PORTAFOGLIO GOLDEN BUTTERFLY

Il portafoglio Golden Butterfly è una strategia di investimento che può essere annoverata tra i Lazy Portfolios.
Tra i tanti Lazy Portfolios (il famosissimo All Seasons di Ray Dalio, il portafoglio 60/40, il Permanent Porfolio) forse uno dei più sottovalutati è proprio il Golden Butterfly.

Infatti, a differenza di portafogli creati da ben più illustri investitori, il Golden Butterfly nasce dall’idea di Tyler un ingegnere meccanico appassionato di finanza ed ideatore del sito portfoliocharts.com contenente le analisi statistiche dei più celebri Lazy Portfolios.

Ti invito vivamente ad aspettare prima di concludere che un “semplice” ingegnere possa non essere una fonte affidabile. 
Ti assicuro che rimarrai sorpreso dalle potenzialità di rendimento e dalla stabilità offerte da questo Lazy Porfolio.
L’obiettivo del Golden Butterfly è quello di realizzare un livello di diversificazione tale da far crescere  e proteggere il proprio capitale qualunque cosa accada.

Ricordo che, come tutti i Lazy Portfolios, anche il Golden Butterfly si costruisce con fondi e/o etf che richiedono una scarsa manutenzione e che, alla fine, riescono a funzionare molto meglio di tante soluzioni avanzate proposte dall’industria finanziaria.
In questo articolo ne analizzeremo le logiche per capirne il  funzionamento e vedremo come replicarlo utilizzando correttamente fondi ed etf.

I principi alla base del Golden Butterfly

Il Golden Butterfly è essenzialmente un’evoluzione del  Permanent Portfolio di Harry Browne (composto da azioni obbligazioni ed oro).
La teoria alla base di questi due Lazy Portfolio  è quella di selezionare  gli asset che si comportano particolarmente bene nelle quattro possibili condizioni economiche. 

In altre parole:

  • Crescita economica: azioni;
  • Recessione: obbligazioni a breve termine;
  • Inflazione: oro;
  • Deflazione: obbligazioni a lungo termine

Sostanzialmente la composizione standard del portafoglio Golden Butterfly è:

GOLDEN BUTTERFLY GRAFICO TORTA

Secondo il parere dell’ideatore, il portafoglio ricorda l’immagine di una farfalla dove le due ali sono rappresentate dalla parte azionaria e obbligazionaria e l’oro costituisce, invece, la testa della farfalla (se lo dice lui…).

Nota bene: 
Il portafoglio è pensato per l’investitore statunitense. La parte obbligazionaria è costruita esclusivamente con titoli di stato a breve ed a lunga scadenza.
Mentre la parte azionaria prevede la totale esposizione al mercato statunitense considerando anche le società di piccole dimensioni (appunto “small cap”).

Golden Butterfly: i rendimenti storici

Vedendone la composizione “essenziale” è naturale pensare che sia una soluzione poco idonea al mondo moderno:  tassi di interesse ai minimi storici, mercati azionari ai massimi, consistente esposizione ad un asset instabile come l’oro…
In realtà il Golden Butterfly ha funzionato egregiamente sia quando i tassi di interesse sono saliti vertiginosamente durante gli anni 70, sia quando l’oro ha perso l’80% del suo valore negli anni 80 e 90.
Infine, anche nel periodo tra il 2000  ed il 2010 quando le azioni hanno restituito rendimenti pressoché nulli, il Golden Butterfly regalava un rendimento di circa il 6% annuo (reale ovviamente, quindi al netto dell’inflazione).

Le varie asset class non devono mai essere considerate singolarmente: ogni attività ha una sua funzione specifica. Quando l’oro è in difficoltà ci sarà un altro asset a compensarne la debolezza.
L’investitore dovrà limitarsi a ribilanciare periodicamente i vari asset “comprando basso e vendendo alto”.
Questo consentirà di realizzare rendimenti aggiuntivi in mercati volatili anche quando le singole componenti faticano a perseguire il percorso verso la crescita”
(cit.).

Rendimenti

Questo grafico mostra l’andamento del portafoglio Golden Butterfly dal 2000 fino ad oggi:

PORTAFOGLIO GOLDEN BUTTERFLY PERFORMANCE

10.000 $ dopo poco più di 20 anni sarebbero diventati 47.300, pari ad un rendimento annuo semplice di circa il 18% .
Considerando (come dovrebbe esser fatto) l’interesse composto, il rendimento annuo si attesta al 7,82% circa.

