OLIMPIADI LEZIONI FINANZIARIE

Lo sport può essere visto come lo specchio della società in cui viviamo, capace di trasmettere modelli e comportamenti più o meno virtuosi. Fin dall’antichità allo sport viene riconosciuta un’importante funzione educativa. 
Forse non tutti gli investitori sanno che gli insegnamenti della pratica sportiva trovano un’efficace applicazione anche nella finanza personale.

Siamo ormai entrati nel vivo della competizione sportiva più importante a livello mondiale: le olimpiadi.
Tra le tante polemiche per cerimonie di apertura blasfeme, arbitraggi faziosi, omissioni nei controlli della sessualità degli atleti, le olimpiadi di Parigi ci hanno appena regalato una magistrale lezione di vita e, per quanto ci riguarda, di pianificazione finanziaria.

In questo articolo analizzeremo la vicenda della giovane nuotatrice italiana Benedetta Pilato che, nella finale dei 100 metri rana, ha mancato il podio olimpico per un solo centesimo di secondo e, soprattutto, le reazioni che ha scatenato.

Lezioni dal mondo dello sport: da Roger Federer a Benedetta Pilato

Qualche mese fa Roger Federer, durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa dal Dartmouth College, ha tenuto uno splendido discorso sull’impossibilità di raggiungere la perfezione.
Il celebre tennista ha confidato che, pur avendo vinto l’80% delle partite disputate, la percentuale di battute vincenti  di ogni singolo match è soltanto leggermente più elevata rispetto a quelle perdenti: il 54% contro il 46%.
In altre parole, anche i tennisti più prodigiosi vincono appena più della metà degli scambi con l’avversario.
Perdere mediamente un punto su due ti insegna a non soffermarti troppo sul risultato di ogni singolo tiro e a focalizzarsi sull’obiettivo finale: vincere la partita.
Ben Carlson, consulente e blogger statunitense, ha scritto un magnifico pezzo su questo insegnamento dal mondo del tennis.

La nuotatrice Benedetta Pilato va ad aggiungere al tema della “ricerca della perfezione” quello della corretta gestione delle aspettative.
La nuotatrice diciannovenne si è aggiudicata la quarta posizione nella finale dei 100 metri rana, mancando il terzo posto (e, quindi, il podio olimpico) per un solo centesimo di secondo.
In quel fuggente centesimo c’erano anni di allenamento, dedizione, fatica e sacrifici di cui è disseminata la strada verso le olimpiadi.
Immediatamente dopo la competizione l’atleta è stata intervistata e, non riuscendo a trattenere l’emozione, tra le lacrime si è detta felice per il risultato raggiunto.E’ stato il giorno più bello della mia vita”, ha dichiarato, precisando che si trattava di lacrime di gioia.
L’intervista ha suscitato l’incredulità della commentatrice televisiva (ex atleta olimpica) che ha, addirittura, criticato la Pilato per il poco spirito competitivo e per la mancanza di ambizione.

Ecco il video dell’intervista e del commento in diretta (poco più di un minuto):

Benedetta Pilato e la gestione delle aspettative

Da un punto di vista prettamente agonistico e competitivo l’atleta è arrivata a disputare un’olimpiade mancando il terzo posto per un centesimo di secondo. E’ “evidentemente” una perdente per non aver conquistato l’ambita medaglia. Come si può parlare di “momento più bello della mia vita”?. Non dovrebbe essere felice ma, piuttosto, amareggiata e abbattuta.
Questo è il punto di vista di un certo tipo di società che, forse, non è poi più così moderna: se sei in competizione devi vincere, se fai una determinata cosa, devi essere il migliore.
Gli sforzi, il sacrificio e l’impegno profuso ti consentiranno di  portare a casa il risultato perché sono quelli i fattori che lo determineranno. La sconfitta e il fallimento sono soltanto tappe intermedie nel cammino verso la vittoria finale.
Questo tipo di mentalità  comporta dover fare i conti con le conseguenze di un mancato raggiungimento delle aspettative. Se siamo sempre stati i primi della classe, se abbiamo sempre fatto il nostro lavoro diligentemente in ufficio, se abbiamo dato più di quanto ci veniva richiesto, ma poi non abbiamo ottenuto quello che ci aspettavamo, ci troviamo, inevitabilmente, a fare i conti con la nostra delusione. 
Purtroppo, nella vita vera, non è vero che  il 100% dei risultati  possa essere attribuito all’impegno profuso. Talvolta, il risultato finale dipende da variabili al di fuori del nostro controllo.

