MARKET TIMING

Inutile negare l’evidenza: sui mercati incombe una mole di notizie negative sempre più pesante che trova pochi precedenti nella storia.
Un conflitto che assume connotati sempre più preoccupanti, un’inflazione fuori controllo, i colpi di coda della pandemia in Cina e, per finire, banche centrali sempre più ostili ai mercati dipingono prospettive decisamente cupe.

Mi capita sempre più spesso di confrontarmi con lettori e investitori che, giustamente, cercano risposte per riuscire a navigare mercati finanziari mai così incerti.

In questo articolo vedremo quale sia l’approccio più idoneo per la gestione dei propri investimenti in un periodo a dir poco complesso.

Incertezza senza precedenti, ovvero, i precedenti dell’incertezza

Credo che l’aspetto più preoccupante di questa fase non sia tanto la gravità di un evento avverso quanto la concomitanza di più fattori. Ognuno di questi potrebbe non sembrare così devastante (ovviamente in termini economici e non umanitari), ma presi nel loro insieme potrebbero compromettere significativamente economia e portafogli di investimento.

Sembra davvero difficile ricordare una simultaneità di fattori negativi.
Essere confusi in questo momento è perfettamente normale. Ci sarebbe da stupirsi del contrario.
Siamo preoccupati e tendiamo a concentrare la nostra attenzione e le nostre energie sull’obiettivo più importante: salvare i nostri soldi dal pericolo maggiore.

La prima difesa che mettiamo in atto è attingere notizie da fonti di informazione più o meno affidabili. Guarda caso quando le crisi incombono, le notizie aumentano l’intensità di trattazione degli eventi.
E quando siamo in ansia tendiamo a dare una maggiore attenzione alle informazioni negative che ci mettono in guardia dai rischi e dalle possibili conseguenze delle crisi.

MERCATI FINANZIARI INCERTI

Così polarizziamo la nostra attenzione sul presente e dimentichiamo  le angosce passate  che hanno travolto il nostro cammino di investitori.

Come primo passo dovremo prendere coscienza che “l’incertezza è l’unica certezza” (cit.).
Questa immagine aiuta a mettere le cose in prospettiva. Rapporta  il grafico dell’S&P500 con gli eventi negativi più significativi degli ultimi 22 anni (da quando è iniziato il bull market più lungo della storia):

Ogni ribasso passato sembra un’opportunità, ogni ribasso futuro sembra un rischio

cit.

Non è stato certo un periodo noioso: a ben guardare le ragioni per scendere dal toro non sono mancate: crisi del debito pubblico (2011), default greco (2012), shutdown negli Stati Uniti (2013, 2019), virus dell’Ebola, la Brexit (2016), La guerra commerciale (2018), lo shock sul mercato dei repo statunitense, la pandemia globale con tutte le varie ondate e le varianti immuni al vaccino, l’assalto dei manifestanti al parlamento americano e, adesso, il tragico conflitto in Ucraina (ho volutamente omesso di citare tutti i conflitti che, purtroppo, hanno preceduto quello attualmente in corso).
Ognuno di questi eventi si è risolto dopo correzioni più o meno drammatiche ma, sicuramente, destabilizzanti anche per i più scaltri:

Ogni crisi, ogni ribasso è sempre diverso dai precedenti. Stiamo sicuramente vivendo un periodo difficile in termini finanziari e tragico in termini umanitari.
Sarebbe, tuttavia, un grave errore credere che ci siano stati periodi di relativa certezza e tranquillità per gli investitori.

Il potere del “Non lo so”

Investire bene è semplicissimo, in fondo, basta imparare (prima possibile) a non fare sciocchezze  per buona parte del tempo cercando un rendimento che non si troverà.

cit.

La fiducia in se stessi e nelle proprie capacità è una buona cosa nella maggior parte delle attività della nostra vita.
Negli investimenti, invece, no. Almeno per quanto riguarda gli investitori non professionali.

Quando il dubbio domina lo scenario , freneticamente cerchiamo aggiornamenti, notizie, soluzioni che ci diano certezza e sicurezza.
E più indaghiamo e più cerchiamo fonti che sostengano le nostre tesi su ciò che potrebbe accadere. Finiamo, così, per credere di poter prevedere il futuro: quello che faranno i mercati, dove andranno i tassi di interesse, cosa farà l’inflazione ecc..

E’ il cosiddetto effetto Dunning-Kruger: sopravvalutiamo le nostre capacità di leggere i dati e di fare pronostici. 

MERCATI FINANZIARI OVERCONFIDENCE

La nostra irresistibile tendenza a costruire narrazioni coerenti con il passato ci rende difficile accettare l’impossibilità di prevedere il futuro.

Non lo so.

