PROCRASTINAZIONE INVESTIMENTI

Ho sempre trovato che vi siano molte analogie tra la finanza e la vita quotidiana di ognuno di noi.
La nostra esistenza è fatta di alti e di bassi, di momenti felici,  di soddisfazioni importanti, di circostanze negative e, purtroppo, anche di momenti difficili.
E’ un po’ quello che accade anche sui mercati finanziari che alternano fasi rialziste a correzioni più o meno profonde e prolungate.

C’è un’area grigia che attraversa trasversalmente le  nostre abitudini di  vita e il modo con cui ci relazioniamo con i nostri soldi. E’ quella delle non decisioni: chi più chi meno, tutti tendiamo a rimandare una decisione importante, un compito gravoso da svolgere o l’inizio di un percorso di investimento.

La procrastinazione può avere conseguenze dannose sia per la nostra  vita privata e professionale, sia per le nostre finanze.
In questo post proveremo a comprendere perché abbiamo questa innata tendenza a “posporre” le nostre scelte importanti, e come superare il nostro innato istinto a procrastinare l’inizio o il rinnovamento  di un percorso di investimento.

La procrastinazione fa parte del nostro DNA

La procrastinazione è un atteggiamento che fa parte del nostro modo di essere.
Tutti abbiamo un’ attitudine più o meno marcata a rimandare compiti gravosi o decisioni importanti.
Ogni volta che abbiamo qualcosa di urgente da fare troviamo dei banali pretesti per rimandare.
Questo accade, ad esempio, quando dobbiamo consegnare un rapporto di lavoro al nostro diretto superiore,  quando dobbiamo pianificare un appuntamento con un cliente “difficile”, iniziare una dieta per tornare in forma prima dell’estate  o, magari, quando dobbiamo studiare per un esame.

Il caso  tipico è proprio quello dello studente che deve preparare un test o un esame: programma bene l’attività di studio da eseguire nelle settimane in vista della prova.
Quando però si tratta ad applicarsi sui testi, puntualmente procrastina l’apertura dei libri cercando distrazioni banali che lo distolgono dal problema principale: l’inizio della prima sessione di studio viene puntualmente interrotto dal controllo delle notifiche sul cellulare, dall’invio di un messaggio a un amico, da un video breve di Instagram, dalla pausa caffé… Si consuma, così, buona parte della giornata rimandando l’attività al giorno successivo.
Questo loop vale per lo studente, per l’impiegato, per lo scrittore e, ovviamente, anche per l’investitore.

La procrastinazione in ambito finanziario

Tutte le volte che dobbiamo realizzare un proposito importante, come l’inizio di un progetto di investimento, tendiamo a pianificare molto bene i passi da seguire ma poi si finisce immancabilmente per rimandare di una, due settimane, o addirittura, mesi, anni senza riuscire a concretizzare l’azione.

Nella vita di tutti i giorni riusciamo ad interrompere questa tendenza a rimandare mano a mano che si avvicina il termine per la consegna di un lavoro o, nell’esempio precedente, la data dell’esame.
Quando sentiamo approssimarsi la data di scadenza, nella nostra mente interviene con irruenza il “Panic Monster” (così definito dal geniale Tim Urban nel suo blog wait but why):
il timore di non superare l’esame o subire il richiamo del nostro diretto superiore ci sveglia dal torpore e ci induce all’azione, concentrando tutto lo sforzo nei giorni prossimi alla scadenza.

Ma cosa succede in tutti quegli obiettivi personali che non hanno invece una data di scadenza dettata dall’esterno? 
Senza una deadline Il Panic Monster non potrà mai intervenire e la nostra mente sarà libera di rimandare praticamente all’infinito, senza che ci rendiamo conto del danno che stiamo producendo per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

La procrastinazione in ambito finanziario è tanto comune quanto dannosa: ho conosciuto tantissimi aspiranti investitori che sono perfettamente consapevoli della necessità di mettere a frutto i propri soldi ma, nonostante ciò, non riescono a trovare la motivazione per muovere il passo decisivo.
Passano inesorabilmente le settimane, i mesi e gli anni e non riescono a concretizzare l’azione finale e si perdono, così, la ricchezza che i mercati finanziari costruiscono nel tempo.

