TOP TEN ETF OBBLIGAZIONARI

L’investimento obbligazionario costituisce uno degli asset preferiti da molti investitori.
Tuttavia da un po’ di tempo investire in obbligazioni è diventato complesso: rendimenti in ribasso e volatilità in aumento stanno mettendo a dura prova molti portafogli obbligazionari.

Già in un precedente post abbiamo analizzato quanto sia importante il ruolo dei bond per la costruzione di un portafoglio completo.
Oggi vedremo come diversificare correttamente l’investimento obbligazionario e non commettere errori in questo contesto di mercato così particolare.

Considerazioni preliminari

Le obbligazioni sono l’asset che svolge la duplice funzione di protezione e di rendimento del portafoglio di investimento.
L’aspetto importante da comprendere è che non tutti i bond sono in grado di svolgere queste due funzioni contemporaneamente: ci sono obbligazioni che sono idonee alla  protezione (cioè che salgono di valore quando le azioni scendono) ed obbligazioni che sono idonee al rendimento.
Ciò che fornisce rendimento non dà protezione. Ciò che dà protezione non fornisce rendimento.

Entrambe queste due attività oggi sono state ridimensionate da decenni di politiche monetarie ultraespansive che hanno portato all’attuale misero livello dei tassi di interesse.
Tassi di interesse minori significano minor rendimento ma anche, ahimè, minore protezione.
Ma non solo: da questo livello i tassi non potranno che risalire. E quando i tassi salgono l’investimento obbligazionario ne soffre (spiego perché in questo breve video).

Tassi ai minimi storici accompagnati da prospettive di rialzo non sono, comunque, motivi validi per concludere che le obbligazioni siano ormai inutili.
Piuttosto occorre prestare attenzione alla giusta strategia di diversificazione ed utilizzare gli strumenti più appropriati.

Obiettivo protezione

Le obbligazioni in grado di svolgere un’adeguata funzione di protezione sono rappresentate, principalmente, dai titoli di stato dei paesi solidi dove i capitali cercano rifugio durante le fasi di forte instabilità.
Stiamo parlando principalmente di Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Giappone ecc.
Visto il livello dei rendimenti praticamente azzerato (in alcuni paesi addirittura negativo), e viste le possibili prospettive di rialzo dei tassi, è indispensabile evitare strumenti focalizzati su obbligazioni a lungo termine (oltre i 10 anni). Infatti, per quanto le obbligazioni con scadenza più lunga offrano ritorni un po’ più elevati, l’effetto del possibile rialzo dei tassi è tanto più dannoso quanto più lontana è la data del rimborso.

SPDR Global Aggregate

Cosa è:
E’ un etf che replica l’andamento dei mercati obbligazionari mondiali a tasso fisso. Il portafoglio è concentrato su titoli di stato ed obbligazioni di elevato merito creditizio con focus geografico su Stati Uniti, Europa, Cina, Canada.
Non è prevista  la copertura del cambio (è comunque disponibile anche la classe “hedged” cioè coperta dal cambio).

Perché sceglierlo:
Perché i titoli di stato e le obbligazioni in cui investe, sono percepiti dai mercati come un riparo in cui i capitali possono rifugiarsi durante le fasi di volatilità;

Scadenza media titoli in portafoglio: 9 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 0,90%

T.rowe Price Global Aggregate Bond

Cosa è:
E’ un fondo  che persegue la medesima strategia del primo etf in modo attivo. La società di gestione ha quindi la possibilità di sovrappesare (entro limiti prestabiliti) alcuni paesi od alcune emissioni per ottimizzare il rendimento a scadenza.  Anche in questo caso non è prevista la copertura del rischio di cambio;

Perchè sceglierlo:
Per la sua composizione idonea a fornire protezione dall’instabilità e per la sua possibilità di  gestire attivamente la scadenza media delle obbligazioni  per limitare gli effetti del rialzo dei tassi sul portafoglio;

Scadenza media titoli in portafoglio: 6,5 anni;

Rendimento lordo  annuo a scadenza: 1,5%

Ishares Treasury 7 – 10

Cosa è:
Questo etf investe esclusivamente in titoli di stato americani (Treasury) con scadenza compresa tra 7 e 10 anni;

