LA MEDICINA PER CAPIRE COME APPROCCIARSI AI SOLDI

La maggior parte di noi, in modo più o meno accentuato, vive un rapporto conflittuale con i propri soldi. Si parla spesso dell’eterno conflitto tra paura e avidità, tra gioia e rimpianto. Guadagniamo troppo poco quando il mercato sale,  perdiamo troppo quando il mercato scende.
In questo articolo cercheremo di capire quale sia il percorso da seguire per impostare un rapporto più sereno con i propri soldi e con i propri investimenti. Non proporremo nessuna  asset allocation miracolosa ma, piuttosto, cercheremo di capire quale sia il modo migliore per impostare un rapporto ragionevole con i propri soldi ed, eventualmente, con chi li gestisce

I soldi come mezzo per raggiungere i propri obiettivi

Nell’ambito della consulenza e della pianificazione finanziaria, uno dei concetti più forti ed efficaci è quello che vede i soldi come mezzo per raggiungere i propri obiettivi di vita:
garantire studi adeguati ai figli, integrare (o creare) una pensione, comprare una barca e fare un giro intorno al mondo, vivere di rendita e chissà cos’altro ancora.
Come fare emergere gli obiettivi e come riuscire a percepirne l’importanza è tutt’altro che semplice. 
Ancora più complesso è comprendere la propria predisposizione a raggiungerli, questi obiettivi: talvolta l’impegno richiesto è tale da diventare ingiustificabile. 
Nono si tratta, semplicisticamente, di accontentarsi ma, piuttosto, di capire che si può conquistare un adeguato livello di soddisfazione grazie ai propri soldi senza necessariamente aver centrato i modelli di successo impsti dalla società moderna.
Si può tranquillamente sentirsi felici senza esser diventati manager di azienda, atleti professionisti, o brillanti imprenditori (in questo articolo alcune indicazioni per individuare quali possono essere alcuni obiettivi fondamentali).

Vediamo più in dettaglio cosa sta dietro a questo concetto basilare e come impostare un rapporto sereno con i propri soldi e con i propri investimenti.

Dalla medicina alla finanza: come curare i nostri soldi

Salute, affetti e soldi. Molti di noi non avranno difficoltà ad ammettere che queste sono le tre priorità nella vita di ognuno di noi.
E’ curioso come si possano riscontrare molte analogie tra come curiamo la nostra salute e come curiamo i nostri soldi.
Per buona parte del ‘900, in campo medico, la convinzione diffusa era che il compito del dottore fosse quello di curare il paziente. Ciò che il paziente poteva pensare delle cure somministrate aveva scarsa rilevanza.
Questo approccio si fondava sulla convinzione che la priorità di ogni paziente fosse quella di essere curato e che esistesse un unico modo corretto per curare ogni paziente.
Che senso aveva dunque condividere un piano terapeutico con il diretto interessato?
Il potenziale disagio che la terapia avrebbe potuto provocare al malato non aveva nessuna importanza. L’obiettivo era semplicemente di raggiungere la guarigione.

Ad esempio forse non tutti sanno che la febbre alta, che oggi ci risulta insopportabile, in passato è stata utilizzata come un vero e proprio piano terapeutico.

All’inizio degli anni venti, lo psichiatra austriaco  Julius Wagner Jauregg scoprì, infatti, un fenomeno noto ai medici da secoli ma mai compreso completamente: la febbre alta aiuta il nostro corpo a contrastare le infezioni.
In particolare  Wagner capì che forti stati febbrili stimolavano la guarigione di pazienti affetti da sifilide. Così iniziò a somministrare vere e proprie terapie febbrili ai malati che avevano contratto il morbo della sifilide iniettando loro il parassita della malaria che poteva essere curata in un secondo momento con il chinino.
La “malarioterapia” gli valse l’assegnazione del premio Nobel nel 1927.
Fortunatamente di lì a poco fu scoperta la penicillina che, dai primi anni 40, iniziò ad essere somministrata ai pazienti consentendo di mettere definitivamente da parte i piani terapeutici di Wagner. In ogni caso  Wagner è stato il primo medico della storia che ha dimostrato la capacità della febbre di guarire le infezioni: è scientificamente dimostrato che l’aumento della temperatura corporea fino a 40 gradi contribuisce ad attivare il sistema immunitario e ci aiuta a combattere i virus.
Allora perché ci ostiniamo a contrastare la febbre con tachipirina, aspirina e farmaci analoghi?

