INVESTIRE 2021 ERRORI DA EVITARE

Sembra proprio che sui mercati i venti stiano cambiando. E cosa succede agli investitori quando i venti gentili si fanno burrascosi?
Come accade in mare dipende sempre dalla bravura del marinaio. Non ci vuole molta esperienza per condurre una barca quando i venti sono calmi, ma bisogna essere esperti in caso di burrasca. E le burrasche, si sa, prima o poi capitano. E trascinano in mare tutti gli sventurati “navigatori della domenica”

Questo è quello che succede in finanza. 

Sono tutti bravi ad investire quando i mercati salgono. Ma quando iniziano ad agitarsi, come fare a rimanere saldi al timone?
Non è poi così difficile. Ci vuole sì, un po’ di esperienza, ma anche l’accortezza di seguire questi suggerimenti che voglio darti. Così sarai pronto anche per la tempesta perfetta.

Non confondere le tue abilità con un Bull Market

I tuoi risultati dipendono dalla tua capacità di preservare i tuoi investimenti durante i mercati orso e non così tanto da quanto riesci a guadagnare durante i mercati toro.

D. Mutukrishnan

I 12 mesi successivi alla crisi del Covid-19 sono il periodo della storia in cui è stato più facile fare soldi nel mercato azionario.
In questo periodo è stato possibile arricchirsi investendo praticamente su qualsiasi strumento azionario. Ripeto, qualsiasi.
Se credi che questa sia la normalità ti stai sbagliando di grosso.

Questo grafico mostra l’andamento del mercato azionario americano durante le più importanti crisi degli ultimi 20 anni (2000: bolla tecnologica, 2008 crisi finanziaria globale, 2020 Covid-19):

Rispetto alle ultime due recessioni, che hanno richiesto anni per recuperare il terreno perso, il rimbalzo post-covid è stato fulmineo e verticale!

Strano ma vero: un mercato rialzista può fare danni quanto uno ribassista.
Riuscire a sopravvivere ad un mercato toro è il primo passo per riuscire in futuro a sopravvivere a quello orso (che prima o poi arriverà – leggi il post dedicato alla prossima crisi finanziaria)
Come può fare danni un mercato rialzista?
Facile: La maggior parte degli investitori cade vittima del processo di overconfidence cioè la sopravvalutazione delle proprie capacità di investimento: “Mi sono avvicinato alla finanza e tutto sommato ho fatto molto meglio di chi ha anni di esperienza”.

Il mercato rialzista fa guardare solo al brevissimo periodo e fa considerare inutili i dispositivi di sicurezza:
l’importante è guadagnare quanto più possibile nel minor tempo possibile. Perdere non è un’opzione contemplata: “Che senso ha investire in obbligazioni con rendimenti azzerati e prospettive di rialzo in corso?”
Sopravvivere al Bull Market significa saper mantenere il corretto equilibrio tra protezione e rendimento ossia fra la paura di perdere i propri soldi e quella di perdere la corsa al rialzo.

Non illuderti di avere il controllo

Io so di non sapere

Socrate

Molti investitori hanno dedicato molto del loro tempo allo studio ed all’approfondimento del mondo finanziario. E molti (fortunatamente) sono riusciti a comprendere l’importanza ed i benefici di una corretta diversificazione del portafoglio.

In realtà capire i principi basilari delle diversificazione è la regola più importante ma è solo l’inizio del viaggio di investimento, non la fine.
Studiare il comportamento passato delle varie asset class è l’unica fonte per comprendere le dinamiche del mercato.  Tuttavia non è una fonte sufficiente per riuscire a prendere decisioni corrette. I movimenti del mercato non si ripetono come nel passato.
La prossima crisi non sarà mai esattamente come l’ultima: purtroppo non è così che funziona il mercato.

Pianificare la propria strategia sulla carta, con analisi sull’andamento passato del portafoglio scelto è molto diverso dall’investire nel mondo reale.
L’approccio teorico è asettico e non contempla emozioni e mal di pancia vari. Questo è il motivo che lo rende fuorviante.
Vivere una vero crollo di borsa e vedere il proprio capitale dimezzarsi è profondamente diverso da osservare un grafico su un monitor.

“Ci sono cose che non possono essere adeguatamente spiegate a parole, o disegnate. E neppure possono descriverti, neanche in modo approssimativo, cosa si provi a perdere una grossa somma di denaro che si era abituati a possedere” – Fred Schwed.

Il neurologo finanziario William Bernstein afferma che “una cosa è fare una simulazione di volo altra cosa è pilotare davvero un aereo”. Riuscire a reagire correttamente durante un atterraggio di emergenza simulato è molto più semplice rispetto a farlo in un atterraggio reale.

Prendiamo per esempio questo primo scorcio del 2021: pur avendo “simulato” correttamente il proprio modello di portafoglio contemplando diversi asset difensivi, oggi l’investitore si troverebbe a fare i conti con la dura realtà.
Questo grafico mostra come i vari “safe asset” (investimenti rifugio) si siano comportati nelle precedenti crisi e durante questa prima fase del 2021:

SAFE ASSET
Fonte: Bloomberg

Le candele rosse rappresentano il comportamento dei vari beni rifugio nel 2021.
Come puoi vedere titoli di stato americani, oro, yen giapponesi, franchi svizzeri e  Bitcoin (🤔??? ) al momento non hanno offerto nessuna protezione.

“Costruire portafogli per il futuro è sempre più difficile che farli per il passato” (cit.).

Dovresti forse apportare delle modifiche al tuo portafoglio? Eliminare le obbligazioni perché ormai è evidente che i tassi saliranno? Vendere l’oro perché le quotazioni sono salite? Comprare bitcoin?

Volendo descrivere la funzione di un portafoglio diversificato (ad esempio un lazy portfolio) in modo molto pratico, serve  per “fargli esprimere tutte le sue potenzialità nel lungo periodo… non per farlo “rendere” il più possibile nel breve” (cit).

Ecco dunque che occorre una figura di supporto per osservare i corretti comportamenti e non abbandonare il progetto di lungo termine alla prima difficoltà.

contatta David Volpe

Non essere iperattivo: investire è noioso

Non fare nulla è un duro lavoro

Oscar Wilde

Durante il percorso di investimento ognuno di noi è stimolato all’azione da molteplici input e inviti all’azione tempestiva.
I mezzi di informazione, i siti web specialistici, i forum finanziari sono sempre pieni di fonti di ispirazione anche convincenti. Piovono analisi sulla situazione di mercato presente e sulle prospettive future in modo continuo.

Rimanere immuni a tutte queste sollecitazioni soprattutto nei momenti difficili (vedi marzo 2020 per esempio) diventa davvero molto difficile.
Il fatto è che biologicamente siamo programmati esattamente per fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato per assecondare la nostra necessità di sicurezza a breve termine.
I nostri antenati del paleolitico quando percepivano un pericolo fuggivano per sopravvivere all’assalto degli animali feroci.
Questo meccanismo è radicato nel nostro DNA e ci accompagna anche nella gestione dei nostri investimenti.

Investire a medio lungo termine (l’unico arco temporale contemplabile oggi) in modo efficiente superando le fasi di mercato più complesse significa, principalmente, evitare di fare le cose sbagliate piuttosto che cercare di fare quelle giuste.
Una volta costruito un portafoglio diversificato che rispetti il nostro arco temporale ed il nostro profilo di rischio è indispensabile evitare di cadere nella trappola del market timing.
Nel breve termine, molto spesso, l’unica cosa sensata da fare è riuscire ad accettare le perdite senza ricercare una perfezione inarrivabile.
Il modo per ridurre il rischio del portafoglio non è tanto movimentarlo nel breve termine quanto, piuttosto, nel tenerlo il più a lungo termine possibile. Con la dovuta pazienza.

Il punto è che la pazienza è una dote difficile da sviluppare da parte degli investitori.
“La pazienza ha origine da un termine francese che significa soffrire. Essere pazienti significa soffrire” (cit).

Non dovresti sopravvalutare la tua capacità di essere paziente.

Non farti influenzare

“Investire con successo non deriva dall’ essere nella ragione, ma dallo sbagliarsi meno volte degli altri”.

Aswath Damodaran

Siamo esseri sociali e cerchiamo costantemente l’interazione ed il confronto con gli altri.
E,  guarda caso, è molto più frequente che ci si vada a misurare con chi è vicino al nostro modo di pensare e di vedere le cose. Raramente ci circondiamo di persone che hanno una visione diversa dalla nostra.
Questo ci porta a relazionarci proprio con le persone che hanno i nostri stessi bias cognitivi, le nostre stesse paure ed i nostri stessi dubbi. 

Le persone con cui ci confrontiamo pensano di sapere più di quanto non sappiano. Amano esprimere la propria opinione su questioni di cui sanno ben poco e spesso agiscono e ci fanno agire in base a queste opinioni.
“Nella nostra vita quotidiana abbiamo appreso che quando un vasto numero di persone è unanime  nella valutazione di un fatto, gli appartenenti a quel gruppo hanno quasi certamente ragione.
Il punto di vista maggioritario assume una grande autorevolezza. La maggior parte delle persone ha vissuto esperienze in cui si è trovata in errore quando ha contraddetto i giudizi di un gruppo più ampio o di una fonte autorevole” (Da “Euforia Irrazionale” di R. J. Shiller).

Ad esempio da 3 mesi a questa parte probabilmente il tuo lazy portfolio non sta funzionando così bene come ha fatto nel periodo precedente: sarà opportuno incrementare l’esposizione azionaria? Comprare forse un po’ di materie prime in più per il rischio di inflazione? E la Cina? E la tecnologia?

Il valore aggiunto del consulente è soprattutto quello di accertarsi che tu eviti di fare le cose sbagliate cercando di fare quelle giuste una volta costruito un portafoglio che rispetti le tue esigenze..
Quando il nostro gruppo di conoscenze ci comunicherà che ha agito (comprando o vendendo qualcosa) in occasione di un evento di mercato inatteso (come ad esempio un crollo) ci condizionerà ad agire a nostra volta. 
Ma non è detto che le scelte degli altri vadano bene nella strategia del TUO portafoglio.

Conclusioni

Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono, tua è la terra e tutto ciò che è in essa

Rudyard Kipling

Investire può essere un’attività estremamente redditizia purché si sia in grado di gestirla nel modo corretto.
Per investire correttamente non è, ahimè, sufficiente comprendere come costruire un buon portafoglio. 
Sarà indispensabile implementare il processo di costruzione di questo portafoglio con i giusti comportamenti.
Ma, soprattutto, sarà indispensabile rimanere pazienti cioè evitare di cadere nella tentazione più forte: l’iperattività.

Questo significa saper rimanere a disagio anche per lunghi periodi quando la crisi imperversa o quando modelli consolidati sembrano non essere più adattabili ad una presunta “nuova era”.
Più ci sentiamo a disagio e, probabilmente, più stiamo facendo la cosa giusta.

Il fatto è che riuscire a stare a disagio con i propri risparmi è tutt’altro che semplice.
Un  consulente “esperto” è la figura che è di supporto nel naturale “sentirsi a disagio”.

L’esperto non è quello che ha letto una decina di libri  ma è quello che è passato attraverso una  decina di crisi. Tutte diverse l’una dall’altra. E non le ha vissute da solo ma relazionandosi con centinaia di investitori tutti diversi l’uno dall’altro.

Nessun investitore può conoscere bene sé  stesso e come si comporterà nei momenti topici come potrebbe farlo un esperto competente.
Il consulente finanziario non sa cosa faranno i mercati finanziari  ma sa esattamente cosa fare qualsiasi cosa faranno i mercati e qualsiasi traiettoria prenderanno le singole asset class.

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Mercati ai massimi storici: bolla pronta a scoppiare?;

Mercati & Euforia: domina il gioco;

Investimenti: 7 lezioni dal 2020.

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2 Comments

  1. Come qualcuno già ha detto mai essere soggetti agli umori di Mr. Mraket, ma investire sempre facendo rotta sugli obiettivi prefissati, anche variando gli stessi in base agli eventi della vita, partecipando al mercato con gli strumenti che possano cavalcare le fasi di enfasi e resistere nelle depressioni di percorso, per essere così traghettati fino al loro raggiungimento. Investire serve a poter meglio affrontare le necessità e poi raggiungere desideri, pertanto prima serve capire cosa si vuole e poi cosa fare… non ci interessa mai cosa fa il mercato perché esso è solo il “campo da gioco”, ma bensì si deve gestire la propria emotività che permette sempre di vedere molto lontano…

    1. “…obiettivi…”, “…raggiungere i desideri…”, “… capire cosa si vuole…”, ” … vedere molto lontano…”.

      Tutti concetti forti ed estremamente importanti per capire che:

      “Non si investe genericamente soltanto per guadagnare il più possibile o per arricchirsi velocemente. Si investe per proteggere i propri risparmi. Per non farli mangiare dall’inflazione e far sì che crescano nel tempo in moda da realizzare i propri obiettivi di vita concreti: mandare i figli all’università, acquistare una casa, costruirsi una rendita integrativa senza dover sperare che l’Inps non riduca ancora le pensione” (cit.).

      Raggiungere questa consapevolezza è il primo passo per diventare un “investitore intelligente”

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