guida pratica per il lungo termine

Professionisti della finanza, motivatori, economisti e persino una larga parte degli investitori professano l’importanza di focalizzarsi sul lungo termine. 
L’approccio lungimirante è senza dubbio la strategia migliore, non soltanto in campo finanziario, ma anche in tutti gli ambiti più importanti della nostra vita: le relazioni, la carriera, la salute…
Tuttavia c’è un problema di non poco conto: credere nell’approccio di lungo termine è molto più facile che attuarlo.

In questo articolo approfondiremo il tema del “lungo termine” nelle sue principali accezioni per capire quando è opportuno praticarlo, quando non lo è e quali accorgimenti seguire per tradurlo in pratica o sostituirlo con altre strategie.

Il beneficio dell’approccio di lungo termine

Guardando un grafico di lungo termine non ci sono grossi dubbi sul fatto che la pazienza sia una virtù ampiamente ricompensata dai mercati.
Questo grafico mostra l’andamento del mercato azionario: le aree verdi contraddistinguono i mercati rialzisti, quelle rosa  i mercati ribassisti:

Anche se nel breve periodo possono verificarsi problemi, imprevisti spiacevoli, disavventure e sciagure di ogni tipo, nel lungo termine le cose si aggiustano sempre.
Questo assunto vale tanto per i maggiori ambiti della nostra vita, quanto per i mercati finanziari.
Il fondamento di questa convinzione è che la maggior parte delle persone la mattina si sveglia con la volontà di rendere la propria esistenza migliore piuttosto che con l’intenzione di causarsi problemi (ne abbiamo parlato in questo post).
Purtroppo, rimanere lungimiranti è estremamente difficile ed è proprio per questo che è in finanza l’approccio di lungo termine è così redditizio: tutto ciò che dà una ricompensa costa fatica

Non tutti  sono in grado di sopportare questa fatica e, soprattutto, chi non lo è molto spesso non ne è consapevole.
Le capacità richieste per rimanere fedeli ai sani propositi di lungo termine vengono spesso minimizzate con frasi banali del tipo “Devi essere paziente, “L’approccio Buy & Hold è l’unico vincente”.
Per riuscire davvero ad investire a lungo termine è importante aver ben chiari alcuni concetti fondamentali.
Vediamo allora come comprendere meglio cosa comporta praticare il lungo termine, come tradurlo in decisioni pratiche e, eventualmente, con quale approccio sostituirlo.

Il problema del lungo termine è il breve termine

Pianificare a lungo termine non ti eviterà di doverti confrontare con bear market, guerre, recessioni, fallimenti e altre assurdità finanziarie ed economiche.
Questo è un grafico di lungo termine del mercato azionario: 

MERCATO AZIONARIO VS CRISI
Fonte: Ycharts

Dal 1990 al 2023 l’S&P500 ha realizzato una performance complessiva del 2.390% pari al 9,90% annuo: fantastico!
Sai quanto è stato “faticoso” raccogliere questo rendimento di lungo termine?

Sul grafico sono riportate le principali assurdità che, ciclicamente, si sono abbattute sui mercati.
In ordine temporale, negli ultimi 30 anni un investitore di lungo termine si è dovuto confrontare con:

  • L’impeachment del presidente Clinton (1998);
  • Lo scoppio della bolla tecnologica (2000);
  • L’attentato terroristico dell’11 settembre (2001);
  • La grande crisi finanziaria (2008);
  • Il downgrade degli Stati Uniti (2011);
  • La Brexit (2016);
  • Uno shutdown negli Stati Uniti (2018);
  • La pandemia globale (2020);
  • La più grande crisi inflazionistica dell’era moderna (2022).

Tutti questi eventi (e abbiamo citato solo i più importanti) hanno un elemento in comune: non erano mai accaduti prima.
Non è affatto scontato che l’investitore di lungo termine sia riuscito ad ottenere il 9,90% di rendimento annuo prodotto dal mercato. Il rendimento reale portato a casa dall’investitore potrebbe essere stato molto diverso a causa degli errori del breve termine. Questi errori si fanno proprio durante le fasi di difficoltà dei mercati, quando l’evento mai accaduto prima fa tremare le gambe e vacillare le più radicate convinzioni sul lungo termine.
Troppo spesso il pensiero lungimirante viene confuso con  l’effimera illusione di poter evitare  incertezze e assurdità del breve periodo. In realtà è l’esatto contrario: più lungo è il nostro orizzonte temporale maggiori saranno le sciagure che dovremo sopportare. E molte di queste non saranno mai accadute prima.
Piuttosto che illudersi di poter pensare a lungo termine ignorando le calamità del breve termine, meglio pensare a come riuscire ad affrontarle al meglio per ridurre fatica e margine di sopportazione.

Il sottile confine tra perseveranza e testardaggine

Il mondo, i mercati, l’economia cambiano nel tempo. L’abilità di sapersi adattare al cambiamento è fondamentale. Il problema è che questa abilità è difficilissima da apprendere: continuare a credere alle illusioni legate a un passato superato è molto più facile che ammettere di aver sbagliato.