Benedetta Pilato, nella sua spontaneità, ci ha insegnato che la vittoria non è l’unica cosa che conta: è stato comunque straordinario aver avuto il privilegio (meritato) di partecipare a un’olimpiade pur non essendo salita, per un soffio, sul podio.
Il suo obiettivo non era vincere ma dare il meglio di sé. Dare il meglio di sé significa prepararsi ogni giorno allenando il proprio fisico e la propria mente in modo da arrivare al momento della gara pronti a esprimere al massimo il proprio potenziale a prescindere dal risultato finale.
Non è detto che questo approccio ci renda necessariamente dei campioni ma, paradossalmente, è quello che aumenta le probabilità di vittoria.
Spostare l’attenzione dal risultato (la vittoria) al  processo (la preparazione, la concentrazione, la tecnica) consente di allentare la pressione emotiva e dare il meglio di sé quando è importante.

Capire e saper gestire le aspettative, proprie e altrui, è fondamentale anche in finanza.

I due lati delle aspettative in finanza

Nel mondo della finanza capire e gestire le aspettative può essere di grande supporto per la  comprensione delle dinamiche che muovono i mercati e per riuscire a seguire un piano finanziario che possa “dirsi di successo”.

Il ruolo delle aspettative nei mercati

Lo stesso John Bogle, celebre investitore e fondatore di Vanguard, ha sottolineato l’importanza delle aspettative nel guidare l’andamento dei mercati azionari. Non a caso la formula di Bogle considera le aspettative degli investitori come variabile fondamentale per stimare i rendimenti delle azioni (ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo).

In che modo le aspettative influenzano il rendimento e il prezzo delle azioni?
Tutti più o meno sanno che l’andamento del mercato azionario, nel breve termine, è guidato dall’ottimismo e dal pessimismo degli investitori: quando la maggior parte degli investitori sono ottimisti, comprano azioni facendone salire i prezzi. Viceversa quando domina il pessimismo, gli investitori vendono azioni facendo scendere i prezzi.

Meno nota è la dinamica che viene a crearsi quando le aspettative si confrontano con la realtà.
Immagina di essere  la nuotatrice Benedetta Pilato. Sei già soddisfatta di aver ottenuto la qualificazione alla finale perché è già, oggettivamente, un ottimo risultato. Pur mettendo il massimo del tuo impegno non credi di poter ottenere un posto sul podio. Hai, cioè, maturato aspettative ragionevoli.
Al termine della competizione arriva un quarto posto olimpico che rappresenta, comunque, una conquista. Reagirai commuovendoti per la gioia.
Viceversa, se nei panni di quella stessa nuotatrice avessi voluto vincere ad ogni costo, alzando al massimo l’asticella delle aspettative e non fossi stata capace di apprezzare il risultato già raggiunto qualificandoti per la finale, la reazione sarebbe stata opposta: il pianto finale sarebbe stato di delusione e non di gioia.

