Si è appena chiuso un 2018 decisamente da dimenticare, ed il nuovo anno si è aperto all’insegna del ritrovato ottimismo. Dopo settimane di volatilità estrema,  di valorizzazioni azionarie apparentemente senza senso, di colpo, quasi per magia, tutto sembra tornato verso un ragionevole equilibrio.

Si tratta di un inversione di tendenza duratura o di un rialzo momentaneo destinato a svanire presto?

Analisi della situazione

Sicuramente non bisogna trascurare che il rimbalzo messo a segno dai mercati avviene in un contesto globale in affanno: le maggiori economie mondiali (Cina, Giappone, Europa e Stati Uniti) iniziano a mostrare segnali di evidente rallentamento.

Dunque quali sono le motivazioni che supportano l’attuale movimento al rialzo?

Alla base del riscoperto clima di fiducia è possibile individuare:

  • un  atteggiamento più cauto delle banche centrali nell’agire sul rialzo dei tassi;
  • l’avvio di massicce misure di stimolo per l’economia da parte della Cina;
  • bilanci societari che continuano a mostrare risultati positivi.

Prospettive

Analisti finanziari ed economisti sono pressochè concordi nell’affermare che nella parte finale del 2018 i mercati hanno scontato un eccessivo pessimismo. Inoltre la fase di rallentamento economico in atto, non deve necessariamente essere considerata in chiave negativa. Il processo di decelerazione dell’economia, infatti, consente alle banche centrali di astenersi dal rialzare i tassi di interesse mantenendo vivo l’interesse per il più redditizio investimento in azioni  (approfondisci: Ipse Dixit: Powell ha parlato).

A questo fattore si aggiunge il favore della statistica:  la storia finanziaria insegna che ad un calo come quello del 2018, segue un recupero consistente nel periodo immediatamente successivo.


Studia il passato se vuoi prevedere il futuro.

Confucio

L’analisi delle vicende passate è indubbiamente l’unico processo esistente per poter ipotizzare gli scenari futuri, adottare le strategie più efficienti e prendere, al contempo, le dovute precauzioni.

Ecco che, guardando al 2019, dobbiamo riconoscere che i temi che hanno determinato un 2018 così deludente sono ancora presenti:

  • Rallentamento economico globale;
  • Tensioni commerciali USA Cina;
  • Instabilità geopolitica;
  • Brexit.

E quindi?

I dati concreti

Un buon suggerimento è quello di basarsi sui dati concreti, quelli che non sono sucettibili di interpretazioni.

E’ opportuno ricordare che chi ha già costruito una pianificazione finanziaria di medio periodo, non dovrebbe preoccuparsi troppo delle evoluzioni dei mercati nel breve termine: i mercati finanziari cavalcano lo sviluppo e l’evoluzione globale. Il mondo è destinato a crescere (a meno che non finisca. Ed in quel caso i ribassi di mercato saranno sopraffatti dai cataclisimi).

Tuttavia  i mercati tendono naturalmente a fluttuare, proprio perchè la crescita di lungo periodo è intervallata da fasi di assestamento e, a proposito di dati concreti, prima di avventurarsi sul futuro, occorre focalizzarsi sul presente, sui dati fondamentali.

Per quanto riguarda i mercati finanziari l’indicatore che fornisce un quadro realistico della situazione è il PRICE / EARNING.

E’ il rapporto tra gli utili di un titolo ed il suo prezzo di borsa. Questo indice esprime quanto il mercato è disposto a pagare per ogni unità di utili prodotta.

Per farla semplice, se il P/E è molto alto rispetto alla media, il mercato si sta aspettando performance (e quindi utili aziendali) troppo più alte rispetto alle concrete possibilità del mercato, in preda ad un eccesso di ottimismo.

Ecco l’attuale livello dei Price/Earning:

Come si può facilmente osservare, la tabella evidenzia livelli di p/e prossimi alla media ed, in taluni casi, addirittura superiore.

L’aspetto di maggior rilievo è che proprio il re dei mercati (la borsa americana) è posizionata sopra i livelli medi.

Questo significa che i prezzi delle azioni (alla luce dell’ultima fase di rialzo) sono saliti sull’aspettativa di una futura crescita degli utili.

Resta quindi da capire quanto i profitti delle imprese possano ancora incrementare in un contesto economico globale che, al momento, appare in rallentamento. In altre parole  le aspettative di rialzo potrebbero essere legittimamente disattese provocando un “riallineamento” dei prezzi ai fondamentali (ovvero un ribasso).

Inoltre, in questo contesto, non bisogna trascurare che sul futuro gravano ancora grandi incognite di complessa risoluzione quali il tema della Brexit e quello del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina.

(approfondisci: Le grandi incognite di investimento del 2019: Brexit, May ed altri racconti ).

Conclusioni

Dunque?

I mercati azionari si stanno alimentando di ottimistiche aspettative sull’evoluzione di questi temi:

  • Un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina;
  • Utili societari in crescita anche se ad un ritmo più lento;
  • Misure di stimolo all’economia da parte delle autorità cinesi;
  • Cautela da parte delle banche centrali nell’agire sui tassi.

L’ultimo fattore rappresenta, probabilmente, l’innesco su cui si è sviluppato il vistoso recupero: è possibile che l’investimento azionario continui ad essere conveniente proprio sulla base del basso livello dei tassi.

L’atteggiamento da adottare in questi casi dipende dal proprio profilo di rischio:

Chi ha un profilo prudente dovrebbe valutare una riduzione dell’esposizione azionaria per prendere profitto e mettere in sicurezza il capitale. Contestualmente valutare di ricostruire la componente azionaria con gradualità, così da cavalcare una eventuale fase di ribasso (scopri come).

Chi ha un profilo più aggressivo (e quindi un orizzonte temporale più lungo), dovrebbe invece puntare su un nuovo potenziale rialzo accettando, nel contempo, un eventuale correzione nella convinzione che sarà solo temporanea.

Non a tutti piace salire sull’ottovolante.

Approfondisci:

Linee guida indispensabili all’investimento per il 2019;

Cosa succederà ai mercati finanziari a causa della guerra sui dazi tra Usa e Cina;

Qual è la giusta strategia d’investimento per il 2019? Gli errori del 2018 da non ripetere.

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