Il fondo pensione come non ve lo hanno mai raccontato

Mio caro lettore, se sei incappato in questo articolo che parla di fondi pensioni e di pensione integrativa e stai dedicando del tempo alla sua lettura vuol dire che anche te, come molti, non sei poi così sicuro di avere un futuro garantito dai versamenti che obbligatoriamente effettui all’INPS.

Purtroppo ti confermo che le tue preoccupazioni sono assolutamente fondate  e che ormai è obbligatorio valutare una forma pensionistica complementare.
Perché il tuo avvenire  è mooooolto incerto, o meglio, quasi tristemente certo.

La pensione INPS

In chiave strettamente finanziaria, il versamento dei contributi previdenziali obbligatori all’ Inps equivale ad investire con la logica del buon vecchio schema ponzi (alcuni di voi se lo ricorderanno: definizione schema ponzi)

Si tratta di un sistema di investimento  dove il proponente convince gli ignari investitori ad affidargli il proprio denaro in cambio di rendimenti fuori mercato. La truffa consiste nell’utilizzare il denaro versato dai nuovi investitori per pagare gli interessi dei vecchi senza che vi sia alla base nessuna attività produttiva o finanziaria.

Il sistema previdenziale moderno (italiano) si basa proprio su questo meccanismo: i giovani versano i contributi previdenziali che saranno utilizzati per il pagamento degli emolumenti all’attuale classe di pensionati. A differenza di Ponzi,  L’Inps non deve neppure sforzarsi di promettere rendimenti fuori mercato: i contributi sono obbligatori per legge.

Purtroppo il progressivo invecchiamento della popolazione non fa altro che amplificare la perversione di questo meccanismo: a fronte di un numero sempre minore di giovani che verseranno i contributi, ci saranno sempre più anziani che percepiranno la pensione. Come potete facilmente capire questo gioco è destinato a fallire: chi pagherà le pensioni di domani alla classe lavorativa di oggi?

Quindi liberiamoci dall’idea che dopo tanti anni di duro lavoro saremo poi ripagati in vecchiaia dallo Stato, perché potremmo trovarci a vivere gli ultimi anni della nostra vita in difficoltà finanziarie, quando invece vorremmo finalmente goderci il meritato riposo.

E’ bene, quindi, che ognuno pensi per sé e provveda  autonomamente ad accumulare del capitale con l’obiettivo di ottenere un rendimento e, dunque, di aumentare nel tempo le proprie somme a disposizione.

Uno dei metodi per ottenere questo risultato, non il solo, ma che oggi approfondiremo nel dettaglio, è il un fondo pensione, anche conosciuto come pensione integrativa.

E’ un meccanismo che, a fronte di una serie di versamenti effettuati negli anni, va ad integrare con una rendita periodica la pensione riconosciuta dall’INPS.

Prima di entrare nel dettaglio sulle varie modalità per aprire un fondo pensione, è doveroso chiarire il primo dubbio che attanaglia chi si appresta a valutare questo strumento.

Ma se avessi in futuro la necessità di utilizzare quei soldi, potrò disporne a mio piacere o saranno blindati fino all’età pensionabile?

La risposta è “NI”, perché nel tempo le motivazioni per cui è consentito il riscatto totale del capitale accantonato sono aumentate, una per tutte in caso di licenziamento/dimissioni o chiusura della partita iva, senza alcun vincolo di anzianità contributiva (leggi l’approfondimento).

Vedremo le varie possibilità  nel dettaglio per ogni singolo strumento di investimento.

Gli strumenti a disposizione

Andiamo allora ad analizzare i vari strumenti esistenti per attivare il cosiddetto fondo pensione o pensione integrativa che prevederà il risparmio periodico con finalità puramente previdenziale.

Fondi pensione chiusi (o negoziali)

Sono il risultato dell’incontro tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali che si accordano per la costituzione di un fondo integrativo destinato a specifiche categorie di lavoratori (Previmoda per i lavoratori tessili, Cometa per i metalmeccanici, Fondenergia per i lavoratori del settore energetico ecc..).

Il funzionamento tradizionale prevede che il lavoratore destini a questa soluzione il proprio tfr accantonato mensilmente, e, volendo, una ulteriore cifra mensile.
Il principale vantaggio consiste nel versamento aggiuntivo  da parte del datore di lavoro di un contributo che, quindi, incrementa l’entità dell’accantonamento (questo beneficio sarà riconosciuto ammesso che sia contemplato dai contratti collettivi o da eventuali condizioni di miglior favore applicate dal datore di lavoro).
I capitali raccolti vengono gestiti “in monte” (cioè il fondo gestisce il patrimonio progressivamente versato da tutti gli aderenti)  ed investiti secondo diversi profili di investimento sulla base delle esigenze del lavoratore.

Il capitale versato al fondo pensione sarà rivalutato anno dopo anno a fronte di un costo di gestione contenuto.
Inoltre i contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito fino ad un massimo di € 5.164, 57.  
In parole semplici, i contributi versati vengono sottratti al reddito imponibile apportando un risparmio fiscale a  pari all’aliquota marginale (cioè del suo scaglione di reddito più elevato) ecco le aliquote per il 2019:

Scaglioni di reddito ed aliquote irpef 2019

Ad esempio, il lavoratore che versa euro 1.000 ed è tassato con un’aliquota marginale irpef del 38% (cioè ha un reddito lordo annuo tra 28.000 e 55.000 euro) otterrà un risparmio fiscale di euro 380 (in termine di minor irpef pagata).

Nel caso in cui i versamenti al fondo vengano trattenuti direttamente dalla busta paga, sarà onere del datore di lavoro applicare lo sgravio sulle trattenute irpef applicate al dipendente.
Se, invece, il lavoratore provvederà autonomamente (ad esempio tramite bonifico bancario), la deducibilità dei contributi si realizzerà tramite dichiarazione dei redditi (modello 730) e successivo accredito nella busta paga di luglio.

Fondi pensione aperti

A differenza dei precedenti, sono, appunto, aperti a qualsiasi categoria di lavoratore (dipendente ed autonomo) ed, eventualmente, alle persone fiscalmente a carico di quest’ultimi.

Sono gestiti in monte da società specializzate che, analogamente a quanto avviene per i fondi chiusi, investono i capitali secondo il profilo di investimento scelto dall’aderente al fine di realizzare un rendimento (non quantificabile a priori).

In questo caso la contribuzione avviene su base volontaria, cioè il lavoratore versa parte delle proprie risorse finanziarie (quindi del suo stipendio, o, volendo del suo TFR) alla forma pensionistica, beneficiando del risparmio fiscale in maniera del tutto analoga.
In particolare il lavoratore che decidesse di versare annualmente l’importo massimo deducibile (cioè  5.164,57) otterrebbe un risparmio fiscale pari all’aliquota marginale applicata sulla somma versata (volendo immaginare, come nel precedente caso, un’aliquota marginale del 38% il risparmio ammonterebbe a € 1.962,32).

Il risparmio si realizza, questa volta,  esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi:

Per il lavoratore autonomo si concretizzerà in un minore pagamento di imposte, mentre per il lavoratore dipendente (visto che le trattenute irpef sono effettuate alla fonte da parte del datore di lavoro) l’importo risparmiato sarà accreditato direttamente con la busta paga di luglio (stipendio mensile + risparmio fiscale).

Anticipazioni e riscatti

Quali sono le motivazioni per ottenere anticipazioni e riscatti del fondo pensione accumulato sia che sia chiuso o sia aperto?

  1. Come abbiamo indicato in precedenza, la riforma del 2017 consente di riscattare interamente quanto accantonato sul fondo pensione in caso di cessazione del rapporto di lavoro (per licenziamento o dimissioni)  o la chiusura della partita iva per i lavoratori autonomi (sulla somma riscattata sarà applicata una ritenuta del 23% a titolo di imposta);
  2. Acquisto o ristrutturazione prima casa (per sé, per il coniuge o per i figli) la normativa vigente consente di ottenere un anticipo  fino al 75% dopo 8 anni di anzianità contributiva. Anche in questo caso sull’importo prelevato sarà applicata una trattenuta fiscale del 23% ;
  3. Spese mediche gravi (per sé, per il coniuge o per i figli): Anticipo fino al 75% dell’importo versato senza nessun vincolo temporale; In questo caso la tassazione sarà del 15% (ridotta dello 0,30% per ogni anno di anzianità contributiva successivo al 15° anno)
  4. Altre esigenze: Anticipo fino al 30% di quanto versato dopo 8 anni di anzianità contributiva. La tassazione anche in questo caso sarà del 23%.

Piani di accumulo

In questo caso il risparmio accantonato viene destinato a prodotti finanziari non specificatamente pensati per la pensione: i fondi comuni di investimento.

Questa soluzione lascia ampia discrezionalità sulla disponibilità delle somme che possono essere prelevate, e reintegrate in totale libertà. Non è però prevista nessuna agevolazione fiscale.

Se vuoi approfondire puoi leggere il post dedicato: il piano di accumulo.

L’importanza della scelta di investimento

Affinché lo sforzo del risparmio e dell’accumulo delle somme assuma un senso, diventa particolarmente rilevante la scelta della tipologia di investimento a cui destinare i capitali: è fondamentale scegliere come saranno impiegati i capitali risparmiati, se in prodotti garantiti o a basso rischio, piuttosto che in prodotti finanziari ad elevato contenuto azionario, e quindi con un rischio maggiore..

Questo argomento merita un’approfondita analisi e la dovuta attenzione (che difficilmente riuscirò ad ottenere adesso: il post è già denso di informazioni). Per questo ho deciso di dedicargli un articolo in prossima pubblicazione (leggi l’articolo pubblicato).

Qui mi limito soltanto ad osservare che chi investe dovrebbe avere come obiettivo il profitto e non l’accontentarsi di “fare pari” o “non perdere”.

Per approfondire il tema della giusta mentalità dell’investitore e della strategia da mettere in atto per iniziare ad investire, vi invito a leggere i seguenti articoli:

Il decalogo dell’investitore vincente: come investire in borsa con successo;

È il momento giusto per investire in borsa.

Ricapitolando

E’ importante accumulare perchè se non pensiamo autonomamente al nostro futuro, nessuno lo farà per noi;

Ciò che viene risparmiato oggi rinunciando a qualcosa, ci consentirà domani di poter contare su un capitale rivalutato e, quindi, ottenere un potere d’acquisto maggiorato;

Accumulare per il futuro non significa necessariamente risparmiare soltanto per la propria pensione: si risparmia per un progetto come l’acquisto di una casa, l’avvio di un’attività o, perchè no, un viaggio intorno al mondo;

Lo strumento del fondo pensione consente di beneficiare di un tangibile risparmio fiscale che si traduce in un minor pagamento di imposte (per il lavoratore autonomo) o in un reddito aggiuntivo (per il lavoratore dipendente). Oggi è possibile disporre delle somme versate sul fondo con estrema flessibilità rispetto al passato (anche perchè sono pochi gli eletti che possono contare sul miraggio del “posto fisso”).

E’ possibile però anche utilizzare altri strumenti, creati per motivazioni diverse dalla pensione integrativa, ma che per loro caratteristiche e flessibilità si adattano bene all’obiettivo prefissato.

Scegliete con tranquillità cosa può essere meglio per voi ma non perdete l’occasione di attivare una di questi strumenti Il vostro futuro vi ringrazierà.

Leggi anche:

Tfr in azienda o su un fondo pensione? Linee guida alla scelta;

Il regalo nascosto dei fondi pensione: il risparmio fiscale;

Conviene ancora riscattare gli anni di laurea?

Rendita passiva: cosa è e come crearla realmente;


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