Per quanto la febbre fornisca beneficio nella lotta alle infezioni, è sgradevole (per gli uomini molto più che per le donne: se sei un maschio adulto probabilmente la troverai insopportabile già sopra i 37 gradi).
La febbre ci fa soffrire e l’obiettivo di un buon medico non dovrebbe essere soltanto quello di curare la malattia ma anche di alleviare la sofferenza del paziente e rendere la terapia sopportabile.
La medicina moderna ha spostato l’attenzione dalla cura della malattia alla cura del paziente: oggi il medico condivide le possibili terapie con il paziente e lascia che sia lui a decidere. Tanto più grave e la patologia tanto più importante è questo passaggio.
Non esiste un piano terapeutico universalmente giusto anche per pazienti identici da un punto di vista patologico.
Le persone hanno una diversa tolleranza agli effetti collaterali e quindi, una volta che vengono pienamente informate, avranno la possibilità di scegliere la terapia più sostenibile anche se, magari, implicherà risultati più lenti o, addirittura, peggiori.

Questo è esattamente l’approccio con cui le persone dovrebbero essere guidate a pensare ai propri soldi.
Il modo migliore per ottenere alti rendimenti e raggiungere gli obiettivi più ambiziosi  è investire interamente in azioni, dilatando al massimo la propria prospettiva temporale e infischiandosene dei ribassi del breve termine.
Quindi? Investiamo il 70, l’80, il 100% dei nostri soldi in azioni?

Come nella medicina, in finanza non esiste un unico modo universalmente giusto per massimizzare il rapporto rischio/rendimento di un portafoglio. Due investitori razionali, della stessa età, con stesse disponibilità e obiettivi, possono giungere a conclusioni opposte su quale sia il portafoglio più adatto a loro.
Per una persona normale subire i mercati che salgono e scendono è emotivamente stressante, anche se tecnicamente è funzionale al raggiungimento di  obiettivi più ambiziosi.
Così come la terapia per curare patologie più o meno gravi non è universale, non lo è neppure la strategia per raggiungere uno o più obiettivi di vita.

La terapia più efficace: somministrare consapevolezza

Quando si parla di investire i propri soldi, uno degli aspetti fondamentali è riuscire a farlo con consapevolezza.
Molti investitori accettano concetti come il lungo termine, la possibilità di imbattersi in mercati ribassisti o, peggio, in bolle speculative, la natura probabilistica dei mercati, eppure in molti casi non riescono a mettere in pratica queste nozioni.
E’ qui che sta la differenza tra capire e comprendere: capire a livello logico il funzionamento dei mercati non significa riuscire a comprenderlo unendo le riflessioni alle emozioni.

L’investitore consapevole è quello che ha compreso, nel bene e nel male, cosa può aspettarsi dai mercati e ha organizzato il proprio portafoglio in modo da non doversi trovare ad affrontare situazione che non può gestire.

Cosa significa questo in pratica?

Per chi ha un orizzonte temporale di lunghissimo termine (oltre i 20 anni), la scelta migliore sarà quasi sicuramente un portafoglio 100% azionario che, storicamente, ha restituito mediamente un rendimento tra il 9 e il 10% annuo
Tuttavia, pochi investitori, pur disponendo di un orizzonte temporale adeguato, sono in grado di gestire un portafoglio 100% azioni. Perché?

Questi sono i rendimenti migliori e peggiori che puoi aspettarti da un portafoglio totalmente azionario e uno bilanciato (50 azioni, 50 obbligazioni) su diversi periodi di tempo.

In un anno le cose possono andare bene o male per entrambe le opzioni:

RENDIMENTI 1 ANNO MIGLORE VS PEGGIORE
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in dollari

Poco importa: dopotutto sei un investitore di lungo periodo e non ti soffermi certo sui risultati a un anno.

Dopo 5 anni le cose cambiano in meglio ma, nel caso tu sia sfortunato, con il portafoglio totalmente azionario il tuo bilancio sarà ancora pesantemente negativo, con un portafoglio bilanciato positivo, seppur di poco:

RENDIMENTO 5 ANNI MIGLIORE VS PEGGIORE
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in dollari

In ogni caso tu sei un investitore disciplinato che guarda al lungo termine: una performance annua del -6% non ti distoglie dalla tua lungimiranza.

Purtroppo, scopri di essere particolarmente sfortunato: dopo 10 anni quale portafoglio avresti voluto detenere?

RENDIMENTO 10 ANNI MIGLIORE VS PEGGIORE
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in dollari

Il portafoglio totalmente azionario continua a muoversi in territorio negativo.
A questo punto, nella mente dell’investitore più disciplinato,  inizia a insidiarsi l’orrendo dubbio”: “E se questa volta fosse diverso?”.
Mentre ti trovi a fare i conti con l’incertezza, Bloomberg, una delle testate finanziarie più autorevoli, se ne esce con questa copertina:

Che fai?

Un investitore consapevole non si limita a organizzare il portafoglio sulla banale semplificazione: “nel lungo termine l’azionario sale sempre”.
“Consapevolezza” significa aver acquisito quel livello minimo di conoscenza indispensabile per prepararsi  ai momenti più difficili. Ci saranno sempre momenti difficili e non sarà sufficiente disporre di un buon portafoglio. La capacità di superarli è anche funzionale al  livello di conoscenza maturato.
Secondo Howard Marks, autore  fondatore della società di gestione statunitense Oaktree Capital Management, la pazienza di un investitore va di pari passo con la sua conoscenza.
Per mantenere un atteggiamento “paziente” è fondamentale prepararsi ad affrontare al meglio il “caso peggiore” che può essere gestito in due modi:

  1. Con il market timing (auguri!🤞);
  2. Con una corretta pianificazione.


contatta David Volpe

Come pianificare consapevolmente il tuo futuro

Una volta appurato che la consapevolezza è uno dei migliori strumenti di difesa contro i capricci dei mercati, questi sono alcuni accorgimenti per impostare un buon rapporto con il proprio portafoglio.

  • Impara ad essere umile quando le cose vanno bene e comprensivo quando vanno male.
    Umiltà e comprensione sono facce della stessa medaglia offerta dai mercati che, soprattutto, nel breve termine possono portare a risultati opposti.
    Si può aver organizzato il proprio portafoglio in modo accurato e ottenere rendimenti adeguati, così come l’approssimazione può generare rendimenti eccezionali. Difficile quantificare quanta parte dei dei risultati ottenuti dipende dalla nostra abilità e quanta dal contributo dei mercati.
    Quanto prima accetterai  questa verità, tanto più serenamente vivrai il rapporto con il tuo portafoglio.
    Questo concetto è ben riassunto nelle frasi di due giganti del mondo della finanza:

    Non puoi sentirti in diritto di ottenere rendimenti elevati soltanto perché hai fatto le cose giuste. Aswath Damodaran

