lazy portfolio lezioni dal 2025 per prepararsi al futuro

“Un’ottima annata”.


E’ questo il titolo di un vecchio film  che racconta la trasformazione di un brillante broker londinese interpretato da un intramontabile Russell Crowe. 
Il protagonista è un professionista cinico e competitivo convinto che “vincere non sia tutto: è l’unica cosa”.
All’improvviso la vita lo costringe a rallentare, a riavvicinarsi alla natura, alla terra e al vino francese. E’ così che riscopre il valore e l’importanza delle relazioni autentiche e dei sentimenti.

Per certi aspetti il 2025 finanziario si avvicina un po’ a questa storia.

Un anno iniziato malissimo:
nuovi scenari geopolitici lasciavano presagire uno stravolgimento profondo degli equilibri globali.
Un anno che prometteva tempesta e che invece, alla fine, si è rivelato davvero… un’ottima annata.

E’ nei momenti più controversi che si nascondono le lezioni più utili:
se la competenza si costruisce con l’esperienza, cosa può insegnarci il 2025?
Quali spunti di riflessione offre a chi investe oggi in un mondo che non è mai stato così incerto?

Una pessima partenza

Un anno partito decisamente con il piede sbagliato.
Un annuncio improvviso che ha letteralmente spiazzato investitori e mercati:
l’uomo più potente del mondo decide di schiacciare il bottone rosso innescando una  guerra commerciale di nuova generazione.
Uno scenario potenzialmente capace di riscrivere radicalmente gli equilibri economici e finanziari globali.

Per settimane si è parlato di “nuovo ordine mondiale”, di catene produttive da ripensare, di flussi commerciali da ricostruire da zero: la comunità finanziaria (e non solo) è stata travolta dal panico.

Poi l’inaspettato: come spesso accade, i mercati hanno iniziato a recuperare.
Prima timidamente, poi in modo sempre più deciso. Nel pieno dello scetticismo, il ciclo ha cambiato direzione smentendo chi, puntualmente, si affretta a tracciare scenari foschi quando l’angoscia prende il sopravvento.

Quale lazy portfolio ha saputo attraversare meglio la tempesta?

2025: The winner is…

Proviamo allora a dare uno sguardo al comportamento di alcuni dei lazy portfolio più diffusi e amati da investitori e appassionati della finanza: Il portafoglio 60/40, Il Golden Butterfly e l’All Seasons.
Per rendere il confronto più realistico ogni portafoglio è stato “europeizzato” ossia adattato alle esigenze dell’investitore europeo in questo modo:

  • Obbligazioni: sostituite le componenti USA con ETF su titoli di Stato europei; 
  • Azionario USA: sostituito con azionario globale (MSCI ACWI) per ridurre la dipendenza da dollaro e Stati Uniti;
  • Oro e materie prime: mantenuti invariati;
  • Duration e pesi: rispettati i pesi originali previsti per ciascun lazy portfolio.

In questo modo l’analisi è stata sterilizzata dall’”effetto dollaro” un elemento che nel 2025 ha avuto un impatto non trascurabile sulle performance dell’investitore europeo.
Ecco, in sintesi, la composizione dei tre portafogli oggetto di analisi:

LAZY PORTFOLIO INVESTITORE EUROPEO

Chiaramente si tratta di portafogli con esposizione azionaria diversa.
Per rendere l’analisi oggettiva, quindi, confronteremo ogni portafoglio con un benchmark realistico composto da azioni globali e obbligazioni europee di pari esposizione azionaria (ad esempio il golden butterfly sarà confrontato con un portafoglio 40% azioni globali, 60% obbligazioni europee).
Il portafoglio 60/40 avrà, chiaramente, risultati allineati al suo benchmark perché ne è una replica esatta.


Quella che andremo a condividere in questo paragrafo e nei successivi è quindi un’analisi pratica utile a capire come costruire una strategia robusta nel rispetto del proprio profilo di rischio evitando confronti distorti o non omogenei.

