RAY DALIO OBBLIGAZIONI BITCOIN

Preferisco detenere Bitcoin piuttosto che obbligazioni”.

Questa sarebbe la lapidaria dichiarazione che avrebbe rilasciato Ray Dalio, uno degli investitori più autorevoli dell’era moderna (link all’articolo in italiano).
Il guru degli investimenti aveva già pubblicamente dichiarato che la liquidità sui conti correnti in termini di scelta di investimento è spazzatura (“Cash is Trash”) e che investire in obbligazioni è diventata una cosa da stupidi (“Investing in bond is become stupid” ).

Ecco che arriva un’ulteriore doccia fredda per gli amanti dell’investimento in obbligazioni.
Dunque secondo il guru degli investimenti e l’ideatore della sempreverde strategia All Seasons non avrebbe davvero più senso l’utilizzo delle obbligazioni come fonte di diversificazione?
Dovremo forse sostituire i bond con i Bitcoin?
O dovremo eliminare le obbligazioni dalle nostre scelte di investimento?

In questo articolo troverai un’ulteriore riflessione sul mondo obbligazionario e sulla criptovaluta più amata alla luce delle recenti dichiarazioni di Ray Dalio che non possono certo essere ignorate.

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Le prospettive: verso il declino delle obbligazioni

Come più volte osservato in questo blog, tassi di interesse che rasentano lo zero e che, ormai, non possono che aumentare, rappresentano un contesto potenzialmente devastante per le obbligazioni.
Soprattutto per le obbligazioni di elevata qualità cioè quella categoria tradizionalmente “decorrelante” visto che ha la caratteristica di salire quando le azioni scendono.
E, comunque, più in generale oggi sperare di ottenere rendimenti a scadenza positivi con un portafoglio esclusivamente allocato in obbligazioni diventa davvero difficile per non dire quasi impossibile (ne ho parlato dettagliatamente in questo post).

Alla luce di queste considerazioni resta tuttavia basilare attenersi ad un fondamentale principio di comune buonsenso: non estrapolare una singola affermazione dal contesto per far proprie convinzioni che non sono certo quelle della fonte a cui si fa riferimento.
Ray Dalio oltre ad essere una fonte estremamente autorevole è anche il fondatore del più importante Hedge  fund del mondo BridgeWater che gestisce il patrimonio di centinaia di clienti facoltosi. Guarda caso, commentando la recente dichiarazione di Ray Dalio, un’altra fonte estremamente autorevole, Bloomberg, afferma che una larga parte del patrimonio di Bridgewater (e quindi dei suoi clienti) è allocata proprio in titoli di stato americani e di altri paesi (link all’articolo di Bloomberg).


Quindi Dalio sta forse “predicando bene e razzolando male”?
Beh non proprio.
Piuttosto non si dovrebbe commettere l’errore di confondere dichiarazioni isolate  del singolo con le scelte di investimento che il singolo segue nell’interesse dei propri clienti.

Precedenti “storici” delle dichiarazioni di Ray Dalio

Ray Dalio non è certo nuovo al rilascio di interviste con dichiarazioni che prevedono prese di posizione forti nei confronti di asset come azioni, obbligazioni e criptovalute.

Nel 2015 Dalio ha scritto un articolo per Institutional Investors sottolineando l’importanza di capire quando ti sbagli e quando è il momento di cambiare idea.
Nell’articolo Dalio fa riferimento alla sua analisi dell’economia all’inizio degli anni 80 quando presagì l’arrivo di una delle più grandi depressioni per un collasso del debito globale e della finanza pubblica americana.
In realtà non ci fu nessuna depressione e gli anni 80 diedero il via ad uno dei periodi di maggiore espansione economica e di maggior crescita per i mercati azionari.

La storia si ripete nel 1992 quando Dalio, in un articolo sul New York Magazine confidò che negli anni a venire le obbligazioni avrebbero fatto molto meglio delle azioni. Dalio si sbagliava ancora : le obbligazioni americane restituirono un rendimento annuo del 6,5% circa a fronte del 20 % annuo che mise a segno il mercato azionario americano (S&P500).

Infine nel 2015 Ray Dalio presagì l’arrivo di una nuova depressione economica.
Niente di tutto ciò si è verificato ad eccezione della drammatica parentesi del Covid-19 che comunque, in termini finanziari, è stata egregiamente superata.

Quello che stupisce in tutto ciò è il fatto che nonostante queste previsioni così fallaci, il suo fondo Bridgwater in tutti questi anni sia riuscito a mettere a segno guadagni netti per quasi 47 miliardi di dollari conquistando il primato di hedge fund di maggior successo.

