INVESTIRE IN BASE ALL'ETA'

Penso che vengo molto spesso sottovalutato il concetto di tempo a disposizione, quando si tratta di investimento. L’età in cui si comincia ad investire è una delle variabili più importanti che  dovrebbe guidare nella scelta della propria strategia. 

Seguire una strategia dettata dall’età a cui si appartiene viene comunemente chiamata Life-cycle investing e ci regala delle efficienti regole per impostare i propri investimenti dividendo le opzioni, appunto, secondo fasce di età.

Così in questo articolo ho pensato di riassumere gli spunti più interessanti per capire quale sia la strategia di investimento più adatta alle tue esigenze.

contatta David Volpe

Il concetto di “tolleranza al rischio”

Per capire quale sia la propria tolleranza al rischio, bisogna comprendere il significato di “rischio”. (ne ho parlato dettagliatamente in questo articolo).

La consapevolezza da acquisire prima di iniziare ad investire è che per rischio si intende la tolleranza alle oscillazioni nel breve termine e non il rischio di perdere soldi.

Questo significa che, più la persona è giovane ed ha, quindi, un ampio orizzonte temporale a disposizione per l’investimento, più diventa necessario e proficuo investire una buona parte del proprio capitale in azioni.

In realtà a prescindere dall’età e dalla propensione al rischio è indispensabile dedicare una parte del proprio capitale all’investimento azionario.

Uno dei più grandi investitori della storia Benjamin Graham nel suo celebre libro “L’investitore intelligente” (di cui consiglio vivamente la lettura soprattutto ai non addetti ai lavori), dichiarava:

“Raccomandiamo all’investitore di suddividere il capitale tra obbligazioni e azioni.
La proporzione dedicata alle obbligazioni non sia mai inferiore al 25% o superiore al 75%. Mentre l’inverso vale per la componente azionaria”

Praticamente negli anni 70 quando le obbligazioni offrivano un generoso 8% annuo, Graham raccomandava comunque di investire almeno il 25% in azioni.

Chissà cosa direbbe oggi con tassi obbligazionari prossimi allo zero.

Quindi, la regola di base della la teoria del life-cycle investing è la seguente: l’investitore giovane, con un maggior orizzonte temporale disponibile, dovrebbe partire con un’elevata esposizione azionaria.
La diversificazione sarà poi orientata verso strumenti più conservativi mano a mano che aumenta l’età e diminuisce sia l’orizzonte temporale che la propensione al rischio dell’individuo.

Per capire come modulare la ripartizione tra azioni ed obbligazioni bisogna prima di tutto capire quale fase di vita stiamo attraversando.

Finanziariamente possiamo infatti individuare 5 fasi distinte:

  • accumulazione;
  • valorizzazione;
  • mantenimento;
  • stabilizzazione;
  • distribuzione.

Possiamo anche individuare un’ulteriore fase che è quella che va dall’infanzia all’adolescenza in cui le nostre scelte di investimento sono delegate ad altri: in questo post parlo di come genitori e nonni dovrebbero pensare al futuro dei figli e dei nipoti.

Investire tra 25 – 35 anni: Accumulazione

Questa è la fase in cui si entra nel mondo del lavoro e si inizia ad accumulare e ad investire i propri risparmi.
E’ anche il periodo in cui si pianificano i primi obiettivi importanti: l’acquisto di una casa, la creazione di una famiglia, la pianificazione della propria carriera professionale (leggi anche : il discorso sui soldi che ogni coppia deve fare).

In questo periodo le disponibilità per l’investimento sono limitate ma, tendenzialmente, in crescita, vista la prospettiva di aumento della propria retribuzione (ad esempio per avanzamenti di carriera).

Inoltre questo è il periodo in cui l’investitore ha dalla sua parte il più importante alleato: il tempo. Questo  consentirà di restare investito più a lungo e di poter ignorare le oscillazioni di breve periodo visto che non avrà bisogno a breve dei soldi investiti.