Prendiamo come esempio una delle opere considerate tra le più celebri in tema di mercati finanziari: L’investitore intelligente di Benjamin Graham.
Si tratta probabilmente di una delle migliori opere sul mondo degli investimenti. Graham, padre del value investing,  raccomanda agli investitori di privilegiare l’investimento in aziende sottovalutate e evitare, viceversa, i titoli con valutazioni eccessive. 
Seguendo questa ragionevole e condivisibile indicazione, negli ultimi 10 anni avresti perso per strada circa la metà della performance prodotta dal mercato azionario (azionario globale vs azionario globale value).
Graham è stato un investitore di successo, ma il mondo è cambiato e i suoi principi oggi trovano scarsa applicazione pratica (anche se possono essere seguiti con soddisfazione applicandoli a una parte marginale del portafoglio).
Quando la testardaggine si maschera dietro l’illusione della pazienza, costringe l’investitore a mantenere le posizioni in perdita. Ecco perché per sviluppare un approccio di lungo termine vincente è necessario saper distinguere tra  pazienza e ottusa ostinazione. L’ostinazione può portare l’investitore a mantenere posizioni in perdita (o in pesante sottoperformance) in attesa di vedere il pareggio precludendosi, così,la possibilità di partecipare a un mercato rialzista.
Se sei salito a bordo del treno sbagliato, non ti serve a molto correre lungo il corridoio nella direzione opposta (cit.).

Nel lungo termine non sei mai solo (e questo è un problema)

Quando si “diventa grandi” molte delle decisioni importanti sono condivise con le persone a noi vicine: il cambio di lavoro, una nuova casa, il trasferimento in un’altra città e anche gli investimenti per il futuro proprio e della propria famiglia.
Serve a poco avere la capacità di resistere se chi ci sta vicino non possiede questa abilità.

Nel lungo termine  i mercati, la conformazione dell’economia, e mille altre variabili ci daranno ragione ma questo non ci sarà di aiuto se non riusciamo a convincere chi ci sta vicino.
Questo è un aspetto spesso sottovalutato ma che rischia di far naufragare anche le più solide pianificazioni finanziarie.

contatta David Volpe

Miniguida per praticare il lungo termine (ma non troppo)

Adesso che abbiamo esaminato i concetti fondamentali legati al miti del lungo termine vediamo come praticarlo e come abbinarlo a delle strategie alternative.

Prima di praticare il lungo termine pensa a superare il breve termine

Teoricamente parlando, un portafoglio 100% azionario o, comunque, con una quota di azioni consistente, è quello più adatto a chi ha un orizzonte di lungo termine. Stock for the long run”: è risaputo che le azioni nel lungo termine siano l’asset class più redditizia. 
Prima di pensare a come massimizzare il rendimento del lungo periodo, però, sarebbe preferibile chiedersi come fare a sopportare tutte le ignote assurdità che si presenteranno nel breve termine.

Un grafico di lungo termine delle azioni somiglia molto a un lungo mercato rialzista intervallato da occasionali fasi ribassiste.
Richard Russel, giornalista finanziario statunitense, affermava: “Un bull market si comporta effettivamente come un toro: cerca ad ogni costo di disarcionare il suo cavaliere“.

Per non essere disarcionato l’investitore ha, in definitiva, due possibilità:

  • Imparare a cavalcare il toro cercando di non farsi troppo male ad ogni caduta;
  • Sceglie un toro (cioè un portafoglio) meno “agitato” in modo da dover sopportare sussulti più limitati.

In entrambi i casi la soluzione si traduce in due attività non affatto banali:

  1. Capire cosa possono riservarti i mercati nel bene e nel male (in questo articolo puoi fartene un’idea),
  2. Trovare il proprio mix ottimale di asset rischiosi (come le azioni) e asset difensivi che ti consenta di superare le fasi più difficili e sopravvivere al breve termine. Molto meglio un portafoglio meno redditizio che puoi cavalcare resistendo ai sussulti di breve termine piuttosto che un portafoglio altamente performante da cui rischi di essere, appunto, disarcionato.

Scegli un portafoglio capace di adattarsi al cambiamento

In un mondo in continua evoluzione diventa fondamentale acquisire la capacità di adattarsi al cambiamento.
Questo non significa affatto sostituire periodicamente settori, aree geografiche e azioni del passato con i nuovi leader del futuro.
Si tratta, piuttosto, di perseguire un approccio basato, principalmente, su indici ampiamente diversificati.
Un Etf focalizzato su un mercato diversificato muterà progressivamente  la sua composizione scartando le società “perdenti” del passato per sostituirle con le “vincenti” del futuro.

