Investire nel 2020: la migliore strategia con la diversificazione

Ci siamo lasciati la scorsa settimana con la promessa di darvi tutte le indicazioni pratiche per ottenere la migliore strategia di investimento per il 2020.

La parola d’ordine di questo nuovo anno e direi, senza molti dubbi, di quelli a venire, sarà “diversificazione” perché sarà lo strumento che permetterà di raggirare senza rimpianti l’era dei tassi zero e la sensazione di incertezza che questi si portano dietro.

C’erano una volta i titoli di stato, le obbligazioni e altri investimenti sicuri (o ritentuti tali) che garantivano rendimenti accettabili e proteggevano il capitale. Tutto insieme in un unico, semplice investimento.

Una volta…oggi non più: da quando le banche centrali hanno portato i rendimenti a zero o addirittura in territorio negativo (leggi l’approfondimento) , il mondo finanziario ed i risparmiatori hanno perso molte delle loro certezze.

La risposta alla domanda che molti risparmiatori oggi si fanno, e cioè, come investire nel 2020, vede una sola parola come risposta: Diversificare. Suddividere cioè  il proprio patrimonio in più attività di investimento per evitare che venga influenzato dall’andamento di un singolo fattore.
Così facendo, infatti,  una potenziale tendenza negativa di un’attività sarà controbilanciata dalla tendenza positiva di un’altra componente del portafoglio. 

Piano di investimento per il 2020: Come ottenere il massimo contenendo i rischi

Procediamo senza indugi e vediamo come sia possibile ottenere il massimo per il nostro portafoglio sfruttando le regole della diversificazione.

La chiave per investire con profitto è, prima di tutto, quella di suddividere il proprio patrimonio in più parti ed associare ad ognuna di esse un obiettivo di rendimento da raggiungere in un determinato tempo (ricordandosi sempre che finanziariamente ad un tempo maggiore corrisponde un rendimento maggiore).

Per esemplificare il tutto prendiamo un capitale di 100.000€ (che voi potrete sostituire con quello a vostra disposizione,  non importa quanto meno o quanto di più avrete) andando ad individuare le esigenze più comuni e i relativi prodotti di investimento più congeniali al raggiungimento dell’obiettivo:

Breve termine –  Obiettivo: disponibilità per gli imprevisti

Dato che la prima regola del bravo investitore è quella di utilizzare soltanto il capitale di cui si ha la ragionevole certezza di non aver bisogno, è consigliabile mantenere una parte del capitale disponibile per far fronte ad esigenze impreviste.
Inoltre mantenere svincolata una certa somma può essere utile per cogliere eventuali opportunità d’investimento future, qualora dovessero cambiare le condizioni di mercato.

Quindi, fatto salvo il capitale necessario per le spese ricorrenti che ovviamente rimarrà su un conto corrente, lo strumento che oggi si adatta meglio a soddisfare questo tipo di esigenza è il conto deposito cioè un particolare conto corrente dove il titolare vincola per un periodo di tempo relativamente breve il proprio capitale (6, 12, 18, 34, 36 mesi) in cambio del pagamento di un interesse.
In questo modo la somma sarà comunque disponibile entro brevi periodi per far fronte ad esigenze impreviste o impegni pianificati.

Capitale destinato: € 16.000 – durata: 12 mesi. Rendimento annuo: 1%

Medio termine – Obiettivo: tutela completa del capitale

In ogni portafoglio diversificato è necessario destinare una parte del proprio patrimonio a strumenti d’investimento che, a fronte di rendimenti scarsi, siano in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza

Questo perché mettere al sicuro parte dei propri risparmi permette, per la restante parte del capitale, una maggiore tranquillità psicologica nella scelta successiva di prodotti con rischio più elevato, e quindi con un ritorno di investimento più alto. 
Possiamo utilizzare per questo obiettivo una polizza vita tradizionale (cosiddette “ramo I”) che, in caso di crisi dei mercati, è in grado di mantenere  il capitale al riparo dall’eventuale tempesta.
Per questo genere di prodotti la compagnia assicurativa è, infatti, tenuta a mantenere la garanzia del capitale a prescindere dall’evoluzione delle condizioni di mercato.
L’elevato livello di protezione va a scapito del rendimento che, difficilmente, potrà attestarsi sopra l’1,5% (leggi l’articolo di approfondimento de “il Sole 24″ ).

Capitale destinato: € 30.000 – durata: 5 anni  – rendimento annuo: 1,5%

Lungo termine – Obiettivo Rendimento e rivalutazione del capitale

Azioni

Per ottenere rendimenti interessanti avendo a disposizione un arco temporale relativamente  lungo possiamo finalmente utilizzare strategie costruttive per le componenti di portafoglio più redditizie e più rischiose.
In altre parole: investire nei mercati finanziari.
L’accezione “rischioso” non sta a significare “punto tutto sul rosso”, con il rischio del 50% che “il banco vinca”.
La storia insegna che i mercati sono sicuramente instabili nel breve periodo ma, a differenza della roulette, sono in grado di remunerare chi ha la pazienza e la “costanza” di rimanere in gioco.

