Previsioni mercati 2019

Auguriamoci che il 2019 sia davvero un buon anno o quantomeno, migliore del 2018. L’anno che si è appena concluso, infatti,  ha lasciato gli investitori con l’amaro in bocca: il 90% delle classi di investimento ha riportato risultati negativi. Un evento unico che non si verificava da più di un secolo:

Percentuale storica di asset class con rendimento negativo

Con i debiti scongiuri, le prime sessioni di mercato del 2019 lasciano spazio ad un cauto ottimismo: il peggio sembrerebbe passato.

E’ davvero così? Quali sono i rischi finanziari del 2019?  Quali le previsioni sull’andamento della borsa per il 2019?


I motivi di incertezza che hanno caratterizzato il 2018, soprattutto nella sua ultima fase, continuano a persistere. Analizziamoli nel dettaglio:

Brexit

Il parlamento inglese ha respinto martedì 15/01/2019 l’accordo di uscita negoziato con l’Europa: gli accordi raggiunti dal primo ministro May e la comunità europea, sono stati considerati insoddisfacenti.

Questo esito era, in realtà, largamente previsto, tant’è vero che sia i mercati finanziari che  la sterlina hanno reagito con l’equivalente di un’alzata di spalle all’ennesima puntata della telenovela Brexit.

Lo scenario futuro lascia lo spazio a tre possibilità molto differenti tra loro ma tutte con un finale al momento nebuloso:

Le alternative che, a questo punto, si presentano sono:

  • Un annullamento dell’esito del referendum del 2016 da parte del governo inglese. La mancata approvazione dell’accordo di uscita  azzererebbe, quindi, la volontà espressa dal popolo  e l’Inghilterra rimarrebbe in Europa. A tal propostio  la corte di giustizia europea si sarebbe già pronunciata in senso favorevolmente:  la soluzione è giuridicamente possibile senza alcuna penale ma alquanto improbabile. Si tratta di uno scenario estremo che screditerebbe l’immagine della classe dirigente inglese.
  • Elezioni anticipate, Il primo ministro Theresa  May, dopo aver superato il primo voto di fiducia  (con una maggioranza assai limitata: approfondisci il tema ),   potrebbe essere nuovamente colpito da una mozione  e perdere, conseguentemente, l’appoggio del parlamento. In questo caso, verrebbero indette elezioni anticipate per la nomina di un nuovo governo che si troverebbe a dover gestire la situazione.
  • Un rinvio dell’uscita dall’euro. Il primo ministro inglese, potrebbe chiedere una proroga del termine ultimo per l’uscita dall’Europa previsto per il 29/03/2019. Servirebbe a negoziare con l’Europa un nuovo accordo con la speranza che, questo, possa ricevere il consenso del parlamento. Anche se le dichiarazioni rilasciate dalla May, in realtà, sembrano escludere un rinvio, al momento questa  sembra l’ipotesi più probabile.

Nell’intera vicenda, l’aspetto di maggior rilievo è  che, al momento, viene escluso (soprattutto dai mercati) lo scenario peggiore: quello di un’uscita senza accordi con conseguenze ignote.

Tuttavia, sebbene gli sviluppi nel breve periodo potrebbero far sembrare che vi sia il maggior sostegno a favore di una “soft Brexit” e indurre a ipotizzare un compromesso , resta difficile intravedere un percorso non tortuoso verso un accordo finale nel breve termine

Oltre al capitolo Brexit che resta aperto, incombono sui mercati e sull’economia globale altre importanti incongite:  

Rallentamento globale

I dati economici (produzione industriale, consumi, fiducia) rilasciati nel corso delle ultime settimane,  hanno, deluso al ribasso le aspettative.
In Europa la regolamentazione sulle nuove emissioni per l’industria automobilistica, le proteste in Francia, l’instabilità politica italiana, sono causa del rallentamento della produzione industriale. In Cina, il ciclo economico già in decelerazione, è stato aggravato dalle politiche protezionistiche statunitensi. Dagli USA, al momento, non sono arrivati segnali di frenata. Sarà interessante seguire i risultati delle ultime trimestrali attesi nei prossimi giorni. E’ verosimile che la riforma fiscale di Trump (taglio delle tasse) sia prossima ad esaurire la propria spinta propulsiva.  Inoltre il rialzo dei tassi di interesse renderà progressivamente meno vantaggioso il ricorso ai finanziamenti e quindi ad investimenti e consumi.

Dinamiche geopolitiche

Il deterioramento dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina continua ad essere il principale elemento di disturbo per i mercati. L’escalation della guerra commerciale in atto potrebbe arrestare gli scambi internazionali con conseguenze evidenti per le rispettive economie. E’  probabile che non si tratti di una situazione facilmente risolvibile a breve: lo scontro non è soltanto di natura commerciale ma riguarda il ruolo strategico delle più grandi economie del mondo. Si tratta di una competizione sulle tecnologie e il dominio sull’industria del futuro.

Politiche monetarie/tassi di interesse

Prosegue la graduale rimozione delle misure di stimolo all’economia da parte delle banche centrali principali: In Europa questo mese segna la fine del quantitative easing, mentre in America la FED (banca centrale americana) prosegue il cammino del rialzo dei tassi. Proprio il rialzo dei tassi USA rappresenta un altro importante  fattore di destabilizzazione per i mercati finanziari in quanto determina lo spostamento di capitali da azioni e obbligazioni verso i titoli di stato USA, che diventano profittevoli proprio per l’effetto del rialzo dei tassi. (Trovando rendimento nei titoli di stato più sicuri i capitali si spostano dalle attività più rischiose quali azioni ed obbligazioni che perdono, così, di valore).