Per i mercati non è così diverso.
Un mercato in cui la maggior parte degli investitori è pessimista, tende a favorire rialzi inaspettati: se la maggioranza degli operatori ha perso la fiducia nella crescita, significa che, in buona parte, ha già venduto azioni ed è ormai preparata al peggio.
Basta una notizia meno negativa del previsto per sorprendere in positivo gli investitori ed alimentare potenziali rialzi. La situazione non è  così brutta come era stata dipinta. Gran parte degli investitori che erano usciti dal mercato iniziano, quindi, a ricomprare azioni, invertendo il trend ribassista. Questo è il motivo per cui si dice che i mercati rimbalzano, non quando la situazione migliora, ma quando smette di peggiorare.
Quando regna l’ottimismo, il quadro è completamente capovolto. Gli investitori sono fiduciosi e hanno spostato in alto le aspettative. Magari si aspettano un sorprendente aumento degli utili grazie agli investimenti in intelligenza artificiale.
Diventa sempre più difficile sorprendere chi ha aspettative sempre più elevate.
Una serie di bilanci trimestrali abbastanza buoni ma non in grado di stupire, genera delusione e, quindi, vendite. In un mercato in cui domina l’ottimismo e la compiacenza, gli investitori hanno già abbondantemente comprato. Gli azionisti delusi che vendono, prevalgono sui potenziali acquirenti e, così, i prezzi scendono. 

Il ruolo delle aspettative nella pianificazione finanziaria

Ma le aspettative hanno un ruolo determinante anche in sede di pianificazione finanziaria.
Quando si pensa a come organizzare le proprie finanze è naturale pensare a massimizzare il rendimento. Dopo tutto, investiamo per le performance ed è giusto avere aspettative di  rendimento adeguato.
Il problema sta nel non confondere “adeguato” con “elevato”.

Quando si progetta un qualsiasi piano finanziario, piuttosto che puntare a ottenere rendimenti elevati, si rivela molto più efficace cercare di essere finanziariamente invulnerabili (cit).

I rendimenti alti saranno la naturale conseguenza, perché un portafoglio invulnerabile sarà capace di farti restare in gioco abbastanza a lungo perché l’interesse composto compia il suo corso.
Anche in questo caso l’analogia con il mondo dello sport è più che calzante.
Abbiamo detto che il vero obiettivo di un atleta non dovrebbe essere vincere ma dare il meglio di sè.
Trasferire il focus dal risultato (rappresentato dalla vittoria), al processo (rappresentato dall’allenamento e dalla concentrazione), riduce lo stress emotivo e aumenta le probabilità di vittoria.
Allo stesso modo, nella pianificazione finanziaria l’attenzione dovrebbe essere spostata dal rendimento alla costruzione di un portafoglio più solido possibile.

Il mercato azionario genera, nel tempo, rendimento per tutti.
Con un portafoglio adeguatamente diversificato che non si preoccupa solo di massimizzare il rendimento ma pensa anche a come gestire le fasi di ribasso, riuscirai a gestire meglio lo stress e a raccogliere il rendimento che i mercati restituiscono nel tempo.
E’ importante capire quale sia il rendimento a cui effettivamente puoi aspirare (ne abbiamo parlato in questo post) e quali siano pro e contro di un approccio di lungo termine.

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Conclusioni

Ho 99 problemi e derivano tutti da aspettative troppo ottimistiche

Charlie Munger

Da sempre sono un appassionato di sport in tutte le sue accezioni: credo profondamente nel ruolo educativo di qualsiasi disciplina sportiva. 
Ho praticato sport a livello agonistico per oltre venti anni ottenendo risultati che sono andati appena oltre la mediocrità.
Al di là delle capacità e delle attitudini personali, troppo tardi ho realizzato che il mio vero limite autoimposto è stato quello di focalizzarmi troppo sul voler vincere ad ogni costo. Essere accecati dalle aspettative impedisce di dare il meglio di sé. Capire questa semplice verità, mi ha aiutato molto a migliorare la gestione dei miei soldi in età adulta.

Benedetta Pilato ci ha spiegato quanto sia importante sapere gestire le aspettative per riuscire a raggiungere una finale olimpica.
Allo stesso modo, porsi aspettative adeguate aumenta in modo esponenziale la probabilità di successo finanziario.

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David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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2 Comments

  1. ….avere umiltà e conoscere se stessi è il metodo che ci permette di ignorare cosa fanno i mercati, ma conoscere cosa abbiamo noi in essi. Grande articolo David e ancora complimenti per il tuo magnifico libro!!!
    Grazie

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