Perché sceglierlo:
Perché il Treasury rappresenta uno degli investimenti rifugio per eccellenza: è il titolo di stato della prima economia mondiale ed è un investimento che può essere facilmente rimborsato in qualsiasi condizione di mercato.
L’etf è denominato in dollari statunitensi e non prevede la copertura del cambio proprio per il ruolo di valuta rifugio ricoperto dal dollaro. Si realizza in questo modo una duplice forma di protezione: l’apprezzamento del titolo di stato e l’apprezzamento della valuta;

Scadenza media titoli in portafoglio: 8 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza:
1,61%;

Xtrackers Global Inflation Linked

Cosa è:
E’ un etf specializzato sulle obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse principalmente da stati con elevato merito creditizio;

Perché sceglierlo:
Perché l’inflazione rappresenta il primo nemico dell’investitore obbligazionario: la svalutazione monetaria produce una perdita di valore delle obbligazioni. Gli strumenti indicizzati all’inflazione costituiscono un efficace protezione da rischi inflattivi che, oggi, appaiono sempre più concreti (leggi il post in cui parlo del rischio di inflazione) .
Visto che l’inflazione può avere conseguenze complesse sulle valute, questo è l’unico etf individuato per la protezione che prevede la copertura dal rischio di cambio;

Scadenza media titoli in portafoglio: 11 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 0,90%;

Schroder China Local Currency bond

Cosa è:
Fondo obbligazionario a gestione attiva che seleziona titoli di stato della Repubblica Popolare Cinese.

Perché sceglierlo:
Perché la Cina rappresenta a tutti gli effetti un paese finanziariamente solido. Pertanto i titoli di stato cinesi sono in grado di fornire un’adeguata protezione ai portafogli. Inoltre, a differenza di quanto accade per i paesi avanzati, la Cina offre ancora rendimenti largamente positivi (ne parlo più approfonditamente in questo post);

Scadenza media titoli in portafoglio: 7 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 3,3%;

Obiettivo rendimento

Oggi le aree obbligazionarie in grado di esprimere ancora rendimento sono rappresentate da:

  • Obbligazioni High Yeld:  Si tratta delle emissioni di società di basso merito creditizio che, per collocare le proprie obbligazioni, devono offrire rendimenti più alti. Tuttavia la qualità media delle società che costituiscono questo mercato è nettamente migliorata rispetto al passato e presenta, pertanto, una rischiosità inferiore;
  • Obbligazioni dei Paesi emergenti: emesse da Paesi in via di sviluppo, molto meno stabili ma con tassi di crescita e tassi di interesse nettamente più elevati rispetto ai paesi sviluppati;
  • Obbligazioni Subordinate/ibride: si tratta di titoli emessi principalmente da società finanziarie caratterizzate da scadenza molto lunga con opzione di rimborso anticipato. Gli emittenti, per non perdere credibilità sul mercato, puntualmente esercitano questa facoltà rendendo, di fatto, questa categoria molto simile alle obbligazioni High Yield.

La selezione per il rendimento comprenderà tutte queste aree. 
Un aspetto importante da considerare è il rischio di cambio: per non compromettere performance obbligazionarie che sono già ridotte, è vivamente consigliabile limitare l’esposizione a valute diverse dall’euro.
Anche scegliere di perseguire un’ottica globale coprendo il rischio valutario potrebbe essere controproducente: i costi di copertura diminuirebbero inevitabilmente i rendimenti a scadenza.

T.Rowe Price Euro High Yield Bond

Cosa è:
Fondo che seleziona obbligazioni ad alto rendimento (emesse cioè da società con merito creditizio inferiore ad “investment grade”) denominate in euro;

Perché sceglierlo:
Le obbligazioni ad “alto rendimento” (appunto “High Yield”) continuano a rappresentare un asset class con un ottimo rischio rendimento: la qualità media delle società emittenti è migliorata rispetto al passato ed un’opportuna diversificazione consente di mitigare molto i rischi tipici di questo settore.
Inoltre le obbligazioni High Yield presentano una scadenza relativamente più breve rispetto ad altre tipologie e sono, pertanto, meno sensibili al rialzo dei tassi;

Scadenza media titoli in portafoglio: 5 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 4,4%,;

Ishares Euro High Yield Corporate Bond

Cosa è:
Etf che replica in modo passivo il mercato obbligazionario europeo.
E’ sostanzialmente lo strumento omologo del precedente caratterizzato da una gestione passiva;