Drawdown

L’aspetto interessante è che il prezzo per ottenere questo rendimento non sarebbe stato poi così caro.
In altre parole l’investitore che avesse optato per il Golden Butterfly avrebbe sofferto ben poco (o comunque molto meno di altri) durante i più celebri crolli di borsa.

Questo grafico mostra i “drawdown” cioè i ribassi massimi registrati dal portafoglio durante le fasi più critiche:

PORTAFOGLIO GOLDEN BUTTERFLY DRAWDOWN

Nel 2008 quando gli indici azionari precipitavano di oltre il 50%, il Golden Butterfly perdeva solo (si fa per dire) il 15%. 
Durante il Covid-19 la perdita è stata di  appena (…ops) il 10%.

contatta David Volpe

Golden Butterfly: l’importanza del ribilanciamento

Al contrario di quanto si pensi, investire è un’attività estremamente noiosa: per quanto la gente pensi che sia importante controllare e movimentare il portafoglio freneticamente è dimostrato che la migliore strategia è quella di comprare per mantenere ( in questo post metto a confronto la strategia Buy & Hold con quella Buy the Dip cioè comprare in occasione dei crolli di mercato e rivendere dopo che il ribasso è stato colmato).

Bisogna comunque ricordare che ogni portafoglio, per quanto ben congegnato, necessità di un’attività di manutenzione periodica.
Nulla di stravolgente, ma soltanto una normale attività di ribilanciamento.
Visto che le varie componenti del nostro portafoglio mutano nel tempo per effetto delle oscillazioni di mercato, il ribilanciamento serve per ripristinare le originarie proporzioni. Si sposta cioè denaro dalle attività in guadagno verso le attività in perdita (in questo articolo parlo del ribilanciamento di portafoglio)

Banale? Non tanto.
Questi due grafici mostrano l’andamento del Golden Butterfly con e senza ribilanciamento periodico:

GOLDEN BUTTERFLY RIBILANCIAMENTO

Come abbiamo visto $ 10.000 in poco più di 20 anni sarebbero diventati 47.300.
Ribilanciando il risultato finale sarebbe stato di $ 50.000. In altre parole l’attività di ribilanciamento avrebbe regalato 2 punti annui di rendimento.

Il Golden Butterfly 2.0 adattato all’investitore europeo

A questo punto è necessario capire  come adattare il portafoglio Golden Butterfly all’investitore europeo.
E soprattutto come rimodularlo in un contesto profondamente cambiato rispetto al passato senza rivoluzionarne le logiche.

Abbiamo visto come il principio su cui si fonda questa soluzione è la combinazione di asset class in grado di interagire bene nelle varie fasi di mercato.
Quindi vediamo come costruire le tre parti del portafoglio: obbligazioni, azioni ed oro.

Obbligazioni

La funzione delle obbligazioni in questo Lazy Portfolio è quella di proteggere il portafoglio durante le fasi di sell off. Quindi dovranno essere escluse tutte quelle obbligazioni rischiose come high yield ed emergenti.

  • Obbligazioni breve termine:
    L’obiettivo è quello di fornire un rendimento minimo a fronte di una volatilità contenuta e, al tempo stesso, sfruttare eventuali rialzi dei tassi di interesse. Infatti, in un contesto di rialzo dei tassi, via via che giungono a scadenza, queste obbligazioni saranno reinvestite a rendimenti più elevati.
    Per questa parte utilizzeremo strumenti denominati in euro per limitare gli effetti del rischio di cambio ed evitare costi per la copertura valutaria (in questo articolo illustro come gestire il rischio di cambio);
  • Obbligazioni lungo termine:
    Per questa parte ci orienteremo principalmente su emissioni americane senza copertura dal cambio.
    Il dollaro, infatti, rappresenta una valuta rifugio che tende ad apprezzarsi durante le fasi di “sell off”.
    Inoltre, visto il basso livello dei tassi di interesse e le concrete prospettive di rialzo, ci orienteremo su strumenti a media scadenza. Questo consentirà di limitare l’impatto negativo di possibili rialzi dei tassi.
    Infine, per mitigare il problema dei bassi rendimenti, faremo ricorso anche al mercato obbligazionario cinese caratterizzato da rendimenti interessanti e da bassa correlazione con i mercati azionari (in questo articolo approfondisco la funzione delle obbligazioni cinesi).

Azioni

Il Golden Butterfly è concentrato sul mercato azionario americano.
Per quanto questo sia stato il più brillante dell’ultimo ventennio, non possiamo non considerare di perseguire una corretta diversificazione geografica.

