Prestito sociale coop

Il prestito sociale: un investimento senza rischi?

Un caro amico mi ha chiesto qualche giorno fa che cosa ne pensassi del prestito sociale. La cosa mi ha fatto riflettere perchè lo considero una persona più preparata della media sulla materia finanziaria.

Se proprio lui ha sollevato una questione del genere ho pensato fosse utile fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

In un paese con una cultura finanziaria carente, non possono mancare i paradossi: il disinvolto ricorso al prestito sociale è uno dei più diffusi: si stima che la raccolta complessiva  ammonti ad oltre 12 miliardi di euro.

Nel momento in cui si decide di investire parte delle proprie disponibilità si fa molta  fatica a prendere in considerazione formule di investimento che non prevedano garanzia di restituzione del capitale e si tende ad evitare qualsiasi soluzione che implichi l’assunzione di rischi più o meno remoti. Non considerando che, a volte, i dettagli relativi ai rischi non vengono del tutto dichiarati.

La semplicità di comprensione e la tranquillità che ci regala l’offerta di prodotti d’investimento chiari, ci spinge ad  accogliere con favore tutto ciò che è garantito, come il famoso prestito sociale. Sì, ma garantito da chi?

Prestito sociale: come funziona?

Lo slogan con cui viene pubblicizzato rinvia a principi etici, mutualistici e di sostenibilità (“… puoi scegliere di sostenere lo sviluppo della cooperativa…”), con la promessa di un allettante rendimento (“.. Se affidi i tuoi risparmi alla Cooperativa, ricevi in cambio vantaggiosi rendimenti…”) attraverso  investimenti sicuri e velocemente restituibili (“… il denaro viene investito in strumenti finanziari affidabili e prontamente liquidabili…”).

Rendimento

Quindi si affidano i propri risparmi alla cooperativa, contribuendo al suo sviluppo in cambio di un rendimento che si attesta tra lo 0,20% e l’ 1,20% (al lordo dell’imposizione fiscale pari al 26%). Dunque non si tratta certo di un investimento redditizio.

Prestito sociale: garanzie?

Il primo campanello di allarme relativo ai libretti di prestito è la mancanza totale di garanzie specifiche: questa formula, infatti, a differenza dei conti correnti e dei conti deposito, non gode della garanzia offerta dal Fondo di tutela dei depositi – (Fidt) che tutela i depositanti degli istituti bancari per le  somme fino ad € 100.000. Inoltre non risulta presidiata da nessuna istituzione di vigilanza (la cui attività, per quanto discutibile, è sicuramente preferibile ad una totale assenza di attività).

A fronte di interessi risibili, quindi, il risparmiatore ha come sola garanzia l’affidabilità della realtà a cui si rivolge. E se anche la cronaca più o meno recente ci ricorda che sempre più spesso le  banche fanno crac, non si può escludere che pure le cooperative non possano avere problemi.

E’ quello che è successo nel 2014 ai supermercati CoopCa e alle Coop Operaie di trieste, andati in default, mandando in fumo i risparmi dei circa 20.000 soci titolari di depositi per oltre  100 milioni (leggi qui l’articolo) nonostante l’introduzione di alcuni limiti alla raccolta, imposti dalla legge di bilancio del 2018 (qui puoi approfondire).

Il risparmiatore dovrebbe riflettere sulla convenienza del rendimento offerto a fronte dei rischi sottostanti. Nonostante il forte richiamo del marchio e l’indiscutibile diffusione sul territorio nazionale, osservando i bilanci potrebbe sorgere qualche dubbio sulla granitica solidità dell’istituzione: profitti nettamente inferiori ai concorrenti della grande distribuzione e scelte finanziarie non proprio ottimali, sono elementi che dovrebbero suscitare qualche perplessità.

Conclusioni: evitare l’atteggiamento dello struzzo

PRESTITO SOCIALE COOP

Occhio non vede, cuore non duole.

Se questo famoso detto ha la sua indiscutibile valenza in campo sentimentale, appare assolutamente inapplicabile in campo finanziario. Gli scandali finanziari recenti e passati ne sono la dimostrazione pratica.

Fuggire da soluzioni di investimento diversificate, costruite in maniera ragionata per rifugiarsi nella fasulla sicurezza di formule con cui si ha una maggiore confidenza, equivale ad adottare l’atteggiamento dello struzzo che infila la testa sotto terra per nascondersi: il rischio è giusto quando è remunerato!

La consapevolezza deve essere alla base di ogni scelta d’investimento: la pigrizia mentale rischia di far correre inconsapevolmente rischi che non si è disposti ad assumere.

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Come proteggere il proprio patrimonio con la diversificazione;

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