competitivo. Si tratta di prodotti che esistono anche nella versione “ad accumulazione” (gli Ibonds di Ishares, i Target Maturity di Xtrackers e Amundi sono gli strumenti che utilizzo per la pianificazione dei clienti che seguo).

      L’alternativa che ha prospettato mi sembra comunque assolutamente condivisibile purché si consideri che anche Etf governativi a breve termine possono essere soggetti a oscillazioni di breve periodo.

      Le segnalo anche l’Etf monetario Xtrackers “XEON” che consente di ottenere un rendimento pari al tasso Estr con una tassazione del 12,5% senza rischio di tasso.

      Un caro saluto.

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