La sensazione di vittoria dell’economia americana non proseguirà all’infinito. Nessuna squadra vince tutti i campionati anno dopo anno.

Robert J. Shiller – Euforia Irrazionale

Ricordiamo, inoltre, che gli strumenti classificati come “globali” già offrono un’esposizione diretta al mercato americano di oltre il 60%. Quindi investendo in un fondo o in un etf globale già oltre la metà del capitale è destinata al mercato americano. Per cui:

  • Azionario USA:
    Sostituiamo l’azionario USA con strumenti globali, senza trascurare il mercato azionario europeo ed i paesi emergenti;
  • Azionario small cap value:
    In maniera del tutto analoga, sostituiamo il mercato azionario statunitense con strumenti small cap e value a vocazione globale.

Oro

In questo caso useremo strumenti su oro fisico che replicano fedelmente l’andamento dell’oro.
Visto che si tratta di un asset class volatile non faremo ricorso alla copertura dal rischio di cambio per risparmiare i costi di hedging.

Un esempio reale di Golden Butterfly

Ecco quale sarà la nuova conformazione del Golden Butterfly per l’investitore europeo:

GOLDEN BUTTERLFY PORTFOLIO

Golden Butterfly: Fondi ed ETF da inserire nel portafoglio

Di seguito ti lascio un elenco che rimanda ad una selezione di strumenti specifici per investire nelle asset class indicate:

  • Obbligazioni M.T. USA:
    Sono indicati un etf specializzato in titoli di stato statunitensi con scadenza compresa tra 7 e 10 anni ed un fondo attivo aggregato che investe, cioè, in titoli di stato dei maggiori paesi sviluppati con scadenza intorno ai 5 anni;

  • Obbligazioni Cina:
    La selezione comprende un etf ed un fondo attivo specializzati nell’obbligazionario governativo cinese;

  • Obbligazionario B.T. euro
    Sono stati individuati un etf ed un fondo attivo su obbligazioni europee di elevata qualità con scadenza  inferiore ai 5 anni;
  • Oro:
    Sono presenti due etf su oro fisico;
  • Azionario globale small cap:
    Ho individuato un etf e due fondi attivi specializzati nell’investimento in azioni di società a piccola capitalizzazione;

  • Azionario value:
    Sono presenti due  etf e due fondi attivi specializzati nell’azionario value;

  • Azionario globale:
    La selezione presenta due etf e due fondi attivi classificati come azionari internazionali (con esposizione al mercato americano di oltre il 50%);

  • Azionario Europa:
    Sono presenti due etf e due fondi focalizzati sull’area geografica europea;

  • Azionario Emergenti:
    Sono presenti due fondi e due etf azionari dell’area emergente.
    Ricordo che la Cina rappresenta circa il 40% del mercato azionario emergente.

Conclusioni

La diversificazione non solo diminuisce le probabilità di sbagliare, ma aumenta quelle di avere ragione

Benjamin Graham

In quanto umani siamo tutti soggetti all’influenza delle nostre emozioni. E, ovviamente, il campo degli investimenti non fa eccezione tanto nelle fasi positive quanto in quelle negative.

Quando i mercati non fanno altro che salire, sembra che l’utilizzo di attività di investimento con basso rendimento atteso (tipo le obbligazioni per intendersi) non abbia nessuna utilità. 
Ogni singola asset class comprata a caso non ha nessun senso nel breve termine e, tantomeno, nel lungo.
Ma, invece, assume un valore eccezionale all’interno di un portafoglio ben diversificato e periodicamente ribilanciato.

Per chi non fosse ancora convinto dell’utilità delle singole asset class suggerisco la lettura di questo articolo (rigorosamente in inglese) redatto proprio dall’ideatore del Golden Butterfly: “Come sopravvivere e fare soldi dentro Matrix”.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi! 

Iscriviti

* indicates required
Potrebbero interessarti anche

1 Comment

  1. Semplificherei anche al fine di agevolare la revisione periodica, compreso abbattimento costi, tutta l’esposizione azionaria con un semplice etf MSCI WORLD, eviterei il rischio cambio sulla esposizione obbligazionaria ai bond USA medio/lungo termine, troppo volatile il cambio per tale asset, per sostituire questa parte di portafoglio con una analoga duration area euro, da assumere con la liquidità che viene assorbita in un PAC su bond indicizzati ad inflazione… il resto alla grande come sempre!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *