Negli ultimi giorni ha destato molto interesse una grande scommessa piazzata da grandi investitori ai danni dell’Italia.
Le turbolenze politiche e la dipendenza dalle importazioni di gas russo renderebbero il nostro paese particolarmente vulnerabile a shock finanziari.
Lo stato di evidente difficoltà del Belpaese sembra così aver attratto l’attenzione di speculatori professionisti senza scrupoli pronti a condannarci alla bancarotta pur di fare soldi facili.

Cosa si nasconde davvero dietro alla scommessa degli hedge fund?

Cosa significa “aprire posizioni ribassiste contro l’Italia”?

E’ forse a rischio la stabilità finanziaria del nostro Paese?

Nell’articolo di oggi cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulla questione.

Come funziona la scommessa degli hedge fund

Iniziamo col dire che gli hedge fund sono fondi di investimento gestiti da società specializzate con l’obiettivo di ottenere guadagni costanti grazie all’ampia libertà nella scelta delle strategie di investimento.
Una delle facoltà degli hedge fund è proprio quella di scommettere al ribasso su una determinata attività di investimento. In parole semplici, riuscire a guadagnare sfruttando il ribasso di un asset.

In questo caso l’asset individuato è il debito pubblico italiano, cioè i titoli di stato.
In un suo recente articolo, il  Financial Times, evidenzia come molti hedge fund abbiano preso in prestito un ingente ammontare di BTP italiani per eseguire vendite allo scoperto.
Cosa significa?

Proviamo a spiegare l’operazione di vendita allo scoperto.

L’hedge fund prende in prestito BTP da un’altra istituzione finanziaria esattamente come si può prendere in prestito una somma di denaro. Quindi il legittimo proprietario dei BTP in cambio riceverà un interesse.

Una volta ottenuti i BTP, l’hedge fund li venderà (ipotizziamo a un prezzo di 90) confidando in un imminente ribasso delle quotazioni.

Una volta che le quotazioni saranno scese (ipotizziamo a 85), l’hedge fund comprerà nuovamente i BTP per renderli al legittimo proprietario.

In questo modo l’hedge fund ha incassato un guadagno pari alla differenza tra il prezzo di vendita (90) e quello del riacquisto (85).

L’ammontare di BTP che gli hedge fund hanno preso in prestito per seguire questa strategia ha raggiunto il livello più alto dal 2008: 39 miliardi di dollari.

Come puoi vedere l’ammontare di BTP in prestito per speculare al ribasso sull’Italia ha raggiunto i livelli del 2008 (ed è ben superiore a quello raggiunto nel 2011 ai tempi della vera crisi dello spread).

L’Italia è dunque sotto attacco speculativo?

Le temute conseguenze per l’Italia

Cerchiamo adesso di capire, in pratica, quali sono i danni che gli hedge fund potrebbero infliggere all’Italia.
Abbiamo detto che gli hedge fund scommettono su un ribasso delle quotazioni dei titoli di stato italiani. Questa strategia rischia di diventare una profezia che si autoavvera:

  1. Gli hedge fund prendono in prestito grandi quantità di titoli di stato per venderli prontamente;
  2. La vendita massiccia di Btp ne fa scendere bruscamente il prezzo (per la banalissima legge della domanda e dell’offerta: tanti venditori e pochi compratori = prezzi che scendono);
  3. La discesa dei prezzi dei Btp ne determina l’immediato aumento dei rendimenti;
  4. Lo stato per piazzare in nuovi titoli sarà  costretto a offrire un rendimento più elevato (spiego il meccanismo in questo articolo);
  5. Il rialzo dei rendimenti sui titoli di stato finisce per rendere insostenibile il pagamento degli interessi e l’Italia dichiara default.

Questa è ovviamente la teoria dietro all’ipotesi della “scommessa” ai danni del nostro paese.

L’Italia è davvero sotto attacco?

I numeri certo danno da pensare.
Aumenta la percezione dell’esistenza di una lobby finanziaria in grado di mettere in ginocchio interi paesi  in nome del profitto.
Possibile che non ci siano autorità in grado di controllare  mercati malati dove domina la speculazione?

Intanto credo valga la pena mettere i fatti e i numeri nella giusta prospettiva.
Nel 2008 il debito pubblico italiano ammontava a circa 1.700 miliardi (semplificando un po’, possiamo dire: debito pubblico = ammontare di titoli di stato in circolazione).
Oggi è cresciuto a circa 2.700 miliardi : è ovvio che i 39 miliardi di “scommesse” ribassiste oggi hanno un peso e un significato decisamente diverso.

In generale quando i giornali parlano di scommesse ribassiste da parte di hedge fund è consigliabile non affrettarsi a caricare la notizia di significato .
Molto spesso queste operazioni sono soltanto una parte di strategie molto più complesse che hanno ben poco a che vedere con le probabilità di default di un paese.

Un esempio tipico sono le strategie di arbitraggio cosiddette long/short che consistono nell’accoppiare  due asset class per guadagnare sul loro differenziale di rendimento.
Cerchiamo di comprenderne il funzionamento  di massima semplificando un po’ e tralasciando tecnicismi ben più complessi:

Torniamo al caso della scommessa sui BTP.
Ipotizziamo che l’hedge fund abbia individuato 2 paesi europei i cui titoli di stato hanno potenzialità diverse.
Secondo l’analisi dell’hedge fund, nei prossimi 3 mesi il titolo di stato francese farà meglio del titolo di stato italiano. 
Seguendo una strategia long/short sui titoli di stato dei due paesi l’hedge fund riuscirà a guadagnare sulla loro differenza di rendimento nei prossimi tre mesi secondo questo schema:

  • performance del titolo di stato italiano nei prossimi 3 mesi: – 3%;
  • performance del titolo di stato francese nei prossimi 3 mesi: – 1%

Entrambe le performance sono negative ma il titolo di stato francese ha, comunque, fatto meglio.
La strategia long/short consentirà all’hedge fund di portare a casa un rendimento del 2%.

Non c’è nessun attacco a nessun paese né nessun operatore che si arricchisce innescando il default di una nazione.
Si tratta di operazioni di arbitraggio che sfuggono alle logiche di chi segue approcci tradizionali.

Conclusioni

In tempo di crisi, gli intelligenti cercano soluzioni. Gli imbecilli cercano colpevoli

Totò

L’Italia attraversa certamente un periodo non facile:
una crisi energetica con l’autunno alle porte, l’instabilità politica, la vicinanza all’area del conflitto ucraino sono tutti elementi che lasciano presagire l’arrivo di sfide impegnative.

Sarebbe superficiale cercare nei mercati finanziari la causa dei nostri problemi: le teorie del complotto possono sembrare intriganti ma sono poco realistiche.
Se davvero la situazione del nostro paese dovesse aggravarsi (con conseguenze sul costo per gli interessi sul debito pubblico) potremo comunque contare comunque  sull’intervento della (tanto odiata) Bce che ha risorse ampiamente sufficienti per difenderci  da qualsiasi attacco evitando la frammentazione dell’euro 🤞.

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1 Comment

  1. …parlando in ambito di finanza e mercati quando esce una notizia iil fatto è già successo, quindi la condizione endogena già nei prezzi (conseguenza reale), mentre quella esogena (emotività o speculazione) si riassorbe ad una nuova big news negativa. A differenza del celebre Totò con la sua frase mitica, io posso dire che quando sei ininfluente è meglio ignorare e proseguire lasciando inalterate le scelte fatte. Da qui la diversificazione, se hai nel tuo portafoglio il giusto peso sul rischio Italia, puoi stare ad osservare ed attendere, difficile poter fare scelta migliore, al massimo sarai meno ricco ma non povero! Parere personale. Buona domenica grande David!

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