    Sii umile o i mercati troveranno il modo di umiliarti

    Charlie Bilello

  • Trova il portafoglio che massimizzi le ore di sonno e non i rendimenti.
    In una vecchia intervista al Wall Street Journal, il fondatore di Vanguard John Bogle  dichiarò: “Il mio portafoglio è composto per il 50% da azioni e per il 50% da obbligazioni e passo metà del mio tempo a preoccuparmi del perché ho così tante azioni e l’altra metà a preoccuparmi del perché ne ho così poche.
    C’è chi non riesce a dormire se non ottiene rendimenti elevati e chi passa notti insonni per la preoccupazione di non avere un portafoglio sufficientemente prudente.
    E’ giusto che le azioni e, più in generale, gli “asset rischiosi” ti piacciano perché, alla lunga, restituiscono rendimenti più elevati. Ma un portafoglio rischioso è difficile da mantenere perché implica un aumento delle preoccupazioni.
    Prima di esser sicuro di aver trovato la tua allocazione ideale domandati sempre se ti aiuterà a dormire bene la notte.
  • Puoi sbagliarti spesso e avere successo lo stesso.
    Qualunque sia il modo in cui  hai organizzato il tuo portafoglio, devi far la pace con l’idea che molte delle tue scelte non funzioneranno come ti saresti aspettato
    Spesso i mercati si fanno beffa delle decisioni basate sul buonsenso. Non dovresti farci molto caso. I piccoli errori non sono un problema perché si rimediano da soli con il tempo. Sono i grandi errori che devi cercare di evitare (come le scommesse inconsapevoli). Valuta sempre la bontà del tuo portafoglio sull’andamento complessivo e non sui singoli tasselli che lo compongono.
    Possono esserci molte posizioni in modesta perdita e poche che hanno ottenuto risultati straordinari. Se il portafoglio è ben costruito, verrà il momento in cui anche gli elementi che ti hanno deluso esprimeranno il proprio potenziale: ricordati sempre della mean reversion (ciò che è ha sottoperformato in passato tende a sovrapreformare in futuro e viceversa).
  • Il tuo denaro, il tuo portafoglio sono un mezzo
    I soldi sono il mezzo per coronare obiettivi di vita più o meno ambiziosi. Un obiettivo comune a molti di noi è avere più tempo da dedicare alle nostre passioni, ai nostri affetti, a ciò che ci dà soddisfazione.
    I soldi dovrebbero essere visti, principalmente, come lo strumento che ci aiuta a fare ciò che vogliamo, quando lo vogliamo e con chi vogliamo (ne abbiamo parlato in questo post.)

  • Il successo ha un costo, non si può pretendere di ottenerlo gratis
    Tutte le cose che valga la pena possedere, tutte le esperienze che valga la pena vivere hanno un costo. Tutto ciò che ha un valore ha un prezzo. Questo vale anche nel mondo degli investimenti. Attenzione che in finanza il cartellino del prezzo non è ben visibile. Il costo da pagare si cela sotto l’incertezza, il dubbio, il rimpianto che, puntualmente, il mercato ci presenta al momento del pagamento.
    E’ importante considerare questo prezzo equo altrimenti si cadrà vittima della tentazione di raggiungere il successo gratuitamente.
    Cercare di  ottenere qualcosa senza pagare il prezzo si chiama “furto” e, raramente, è un’attività che va a finire bene (ne abbiamo parlato in questo post).

Conclusioni

La tecnica serve al 30% e non è difficile da imparare, il restante 70% dipende da noi e dalla nostra “testa”.

Gann

Investire soldi reali è molto diverso che pianificare  l’investimento con un backtest: quando pensiamo a come costruire un portafoglio solido dobbiamo tener ben presente quanto è importante il ruolo giocato dall’emotività.
Non è sufficiente che una strategia sia in linea con un determinato impegno temporale, con il profilo di rischio, con il patrimonio complessivo. Deve essere, prima di tutto, emotivamente sostenibile.
Nel mondo della consulenza, uno dei compiti più difficili è, appunto, sapersi muovere lungo il confine tra ciò che rientra nella zona di comfort dell’investitore e ciò che può massimizzare il risultato per quello stesso investitore.

Questo post è ispirato all’articolo “How to talk to people about money” di Collaborative Fund

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1 Comment

  1. Grande David! Capire la differenza tra prezzo e valore é alla base di tutto. Ad esempio la propria casa ha un prezzo che oscilla ogni giorno, ma nessuno lo osserva perché vive il suo valore! Buona domenica

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