Shutdown USA

Si tratta di quella procedura del sistema politico statunitense che prevede l’ arresto  (shutdown appunto ) delle attività governative non essenziali fino all’approvazione di un rifinanziamento. Questo blocco avviene quando il congresso  americano (composto da due camere di cui una a maggioranza democratica ed una a maggioranza repubblicana) non riesce ad approvare la legge di rifinanziamento. Lo shutdown in corso adesso, inaugurato dall’amministrazione Trump la mezzanotte del 21 dicembre del 2018, è diventato il più lungo della storia americana. Le conseguenze sull’economia sono facilmente intuibili:  800.000 dipendenti pubblici non hanno percepito lo stipendio. Questo contribuisce ad alimentare l’incertezza ed a frenare i consumi di beni e servizi (e quindi i profitti delle aziende).

Prospettive per il 2019

E quindi cosa è lecito attendersi dal 2019 appena iniziato?

Se da un lato la decelerazione dell’economia non è certo un fattore positivo, dall’altro la sua conseguenza diretta è una riduzione delle pressioni inflazionistiche.

Considerando anche le recenti dichiarazioni di Powell (presidente FED), è quindi probabile che la banca centrale americana rivedrà il proprio programma di  rialzo dei tassi di interesse (c’è addirittura chi inizia a prevedere una drastica inversione con un taglio dei tassi: approfondisci il tema ).

Questa è una condizione indispensabile per la stabilizzazione dei mercati azionari ed obbligazionari: l’interruzione del rialzo dei rendimenti sposterebbe i capitali sugli asset più rischiosi (azioni ed obbligazioni societarie) per la ricerca di maggior profitto.

Per quanto riguarda la dinamica finanziaria cinese,  le misure di stimolo messe in atto dal governo (riduzione della pressione fiscale, taglio dei tassi di interesse), verosimilmente produrranno una stabilizzazione del ciclo economico in questo paese.

Infine sul tema della guerra commerciale, nel breve termine il rallentamento delle due economie, potrebbe indurre le amministrazioni dei rispettivi paesi a raggiungere un compromesso: l’escalation delle tensioni non farebbe che aggravare la frenata dei rispettivi sistemi produttivi.

Alcune indicazioni pratiche

Dunque, come comportarsi?

E’ indispensabile sottolineare che  chi avesse già una pianificazione finanziaria di lungo periodo (5-10 anni) non dovrebbe preoccuparsi eccessivamente della volubilità dei mercati perché la storia della borsa è ormai nota e le statistiche evidenziano la maggiore efficienza degli investimenti azionari sul medio/lungo periodo.

Inoltre spesso la soluzione più sensata è proprio quella di non prendere iniziative ed evitare di stravolgere il proprio portafoglio: Bisogna infatti  ricordare che:

“sono stati persi molti più soldi dagli investitori cercando di prepararsi ai ribassi di mercato  o cercando di anticiparli che non durante i ribassi stessi” (Peter Lynch uno dei più famosi gestori finanziari al mondo).

Per chi nutre eccessive preoccupazioni sul futuro,  è consigliabile valutare l’inserimento di categorie di investimento a valenza difensiva quali:

  • titoli di stato di paesi affidabili (quali USA, Germania, Giappone) e diversificazione valutaria (dollaro usa, yen giapponese): queste tipologie di investimento pur offrendo rendimenti pressochè nulli,  presentano la caratteristica di bene rifugio, ossia tendono ad apprezzarsi durante le fasi di panico fornendo così una forma di protezione per la restante parte del patrimonio;
  • Oro: che rappresenta il bene rifugio per eccellenza;
  • Investimenti alternativi: si tratta di prodotti di investimento che  si contraddistinguono per acquistare valore quando sale la febbre misurata, ossia quando sale il panico sui mercati finanziari

Chi si affida a queste soluzioni deve essere consapevole che a fronte di una protezione si rinuncia inevitabilmente ad una parte di rendimento: nei momenti di mercato positivi queste classi di investimento, proprio per la loro natura protettiva, non saranno in grado di esprimere valore (approfondisci il tema: le tre strategie salvapatrimonio)

Per chi, invece, ha un grado di confidenza maggiore con la finanza, alla luce dei vistosi ribassi del 2018, può scegliere di puntare sulle asset class più penalizzate. Scopri qui quali sono.

Un’importante considerazione finale: le borse, su orizzonti temporali, congrui riescono a recuperare gli scossoni e le turbolenze gratificando la disciplina dell’investitore consapevole (approfondisci: il decalogo dell’investitore vincente) , tuttavia le incertezze per il nuovo anno  permangono dopo un decennio di crescita dei valori azionari. Non è detto che una rondine faccia primavera.

I ribassi del 2018 possono rappresentare un’ottima occasione di acquisto, tuttavia le quotazioni potrebbero rimanere irrazionali per molto tempo. E’ pertanto opportuno considerare un approccio graduale sui mercati azionari. Ciò che oggi è conveniente, domani potrebbe esserlo ancora di più: una rondine non fa necessariamente primavera.

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L’ottovolante dei mercati: come comportarsi;

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