Questa tabella riassume le prime 10 società dell’S&P500 nel corso dei decenni a partire dal 1980:

Sistematicamente “il mercato” ha fatto selezione sostituendo le società del passato con quelle caratterizzate da un business proiettato sul futuro.
Attraverso un unico strumento focalizzato sull’S&P500, l’investitore avrebbe avuto la certezza di cavalcare il cambiamento ruotando progressivamente il proprio portafoglio verso un’economia in continua evoluzione in cui le società di ieri passano il testimone a quelle di domani.
Questo approccio ha un’unica controindicazione: è tremendamente noioso. Ma, come si dice spesso, se non ti stai annoiando non stai investendo correttamente.

Abbina lungimiranza e flessibilità

Un orizzonte temporale di lungo termine consente di contenere l’impatto della casualità sui risultati finali: nel breve periodo, sui mercati, le cose possono andare tanto bene quanto male.
Nel lungo termine, invece, aumentano le probabilità di ottenere risultati positivi.
Nel lunghissimo termine si raggiunge la certezza statistica di avere successo.

Spesso si tende a credere che con un orizzonte temporale lungo si possa contare su una data di scadenza certa. In realtà i risultati ottenuti a una scadenza precisa dipendono dal caso quanto un orizzonte temporale breve.
Immagina di aver fissato in 10 anni il tuo orizzonte temporale, di aver diversificato correttamente il tuo portafoglio in un mix equilibrato di azioni e obbligazioni. Peccato che i tuoi 10 anni si siano conclusi alla fine del 2022 cioè l’annus horribilis per azioni e obbligazioni.
L’anno in cui eri pronto per ottenere la ricompensa per la tua pazienza, il tuo portafoglio avrebbe, in realtà, incassato un duro colpo: un’amara perdita a doppia cifra. 
Se  fossi stato disposto a dare ai mercati un altro anno di tempo, il tuo risultato sarebbe migliorato sensibilmente.
Per ottenere il massimo dai mercati finanziari è necessario abbinare a un orizzonte temporale di lungo periodo una data di scadenza flessibile.

Pensa anche al medio termine

E’ indubbio che una prospettiva di lungo termine sia l’approccio vincente, non solo in finanza, ma in molti degli ambiti che regolano la nostra vita.
Tuttavia ognuno di noi vive nel breve termine: nel lavoro le persone sono spesso misurate e premiate in base al raggiungimento degli obiettivi nel corso di mesi o, tuttalpiù, dell’anno solare.
Un relazione per potersi rafforzare e durare nel tempo ha bisogno di conferme e gratificazioni reciproche nel breve termine.

Pensare che per l’ambito finanziario il nostro modo di vedere le cose possa radicalmente convertirsi sul lungo termine è poco realistico.
Una buona precauzione è quella di abbinare a un portafoglio principale di lungo termine, altri sotto portafogli di breve e medio termine in grado di dare certezze e piccole gratificazioni immediate.
Questa precauzione teorica può essere messa in pratica ad esempio attraverso la strategia bond laddering e lasset allocation tattica.

Conclusioni

Forse non è molto chiaro che il rendimento dell’investimento non esiste, è un’ illusione.
L’unico rendimento reale è il rendimento dell’investitore.

Vincenzo Bernardini

Il rendimento di lungo termine è sempre ben chiaro nei backtest e nei grafici, molto meno nei portafogli costruiti con i soldi veri.

Troppo spesso gli investitori, accecati dal risultato del lungo periodo, si smarriscono nel breve termine bruciando gran parte del rendimento che i mercati creano nel tempo.

Un’impostazione di lungo termine non ti sottrarrà all’esame a cui i mercati, prima o poi, ti sottoporranno: testare la tua sopportazione all’incertezza e alle perdite del breve periodo. Più  lungo sarà il tuo orizzonte temporale, maggiori saranno i test a cui dovrai sottoporti.
Vedere scendere il valore dei propri investimenti è doloroso ed è proprio nei momenti difficili che si commettono quegli errori che pregiudicano le performance di lungo termine. 
Imparare a gestire o, quantomeno, a ridurre le perdite fa la differenza tra il successo e l’insuccesso negli investimenti.

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5 Comments

  1. Sempre ottimi articoli pieni di spunti di riflessione interessanti

  2. Buona domenica David, sbaglio o questo articolo ha come mentore i capitoli 15 “Niente è gratis” e 16 “Io & te” del libro “La Psicologia dei Soldi” di Morgan Housel? Complimenti

    1. In realtà la fonte di ispirazione è tratta da alcuni passaggi di “come sempre” (ottimo ma, forse, non all’altezza del primo libro di Housel) 😅. Ho, poi, combinato i concetti con la mia esperienza personale di consulente.
      In ogni caso hai centrato il punto Luca.
      Siamo tutti investitori di lungo termine… finché il mercato sale. Poi puntualmente iniziano i dubbi, i mal di pancia e gli orizzonti si accorciano.
      Troppo spesso il lungo termine diventa un’illusione con cui si crede di poter sfuggire al disagio del breve.
      Un caro saluto!

  3. Articolo illuminante. Grazie.

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