PORTAFOGLI PIGRI ANALISI 2023

La fine dell’anno è tempo di bilanci e di buoni propositi per il futuro.
Si è chiuso un 2023 per certi aspetti sorprendente e per molti altri decisamente complesso.
In questo articolo analizzeremo  il comportamento dei più conosciuti lazy portfolio nell’anno che si è appena concluso e confronteremo l’andamento degli stessi nell’ultimo quinquennio.
L’obiettivo è quello di condividere alcune riflessioni su come scegliere il lazy portfolio più adatto alle proprie esigenze.

2023: Un anno positivo ma complesso

“Sorpresa” è forse il termine più adatto da associare all’anno che si è appena concluso.
Mentre investitori professionisti e privati erano posizionati per l’arrivo di una recessione quasi certa, la crescita economica ha mantenuto un passo sorprendentemente sostenuto e le azioni si sono riportate in prossimità dei “massimi” a dispetto dell’ostilità delle banche centrali. 
Questo grafico mostra la crescita economica statunitense (PIL)  dal 1980 in ordine crescente. In rosso il 2023, un anno che ha tutte le carte in regola per essere classificato tra i migliori.

GDP USA
Fonte: Edward Jones

Insieme all’economia sono cresciuti anche i mercati azionari (anche se giova ricordare che non va sempre così: i mercati non sono l’economia).
Questo è il grafico delle performance annue dell’S&P500. In rosso è evidenziata la performance del 2023:

S&P500 GRAFICO ISTOGRAMMI RENDIMENTI
Fonte: Edward Jones

A prima vista un anno positivo per le azioni ma non tutti ne hanno potuto beneficiare.
Questa grafica mostra la percentuale dei titoli che ha fatto peggio del mercato azionario complessivo (in questo caso l’S&P500):

Il 72% delle azioni ha sottoperformato il mercato di riferimento. Questo significa che non tutti gli investitori hanno beneficiato dei rialzi, soprattutto coloro che hanno deciso di deviare dall’indice principale (ne abbiamo già parlato dettagliatamente in un precedente articolo).

Che dire dell’altra asset class principale? Le obbligazioni si sono salvate in extremis dal chiudere il terzo anno consecutivo in perdita.
La situazione ha volto al positivo soltanto nelle settimane conclusive dell’anno:

2023 RENDIMENTI BOND
2023 – Performance Treasury Statunitense – dati in dollari – Fonte: Koyfin

In questo contesto, come hanno performato i principali lazy portfolio?

I lazy portfolio e il “giuramento di Ippocrate”

Primum non nocere

Ippocrate

Ippocrate insegnava che nell’applicazione di una terapia medica prima di tutto bisogna non arrecare danno al paziente. Questa è la priorità che dovrebbero rispettare anche i lazy portfolio: a parità di “rischio speso” un portafoglio pigro dovrebbe restituire lo stesso rendimento di un portafoglio analogo che ha la stessa esposizione azionaria. O, quantomeno, non dovrebbe fare tanto peggio in un periodo di tempo relativamente lungo.
Prendendo ad esempio lAll Seasons di Ray Dalio composto per il 30% da azioni, da questo portafoglio ci dovremo aspettare una performance almeno pari a quella di un tradizionale portafoglio bilanciato 30% azioni 70% obbligazioni. Per il Golden Butterfly che prevede una quota azionaria del 40%, il confronto sarà con un portafoglio 40% azioni, 60% obbligazioni.
L’obiettivo è quello di capire quanto sia valsa la pena “complicarsi la vita” con portafogli più o meno complessi rispetto a scegliere la banale alternativa azioni/obbligazioni composta di due soli etf.
Ovviamente è necessario utilizzare un portafoglio bilanciato benchmark che sia coerente con il lazy portfolio che si va ad analizzare.
Visto che i principali portafogli pigri nella loro accezione tradizionale (replicata da molti appassionati) prevedono un’allocazione prevalente al mercato statunitense, i benchmark che prenderemo come riferimento sono composti dal mix azionario USA/obbligazionario governativo USA.
Veniamo dunque alla nostra analisi.

Lazy portfolio a confronto

Un 2023 complicato per molti aspetti, ma senza dubbio positivo nel suo complesso, va a chiudere un quinquennio che ha messo a dura prova i nervi degli investitori: inflazione, pandemie, conflitti, e tre mercati ribassisti (considerando anche la fase conclusiva del 2018 quando l’S&P500 è stato a un passo da toccare il -20% per dichiarare ufficialmente l’inizio del bear market).

Vediamo allora quali sono state le performance e i ribassi massimi nel corso dell’anno e del quinquennio che abbiamo appena salutato.
Ogni portafoglio pigro (in blu) è confrontato rispetto al suo omologo portafoglio bilanciato azioni / obbligazioni (in arancione) con pari quota azionaria (per completezza di dati è stato inserito anche il portafoglio 60/40 che è chiaramente allineato al suo benchmark).

Lazy portfolio: performance a confronto

Iniziamo analizzando i rendimenti del 2023:

PORTAFOGLI PIGRI PERFORMANCE 2023
Fonte: Quantalys – dati in euro

Questo, invece, è il responso su 5 anni:

PORTAFOGLI PIGRI PERFORMANCE 5 ANNI
Fonte: Quantalys – dati in euro

Sulla base dei rendimenti restituiti agli investitori nel 2023 e negli ultimi 5 anni il titolo di “miglior portafoglio” spetta al Permanent Portfolio di Harry Browne e al Golden Butterfly di Tyler che hanno fatto meglio del benchmark di riferimento sia a uno che a 5 anni.
Piuttosto deludenti i risultati a 5 anni per l’All Seasons (forse il più conosciuto tra i portafogli pigri), il Pinwheel e lo Swensen portfolio. Se limitiamo l’analisi al 2023 il comportamento di questi tre Lazy Portfolio è incredibilmente deludente: le soluzioni diversificate hanno fatto decisamente peggio del benchmark.
Ma sappiamo che un anno non è certo un arco di tempo sufficiente per fare valutazioni oggettive.

Lazy portfolio: drawdown a confronto

Un’analisi corretta deve considerare entrambi i lati della medaglia: abbiamo appena visto le performance, vediamo adesso i ribassi massimi (cd. drawdown) registrati dai portafogli pigri e dagli omologhi portafogli bilanciati.

Questi i ribassi massimi registrati nel corso del 2023:

PORTAFOGLI PIGRI DRAWDOWN 2023
Fonte. Quantalys – dati in euro

e questi i ribassi sul quinquennio:

PORTAFOGLI PIGRI DRAWDOWN 5 ANNI
Fonte: Quantalys – dati in euro

Per quanto riguarda il contenimento dei ribassi il 2023 non ha riservato particolari sorprese: i portafogli pigri hanno subito flessioni molto simili a quelle dei portafogli bilanciati. Unica eccezione per l’All Seasons che ha limitato il drawdown rispetto al suo benchmark.
Per quanto riguarda l’analisi sui 5 anni ancora una delusione dal portafoglio Pinwheel, Swensen e All Seasons che hanno fatto peggio del loro portafoglio di riferimento anche in termini di drawdown. Anche il Golden Butterfly ha difeso peggio, anche se ha ripagato con un rendimento più generoso del suo benchmark.
Decisamente soddisfacente il potenziale protettivo del Permanent Portfolio rispetto al suo benchmark.

Lazy portfolio: qual è il migliore?

Abbiamo visto l’analisi sui rendimenti e sui ribassi massimi a 1 e a 5 anni. Proviamo adesso a mettere insieme questi due parametri per una valutazione complessiva del comportamento dei portafogli pigri rispetto ai rispettivi benchmark.
Il rapporto tra rendimento e ribasso massimo è un indicatore pratico che consente di misurare il rendimento di un portafoglio rispetto al suo rischio.
Potremo dire che il rapporto rendimento/drawdown dà un’idea di quanto sia costato ottenere un determinato rendimento in termini di ribasso massimo da sopportare.
Anche se non è un indicatore “completo” (ad esempio non considera i tempi di recupero e la volatilità di un portafoglio), può darci un quadro più approfondito in termini di rapporto rischio/rendimento: tanto più alto è questo rapporto, tanto meglio si sarà comportato il portafoglio.
A parità di rendimento, un rapporto rendimento/drawdown più elevato è preferibile perché la strategia è riuscita a contenere meglio i ribassi.
Questo tipo di analisi dovrebbe essere effettuata almeno su un orizzonte di medio periodo per cui prenderemo in considerazione i dati degli ultimi 5 anni (questo sito offre analisi su anche su periodi più lunghi):

PORTAFOGLI PIGRI RAPPORTO RENDIMENTO DRAWDOWN

Il responso conferma  il risultato deludente del Pinwheel e del portafoglio Swensen . Molto bene invece il Permanent portfolio e il Golden Butterfly che sulla base dei rendimenti e dei ribassi subiti appaiono i portafoglipiù efficiente.

Ecco trovato il miglior portafoglio…del passato!

contatta David Volpe

Backtest e dati storici: la ricerca del miglior portafoglio del passato

L’analisi del passato e i backtest sono l’unico strumento che abbiamo a disposizione per capire come si sarebbe comportata una determinata asset allocation al verificarsi di determinate circostanze. Più lungo è il periodo preso in esame e, tendenzialmente, più realistici saranno i risultati perché hanno preso in considerazione contesti diversi più o meno favorevoli ai mercati.
Non abbiamo molto di più che lo studio del passato per capire cosa potrebbe riservarci il futuro.
Tuttavia, quando si analizzano serie storiche, backtest e cicli di mercato bisogna aver ben presenti due questioni fondamentali:

  1. Il mondo cambia e sono proprio i cambiamenti il fattore più importante nel lungo periodo.
    “L’investitore intelligente” è uno dei testi finanziari più apprezzati e letti. Eppure, seguendo le regole del value investing di Graham oggi avremmo avuto risultati deludenti.
    Le sue tesi erano ragionevoli in passato, oggi lo sono molto meno.
    Anche se i cicli economici e di mercato tendono a ripetersi ogni volta, lo fanno in modo diverso proprio perché evolve la struttura dell’economia e dei mercati finanziari.
    Questo non vuol dire che dobbiamo ignorare storia e backtest, ma quando prendiamo decisioni sulla costruzione di un portafoglio di lungo termine dobbiamo considerare che più andiamo indietro nella storia più generali dovranno essere le conclusioni che possiamo trarne (in questo articolo condivido alcune regole per effettuare backtest realistici);
  2. Alcuni eventi eccezionali possono aver dato un contributo determinante al risultato e ai dati che stiamo esaminando.
    I mercati finanziari e l’economia passano spesso da un eccesso a un altro.
    Ad esempio, esaminando il periodo tra il 1990 e il 2000 la conclusione che trarremo è che la tecnologia è il settore più redditizio. Spostando l’analisi al decennio successivo scopriremo che, in realtà, la scelta migliore sarebbe stata l’azionario value.
    Alcuni fenomeni possono avere un impatto determinante sui risultati dell’analisi che stiamo compiendo.

Accettare l’idea che il futuro potrebbe essere diverso dal passato e comprendere che alcune tendenze che sembrano irreversibili potrebbero, in realtà, essere semplicemente temporanee, sono abilità particolari di grande aiuto per raggiungere il successo e riuscire a seguire i comportamenti corretti (In un prossimo post vedremo quali sono stati alcuni degli eventi “eccezionali” che hanno influito sulle performance dei portafogli pigri negli ultimi anni).

Conclusioni

Se torturerai abbastanza dati e statistiche alla fine ti diranno ciò che vuoi sentirti dire

Yogi Berra

Lo studio del passato e i backtest sono l’unico strumento che abbiamo a disposizione per capire come può comportarsi un determinato portafoglio e cosa potrebbe riservarci il futuro. L’alternativa sarebbe quella di investire sulla base delle previsioni degli esperti o sulla base del livello delle valutazioni dei mercati (auguri! 🤞).
Allo stesso tempo, l’analisi del passato non dovrebbe tradursi in una ricerca maniacale e cieca per individuare il migliore portafoglio (del passato).
Il miglior modo per affrontare il futuro è accettare l’idea che potrà essere molto diverso dal recente passato. Nei prossimi anni ci sarà un solo portafoglio ideale che, col senno di poi, avremmo voluto scegliere. Il problema è che oggi non abbiamo alcun indizio su quale sia questo portafoglio.
Dunque, la scelta più sensata è quella di possedere (in modo ragionato) quante più asset class possibili. Questo ti darà la certezza di scampare alla disastrosa eventualità di aver scelto un portafoglio concentrato sulle asset class peggiori.

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7 Comments

  1. …semplicemente grazie per il tuo lavoro che hai con noi condiviso in questo tempo! Buon 2024 David, pieno semplicemente di serenità.

    1. Grazie Luca!
      Fa sempre molto piacere sapere che i contenuti del sito vengono apprezzati.
      E, ovviamente, buon nuovo anno anche a te!

  2. Il 40/60 lifestrategy di Vanguard nel 2023 ha realizzato un bel 9,91%, molto vicino al 10,37% del golden butterfly (dati in euro al 29 dicembre). Sebbene la copertura valutaria su quasi tutta l’esposizione obbligazionaria non mi entusiasmi. Stiamo comunque parlando del solo 2023, visto che il lifestrategy non ha uno storico profondo. Buon anno a tutti!

  3. Buongiorno e complimenti per il blog.
    È possibile capire quanto il cambio euro dollaro abbia inciso nelle performance di un lazy portfolio? Grazie

    1. Per avere un’idea dell’influenza del cambio euro/dollaro sulle performance complessive dovrebbe essere considerato l’andamento del cambio dollaro/euro. La performance realizzata da questa coppia valutaria (USD/EUR) quantifica in modo approssimativo quanto rendimento è attribuibile al cambio favorevole.
      Questa performance andrà rapportata all’esposizione che il portafoglio ha nei confronti del dollaro (considera che mediamente nell’MSCI World il dollaro pesa per il 70% mentre sull’indice global aggregate per il 40% circa).

  4. Grazie per l’articolo; è veramente interessante e utile.
    Pensavo di usare il rapporto rendimento / drawdown per verificare anno dopo anno la bontà della mia asset allocation ma forse ho frainteso come si calcola.
    Dall’articolo sembra che sia la semplice divisione del rendimento per il drawdown nello stesso periodo temporale ma i numeri riportati nei grafici non sembrano in linea con la formula.
    Il permanent ad esempio dovrebbe avere un valore di rendimento / drawdown di 0,72 (7,47/10,33) ma nel grafico è riportato invece 0,60.
    Ho frainteso come calcolare quest’indicatore oppure c’è stato un errore nel riportare i valori nei grafici?
    Grazie ancora per la tua disponibilità!

    1. Grazie per l’apprezzamento Max!
      Non hai affatto frainteso: il rapporto rendimento / drawdown si calcola dividendo il rendimento medio di periodo per il massimo ribasso di periodo. Nell’articolo era stato commesso un errore: capita senza avere un addetto alla revisione dei calcoli 😅.
      Ti ringrazio per la segnalazione.

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