Sono queste le tre parole più importanti che raramente si sentono quando si parla di investimenti.
Il futuro è impossibile da prevedere e avere l’umiltà di ammetterlo è molto difficile.
Crediamo che aver vissuto qualche sciagura finanziaria ci abbia reso capaci di intuire l’andamento dei mercati finanziari:
“L’idrogeno sarà il combustibile del futuro, il prezzo delle  materie prime scenderà, l’oro sostituirà le obbligazioni,  l’inflazione esploderà, i tassi saliranno sì, ma non troppo, il mondo si deglobalizzerà e arriverà la recessione…”

Quando si tratta di fare previsioni dobbiamo essere capaci di dirci “Non lo so”.

Proviamo a mettere in pratica questo concetto.
Prendiamo in considerazione alcune delle domande più frequenti a cui pensiamo di riuscire a dare risposta sulla base delle nostre conoscenze: 

  • Dove saranno i mercati azionari alla fine dell’anno? Non lo so;
  • Dove sarà il prezzo delle obbligazioni alla fine dell’anno? Non lo so;
  • L’inflazione è transitoria o persistente? Non lo so;
  • Quante volte le banche centrali alzeranno i tassi? Non lo so;

Non ti è dato sapere se siamo alla vigilia del declino del mercato rialzista o se stiamo assistendo a una “breve” fase correttiva.
Non potrai mai sapere in anticipo se il mercato azionario USA continuerà a essere il più forte o se si prepara la rivincita dei mercati emergenti. Non sai se arriverà la recessione o la stagflazione.

E proprio perché sai di non sapere puoi fare soltanto due cose:

contatta David Volpe

Conclusioni

Esistono tre strategie di investimento legali : puoi essere più intelligente degli altri. Puoi essere più fortunato degli altri. Oppure puoi essere più paziente degli altri. Conosci il tuo vantaggio e quanto è difficile mantenerlo.

Morgan. Housel

L’umiltà è la dote più preziosa dell’investitore: ammettere di non poter comprendere l’andamento delle asset class è il primo passo verso il successo.
Riuscire a dirsi “Non lo so” ti aiuterà a diversificare il tuo portafoglio su un orizzonte di lungo termine tenendoti alla larga da scommesse che sembrano sicuramente vincenti. 
Ogni volta che prendiamo una decisione di investimento illudendoci di capire ciò che accadrà, finiamo inevitabilmente per commettere un errore (mediamente piuttosto grave).

Articolo liberamente ispirato al post di Compound Advisors “I dont’t know”.

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2 Comments

  1. Buona domenica David, personalmente ti invito a riflettere che nel ciclo di un investimento non possiamo dare troppo risalto a 4 mesi negativi! La profondità del ribasso dei singoli portafogli è relativa agli obiettivi degli stessi, visto che nel 2022 come nel 2018 la diversificazione nel brevissimo non sta funzionando, basta rimanere fermi ed evitare di farsi influenzare dal rumore, a volte esaltato anche per interesse (sicuramente non nel tuo caso) e tutto ritorna nella media. Tu non devi sapere cosa fanno i mercati, ma cosa fai tu nel mercato, questo il mio pensiero. Unico suggerimento da semplice risparmiatore non qualificato è di verificare nei fondi obbligazionari attivi detenuti se i ribassi sono dovuti solo alle oscillazione dei prezzi del sottostante oppure accentuati dalle liquidazioni che hanno superato la liquidità disponibile, questo vale sia per quelli meno liquidi a minore capitalizzazione che per quelli di nicchia usati dagli istituzionali. Dai!

    1. Non fare nulla sono le tre parole più potenti – e sottoutilizzate – negli investimenti.
      La voglia di agire ha trasferito, una quantità inconcepibile di ricchezza, dagli investitori ai broker…!!” (Morgan Housel)

      In realtà, credo che i movimenti di mercato di questo primo quadrimestre del 2022, abbiamo rappresentato una buona occasione per ribilanciare TRA asset class (da materie prime verso azioni) e ALL’INTERNO delle asset class (da bond cinesi a bond globali/europei/emergenti/Treasury).

      Al netto di questa mia considerazione convengo con la tua giusta riflessione: “Cosa sono in fondo 4 mesi di ribasso per un percorso di investimento di medio lungo termine?”.

      Resta il fatto che la discesa simultanea di bond e azioni sta mettendo a dura prova il modello di portafoglio più diffuso: il portafoglio 60/40 (o 40/60 in ottica europea).
      Il portafoglio bilanciato classico ha fatto registrare il peggior declino dal 2008.
      Nulla di cui scandalizzarsi. Tuttavia gli ultimi anni di attivismo delle banche centrali hanno fatto dimenticare a molti investitori (e a molti speculatori improvvisati) quanto la volatilità possa impattare sulle oscillazioni del portafoglio.
      Quando si è “psicologicamente sollecitati” si finisce immancabilmente per darsi all’attivismo distruggendo valore.
      Un caro saluto Luca.

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