Perché sceglierlo:
Valgono le stesse considerazioni del fondo precedente: rendimenti a scadenza interessanti, ampia diversificazione di un settore che, alla luce del progressivo miglioramento della qualità media del credito, presenta minor rischiosità rispetto al passato;

Scadenza media titoli in portafoglio: 3,5 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 2,91%

Vontobel Emerging Market Debt

Cosa è:
Fondo attivo che investe in titoli di stato e obbligazioni dei paesi emergenti emesse principalmente in valuta forte (cioè in dollari). Il fondo può marginalmente investire anche in titoli denominati nelle valute locali dei singoli paesi. E’ pertanto esposto al rischio di cambio;

Perché sceglierlo:
Perché il debito dei Paesi emergenti è tra le asset class che meno hanno recuperato rispetto al pesante drawdown registrato nel corso della crisi sanitaria globale e, pertanto, presenta rendimenti a scadenza estremamente interessanti. Inoltre le obbligazioni dei Paesi emergenti storicamente beneficiano di una svalutazione del dollaro USA. Dunque rappresentano un valido “decorrelatore” rispetto alle obbligazioni per la protezione denominate in dollari;

Scadenza media titoli in portafoglio: 8,5 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 7,1%;

Invesco  AT1 Capital  Bond

Cosa è: 
E’ un etf che investe passivamente in obbligazioni subordinate bancarie denominate in dollari (pertanto è esposto al rischio di cambio);

Perché sceglierlo:
Perché consente di investire in un asset class con rendimenti a scadenza estremamente interessanti. Inoltre l’investimento in obbligazioni ibride singole è precluso agli investitori retail visti i tagli minimi di ingresso;

Scadenza media dei titoli in portafoglio: 4 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 5,32%.

Pimco Capital Securities Fund

Cosa è:
Fondo a gestione attiva che seleziona obbligazioni subordinate ed ibride emesse da società finanziarie di tutto il mondo (il comparto è coperto dal rischio di cambio);

Perché sceglierlo:
Perché consente di investire in un asset class non accessibile all’investitore retail visti gli importanti tagli minimi di ingresso e perché presenta un buon rendimento a scadenza;

Scadenza media dei titoli in portafoglio: 4 anni;

Rendimento lordo annuo a scadenza: 4,7%.

Avvertenze

Per ogni strumento ho indicato il rendimento annuo lordo a scadenza e la durata media del portafoglio.
Si tratta di indicatori reperibili dal sito di analisi “morningstar” raggiungibile direttamente con i link forniti nell’elenco.

Preme precisare che non si tratta di indicatori che forniscono certezza del risultato e di rimborso del capitale: fondi ed etf sono patrimoni dinamici che vengono peridicamente modificati attraverso la selezione e la sostituzione dei titoli in portafoglio. Queste sostituzioni modificano quindi il piano di scadenze ed i rendimenti che mutano nel tempo.
Si tratta, piuttosto, di indicatori che dovrebbero essere utilizzati per evitare di scegliere un prodotto sulla base delle performance passate: ciò che è stato è stato. 
Rendimento annuo lordo e scadenza dovrebbero fornire la base per definire un orizzonte temporale adeguato e un ambizione di rendimento concreta.

Attenzione: i rendimenti annui lordi sono espressi al lordo della tassazione e dei cosi di gestione. 

Conclusioni

Il maggior pericolo nella vita consiste nel prendere troppe precauzioni

Alfred Adler

E’ consuetudine  associare alle obbligazioni una rischiosità minore rispetto a quella delle azioni.
Il principio non fa una piega.

Purtroppo oggi viviamo nell’era dei rendimenti a zero praticamente ovunque con concrete prospettive di progressivo rialzo.
E rialzo dei tassi significa discesa dei prezzi delle obbligazioni.

Per quanto i bond rappresentino ancora oggi un’asset indispensabile per costruire un portafoglio che possa definirsi completo, non ha davvero più nessun senso decidere di investire esclusivamente in obbligazioni.
L’ obiettivo concreto di ogni investitore dovrebbe essere  quello di realizzare un rendimento positivo compatibile con il proprio profilo di rischio.
Oggi pensare di ottenere rendimenti positivi che superino l’inflazione attesa con un portafoglio obbligazionario significa necessariamente sovrappesare la parte “per il rendimento” e quindi farsi carico di un maggior rischio.
Sarebbe molto più saggio “spendere” parte di questo rischio dedicando parte del proprio capitale all’investimento azionario. 

In che misura? Quale percentuale del portafoglio dedicare all’investimento azionario?

Benjamin Graham (uno dei più grandi investitori della storia) nel suo celebre libro “L’investitore intelligenteinvita ogni investitore difensivo ad investire almeno il 25% del proprio capitale in azioni.
Graham dava questo consiglio negli anni 70 quando il rendimento dei titoli di stato americani viaggiava allegramente sopra il 7%.

Cosa consiglierebbe oggi con l’attuale livello dei tassi?!? 🤔

Leggi anche:

Le migliori case di investimento;

I migliori etf nei settori a maggiore potenziale;

I fondi che battono il mercato con costi di gestione leggeri;

I migliori strumenti per investire sostenibile.

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6 Comments

  1. Due ulteriori punti ottici:

    . In ottica investitore base euro iShares € Inflation Linked Govt Bond UCITS ETF EUR (Acc) il quale: “ Esposizione diversificata alle obbligazioni governative indicizzate all’inflazione dell’Eurozona con i rating più elevati
    Investimento diretto in obbligazioni governative indicizzate all’inflazione Esposizione regionale ai titoli di Stato con protezione dall’inflazione” fonte BlackRock;

    . in ottica di protezione globale aggiungerei PIMCO GIS Commodity Real Return Fund, possibile sia a cambio aperto che HDG, il quale: “ è un portafoglio a gestione attiva che offre un’esposizione a due fonti di rendimento reale: un’efficiente esposizione a un indice di materie prime costituito da svariati settori, tra i quali l’energia, l’industria, i metalli preziosi, il bestiame e l’agricoltura. Ciò avviene principalmente attraverso l’utilizzo di strumenti derivati su commodity, garantiti da un portafoglio di titoli di Stato indicizzati all’inflazione globali e a bassa duration” fonte PIMCO.

    A presto

    1. Non posso che condividere le tue considerazioni. Soprattutto sul ruolo strategico delle materie prime come hedge contro l’inflazione.
      Proprio relativamente all’esposizione alle materie prime tramite, pur considerando che la gestione attiva può fare la differenza , suggerisco di combinare l’esposizione tramite etf (contenimento dei costi) con fondi azionari sul settore minerario/estrattivo. Questo abbinamento può contribuire a contenere le problematiche dell’effetto “contango” durante le fasi di ribasso del settore (anche se il bull market di oggi genera il fenomeno contrario – “backwardation” – .

  2. OICR – Invesco Commodity Composite UCITS ETF, IE00B4TXPP71 non male…

  3. OICR – Invesco Mrningst USEn InfrMLP USD (D) – IE00B8CJW150, e questo come satellite di portafoglio…

  4. Ciao david, innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog e il canale YT, per la professionalita’ degli argomenti trattati e la chiarezza delle informazioni. Premetto che non sono un consulente finanziario ma semplicemente un appassionato che ha smesso con i consulenti delle banche e che sta cercando di ampliare le conoscenze studiando, prima di realizzare un portafoglio ad hoc per i miei obiettivi . Analizzando su portfolio visualizer il grado di correlazione su base mensile, dal 2008 a oggi, tra S&P 500 e i bond governativi usa , noto che (shy 1/3 anni -0.40) risulta piu’ decorrelato rispetto a (IEF 7/10 anni -0.31). Il motivo “penso” sia da ricercare nello switch da azionario a breve termine che gli investitori eseguono durante i crash di mercato, in cerca di temporaneo rifugio. Ripetendo la stessa ricerca a 5 anni (per analizzare il periodo con i tassi a 0) il grado di correlazione viene riconfermato (SHY -0.46) e (IEF -0.33). Dovendo costruire un portafoglio bilanciato e puntando alla protezione e non al rendimento sono molto tentato ad inserire in portafoglio oltre i bond cinesi (5/6%) esclusivamente bond usa a breve scadenza. Successivamente, dopo l’innalzamento dei tassi, iniziero’ lo switch verso le scadenze piu’ lunghe. Il motivo del mio pensiero e’ che a parita’ di decorrelazione e sacrificando il rendimento (temporaneo) attualmente appena sopra lo 0 +0.30 ytm, SHY sia la scelta migliore per evitare perdite certe e anche perche’ in breve tempo rollerebbe con cedole piu’ alte . Avevo considerato anche e’ il global aggregate che investendo in un paniere diversificato per paesi e scadenze e con merito creditizio alto garantirebbe una protezione adeguata ma essendo il mio orizzonte temporale uguale alla duration ho paura che in caso di piu rialzi consecutivi il mio orizzonte temporale potrebbe non essere sufficiente a recuperare le perdite . Vero e’ che trattandosi di un vasto paniere diversificato geograficamente solo una parte sarebbe esposta ai rialzi mentre la parte emerging potrebbe contenere le perdite (visto i tassi alti e probabilia’ di ribassi). Non ho considerato i bond governativi europei per i rendimenti a 0 e i corporate high grade per la scarsa protezione . Spero di aver sollevato in modo chiaro i miei dubbi e ti ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherai .

    1. Ciao Francesco,
      Le tue considerazioni sono ampiamente condivisibili soprattutto nel contesto attuale dove è molto più probabile un rialzo dei tassi che non un ulteriore ribasso.
      Trovi celebri esperti che promuovono analisi analoghe: il famoso investitore (e neurologo) William Bernstein nel suo “I 4 pilastri dell’investimento” suggerisce di utilizzare governativi con scadenza media 3-5 anni.

      Rispondo esponendo il mio punto di vista:

      Punto primo:
      Per rispondere bisogna prima porsi una domanda: perché inserire governativo in portafoglio?
      Non certo per il rendimento atteso ma per il suo valore “decorrelante” rispetto all’azionario (come hai giustamente osservato).
      La “duration” è il vero elemento distintivo del valore decorrelante di uno strumento governativo.
      Graficamente confrontando l’andamento dell’etf scadenza 1-3 e di quello 7-10 si nota che in corrispondenza dei sell off più profondi, la duration potenzia il potere protettivo.
      Senza andare troppo indietro nel tempo, nel corso dell’ultimo trimestre del 2018 (azionario – 20% ca.) e nel corso della crisi Covid-19 (azionario – 35%) lo strumento con scadenza più lunga ha offerto maggiore protezione.
      Ora, qualsiasi strumento non ha nessun senso preso singolarmente né nel breve né nel lungo termine. Ma assume un risultato straordinario inserito opportunamente all’interno di un portafoglio diversificato in ottica di ribilanciamento e regressione alla media.
      Il contributo al ribilanciamento è nettamente superiore per gli strumenti con duration più lunga.
      Se da un lato sono maggiormente esposti al rischio rialzo dei tassi, dall’altro offrono più protezione e più potenzialità di ribilanciamento (quella che dovrebbe essere la funzione del governativo all’interno del portafoglio).
      Il rischio inflazione/rialzo tassi sarà gestito con altri strumenti.

      Punto secondo:
      Secondo una recente indagine di Bofa, il pessimismo sulle obbligazioni governative è ai massimi di sempre. In teoria questo dovrebbe essere interpretato come un segnale positivo: il mercato (e quindi gli investitori) hanno già venduto in vista dei prossimi rialzi dei tassi. I prezzi attuali già potrebbero scontare lo scenario di tapering e di restringimento monetario.
      Pensare di spostarsi sulle scadenze più lunge via via che i tassi saliranno è un’idea un po’ troppo ambiziosa (IMHO). Credere di poter prevedere il futuro dei mercati azionari è folle. E’ altrettanto folle pensare di poter anticipare i movimenti sui tassi.
      Certo visto la condizione attuale di tassi ai minimi degli ultimi 5.000 anni, eviterei il lungo termine ma resto dell’avviso che le scadenze intermedie siano ancora fondamentali.
      Ne ho parlato qui: il portafoglio 60/40 è morto?\
      Tra l’altro il recente flattering della curva sembra voglia penalizzare più le brevi scadenze che non le intermedie (ovviamente il futuro resta tutto da vedere).
      Mi trovi allineato riguardo al governativo europeo.
      Un caro saluto.

      P.S.
      Ribilanciare è un’attività che richiede un’estrema disciplina: significa comprare quando gli altri ti daranno del pazzo e vendere quando gli investitori intorno a te si vanteranno delle performance stellari.

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