La realtà è che Ray Dalio non permette alle sue convinzioni personali di influenzare le strategie di investimento di Bridgewater.
E questo è quello che dovrebbe fare ogni investitore consapevole: non lasciarsi influenzare dalle proprie convinzioni personali e da quelle dei media o dei grandi guru.
Una volta definito un piano di investimento conforme ai propri obiettivi l’investitore consapevole dovrebbe limitarsi ad attenersi a quel piano senza troppe distrazioni.

Ray Dalio: la posizione ufficiale su bond e Bitcoin

Consapevole delle dichiarazioni che più o meno propriamente gli vengono attribuite, Ray Dalio non manca di chiarire ufficialmente le sue posizioni riguardo a singole asset class o aggiornamenti sulle sue strategie di investimento.

In un precedente post avevo analizzato la sua visione sul Bitcoin (leggi l’articolo completo) che credo possa essere ben sintetizzata con questa sua affermazione “ufficiale”: Investirei in Bitcoin una cifra su cui sarei disposto a perdere fino all’ 80%”.

Anche riguardo ai bond Dalio in tempi più o meno recenti ha pubblicato un suo personale aggiornamento ufficiale sulla sua strategia “All Seasons” già analizzata nella sezione del post dedicato.
Fondamentalmente la sua indicazione è quella di implementare l’esposizione obbligazionaria con strumenti indicizzati all’inflazione ed obbligazioni cinesi che offrono rendimenti ancora decorosi. Non suggerisce certo di eliminare totalmente le obbligazioni dal portafoglio.

Perché questa dichiarazione?

Perché allora questa dichiarazione così forte? Cosa voleva dire Ray Dalio?  

Certo è sempre difficile interpretare le intenzioni altrui sulla base di semplici dichiarazioni, tuttavia credo proprio che l’allerta che Dalio intendeva lanciare fosse:

Signori, scordatevi i tempi in cui investire in obbligazioni era privo di rischio. Oggi non è più così. Piuttosto che investire il 100% del mio patrimonio in obbligazioni, preferirei investirne una piccola percentuale in Bitcoin”.

Sostanzialmente un portafoglio interamente obbligazionario oggi è molto più rischioso di un portafoglio che preveda anche un esposizione conservativa alle azioni. 
Ed al tempo stesso, visto che un portafoglio 100% bond presenta più rischi che opportunità, è molto più ragionevole investire una piccola parte del proprio capitale (l’ 1%?🤓 ) in Bitcoin.
Potresti perdere tutto ma il guadagno potenziale ripagherebbe largamente il rischio e, comunque, implicherebbe un rischio minore rispetto all’investimento del totale del capitale in bond.

Nel prosieguo dell’intervista Ray Dalio dichiara che lo scenario che potrebbe delinearsi a fronte del forte indebitamento del governo americano, sarebbe di una svalutazione del dollaro, crescita dell’inflazione e crollo dei bond. Tutto ciò andrebbe a favore di azioni ed oro.

Bene, avendo costruito un portafoglio correttamente diversificato, la perdita che verrebbe realizzata dalla parte obbligazionaria sarebbe largamente compensata dalla parte azionaria. 
Ma quella stessa parte obbligazionaria su cui, molto probabilmente, sarai condannato a perdere nel breve termine, potrebbe essere il tuo salvagente in occasione del prossimo tracollo dei mercati finanziari. Fine della discussione.

Conclusioni

Gli investitori si dividono in due categorie: quelli che non sanno fare market timing e quelli che ancora non hanno capito di non saperlo fare

(Cit.)

L’andamento dei tassi di interesse e del mercato delle obbligazioni è difficile da prevedere quanto il mercato azionario.
Oggi è molto plausibile l’ipotesi che vede un futuro di declino a breve termine per i bond, soprattutto per quelli governativi.
Ma non è assolutamente certo che questo futuro si materializzi. E anche se dovesse materializzarsi, in un portafoglio diversificato ed opportunamente ribilanciato, l’investitore sarà comunque soddisfatto dei risultati della componente azionaria. 

Certo è che nel breve termine le regole teoriche di diversificazione non sempre funzionano correttamente.
Nel breve termine si dovrà accettare di “soffrire” e di rimanere inattivi ad attendere che il tempo faccia il suo lavoro. Come più volte abbiamo osservato l’orizzonte di medio lungo termine è l’unico contemplabile per scelte di investimento di successo.

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3 Comments

  1. Per investire non serve avere ragione, ma non sbagliare, tutti gli asset sono necessari per creare una asset allocation che possa sposare un ciclo di mercato, quindi escludere di per se è sempre un errore, la formula magica è semmai flessibilità… sia mentale di visione che reale di quantità. A presto

    1. Giustissimo Luca!
      “L’importante non è azzeccare l’investimento giusto quanto piuttosto individuare l’asset allocation che consenta di sbagliare il meno possibile” (cit.)

  2. Non ascoltare il rumore mediatico ma distingui il segnale della necessità in ogni scelta d’investimento.

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