Il più grande rischio che dobbiamo gestire non è l’instabilità finanziaria del breve periodo ma, piuttosto, non ottenere un risultato soddisfacente dal capitale che stiamo accumulando (cit.) in quanto non ci decidiamo a muovere quel passo che ci permetterebbe di investire parte dei nostri soldi.

Comprendere i meccanismi e le ragioni che ci inducono a procrastinare le nostre decisioni di investimento, può aiutare a uscire dall’immobilismo e iniziare un percorso di corretta pianificazione finanziaria.

Cosa ci spinge a procrastinare

Quando rimandiamo un impegno o una decisione senza una motivazione valida, siamo perfettamente consapevoli che ciò avrà conseguenze negative. 
E’ evidentemente irrazionale fare qualcosa di dannoso come procrastinare, e allora perché lo facciamo?

Inconsciamente attiviamo un meccanismo di difesa per proteggerci dallo stress provocato da un compito che percepiamo come minaccioso: una dieta implica un sacrificio, un esame o un’incombenza lavorativa ci mettono davanti al rischio di non ottenere risultati all’altezza delle nostre aspettative, iniziare a investire ci espone al rischio e all’instabilità tipica dei mercati.

Accade così che il nostro cervello ci manda un messaggio che ci spinge a evitare “la minaccia” per dedicarci a un’attività meno stressante o, meglio ancora, a uno svago che ci consenta di allontanarci dal “dover iniziare” il processo di investimento percepito così rischioso:
quando assistiamo a un mercato rialzista la correzione potrebbe essere imminente.
Viceversa in un mercato ribassista le cose potrebbero sempre peggiorare:

INVESTITORI ATTENDONO LA CORREZIONE

Il vero problema è che più si rimanda l’inizio della nostra pianificazione finanziaria, più aumenta la percezione della difficoltà e della minaccia rappresentata dai mercati.
Si entra così in un circolo vizioso in cui l’attività da svolgere (in questo caso iniziare a investire) diventa sempre più stressante. Più è stressante e più si tende a rimandare.

Come si esce da questa impasse? 

Come superare la procrastinazione negli investimenti

Esistono alcuni semplice ma efficaci accorgimenti che possono aiutarci a superare la nostra innata attitudine a rimandare le decisioni importanti nella nostra vita e in ambito finanziario.

  • Scomporre il problema in sottoproblemi più piccoli:
    E’ un’efficace regola di  problem solving: un compito complicato (o percepito come tale) viene suddiviso in più fasi, ognuna di questa viene affrontata singolarmente rendendo l’onere meno gravoso e consentendoci, passo dopo passo, di arrivare alla conclusione dell’intero compito.
    In ambito finanziario questa regola teorica può essere attuata adottando un approccio barbell che consiste nel suddividere il capitale complessivo in due porzioni: la parte più consistente sarà destinata a strategie più confortevoli e poco vulnerabili all’instabilità dei mercati.
    L’altra porzione, invece, sarà utilizzata per costruire strategie più articolate (e più remunerative). Questo ci consentirà di vivere più serenamente le turbolenze perchè colpiranno una porzione del capitale più contenuta (in questo video ho spiegato come combinare una strategia bond laddering con un portafoglio diversificato).
    Resta, inoltre, sempre valido l’investimento diluito nel tempo tramite una strategia PAC che consente di approcciare il mondo degli investimenti e comprenderne il funzionamento in modo graduale, superando, così, il blocco iniziale;
  • Evitare la competizione:
    La società moderna ci ha insegnato ad essere competitivi praticamente in tutti gli ambiti della nostra vita: sul lavoro passiamo da una classifica a un’altra, con l’ossessione di dover  ottenere risultati migliori rispetto a quelli dei nostri colleghi. Nelle relazioni sociali siamo portati a seguire “convenzioni” che non ci facciano sfigurare rispetto ai nostri amici e conoscenti. Scatta così la corsa a comprare il vestito più alla moda, la macchina nuova, l’accessorio più giusto.
    Gli investimenti non fanno eccezione: siamo portati a mettere in competizione le performance del nostro portafoglio con quelle del nostro amico o parente.
    Quando i nostri conoscenti si vantano dei loro risultati pensiamo sempre di non aver ottenuto abbastanza e proviamo, così, un senso di frustrazione. 
    Capita spesso di voler evitare l’investimento proprio per non dover affrontare la competizione con il prossimo.
    In questi casi una valida indicazione è quella di essere discreti senza dover necessariamente rendere pubblico l’inizio di un percorso di investimento per non dover poi dover affrontare la competizione con i nostri pari: ci sarà sempre qualcuno che ci dirà che sta facendo meglio di noi.
    Gli investitori che sono molto bravi a condividere in modo presuntuoso (e a volte distorcendo la realtà) le performance positive, tacciono sistematicamente quando le cose non vanno bene;
  • Avere aspettative ragionevoli:
    Uno dei principali motivi alla base della procrastinazione è il timore di deludere le aspettative. Spesso si tratta di non ottenere i risultati che gli altri si aspettano da noi.
    Altrettanto spesso temiamo di deludere noi stessi.
    Stabilire aspettative ragionevoli è un ottimo stratagemma per superare il timore di non riuscire a raggiungere un determinato risultato.
    Con il tempo si impara che investire non è un atto di fede ma un processo che, se correttamente impostato, conduce a soddisfazione certa;
  • Affidarsi a un professionista:
    Il supporto di un professionista può essere determinante nel superare il nostro innato istinto a rimandare l’inizio di un corretto percorso di investimento: l’esperienza di una persona che non subisce direttamente le nostre paure può aiutarci a combatterle e a uscire dal loop della procrastinazione.

Ricordati che Il problema maggiore di questo meccanismo mentale è che la percezione di quanto sia difficile il compito aumenta mentre la rimandi.
Si entra così in un circolo vizioso in cui il compito da effettuare diventa sempre più stressante.
Più è stressante e più tendiamo a rimandare.
I procrastinatori lamentano spesso una forte paura di fallimento.

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Conclusioni

Ci sono 4 cose che non tornano più indietro: una pietra dopo averla lanciata, una parola dopo averla detta, un’occasione dopo averla persa e il tempo dopo essere stato sprecato.

Bob Marley

Ogni ricompensa, ogni gratificazione che otteniamo nella nostra vita è sempre il risultato di uno sforzo, di un impegno o del superamento di una situazione di stress.
Istintivamente il nostro inconscio ci spinge a proteggerci da questo stress.
L’approssimarsi di una scadenza, giocoforza, ci impone di dover affrontare la sfida a cui ci siamo sottoposti e a superarla.

Il vero problema sorge quando si deve prendere una decisione in tutti gli ambiti della nostra vita dove l’inizio di un’attività non è soggetta a una scadenza ben precisa. 

Non esiste un tempo limite entro il quale prendere il controllo delle nostre finanze. 
Teoricamente possiamo rimandare di anno in anno.
Intanto il tempo passa e con esso l’opportunità di utilizzare al meglio i nostri soldi per raggiungere i nostri obiettivi dimenticandoci che quanto prima  riusciremo ad affrontare il problema, tanto più ambiziosi saranno gli obiettivi che sarà possibile raggiungere.

Il segreto per arrivare primi è partire! (cit.).

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David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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2 Comments

  1. Ottima riflessione, l’unico aspetto tralasciato è forse il capitale umano: noi creiamo la ricchezza finanziaria con il nostro lavoro graduale, lo stesso metodo lo dobbiamo applicare alla creazione e gestione del nostro “portafoglio”, in modo semplice e rigido: diversificazione e accumulo progressivo con PAC, per chi inizia, mentre per chi capisce solo ora che deve INVESTIRE e non COMPRARE strumenti finanziari, quindi ha già ricchezza accumulata , deve creare una diversificazione in ragione degli obiettivi di vita soggettivi, totale se il capitale umano gli permette ancora di creare ricchezza e alimentare con PAC le singole strategie, oppure in caso negativo di nuove entrate, lasciare il 50% in liquidità per alimentare i PAC in modo da gestire il “punto d’ingresso”. In questo modo “a gestione macchina”, non si ascolta il rumore ma si segue il segnale, si possono raggiungere gli scopi prefissati senza rimorso perché ogni ribasso di mercato viene enfatizzato in modo positivo perché visto come una occasione di acquisto a sconto che migliora il risultato finale!!! Sbagliato?

    1. Grazie Luca, la creazione di una community di consapevole e in grado di arricchirsi a vicenda è qualcosa per cui saremo sempre grati a David.

      Un caro saluto a tutti i lettori (commentate e partecipate alle discussioni)!

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