INVESTIRE IN CINA

Ormai è chiaro a tutti, è arrivato il momento di investire in Cina: le porte del mercato cinese si sono aperte da tempo agli investitori europei che hanno molti strumenti per investire al meglio in quello che sembra, a tutti gli effetti, il mercato più promettente del momento.

In questo post cercheremo di rispondere ai seguenti interrogativi: 

  • E’ il momento giusto per investire in azioni cinesi? 
  • Quali sono le reali opportunità offerte dai mercati cinesi e quali invece i rischi? 
  • Quali sono i migliori strumenti di investimento da utilizzare per investire nel mercato cinese?

Ecco dunque un’analisi sulle potenzialità offerte dall’investimento nel celeste impero sia in ambito azionario che obbligazionario.
Come sempre sarà posto l’accento sui rischi che questo mercato implica e potrai infine trovare indicazioni pratiche sugli strumenti da utilizzare per puntare sulla Cina.

Investire sulla Cina: carta d’identità del Paese

La Cina, dopo gli Stati Uniti, è la più grande potenza economica al mondo. 

Le dimensioni della sua forza produttiva  sono impressionanti: occupa circa un quinto della popolazione mondiale e dispone di risorse naturali che ne fanno un protagonista assoluto nell’economia globale.
Nel corso degli anni la Cina ha costantemente guadagnato terreno sugli Stati uniti tanto da metterne a repentaglio il primato economico.

Se il tuo interesse è quello di investire sul mercato cinese non puoi ignorare che nel corso degli ultimi 15 anni la Cina ha contribuito alla crescita globale per circa il 30% a fronte del 10% degli Stati Uniti.

Questo grafico mette a confronto nel corso degli anni la quota di crescita globale prodotta dalla Cina (linea viola) rispetto a quella prodotta dagli Stati Uniti (linea celeste):

CINA PIL GLOBALE

Dunque, dal momento che la crescita della Cina vale tre volte quella statunitense, è importante che gli investitori considerino nel giusto peso questo straordinario mercato valutandone opportunità e rischi.

Cina: opportunità d’investimento per il futuro?

Il sorprendente sviluppo registrato dal colosso asiatico negli anni passati è un dato incontestabile.

Vediamo ora di capire quanto questi ritmi di crescita siano sostenibili nel lungo periodo analizzando le potenzialità future della Cina.

Dinamismo del sistema economico cinese


La Cina ha avuto la capacità di evolversi da Paese emergente a Paese avanzato avanzando lungo il percorso della crescita e delle riforme.
Nel passato l’economia Cinese  era fortemente dipendente da quella dei paesi avanzati: la crescita era alimentata dalle esportazioni di beni e manodopera a basso costo.
Oggi la Cina può vantarsi di aver costruito un sistema produttivo solido ed efficiente che cresce grazie ai consumi interni. In parole povere i beni e, soprattutto, i servizi erogati dalle società cinesi vengono utilizzati dal popolo cinese stesso riducendo nettamente la dipendenza dall’estero.
Questo grafico mostra la riduzione nel tempo del contributo delle esportazioni alla crescita economica cinese:

ESPORTAZIONI SU PIL CINESE
Fonte: Advisor Perspectives

A questo dato importante va ad aggiungersi la crescita economica del ceto medio che ha progressivamente visto incrementare i propri redditi.
Il grafico che segue mostra l’incremento del reddito disponibile delle famiglie cinesi:

CINA CETO MEDIO

Incremento dei consumi interni e emancipazione del ceto medio sono due potenti  motori che danno ottime prospettive per la crescita futura.

Economia cinese all’avanguardia

In merito ad innovazione e tecnologia, la Cina ha ormai ben poco da invidiare alla rivale America.
Ogni gigante tecnologico statunitense trova un degno rivale cinese: Alibaba, Tencent, Samsung, Huawei.
Sarebbe, inoltre, un errore pensare che l’industria cinese sia basata su sistemi antiquati superati.
Il grafico seguente mostra il contributo della Cina agli investimenti mondiali nei processi di automatizzazione

ROBOTICA CINA
Fonte: UBS

Dinamiche demografiche

La Cina può contare su una dinamica demografica nettamente favorevole. Una popolazione in crescita significa maggiori necessità, maggiori consumi e maggiore capacità produttiva.
Questo grafico mostra l’andamento della crescita della popolazione nelle maggiori aree del mondo. Le linee tratteggiate indicano le proiezioni per gli anni a venire:

CINA CRESCITA DEMOGRAFICA
Fonte: Nazioni Unite – Dipartimento di Economia e degli Affari Sociali

La crescita della popolazione nell’area asiatica si muove su livelli sorprendentemente superiori rispetto a quelli di Europa ed America

Un nuovo accordo commerciale per lo sviluppo dell’area asiatica

E’ stato recentemente siglato il RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership) ossia il più grande patto di libero scambio al mondo.
Si tratta di un accordo che consente il commercio di beni e servizi senza l’applicazione di dazi.
Un accordo che consentirà ai paesi aderenti (paesi dell’area ASEAN, Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda) di dare un forte impulso alla crescita economica negli anni a venire.

RCEP PAESI ADERENTI

Considerazioni sulle valutazioni delle azioni cinesi

Esistono degli indicatori per valutare quanto un’azione o un determinato mercato geografico azionario siano più o meno cari rispetto al loro effettivo valore.
Anche se  è troppo semplicistico trarre conclusioni sulla base di questi indici, il mercato azionario cinese appare molto più a buon mercato rispetto ad altri mercati azionari.
Questo grafico mostra il rapporto Prezzo/Utile dei principali mercati azionari. Più è alto il Prezzo/Utile più caro è il mercato azionario.
Vediamo che la Cina risulta molto più a buon mercato di America ed Europa: 

PRICE EARNING CINA E MERCATI GLOBALI

Presenza residuale negli indici globali

La Cina è ancora poco presente nei portafogli degli investitori.
La sua rappresentazione negli indici azionari ed obbligazionari è tuttora marginale  e, dunque, l’apertura che Pechino ha nel tempo concesso ai capitali esteri rappresenta una concreta prospettiva di flussi di investimenti ingenti. Maggiori capitali diretti verso il Paese ragionevolmente, daranno impulso alla crescita delle quotazione azionarie ed obbligazionarie.
Il grafico sottostante mostra il peso di America e Stati uniti nei mercati azionari internazionali:

Fonte: UBS

Cina: rischi specifici di investimento

A fronte delle indiscusse potenzialità offerte dal mercato azionario ed obbligazionario cinese,  l’investitore dovrebbe considerare il rischio specifico a cui espone questo Paese.

Non dobbiamo dimenticare che, a tutti gli effetti, la Cina è un regime totalitario.
Dal 2018 il premier Xi Jinping è resterà in carica a tempo indefinito grazie ad una modifica della costituzione.
Ogni tentativo di sviluppo della democrazia viene duramente represso come testimoniano le proteste di Hong Kong o, peggio, il massacro di piazza Tienanmen.
Nonostante l’apertura verso l’estero, le condizioni di vita continuano ad essere quelle di una dittatura: 

In termini puramente pratici si tratta di un rischio specifico di non poco conto per l’investitore: 
posizionarsi in un Paese dove lo Stato può insindacabilmente prendere decisioni contro il funzionamento del libero mercato può pregiudicare il buon esito dell’investimento.

Un esempio lampante è rappresentato dalla vicenda di  Ant Group.
Ant Group è la società finanziaria fintech posseduta da Alibaba che si apprestava ad essere quotata sulle borse asiatiche.
Si trattava di un’operazione a lungo studiata e preparata d’intesa con i controllori cinesi.
Curiosamente il giorno prima della quotazione l’autorità di controllo a arbitrariamente deciso di sospendere la quotazione. Sembra che il primo ministro cinese non abbia gradito troppo alcune dichiarazioni “sovversive” del suo fondatore Jack Ma.

Come investire in Cina?

Mentre già in molti iniziano ad affacciarsi alle azioni cinesi, l’investimento obbligazionario del dragone è ancora ampiamente trascurato.

In realtà entrambe le soluzioni (azioni ed obbligazioni cinesi) dovrebbero essere riconsiderate all’interno di un portafoglio di investimento diversificato.

Perché investire in obbligazioni cinesi


Le obbligazioni cinesi rappresentano un asset strategico in grado di svolgere una duplice funzione. Quella di protezione e quella di rendimento. Infatti la Cina finanziariamente è percepita a tutti gli effetti come un paese avanzato, solido ed affidabile.
Al tempo stesso, a differenza di quanto accade per altri paesi storicamente solidi, i titoli di stato della Cina sono in grado di offrire rendimenti ampiamente positivi.
Alla data di stesura di questo articolo un titolo di stato cinese  con scadenza a 5 anni offre un rendimento del 3% circa annuo a fronte dello 0,35% offerto dall’omologo statunitense.

In un precedente articolo (leggi il post) ho già esaminato quali siano le potenzialità offerte dal mercato obbligazionario cinese indicando alcuni dei migliori strumenti per investire in questo interessantissimo asset.

Perché investire in azioni cinesi


Un portafoglio azionario che punti a cavalcare la crescita economica internazionale non dovrebbe escludere la Cina che rappresenta la seconda potenza economica mondiale.
Nei paragrafi precedenti abbiamo analizzato come le prospettive di crescita economica di questo paese si fondano su presupposti solidi.
Investire nel mercato azionario cinese significa puntare su un’area non soltanto ad alta crescita, ma, soprattutto, utilizzare un motore di rendimento alternativo ed indipendente  rispetto all’investimento nelle aree sviluppate.
Abbiamo infatti visto che la Cina cresce grazie ad i consumi interni ed è dunque poco dipendente dal ciclo economico degli altri paesi.

Come sempre l’indicazione è quella di evitare l’investimento in titoli singoli e preferire strumenti altamente diversificati come fondi ed etf. Ai rischi tipici di un investimento su un’azione specifica, in questo caso si aggiunge il fatto che, trattandosi di un regime totalitario, le informazioni di dominio pubblico non sono necessariamente rispondenti alla realtà.
Per cui è preferibile non concentrare l’investimento su società specifiche.

Inoltre si tratta di un mercato difficilmente raggiungibile da un investitore privato.
Per chi volesse comunque dedicare una parte limitata delle proprie risorse a piccoli investimenti su nomi noti dell’economia cinese esiste lo strumento dell’ADR (American Depositary Receipt) a cui dedicherò un prossimo post.

Quella che segue è una selezione di alcuni degli strumenti migliori per investire nel mercato azionario cinese:

  • Ishare MSCI China A: Etf  che consente di investire in un ampio paniere composto dalle maggiori società cinesi (circa 400 emittenti diversi).
    Data di lancio: Aprile 2015;
    Costo totale annuo: 0,40%;
    Rendimenti alla data di stesura di questo post:
    Rendimento a 1 anno: 41,85%
    Rendimento a 3 anni (annuo): 10,30%
    Rendimento a 5 anni (annuo): 7,63%
  • Xtrackers CSI300 Swap ETF 1C:  Etf che replica l’andamento dell’indice azionario CSi300 composto dalle società cinesi più grandi e caratterizzate da elevato livello di liquidità.
    Data di lancio: Febbraio 2010
    Costo totale annuo: 0,50%
    Rendimenti alla data di stesura di questo post:
    Rendimento a 1 anno: 47,07%
    Rendimento a 3 anni (annuo): 14,44%
    Rendimento a 5 anni (annuo): 11,11%
  • Jp Morgan China A-Shares Opportunity: Fondo a gestione attiva che seleziona azioni di società con sede nella repubblica popolare cinese.
    Data di lancio: Settembre 2015
    Costo totale annuo: 1,81%
    Rendimenti alla data di stesura di questo post:
    Rendimento a 1 anno: 43,32%
    Rendimento a 3 anni (annuo): 18,38%
    Rendimento a 5 anni (annuo): 12,46%
  • Ubs Greather China: Fondo a gestione attiva che permette di accedere alle azioni emesse dalle società della “Greater China”. Si tratta dell’area geografica che include Cina, Hong Kong e Taiwan.
    Data di lancio: Gennaio 1997
    Costo totale annuo: 2,40%
    Rendimenti alla data di stesura di questo post:
    Rendimento a 1 anno: 35,92%
    Rendimento a 3 anni (annuo): 16,50%
    Rendimento a 5 anni (annuo): 20,41%
  • Az Equity China:  Fondo azionario che investe attivamente in azioni emesse da società che hanno sede principale o svolgono una parte significativa delle loro attività economiche nella Cina continentale.
    Data di lancio: Maggio 2020
    Costo totale annuo: 3,06%
    Questo fondo è stato lanciato da meno di un anno per cui non sono disponibili i rendimenti storici. Dalla data di partenza questo strumento ha comunque realizzato performance che lo collocano tra i top di gamma.

A questo LINK puoi trovare l’analisi completa degli strumenti selezionati.

Vuoi un esempio concreto che ti consenta di implementare l’investimento azionario cinese all’interno del tuo portafoglio?

Ti rimando alla lettura di questi due articoli:

Il portafoglio All Seasons 2.0;

Lazy Portfolio: come costruire una strategia “Buy & Old”.

Si tratta di due post di approfondimento in cui potrai trovare indicazioni concrete su come  costruire un  portafoglio seguendo le logiche fondamentali della diversificazione. I due portafoglio sono ispirati ai modelli proposti  da due tra i più celebri investitori al mondo (Ray Dalio e Harry Browne).

Avvertenze per una corretta diversificazione

Abbiamo visto come la Cina abbia una rappresentazione molto limitata nei mercati rispetto al suo contributo alla crescita: poco più del 4% a fronte di oltre il 55% coperto dagli Stati Uniti.

Molto diversa è invece la rappresentazione negli indici azionari dei paesi emergenti. In questo caso la Cina pesa per oltre il 40%.
Questo grafico mostra la composizione del mercato emergente globale con l’esposizione ad ogni singolo Paese:

CINA INDICE MSCI EMERGING

Questo significa che investendo in un qualsiasi fondo o etf generico sui paesi emergenti, circa la metà dell’investimento sarà destinato all’area cinese.

Dunque attenzione ad appesantire eccessivamente l’esposizione alla Cina duplicando soluzioni di investimento apparentemente diverse ma che in realtà presentano una composizione già molto esposta al mercato azionario cinese.

Conclusioni

Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento bensì sottomettere il nemico senza combattere

Sun Tzu, VI Secolo A.C.

E’ ormai certo che la crescita globale sarà sempre più influenzata dall’apporto del contributo della Cina che rappresenta, in un certo senso, il ponte tra paesi emergenti e paesi sviluppati.

Per quanto possa sembrare strano questo mercato è ancora scarsamente rappresentato nei portafogli degli investitori e negli indici globali. 
Questo significa che il futuro potrebbe vedere flussi di investimento consistenti verso quest’area favorendone ulteriormente lo sviluppo.

La motivazione più forte a supporto dell’importanza di investire in Cina risiede nel fatto che l’economia globale va sempre più polarizzandosi verso tre aree di influenza:

Stati Uniti, Europa e Asia dove la Cina rappresenta il giocatore di indiscutibile spicco.
E’ molto probabile che in futuro queste tre aree possano avere cicli economici non perfettamente sincronizzati.
Ciò significa che investire specificamente in queste tre regioni equivale ad inserire nel proprio portafoglio motori di investimento indipendenti ed aumentare il livello di diversificazione.

E’ quindi indispensabile prevedere l’inserimento della Cina (tramite soluzioni azionarie ed obbligazionarie) nelle proprie scelte di investimento.

Sarebbe tuttavia profondamente sbagliato farsi abbagliare dall’ottimismo e sbilanciare l’esposizione verso l’Oriente: non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un regime totalitario che, paradossalmente, rappresenta l’antitesi del libero mercato.

Leggi anche:

Investire nei mercati emergenti: nuove opportunità.

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