Ovviamente sarà indispensabile avere a disposizione un fondo di emergenza che potrà consentire di fronteggiare eventuali imprevisti (che non conoscono età) senza dover attingere al capitale investito.

Ipotizzando una modalità di investimento costante nel tempo (tramite uno strumento come il piano di accumulo o il fondo pensione) lo scenario ideale, per assurdo, sarebbe quello di imbattersi in un mercato ribassista:  questo  permetterà di investire a prezzi di saldo e di accumulare quote di azioni prima che inizi un successivo mercato rialzista.
Non c’è nessun motivo per cui una persona fino a 35 anni, all’inizio del suo percorso di investimento,  debba sperare di vedere immediatamente mercati in rialzo.

Questa grafico rappresenta l’esposizione ideale del portafoglio a questa età:

INVESTIRE TRA 20 E 35 ANNI

Investire tra 35 – 45 anni: Valorizzazione

 

Si tratta della fase di vita in cui si raggiunge la maturazione sia dal punto di vista  professionale e che da quello degli affetti e delle relazioni: si è creata una famiglia, probabilmente con dei  figli.
Al tempo stesso si raggiunge la consapevolezza delle proprie capacità e si è meno disposti ad accettare compromessi: magari si inizia a realizzare che il lavoro che stiamo facendo non è quello più adatto a noi e si decide di mettere a frutto le proprie competenze altrove.

E’ questo il momento dove si vorrebbe ottenere il massimo dai propri investimenti ma, al tempo stesso, se ne deve preservare l’integrità.
In un futuro anche prossimo potrebbe essere necessario utilizzarne parte per importanti progetti di vita (ad esempio avviare un’attività in proprio).

Sarà quindi sempre necessario avere a disposizione una riserva di liquidità per far fronte ad eventuali esigenze pianificate o impreviste.
Ecco perché sarà necessario costituire una riserva prontamente utilizzabile (la liquidità) e destinare una parte del portafoglio ad investimenti modulati su diverse scadenze (le obbligazioni).
La componente azionaria sarà, comunque rilevante, perché l’obiettivo principale resta il rendimento a lungo termine.

Dunque disponibilità più ampie e esigenze più articolate necessitano di una maggiore diversificazione. Questo schema rappresenta un’allocazione modello per questa fase:

Investire tra 45 – 55 anni: Mantenimento

Questa fase inizia, invece, ad essere un po’ più delicata e articolata.

Si tratta del periodo in cui è stata accumulata ricchezza e si è in un ciclo di vita più maturo: la capacità di accumulare ulteriore ricchezza è più limitata perché si ha davanti un minor periodo di lavoro e di guadagni.

Inoltre, con molta probabilità, stanno lievitando le spese ricorrenti: sostentamento e percorso di studi di figli grandi, spese per viaggi e vacanze più ambiziose, abbigliamento che identifichi adeguatamente la propria personalità.

Il passaggio dalla precedente fase di valorizzazione a quella di mantenimento non è netto e definito.
Si tratta piuttosto di una transizione graduale e, spesso, non pienamente consapevole.

Questo genera confusione ed incertezza sulla modalità con cui dovrebbe essere diversificato il capitale:  puntare al rendimento o alla stabilità per gestire eventuali imprevisti?

Questa è probabilmente la fase dove c’è più bisogno di un consulente finanziario per una corretta pianificazione.

Le scelte di investimento dovranno quindi puntare sì al rendimento ma prevedere anche adeguate coperture per contenere le oscillazioni durante l’instabilità dei mercati. 

Quindi ancora azioni  per la massimizzazione dei rendimenti, obbligazioni per la stabilizzazione del portafoglio oro e materie prime come protezione contro l’inflazione.

Ovviamente non potrà mancare ancora una riserva di liquidità:

Investire tra 55 – 65 anni: Stabilizzazione

Questa è la fase dove l’investitore inizia si confronta con una nuova condizione di vita: ha un ruolo professionale affermato ed una situazione familiare stabilizzata.
I figli hanno terminato il percorso di studi e si sono inseriti nel mondo lavorativo.
Ciò comporta una riduzione delle spese per il nucleo familiare.

Al tempo stesso si inizia a pensare ad una riduzione dell’attività lavorativa per cui ci si focalizza maggiormente su una corretta pianificazione pensionistica che consenta di mantenere inalterato il tenore di vita.

Quindi si ha una sensibilità maggiore al tema del “post vita lavorativa” che si concilia con la possibilità di dedicare una parte più importante del proprio capitale a soluzioni di lungo termine pensate per anticipare il pensionamento e/o garantire il mantenimento delle proprie abitudini di spesa.

Dunque ci sarà ancora spazio per azioni a cui potrà essere abbinato l’investimento in  private equity per massimizzare i rendimenti e contenere la volatilità del portafoglio  (il private equity è l’investimento in società non quotate sui mercati regolamentati – ne parlo in questo post – ):

Investire oltre i 65 anni: Distribuzione

Questo è il periodo in cui vengono raccolti i i frutti di ciò che si è  accumulato e realizzato durante la propria vita.

Ad esempio è il momento in cui si utilizza il capitale come integrazione alla rendita pensionistica.
Ma è anche l’età in cui  si pensa a dare supporto ai propri figli e nipoti per progetti importanti come, ad esempio, il matrimonio o l’acquisto di una casa.

Inoltre in questa fase di vita si dispone di più tempo per quelle attività a cui non ci si è potuti dedicare durante l’attività lavorativa (ad esempio viaggiare).

E’ giunta dunque l’ora di passare da essere bravi risparmiatori e investitori ad essere bravi utilizzatori del proprio patrimonio.
Sarà fondamentale capire come utilizzare il capitale per alimentare una rendita periodica (a breve un post sull’argomento).

Verrà ridotta l’esposizione agli asset “rischiosi” come le azioni, per evitare che crolli improvvisi del mercato riducano il valore del capitale proprio nel momento del prelevamento.
Al tempo stesso sarà incrementata la parte di liquidità per costituire una riserva prontamente utilizzabile per le esigenze personali o per quelle dei propri cari.



INVESTIRE OLTRE I 65 ANNI

Conclusioni

Use your time to make money.

Use your money to buy assets.

Use your asset to buy time.

Spend your time the way you want it.

Build now, relax later.

RS
@WithRitesh twitter

A cosa serve in fondo investire?

A garantirci un futuro migliore.

Il vecchio detto “fa lavorare i soldi per te” ci invita a investire il denaro di cui non abbiamo bisogno ed a rinunciare ad una spesa che ci dà una gratificazione immediata.
Rinunciare alla spesa oggi e destinare i nostri soldi all’investimento ci darà la possibilità di sostenere una spesa molto più importante e molto più gratificante in futuro.

Affinché questo si realizzi è necessario impiegare i nostri soldi nel modo corretto nei vari periodi  della nostra vita.

Non esistono risposte chiare ed univoche da seguire nelle varie fasi. Tuttavia esistono  utili indicazioni generali e basilari regole di pianificazione finanziaria che ci possono guidare durante la nostra vita.

Se non riesci a capire in che fase della tua vita ti trovi, difficilmente riuscirai ad impiegare il capitale in modo corretto.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi

Iscriviti

* indicates required
Potrebbero interessarti anche

3 Comments

  1. Investire significa nel tempo crescere sempre, infatti la vita prosegue anche oltre il nostro io, cosa si deve variare con il trascorrere del nostro arco terreno? Semplice, solo la liquidità soggettiva necessaria nelle varie fasi del percorso…

    1. Giusto!
      ” Ma se poi mi capita un imprevisto? Sai, non si può mai sapere…”

      Il ruolo della pianificazione serve ad uscire da questa trappola mentale.🤓

  2. …semplice, lo affronto con la liquidità e con la componente assicurativa che, con una buona costruzione di portafoglio, deve essere proprio presente per far fronte agli imprevisti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *