INTELLIGENZA ARTIFICIALE RISCHIO O OPPORTUNITA'

Il mondo sembra non essere mai cambiato a un ritmo così rapido: dopo una pandemia, la crisi inflativa peggiore degli ultimi 40 anni e due guerre, arriva la svolta epocale. Il tema dell’intelligenza artificiale riaccende l’entusiasmo e apre la strada verso nuovi inattesi benefici sociali ed economici.
La società emblema del settore, Nvidia, è ormai lanciata in quella che sembra un’inarrestabile corsa verso l’alto.

Bolla speculativa o rivoluzione epica? Trend da cavalcare o crollo imminente?

In questo articolo proveremo a interpretare il fenomeno dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica per capire se e come cavalcare questo trend dirompente.

Intelligenza artificiale: verso un nuovo decennio ruggente

Negli anni recenti abbiamo assistito a un inquietante  aumento delle insidie per la crescita e per i rapporti internazionali: il ritorno dell’inflazione, l’aumento incontrollato dei debiti pubblici e le minacce alla stabilità internazionale con l’aumento della contrapposizione tra occidente e oriente. Si è molto parlato anche di de globalizzazione e dei danni che questa avrebbe portato ai sistemi di produzione globalizzati e al costo e alla disponibilità di materie prime.
Tutto ciò lasciava presagire prospettive tutt’altro che rosee per il mercato azionario:

WALL STREET INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il Sole 24 Ore – 27 gennaio 2023

Come spesso accade, è proprio nei momenti più difficili, quando si iniziano a disegnare scenari apocalittici, che il progresso dà il meglio di sé.
L’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sulla crescita economica in termini di aumento della produttività e di accelerazione dell’innovazione è innegabile.
Secondo uno studio della società di consulenza Mckinsey, l’intelligenza artificiale abbinata alle altre tecnologie potrebbe consentire un aumento della produttività fino al 3% annuo.
Goldman Sachs stima che  l’intelligenza artificiale favorirà risparmi sui costi per la manodopera liberando tempo ai lavoratori che potranno dedicarsi ad altre attività.
Tutto questo si traduce in risparmi per le aziende e, quindi, in un aumento degli utili.

Come si concilia il rally di Nvidia con tutto ciò?

Nvidia: l’emblema dell’intelligenza artificiale

Una volta inventata l’automobile bisogna costruire le strade: la diffusione dell’intelligenza artificiale su larga scala richiederà un radicale aggiornamento dell’infrastruttura tecnologica. Saranno necessari computer ed elaboratori con memoria più capiente e più veloci. Per potenziare le capacità dovranno essere progettati microchip e transistor miniaturizzati dalle elevate prestazioni.
E qui entra in gioco Nvidia che produce schede grafiche, microchip, sistemi di elaborazione e gran parte delle componenti necessarie per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Basti pensare che Chatgpt, il programma di intelligenza artificiale che (quasi) tutti ormai usiamo, è stato progettato proprio grazie a un supercomputer con processori prodotti da Nvidia.
Non è un caso, dunque, che l’azione Nvidia abbia visto l’inizio dell’accelerazione al rialzo proprio dopo l’”invenzione” ufficiale di ChatGPT a novembre del 2022 (come si vede dal grafico sottostante).

Guarda caso anche l’inizio dell’attuale mercato rialzista può essere collocato proprio a novembre 2022.

Il giro d’affari di Nvidia è letteralmente esploso e con esso gli utili della società. Così un’azienda che fino a un anno fa era conosciuta soltanto dagli appassionati del settore, adesso è sulla bocca di tutti e sui titoli di tutte le testate giornalistiche.

Megatrend agli albori, bolla in formazione o solo follia?

La linea di demarcazione tra “trend duraturo” e “bolla speculativa” è sempre molto sottile.
Dobbiamo ammettere che non siamo poi così bravi a comprendere l’effettiva portata dell’innovazione e del progresso. O almeno non lo sono gli esperti:

  • “Il volo con macchine più pesanti dell’aria è poco pratico, pericoloso se non del tutto impossibile”. Simon Newcomb matematico canadese (1902);

  • ”Il cavallo è una cosa che resterà, l’automobile è solo una novità, una moda”. Il presidente della Michigan Saving Banks nel tentativo di dissuadere Henry Ford dal suo progetto (1903);

  • ”La televisione non durerà, perché la gente si stancherà presto di passare ogni notte a fissare una scatola di legno compensato”. Darryl Zanuck, 20t h Century Fox, (1946);

  • “Non c’è ragione per cui le persone dovrebbero volere un computer in casa”.
    Ken Olson – Fondatore di Digital Equipment Corporation (1977);

  • “Entro il 2005 o giù di lì, diventerà chiaro che l’impatto di Internet sull’economia non è stato maggiore di quello del fax”. Paul Krugman – premio Nobel per l’economia (1998).

L’interesse per l’intelligenza artificiale è destinato a rivelarsi una bolla?
Molto probabilmente no, visto che si tratta di un’innovazione davvero epocale. La domanda di chip è probabilmente destinata a rimanere elevata e le grandi società le cui azioni si stanno impennando sono aziende affermate che producono utili e non vengono semplicemente acquistate per il loro nome esotico. 
Il punto è che, anche quando siamo così bravi da percepire l’importanza di fenomeno legato al progresso tecnologico, resta davvero difficile capire quali saranno le società che sapranno utilizzarlo a proprio vantaggio sbaragliando la concorrenza.

Mi è sembrato molto lucido e calzante un parallelismo con l’entusiasmo per la tecnologia degli anni 2000 che ho letto qualche tempo fa su LinkedIn.
L’avvento di internet polarizzò l’attenzione degli investitori che, abbagliati dall’euforia, sfogarono il proprio interesse investendo in qualsiasi cosa legata alla “rete”.
Cisco, al tempo, era già una azienda di medie dimensioni che produceva router e apparecchiature per connettersi a internet. Una società sicuramente in grado di cavalcare il progresso del tempo perché produceva i sistemi fondamentali per connettersi alla rete.
Al tempo Amazon era una noiosissima compagnia che vendeva libri e che cresceva a un ritmo decisamente più lento rispetto a quello di altri nomi legati alla “new economy”.
Chi delle due ha saputo sfruttare al massimo internet sviluppando un business vincente?
Dal punto di vista dell’investitore non ci sono molti dubbi. Questo è l’andamento delle due azioni dagli anni 2000:

Mentre Cisco ancora non ha recuperato i livelli del 2000, Amazon è cresciuta in modo esponenziale.
La domanda che davvero dovremmo porci è: 

Comprando azioni come Nvidia stiamo investendo in Cisco o in Amazon?”

E più in generale:

“Pensiamo davvero di essere in grado di distinguere tra le nuove Cisco e Amazon”?

Nuovi trend, concentrazione e valutazioni

Al di là dell’effettivo potenziale del tema dell’intelligenza artificiale, un aspetto da considerare riguarda il fatto che le sorti di Nvidia stiano attirando un’attenzione quasi maniacale.
C’è chi fa notare che una singola azione sta dettando la direzione dei mercati.
Più in particolare, l’elemento che dà qualche preoccupazione riguarda la scarsa partecipazione ai rialzi e la concentrazione degli indici: poche grandi società tecnologiche (le megacap) trascinano al rialzo la crescita degli indici azionari mentre le azioni minori continuano ad arrancare. Più questi colossi crescono, più aumenta il loro peso all’interno dell’intero mercato: le prime 7 società rappresentano ormai quasi un terzo dell’S&P500, l’indice azionario più importante.
Questo non significa necessariamente che il mercato debba crollare (ne abbiamo parlato in questo post). Tuttavia, le valutazioni di queste azioni, per quanto giustificate da utili virtuosi, sono indubbiamente elevate.
Utilizzando strumenti di investimento che replicano i principali indici di mercato (Etf) si finisce comunque per avere un portafoglio concentrato sui titoli su cui tutti vogliono investire.
E’ necessario essere consapevoli di questo fenomeno e, eventualmente, prendere qualche iniziativa per migliorare un po’ i livelli di diversificazione.

MEGACAP MARKET BREADTH

Come inserire l’intelligenza artificiale in portafoglio

Riuscire a prevedere l’effettiva portata di un fenomeno economico e quali saranno le aziende che ne beneficeranno è difficile.
Morgan Housel nel suo nuovo libro “Come sempre” spiega che prevedere l’evoluzione degli eventi è difficile perché è facile omettere la domanda “E poi?”.
E’ perfettamente logico dire “L’intelligenza artificiale cambierà il mondo e il modo in cui pensiamo alla tecnologia”.
Ma poi?
Bene, aumenterà la produttività, ne beneficeranno le aziende più grandi che hanno maggiori risorse da dedicare alla ricerca e agli investimenti.
E poi?
Saranno davvero le aziende più grandi che aumenteranno i profitti e compreranno le aziende più piccole? O magari le aziende più piccole, più flessibili e dinamiche e meno imbrigliate nella burocrazia saranno le più veloci a muoversi diventando più competitive? E quindi  chi lo sa!

William Bernstein, autore di svariati best seller sull’asset allocation, afferma che  “Una delle vie maestre verso la povertà è fare della ricerca di una nuova Microsoft il vostro principale obiettivo di investimento” .
La stessa cosa si può dire per la ricerca spasmodica di nuovi megatrend dirompenti.
Sicuramente l’industria finanziaria dimostra sempre grande tempestività nel proporre nuovi strumenti capaci di saziare la nostra fame di nuovi temi disruptive. Prima le energie rinnovabili, poi la mobilità del futuro, l’idrogeno, il biotech e, ora, non  può certo mancare l’intelligenza artificiale.
Peccato che queste interessanti soluzioni non sempre siano all’altezza dello storytelling proposto dai grandi brand finanziari.

NVIDIA ETF
(Quando tutti cercano l’oro, vendi pale)

Voler integrare le scelte di investimento con l’inserimento di questi trend è comprensibile oltre che ragionevole. Il problema resta come riuscire a farlo nel modo più efficace.
Con l’investimento tematico non compriamo mai una singola società ma un futuro possibile. Il problema è che non siamo così bravi a prevedere il futuro (cit.).
Forse, piuttosto che l’investimento tematico, può essere più ragionevole ricorrere all’investimento fattoriale inserendo in portafoglio quelle strategie che, in modo sistematico, vanno a selezionare i titoli vincenti. Non è una garanzia di successo ma, se correttamente utilizzato, circoscrive la possibilità di sbagliare (ne abbiamo parlato in questo post).
Queste sono, ad esempio, le prime 10 posizioni di un Etf che segue questo approccio (spolier: non è un Etf tecnologico):

contatta David Volpe

Conclusioni

Per evitare di avere tutte le uova nel cestino sbagliato al momento sbagliato, ogni investitore dovrebbe diversificare. Se cercate in tutto il mondo, troverete più e migliori occasioni che studiando solo una nazione. 

Sir John Templeton

Con l’intelligenza artificiale potremmo davvero essere davanti a un fenomeno epocale di cui è impossibile riuscire a capire la portata.
Vista la nostra scarsa capacità di prevedere e la nostra palese incapacità di immaginare il futuro, meglio preferire una corretta diversificazione piuttosto che seguire convinzioni forti.

Ogni volta che nasce un nuovo trend, più o meno dirompente, si formano schieramenti contrapposti: gli entusiasti pronti a salire sul treno dei rialzi e gli scettici che gridano alla formazione di una bolla.
La via da preferire probabilmente è quella della moderazione: il recente boom finanziario dell’intelligenza artificiale ha aumentato il fenomeno della concentrazione degli indici: pochi colossi tecnologici rappresentano una parte sempre più importante del mercato azionario le cui valutazioni sono indubbiamente care.
Questo non vuol dire che il mercato debba necessariamente crollare ma, generalmente, valutazioni elevate portano a rendimenti modesti. Questo è forse il vero rischio da gestire, neanche a dirlo, con una corretta diversificazione, quell’approccio che nel recente “breve periodo” non ha prodotto grandi frutti ma che potrebbe rivelarsi determinante per gli anni a venire. 

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4 Comments

  1. La domanda che davvero dovremmo porci è:

    “Comprando azioni come Nvidia stiamo investendo in Cisco o in Amazon?”.

    E più in generale:

    “Pensiamo davvero di essere in grado di distinguere tra le nuove Cisco e Amazon”?

    …mi permetto di eccepire che come il concetto di fondo dell’articolo ben esalta che noi risparmiatori non dobbiamo selezionare gli attori per investire, ma individuare il campo da gioco, conoscere le regole e far giocare la squadra che necessariamente è diversificata: componenti, ruoli e caratteristiche soggettive.
    Buona domenica David

  2. Grazie David…cosa pensi di un etf che investa in vari megatrend equipesandoli? Non metto il ticker perché non so se si può…

    1. Non sono un amante dei megatrend singoli o assemblati in strumenti di investimento. Potrebbe essere un mio limite personale. Per quella che è stata la mia esperienza, gli strumenti che seguono megatrend sono convincenti da un punto di vista della narrazione ma poco efficaci rispetto al “rischio speso”. Possono certo restituire performance anche brillanti nel breve periodo ma puntualmente il mercato presenta il conto.
      Personalmente preferisco “inseguire” i megatrend con altre strategie di diversificazione (https://davidvolpe.it/esposizione-azionaria-guida-diversificazione/ )

      1. gentilissimo grazie

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