Vediamo, per esempio, la rivalutazione nel tempo di € 10.000 investiti in un portafoglio bilanciato:

Come vedete, la principale opportunità di rendimento nel lungo termine, oggi più che mai, è rappresentata dall’investimento azionario. Nell’esempio il capitale si è rivalutato di quasi il triplo.

 
Le azioni rimangono lo strumento di investimento migliore per generare ricchezza nel tempo (leggi il post dedicato: perché devi investire in azioni).

Quella che segue è la rappresentazione grafica dei rendimenti a 1,5,10 e 20 anni registrati dal mercato azionario più longevo: quello americano.

MERCATO AZIONARIO ANDAMENTO RENDIMENTI

Quindi, considerando un profilo di investimento conservativo, sarà opportuno destinare all’investimento azionario il 20% del capitale a disposizione:

Capitale destinato: € 20.000 – durata: 10 anni – rendimento: 4,1% (come riferimento è stato utilizzato il rendimento minimo annuo realizzato nel periodo a 10 anni).

Investimenti alternativi

Le forme di investimento alternative, cioè diverse da azioni, obbligazioni e titoli di stato, costituiscono un importante strumento di diversificazione che, se misurato secondo la propria personalità, rappresenta una straordinaria opportunità di rendimento.
Tra gli investimenti alternativi  il Private equity oggi è una componente imprescindibile per un portafoglio che si prefigga di essere remunerativo.
Si tratta di una particolare forma d’investimento che consente all’investitore di diventare un socio finanziatore di aziende non quotate in borsa partecipando agli utili e allo sviluppo di quest’ultime.
L’investimento si realizza tramite società specializzate nella selezione di aziende solide, ben avviate e con  management di elevata qualità collocate in una fase di significativo sviluppo.
Questa tipologia di investimento fino ad oggi era accessibile esclusivamente a patrimoni elevati.
Il processo di ’innovazione finanziaria e le recenti modifiche in materia di vigilanza, hanno reso questo prodotto accessibile al vasto pubblico dei risparmiatori riducendo drasticamente le soglie di accesso (€ 5.000 – leggi il post di approfondimento sul private equity).

Questi sono i rendimenti annui realizzati nel corso degli ultimi 10 anni (fonte KPMG):

RENDIMENTI PRIVATE EQUITY

Ipotizziamo di destinare a questo strumento il 10% del patrimonio:

capitale destinato: € 10.000 – durata: 10 anni – rendimento: 6,4% (come riferimento è stato utilizzato un rendimento  pari alla metà del rendimento annuo realizzato nel periodo a 10 anni)

Lungo termine – Pianificare la pensione sfruttando  l’efficienza fiscale

L’argomento della pensione è sempre molto sentito tra le persone che, giustamente, pensano al proprio futuro e a quello dei propri cari.

L’utilizzo del Fondo Pensione permette di cogliere due importanti opportunità presenti nel mondo finanziario:

  1. Prima di tutto il funzionamento del fondo pensione è in tutto e per tutto quello di un Piano di Accumulo che consente di sfruttare la strategia dell’investimento periodico e costante nel tempo, limitando così il rischio che tutto il patrimonio venga colpito da un improvviso calo.
    Il capitale crescerà, in questo modo, in maniera più lineare beneficiando della crescita di lungo termine e attenuando, invece, i rischi delle oscillazioni del breve periodo (leggi il post dedicato al Piano di Accumulo).
  2. Il fondo pensione fornisce, inoltre, un importante vantaggio rappresentando dal risparmio fiscale:  i versamenti volontari (non provenienti da TFR) destinati al fondo pensione sono deducibili dal reddito.
    Questo significa che i contributi vengono sottratti dal reddito, riducendo la base imponibile. E meno reddito imponibile significa meno imposte da pagare. 
    Ad esempio ipotizzando un reddito lordo di € 35.000, versare annualmente € 1.800 su un fondo pensione consentirebbe di ottenere un vantaggio fiscale di € 684 (riconosciuto direttamente in busta paga per i lavoratori dipendenti o in termini di risparmio d’imposta per i lavoratori autonomi – leggi il post).
    Per potenziare il rendimento nel lungo termine diventa fondamentale non cadere nella tentazione di consumare questo “bonus fiscale” ma reinvestirlo:

Capitale destinato: € 1800 € l’anno – 150€ mensili – durata: fino alla pensione – rendimento medio annuo: 4,10% + € 684 da risparmio fiscale annuo da destinare al reinvestimento (per approfondimenti scriverò a breve un post sul risparmio fiscale)

I risultati nel tempo: confronto tra investimento tradizionale e investimento diversificato

E’ arrivato il momento di tirare le somme.

Quali e quanti benefici porterà una scelta di investimento diversificata rispetto ad una allocazione tradizionale come i titoli di Stato?

Facciamo una valutazione in un arco temporale di 10 anni:

Allocazione tradizionale
(Rivalutazione del capitale investito in titoli di stato italiani – rendimenti al 7/12/2019)

CAPITALETASSO DURATA ANNICAPITALE FINALE
€ 100.0001,30%10 € 113.787

RENDIMENTO ANNUO SEMPLICE: 1,13%


Allocazione diversificata
(si suppone che conto deposito e titoli di stato vengano reinvestiti alle relative scadenze alle medesime condizioni iniziali)

INVESTIMENTOCAPITALETASSODURATACAPITALE FINALE
Conto Deposito€ 22.0001%10 anni€ 24.301
Polizza assicurativa€ 30.0001,5%10 anni€ 34.816
Azioni€ 20.0004,1%10 anni€ 29.890
Private equity€ 10.0006,4%10 anni€ 18.595
Fondo pensione€ 18.000 (€ 1.800  annui)4,1%10 anni€ 27.802
Risparmio fiscale reinvestito€ 6.840 (€ 684 annui)4,1%10 anni€ 8.582
TOTALE


€ 143.986

RENDIMENTO ANNUO SEMPLICE: 4,30%

Conclusioni

Gli obiettivi di rendimento fino ad oggi ottenibili attraverso l’investimento in titoli di stato ed obbligazioni, possono essere raggiunti soltanto accettando di inserire all’interno del proprio portafoglio anche altri asset:

questo è il motivo per cui anche chi vuole prima di tutto proteggere i propri risparmi nell’era dei tassi zero, deve considerare anche azioni ed investimenti alternativi.

In italia, purtroppo,  si tende a sovrastimare in maniera eccessiva il rischio legato ad investimenti diversi dalle obbligazioni e dai titoli di stato.
In realtà questo rischio può essere gestito e controllato utilizzando prodotti e strategie efficienti:

  1. Per realizzare un rendimento accettabile oggi è indispensabile allungare il proprio orizzonte temporale. Le soluzioni di breve termine offrono rendimenti non idonei neppure a difendere il capitale dalla svalutazione inflattiva
  2. Suddividere idealmente il patrimonio in due macro categorie: la prima per la ricerca di protezione e stabilità (realizzabile attraverso strumenti quali: conti deposito; titoli di stato e, in misura marginale, oro), la seconda per la ricerca di rendimento (azioni, piani di accumulo azionari, private equity);
  3. Mantenere una parte del proprio capitale liquida pronta ad essere riallocata qualora dovessero cambiare in senso favorevole le condizioni di mercato o comunque utilizzabile per far fronte ad esigenze impreviste;
  4. Mantenere una considerevole esposizione agli investimenti obbligazionari tradizionali che rappresentano l’asset con cui si ha maggiore confidenza. Inoltre i titoli di stato storicamente costituiscono un importante strumento di diversificazione che contribuisce a difendere patrimonio durante le fasi di instabilità finanziaria;
  5. Non concentrare l’investimento in un unico momento d’ingresso. Costruire l’esposizione azionaria in maniera graduale contribuisce in maniera notevole a ridurre i rischi e a mantenere la concentrazione ;
  6. Utilizzare strumenti d’investimento alternativi (come il private equity) che oltre a fornire un importante contributo in termini di rendimento, presentano scarsa correlazione con i mercati azionari e obbligazionari;
  7. Ricorrere a tutti gli strumenti a disposizione per massimizzare il rendimento attraverso il risparmio fiscale: i bonus accumulati potranno essere reinvestiti fornendo, a loro volta, un ulteriore contributo alla realizzazione del rendimento a scadenza;
  8. Prima di investire, fissare degli obiettivi di rendimento coerenti con gli orizzonti temporali specifici: Pensare di investire ad un anno e pretendere il 3% di rendimento oggi è poco realistico.
    Ricordarsi di attenersi al piano originario durante il percorso d’investimento ed evitare di modificare orizzonte temporale e profilo di rischio in corso d’opera;
  9. Nel caso in cui le performance siano soddisfacimenti, attuare strategie di  ribilanciamento delle asset class rafforzando la diversificazione iniziale;
  10. Continuare a leggere il blog per rimanere sempre aggiornati sulle migliori strategie di investimento! 😉

Leggi anche:

Ma cosa sono i Fondi Alternativi?

La strategia di investimento per catturare i minimi di mercato.

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