La finanza moderna promuove sempre con più convinzione la teoria dell’investimento LifeStrategy e life-cycle. L’idea è quella di far coincidere l’orizzonte temporale dei tuoi investimenti con gli anni della tua vita. Più a lungo si riesce ad investire, maggiori saranno i frutti della capitalizzazione composta.
Sarà, inoltre, necessario abbinare a  questo approccio  una progressiva riduzione dell’esposizione azionaria all’aumentare dell’età anagrafica (secondo la logicalife-cycle”).  Più “grandi” si è, infatti, minore è il tempo a disposizione per recuperare gli effetti di potenziali ribassi dei mercati.

Niente di più logico e funzionale. 

In realtà, questa strategia così razionale presenta non poche criticità quando viene applicata nella vita reale. 
In questo articolo vedremo quali sono i limiti di un razionale approccio LifeStrategy e come superarli per impostare una strategia di investimento di successo.

Destinati a cambiare

Investire a lungo termine è molto più difficile di quanto sembri. Non soltanto per una questione di disciplina e di “ansia da ribasso”.
E’ difficile perché i nostri obiettivi e i nostri desideri cambiano con il tempo.

Il problema è che tendiamo a sottovalutare il fatto che non siamo in grado di prevedere come cambieremo in futuro e come cambieranno le nostre preferenze di vita.

Ogni bambino di 5 anni da grande vorrebbe fare l’astronauta, il poliziotto o il camionista.
Poche attività lavorative sono più affascinanti per chi crede che un bel lavoro coincida con “ bang – bang, vrum vrum, e navicelle spaziali”.
Poi si cresce e si capisce che indossare una divisa con una pistola correndo rischi spesso sottopagati potrebbe non essere la massima aspirazione.

E allora si pensa a qualcosa di più prestigioso o redditizio: un avvocato o una carriera in banca.
Poi si scopre che gli avvocati lavorano così tante ore al giorno che non riescono a vedere la famiglia. Mentre i bancari subiscono stress da budget sfiancanti.

Allora si sceglie di cambiare, per un lavoro con orari e organizzazioni più flessibili, magari un part-time per godersi famiglia e figli: finalmente la scelta giusta!

Poi a settant’anni si realizza che la pensione è troppo bassa e non si è risparmiato (e investito 🤓) abbastanza.

Pianificare e investire a lungo termine è indispensabile. Ma è essenziale capire che le cose intorno cambiano e noi stessi cambieremo.
Una volta diventati “grandi” tutti noi ci illudiamo che la nostra storia personale si sia conclusa e che siamo diventati le persone che volevamo diventare e che lo resteremo per il resto della vita.

Secondo una ricerca dello psicologo americano  Daniel Gilbert le persone tra i 18 e i 68 anni sottovalutano fino a che punto cambieranno in futuro.

E questo cosa c’entra con i miei investimenti?” 

Il cambiamento condiziona i risultati negli investimenti

Prima regola dell’interesse composto: non interromperlo mai senza necessità

Charlie Munger

Molte persone maturano e si evolvono così tanto che non vogliono continuare a fare la stessa cosa per il resto della loro vita.

Come si può riuscire a non interrompere un investimento a lungo termine quando cambia ciò che vogliamo fare della nostra vita?
Cambiare i propri progetti, le proprie ambizioni e, addirittura, la propria professione influenza pesantemente un progetto finanziario a lungo termine.
Quando questo accade potremmo essere costretti ad  attingere a parte dei nostri soldi in modo totalmente inatteso.

Ecco che, allora, i piani di investimento non vivranno una vita da  50 anni ma, magari, di soli 5 – 10 anni.

E’ difficile trovare una soluzione universale a questo problema. Come sempre si tratta di prendere coscienza della questione e usare il buonsenso.

Possiamo identificare tre elementi da considerare quando si prendono decisioni di lungo termine.

Evitare gli estremi

Molti giovani vivono un’esistenza semplice e  parsimoniosa: guadagnano poco, spendono poco e sono perfettamente felici.

Altri, all’opposto, fanno del lavoro la loro principale ragione di vita per potersi permettere agi e lussi e sono altrettanto felici.

Entrambi corrono dei grossi rischi: i primi potrebbero trovarsi impreparati al momento di costruire una famiglia, di garantirsi un’adeguata pensione o di fronteggiare eventuali imprevisti.
I secondi potrebbero invece pentirsi di aver passato i loro anni migliori lavorando (oltre, ovviamente,  a correre gli stessi rischi dei primi nel caso abbiano speso tutti i redditi senza risparmiare e investire).

Dovremmo evitare questi due estremi opposti.

Chi crede  che gli basterà sempre un reddito molto basso o chi è convinto di lavorare molto per guadagnare molto e spendere molto, si espone al rischio concreto di pentirsi della sua scelta  ad un certo punto della sua vita.

Come esseri umani ci adattiamo con estrema facilità a tutte le situazioni. Questa attitudine all’adattamento fa sì che i vantaggi di una vita estrema (il tanto tempo a disposizione o l’elevato reddito da spendere) lentamente sbiadiscano.
Ci abitueremo all’eccesso di tempo libero e all’eccesso di soldi da spendere. Ma gli aspetti negativi di questi estremi (non potersi permettere di costruire una famiglia o realizzare di aver speso la gioventù a lavorare) finiscono per diventare rimpianti irrisolvibili. E, talvolta, il rimpianto è così forte da non permetterci neppure di cambiare quella vita che ormai non ci piace più.

Considerando la nostra naturale tendenza a cambiare preferenze nel tempo, ricercare un giusto equilibrio evitando gli estremi aumenta le probabilità di attenersi al nostro piano (finanziario e di vita) originale evitando rimpianti.
In questo modo non dovremo interrompere né la capitalizzazione composta né i progetti.

Accettare il fatto che si può cambiare idea

Molte persone si auto-condannano a vivere infelici perché si ostinano a rimanere fedeli al proprio lavoro: in fondo è quello per cui hanno studiato e si sono laureati.
O, peggio, perché si tratta di un impiego che, nell’immaginario collettivo, offre vantaggi e privilegi (non solo economici): un posto in banca, un impiego pubblico, una qualsiasi professione di assoluto prestigio. Ma anche quelle scelte possono finire per diventare un inferno.

Se si accetta l’idea che le nostre preferenze possano cambiare, si comprende che diventa piuttosto improbabile che il lavoro che abbiamo scelto dopo gli studi ci piacerà anche quando raggiungeremo l’età pensionabile.

Dobbiamo quindi accettare la realtà e farcene una ragione prima possibile.
Il segreto per evitare rimpianti è accettare che i progetti di vita e gli obiettivi finanziari fissati quando eravamo persone “diverse” debbano essere abbandonati senza pietà piuttosto che lasciati sopravvivere attaccati a un respiratore medico.  
Prima riusciamo a farlo, e prima possiamo tornare a riprendere la capitalizzazione composta dei nostri soldi e dei nostri progetti.

Investire  senza obiettivi per poter cambiare idea

Risparmiare e investire per un determinato progetto è un’ottima cosa: identificare i nostri investimenti con l’università dei figli, la casa al mare, la pensione, ci consente di tener fede ai nostri patti temporali (parlo dell’investimento per obiettivi in questo articolo).

Tuttavia per risparmiare e investire non bisogna a tutti i costi avere un obiettivo.
Risparmio e investimenti possono essere anche semplicemente fini a se stessi. Non è una questione di avido accumulo di ricchezza.

Risparmio e investimenti sono la polizza contro la capacità della vita di sorprenderci nel momento più inaspettato.

Risparmiare e investire senza un obiettivo specifico ci consente di realizzare un rendimento inestimabile: la flessibilità.
Il risparmio ci dà la possibilità di aspettare senza farsi sopraffare dagli imprevisti, di riflettere e di cambiare idea  quando vogliamo senza l’incubo del pagamento della rata del mutuo.

Qual è la strategia di investimento che ci consente di essere flessibili?

La strategia di investimento che ci rende liberi

La risposta alla domanda sopra è semplice, tutto sommato.

Ognuno di noi dovrebbe gestire il proprio denaro seguendo queste linee guida:

  • Investire parte dei propri soldi per obiettivi specifici di medio periodo (case al mare, università, etc.);
  • Investire parte dei propri soldi con l’unico obiettivo di non toccarli mai (se non quando sarà la strategia life-cycle che lo richiederà);
  • Avere sempre a disposizione in liquidità una cifra che ci consenta di far fronte agli imprevisti e ai cambi di rotta della nostra vita.

“Detenere azioni è rischioso nel breve termine, non tenere azioni è rischioso nel lungo termine” (cit).
Ma non detenere liquidità è rischioso sia nel breve che nel lungo termine.

La liquidità sul conto e i conti deposito ormai non rendono nulla. Ma qual è il valore della liquidità sul conto corrente se é proprio quella liquidità che poi ti permette di cambiare i tuoi progetti lasciandoti libero dalle preoccupazioni?

I soldi fermi in conto corrente possono offrire un rendimento immisurabile.
Consentono di darci quella flessibilità che ci consente di accettare un impiego con uno stipendio più basso ma che ci fa sentire più realizzati o di aspettare l’opportunità di investimento (non solo finanziario!) che magari arriva quando chi non ha flessibilità cade preda della disperazione.
Questo è il motivo per cui nella propria pianificazione finanziaria è necessario prevedere anche un adeguato investimento in liquidità.

Conclusioni

A proposito di Buffett: nessun libro sull’abilità di Buffett dice “Questo tizio investe con costanza da ¾ di secolo”.

Eppure è proprio questo il segreto del suo successo

Morgan Housel

Una delle principali ragioni del successo di Warren Buffett è che ha saputo continuare a fare la stessa cosa per decenni lasciando lavorare l’interesse composto.

E’ piuttosto difficile che noi comuni mortali riusciremo a fare altrettanto: le nostre preferenze cambiano, come cambia il mondo intorno a noi, il nostro contesto lavorativo. 
E’ difficile trovare persone che riescano a fare la stessa cosa per decenni (rimanendo felici e appagati).
Dobbiamo quindi prevedere nella nostra pianificazione finanziaria quel margine di flessibilità che ci consentirà di cambiare rotta quando sarà necessario.

A poco serve costruire il miglior portafoglio possibile per la crescita nel lungo termine se non consideriamo che parte dei nostri soldi non vivranno un’unica vita da oltre ottant’anni, come il patrimonio di Buffett ma, magari, finiranno per vivere 4 vite da 20 anni ciascuna.

Quando cerchiamo di costruire il nostro portafoglio ideale dobbiamo mettere in conto che le nostre preferenze col tempo cambiano.
Una corretta pianificazione finanziaria ci consentirà non solo di ottenere i giusti rendimenti ma, soprattutto, di mantenere la flessibilità necessaria che ci darà il privilegio di poter cambiare idea in ogni fase della nostra vita senza interrompere la capitalizzazione composta.

Questo articolo è ispirato ad un capitolo del libro “La psicologia dei soldi” di Morgan Housel di cui consiglio vivamente la lettura 🤓.

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3 Comments

  1. …avere una solida liquidità ti permette di vivere il tuo patrimonio con il massimo ritorno, infatti quando investi raramente qualcuno ti suggerisce che non devi pensare ad aumentare il nominale del tuo avere ma puntare il timone per raggiungere i tuoi obiettivi in sicurezza e tranquillità! Avere un cuscino a garanzia della flessibilità permette di guardare oltre se stessi ed a poter lasciare correre il proprio investimento per sempre, chi può dire quanto tempo gli rimane disponibile della propria vita? Buon ferragosto!

  2. Buongiorno David, complimenti per questo articolo, sei riuscito a scandagliare i comportamenti psicologici legati al denaro nel corso della vita.
    Mi ha fatto riflettere e interessato. Grazie.

    1. Felice di aver suscitato il tuo interesse Franck🤓!

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