LEGGI E SCARICA L'ESTRATTO DEL MIO LIBRO

Lazy portfolio: performance da inizio anno


Ecco come si sono comportati nel 2025, in termini di rendimento

2025 PERFORMANCE ALL SEASONS, GOLDEN BUTTERFLY 60-40
Fonte: Quantalys – dati in euro all’11/12/2025

Lazy portfolio: ribassi massimi da inizio anno

E questo è ciò che emerge osservando il ribasso massimo registrato nell’anno:

2025 RIBASSI MASSIMI GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Quantalys – dati in euro all’11/12/2025

Il verdetto è abbastanza evidente:
Il Golden Butterfly si impone sia sul proprio benchmark che sugli altri portafogli.
Con una quota azionaria inferiore rispetto al 60/40 è riuscito a ottenere un risultato complessivo migliore, confermando quanto la presenza bilanciata di oro, obbligazioni a breve termine  e una quota relativamente contenuta di azionario possa creare un portafoglio solido e gratificante.

Proviamo ad approfondire l’analisi allargando l’orizzonte temporale di osservazione per capire quanto questo vantaggio sia casuale o strutturale.

Lazy portfolio: un quinquennio difficile ma non troppo

Per capire quanto, effettivamente, i risultati siano frutto del caso o della solidità dell’asset allocation, proviamo a estendere l’analisi al quinquennio 2021 – 2025.
Un periodo tutt’altro che semplice: pandemia, crisi inflazionistica, ciclo di rialzo dei tassi più rapido della storia, tensioni geopolitiche, crisi energetica,. Un contesto che ha messo alla prova qualsiasi portafoglio diversificato.

Le metriche che andremo a considerare saranno:

  • Rendimento annuo;

  • Ribasso massimo (max drawdown);

  • rapporto rendimento / drawdown. Si tratta di una misura pratica che consente di valutare  il rendimento di un portafoglio rispetto al rischio sopportato.
    Possiamo dire che ci aiuta a capire quanto sia “costato” ottenere un certo rendimento in termini di ribasso massimo affrontato.

Lazy portfolio: performance 2021 – 2025

Ecco il responso in termini di rendimento complessivo del quinquennio:

2021 - 2025 PERFORMANCE GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60 - 40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro al 30/11/2025


Il Golden Butterfly conferma la sua supremazia nel campo dei rendimenti. Ancora una volta, con un’esposizione azionaria inferiore, è riuscito a distanziare il portafoglio 60/40.

Lazy portfolio: ribassi massimi 2021 – 2025

Osserviamo ora il comportamento dei portafogli dal punto di vista della rischiosità:


2021 - 2025 MAX DRAWDOWN GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro al 30/11/2025

Il quadro non cambia: il Golden Butterfly rimane saldamente sul podio. Colpisce la debolezza dell’All Seasons, che in questo ciclo ha fatto persino peggio del suo benchmark.

Lazy portfolio: performance / drawdown 2021 – 2025

Passiamo ora all’indicatore che mette in relazione rendimento e rischio: il rapporto performance/drawdown.Pur non essendo una metrica omnicomprensiva (non considera, ad esempio, i tempi di recupero), può essere estremamente utile per valutare quanto “efficiente” sia stato un portafoglio: valori più elevati indicano una migliore remunerazione rispetto al ribasso subito.

2021 - 2025 PERFORMANCE/DRAWDOWN GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro al 30/11/2025

Effettivamente il Golden Butterfly si è dimostrato il portafoglio più efficiente del quinquennio che si accinge a concludersi. Fanalino di coda l’All Seasons di Ray Dalio. 
Oggi viene spontaneo chiedersi come possa essere stato definito “un portafoglio per tutte le stagioni”.

Tutto sembra suggerire che il Golden Butterfly sia “il miglior lazy portfolio”.
Ma prima di lasciarci convincere dai numeri recenti, vale la pena fare un passo indietro nel tempo: la storia, spesso, racconta qualcosa di diverso.

Lazy portfolio: attenzione agli innamoramenti

Per completare il quadro, proviamo adesso a cercare una verifica dei risultati spostando l’analisi al quinquennio precedente: 2016 – 2020.

Stiamo andando ad analizzare un periodo profondamente diverso:
tassi in calo, inflazione sotto controllo, mercati azionari in espansione e obbligazioni premiate dall’inesorabile ribasso dei rendimenti. Un regime economico quasi opposto a quello degli ultimi cinque anni.

Ripetiamo, dunque, l’analisi:

Lazy portfolio: performance 2016 – 2020

Dal punto di vista del rendimento il quadro cambia sensibilmente:

2016 - 2020 PERFORMANCE GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro

Non male: l’All Seasons esposto alle azioni per un “modesto” 30% praticamente eguaglia il rendimento del portafoglio con doppia quota azionaria.
La forte presenza di obbligazioni a lunga scadenza, favorite dal calo dei tassi, ha amplificato la performance.

Lazy portfolio: ribassi massimi 2016 – 2020

Vediamo in termini di rischio come si sono comportati i portafogli nel “vecchio regime”:

2016 - 2020 MAX DRAWDOWN GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro


Nulla di particolarmente rilevante: i ribassi aumentano all’aumentare della quota azionaria (come è logico che sia).

Lazy portfolio: performance /drawdown 2016 – 2020

Veniamo adesso alla misura più dettagliata: il rapporto rendimento/ribasso massimo:

2016 - 2020 PERFORMANCE/DRAWDOWN GOLDEN BUTTERFLY, ALL SEASONS, 60-40
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro

Ma tu guarda! Il verdetto si è ribaltato:
l’All Seasons emerge come il portafoglio più efficiente, mentre il Golden Butterfly perde parte della brillantezza mostrata nel quinquennio successivo, facendo persino peggio del suo benchmark.

Acquista il libro di David Volpe "Il sentiero dell'investitore"

La vera sfida dell’investitore

Questo cambio di fronte ci ricorda un principio fondamentale:
non esiste un portafoglio per tutte le stagioni.

L’asset allocation è un equilibrio delicato: pesi e contrappesi devono convivere in modo armonico insieme alla consapevolezza che ogni scelta “forte” favorisce alcuni regimi di mercato e ne penalizza inevitabilmente altri.
Aumentare la quota di un asset magico rende il portafoglio più reattivo in un determinato contesto, ma quando il regime cambia quella stessa scelta può trasformarsi rapidamente in un punto debole.

La struttura dell’ All Seasons, esposto alle obbligazioni a lunga scadenza, ha beneficiato del calo dei rendimenti. Il nuovo regime ha favorito i portafogli maggiormente esposti all’oro.
Quello che varrà dopo… chissà.

Purtroppo, non ci è dato sapere quanto durerà l’attuale regime e quale sarà il prossimo e quello ancora successivo. Nella nostra carriera di investitori di lungo termine, ci troveremo inevitabilmente a dover affrontare un numero imprecisato di nuovi contesti e la transizione dall’uno all’altro sarà sempre un duro banco di prova.

Sicuramente una sana prospettiva di lungo termine aiuta a superare anche i momenti più difficili. Tuttavia le emozioni contano. Prova a immaginare i dubbi di chi, nel 2020, aveva individuato nell’All Seasons il portafoglio ideale per il futuro: tenere, lasciare, modificare?
Sono domande che sorgono quando un portafoglio “preferito” smette di funzionare.

Quello che emerge da questa analisi (imperfetta come tutte le analisi ex post)  è che cercare di individuare il portafoglio migliore può diventare un esercizio pericoloso.
E, soprattutto, occorre prestare molta attenzione quando un asset difensivo contribuisce in modo sostanziale alla performance: in certi regimi può apparire come un punto di forza strutturale, ma non appena il contesto cambia quel contributo si trasforma in una zavorra (che si parli di obbligazioni a lungo termine, di oro o di qualsiasi altro asset difensivo).

Molto meglio costruire un’allocazione ben diversificata, semplice ma non banale, capace di attraversare “abbastanza bene” la transizione da un regime all’altro, senza costringerci a rimettere in discussione l’intera strategia ogni volta che il vento cambia.

contatta David Volpe

Conclusioni

Chi si cerca nei risultati si perde. Chi si cerca nel processo si realizza

Il saggio dello sport

L’approccio “semplice” dei lazy portfolio ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere la strategia di investimento più efficace: costruire un portafoglio di asset class decorrelate ribilanciato con disciplina periodicamente lasciando che sia il tempo a fare il resto.

