Manutenzione del portafoglio – Maggio 2020

In queste settimane l’irrazionalità sembra regnare sovrana in ambito finanziario: a fronte di un’economia mondiale ancora paralizzata dal lockdown, i mercati azionari proseguono più o meno imperterriti nella strada del recupero (+ 26% circa dai minimi del 23 di  marzo).

MSCI WORLD
Mercato Azionario Globale – MSCI World

In mezzo a tutta questa confusione e incertezza cosa possono fare gli investitori oggi, per garantire le migliori performance ai loro portafogli? 

Quanto sono realistici ulteriori rialzi alla luce della situazione attuale?

E cosa ne sarà delle obbligazioni?

Allora oggi, dopo aver dato uno sguardo alla situazione socio economica attuale, stileremo una lista di suggerimenti pratici per la manutenzione del tuo portafoglio, a seconda della tipologia di strategia attuata fino ad ora.

Infine analizzeremo la situazione dal punto di vista di chi, invece, vorrebbe trovare il momento giusto per investire.

Analisi di mercato – i dati negativi

Disoccupati USA

Credo che un dato, più di ogni altro, possa dare la misura di quale siano  gli effetti della chiusura forzata dell’economia mondiale. I grafici che seguono ti danno un’idea della situazione:

Il primo grafico mostra il numero dei disoccupati raggiunti, mentre il secondo è il tasso di disoccupazione, cioè la percentuale di disoccupati sulla popolazione totale.
Siamo largamente al di sopra del primato raggiunto durante la crisi finanziaria del 2008.
Parlando in termini puramente finanziari, il livello di disoccupazione raggiunto comprimerà inevitabilmente la capacità di spesa del consumatore americano. Consideriamo che stiamo parlando del paese che rappresenta circa la metà dell’economia mondiale.

Utili aziendali

La principale variabile che determina il prezzo delle azioni (o quantomeno dovrebbe – leggi il post in cui ne parlo – )  è l’andamento degli utili aziendali.
In un contesto caratterizzato da livelli di disoccupazione fuori dal comune è pressoché scontato che quest’anno gli utili crolleranno.

Ma quanto tempo occorrerà per ritornare sui livelli pre crisi?

Ragionevolmente parlando i tempi potrebbero non essere brevissimi, vengono ipotizzati anche 24 mesi di assestamento prima di tornare ai livelli ante pandemia.
Questo non vuol necessariamente dire che i mercati debbano scendere ancora significativamente, visto che le alternative di investimento alle azioni  rimangono molto poche.

Tensioni Usa – Cina

Alla pandemia si aggiunge il ri-acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, che ovviamente rappresentano un ulteriore fattore di destabilizzazione: contrasti commerciali e dazi sono un freno alla ripresa economica.

Su questo tema inutile farsi  illusioni: i sondaggi evidenziano che una parte preponderante della popolazione americana considera la Cina come la principale responsabile dell’epidemia. Cavalcare il disappunto dell’elettorato è una strategia ottimale per arrivare alle elezioni di novembre con un elevato livello di  consenso.

E’ altrettanto vero che tensioni eccessive avrebbero impatti negativi sul fronte economico per cui il presidente americano dovrà bilanciare bene gli obiettivi di consenso elettorale con quelli di ripresa economica.

Analisi di mercato – i dati positivi

Pur essendo davanti ad uno scenario non certo brillante, sarebbe opportuno astenersi dal pensare che debba crollare tutto, come sbandierato da una nutrita serie di uccellacci del malaugurio.
Se è vero che bisogna investire con consapevolezza, personalmente trovo poco sensato vivere nel terrore.

Essere consapevoli significa rendersi conto che, per quanto complessa sia questa crisi, sarà presto o tardi superata come ogni altra.

Il sostegno delle banche centrali

A fronte delle prospettive incerte per il futuro dei mercati finanziari, si contrappone un dato positivo certo: il sostegno da parte di banche centrali e governi.

Le iniziative messe in campo per fornire supporto ad aziende e famiglie e agevolare la ripresa dell’attività non hanno precedenti nella storia economica.
I mercati sono in larga parte stati sostenuti proprio dall’attività delle banche centrali che, però, non potranno sostenere il recupero della crescita in eterno.

I mercati anticipano il ciclo economico

Ricordiamoci poi che i mercati tendono ad anticipare l’andamento effettivo del ciclo economico:

Questo è il confronto dell’andamento dell’economia reale (linea verde) rispetto all’andamento del mercato azionario (linea blu). Come vedete i mercati scendono prima, e quindi precedono il crollo dell’economia reale e successivamente iniziano a risalire con tempi anticipati rispetto alla ripresa reale.

Andamento dell’indice Vix

Come già osservato in altri articoli (approfondisci leggendo un post dedicato) il Vix è un indicatore piuttosto affidabile che misura il livello di tensione che si respira sui mercati.
Una specie di “sismografo” che rileva l’entità dei “terremoti” che periodicamente si verificano sulle piazze finanziarie. L’innalzamento sopra la soglia di 30 punti è presagio di prossimo sisma.

Durante la fase più acuta dell’epidemia il Vix ha superato i livelli del 2008 sfondando la soglia degli 80 punti:

Fintanto che il livello del Vix resta alto, gli investitori istituzionali (fondi pensione, banche e fondi d’investimento ecc…) rimangono alla finestra in attesa di dare forma ai propri portafogli.

Quando invece diventa relativamente più basso, come sembra accadere in questi ultimi giorni, la situazione cambia e gli investitori istituzionali iniziano a costruire i portafogli (contribuendo anche a sostenere il rialzo dei mercati).

Una buona idea è che l’investitore emuli il comportamento dei grandi investitori (per quanto possibile).

Scendiamo adesso nel dettaglio, in funzione delle scelte di investimento fatte fino ad oggi, dando indicazioni a chi:

  • Ha già investito ed ha un portafoglio decorrelato;
  • Ha già investito ma non ha un portafoglio decorrelato;
  • Si appresta ad investire cercando di individuare il momento ottimale di ingresso.

Investitore con portafoglio decorrelato

Spesso si dice che durante le forti correzioni del mercato la cosa più sensata è “rimanere fermi”.

Questa affermazione è senz’altro condivisibile, tuttavia per quei portafogli dove c’è “margine di manovra”, fasi come quella attuale dovrebbero indurre all’azione.

In particolare se hai correttamente diversificato il tuo portafoglio (leggi il post) prevedendo asset class difensive (quali oro, titoli di stato USA ) dovresti ribilanciare (leggi il post dedicato al ribilanciamento) il portafoglio utilizzando  parte di queste asset class (che ora sono in guadagno!) per andare ad incrementare la parte che ha sofferto (ma che oggi esprime maggiore potenzialità di rendimento) come azioni e obbligazioni societarie.

Per la parte azionaria è raccomandabile operare secondo 2 modalità: un incremento immediato ed un successivo incremento graduale da effettuarsi mensilmente. Fatto 100 la parte disponibile da destinare al ribilanciamento, 50 saranno destinati immediatamente alla quota azionaria e l’altra metà sarà invece spalmata su un intervallo di 12 mesi in modo da sfruttare potenziali futuri ribassi dei mercati.

Per la parte obbligazionaria societaria oltre a valutare gli asset già presenti in portafoglio, invito a considerare anche il mondo dei cosiddetti fallen angels

Con questo termine si indica una società (che ha emesso obbligazioni) il cui rating è passato da investment grade a non-investment grade.

In termini pratici stiamo parlando di aziende che erano posizionate nelle ultime fila di quelle più affidabili mentre adesso (per effetto della crisi) sono retrocesse nei primi posti di quelle meno affidabili.

Questa retrocessione dagli ultimi posti della serie “A” ai primi della serie “B” comporta un drastico calo del prezzo delle obbligazioni emesse (qui ne spiego le motivazioni):

così come funziona per i titoli di stato funziona anche per le obbligazioni emesse da società private, che offriranno, quindi, un rendimento maggiorato.

Storicamente investire in questa asset class nelle fasi di crisi offre potenzialità di rendimento estremamente interessanti su orizzonti temporali neppure così impegnativi (18-24 mesi).

Il consiglio è sempre quello di evitare il “fai da te” visto che la selezione delle giuste società richiede competenze approfondite e grande padronanza nella selezione degli emittenti. 

A questo link trovi una selezione di fondi che investe in maniera diversificata su questa categoria di obbligazioni:

link alla selezione

Investitore con portafoglio non decorrelato

In questo caso, vale la considerazione fatta all’inizio del paragrafo precedente: se non c’è margine di manovra è probabile che la soluzione più intelligente sia quella di non prendere iniziative.

Tuttavia c’è un’attività che senz’altro devi fare: valuta l’effettiva efficienza dei prodotti che hai in portafoglio (in questo post trovi alcune indicazioni).

Troppo spesso gli investitori restano ancorati a prodotti di investimento inefficienti per la miope avversione a vendere “in perdita”.
In realtà non si considera che sarebbe molto più proficuo spostarsi su soluzioni più adatte, in modo da sfruttare le potenzialità di recupero dei mercati, che potrebbero essere irrimediabilmente perse mantenendo le scelte originarie.

Nel grafico di seguito la sostanziale differenza di rendimento di due fondi bilanciati:

Investitore “senza portafoglio”

E’ giusto seguire le proprie convinzioni ma attenzione a peccare di presunzione:

individuare il momento ideale per entrare sul mercato è un’attività che riesce a pochi (ammesso che ci sia davvero qualcuno che riesca nell’intento).

Se è lecito aspettare l’arrivo di una correzione per investire, è altrettanto vero che questa potrebbe arrivare “chissà quando”.

Gli investitori perdono molti più soldi preparandosi alle correzioni di mercato, o cercando di anticiparle, di quanti ne perdano poi nelle correzioni vere e proprie

Peter Linch

Il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto tu possa rimanere solvente

J.M. Keynes

Senza contare che poi, arrivata la prossima correzione c’è chi in ogni caso non investirà, per paura che il crollo del momento sia “diverso” e più drammatico di quelli precedenti.

Iniziare ad investire con gradualità evitando di concentrare l’investimento in un unico momento di ingresso scegliendo più asset sarà una scelta che risulterà vincente rispetto a quella di rimanere “seduti sulle sponde del fiume” in attesa del prossimo ribasso.

E’ sicuramente indispensabile scegliere tra le tendenze considerate dirompenti (leggi il post dedicato), quali la tecnologia e l’healthcare, che sono state addirittura rafforzate dalla pandemia.

Tuttavia consiglio di considerare anche i settori ciclici che hanno e stanno soffrendo di più da questa crisi, quindi l’industria, la manifattura, il settore dei consumi. 

In altre parole i settori “value” (leggi il post dedicato) che oggi scontano pesantemente il rallentamento globale ed il crollo dei consumi ma che presumibilmente beneficeranno della ripresa economica quando questa si realizzerà (perchè è certo che si realizzerà!). 

In altre parole si tratta di quelle azioni che hanno goduto meno del rimbalzo messo a segno dai mercati e trainato, soprattutto, dai titoli tecnologici:

Conclusioni

  • Evita di investire o aspettare ad investire sulla base delle previsioni;
  • Nonostante il consistente rimbalzo, le valutazioni continuano ad essere particolarmente attraenti purché si disponga di un orizzonte temporale di almeno 5 anni;
  • Pensare di rimanere immobili è già molto meglio che pensare di vendere. Tuttavia dove ci sono margini di manovra, l’invito è quello di valutare strategie progressive per accumulare ancora azioni.

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