L’errore, semmai, è estremizzare il concetto. Ogni portafoglio vive il suo momento di gloria in cui sembra la soluzione ideale per qualsiasi esigenza. Ed è proprio in quei momenti che il rischio di cadere negli innamoramenti finanziari diventa più alto, confondendo un regime favorevole con una supremazia permanente.

Ogni annata ha il suo vino migliore, ma chi investe non può permettersi di inseguire l’annata del momento.

Non si tratta di cambiare portafoglio ogni volta che cambia il vento, ma di costruirne uno che sappia attraversare regimi diversi rimanendo gestibile nel bene e nel male.
La verità è che non esiste la formula perfetta per ogni contesto, il portafoglio “per tutte le stagioni”.
Esiste un processo: regole chiare, consapevolezza, disciplina, un orizzonte di lungo termine.
Sono questi gli strumenti che permettono agli investitori di successo di attraversare cicli diversi senza farsi travolgere, evitando gli errori più comuni e continuando a progredire stagione dopo stagione.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi!

Iscriviti

* indicates required
David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

Potrebbero interessarti anche

5 Comments

  1. 1. Accettare i risultati.
    2. Avere sempre una scelta positiva dove poter attingere.
    3. Non rimpiangere, ma aspettare i singoli rendimenti attesi dal fattore tempo.
    Grande David!
    Buona domenica…

  2. Con mio grande stupore il portafoglio 60/40, pur avendo un’esposizione azionaria decisamente maggiore degli altri due, sarebbe quello che nel decennio 2016 – 2025 ha avuto la minore dispersione dei rendimenti, oscillando dal 6,86% al 6,62%. In pratica, da questo punto di vista, si è rivelato il portafoglio più stabile!

    1. Io credo che i backtest vadano sempre contestualizzati.
      Il periodo in questione (2016 – 2025) è stato caratterizzato dal più grande bear market obbligazionario della storia moderna seguito alla grande anomalia dei rendimenti negativi.
      I risultati del backtest sono molto influenzati da questa condizione che, difficilmente, potrà ripetersi in futuro: paradossalmente i portafogli che hanno una maggiore esposizione ai bond sono stati meno efficienti di quelli con maggiore esposizione azionaria. A mio avviso va bene prenderne atto senza, tuttavia, credere che questa sia “la nuova regola”.

      Un caro saluto

  3. Mannaggia non hai considerato anche il Permanent Portfolio, che è quello che uso io… In ogni caso volevo chiederti un parere sulla componente bond lunghi. So come la pensi, le obbligazioni ci vogliono e ci devono essere sempre nel portafoglio, tuttavia da più parti si legge un “questa volta è diverso” relativamente ai bond lunghi, non più influenzati solo dai tassi ma anche dalle prospettive di inflazione e debito pubblico. Infatti nell’ultimo anno hanno continuato a scendere, nonostante i tagli dei tassi. Per questo motivo stavo pensando di ridurre leggermente la durata da 25+ a 15-30. Cosa ne pensi?

    E sempre complimenti e grazie per i contenuti che sono ottimi.

    1. Penso che sia giusto ricordare che le banche centrali con la leva dei tassi controllano i rendimenti a breve termine (e, quindi, il prezzo dei bond a breve termine). Per quanto riguarda i rendimenti a lungo termine (e quindi i prezzi dei bond a lungo termine) le variabili determinanti sono le aspettative su crescita e inflazione oltre che le dinamiche di domanda e offerta di titoli di stato (cioè quanto nuovo “debito” viene emesso a fronte della richiesta degli investitori). Questo è il motivo per cui, attualmente, i prezzi dei bond a medio e lungo termine continuano ad “arrancare” nonostante i tagli dei tassi.
      Detto questo la scelta proposta mi sembra ragionevole.

      Un caro saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *