fondo pensione e pac a confronto

Conviene attivare un fondo pensione? Oppure è preferibile destinare i propri risparmi a piani di investimento più efficienti? 
Queste sono le domande che si pone chi intende pianificare al meglio il proprio futuro. Visto che il sistema previdenziale pubblico non sarà in grado di garantirci un adeguato tenore di vita, sta a noi l’onere di pensare al nostro domani.
Rimane da capire quale sia lo strumento più efficace in grado di massimizzare, nel lungo periodo, il nostro impegno.

In questo articolo metteremo a confronto fondo pensione e piano di accumulo azionario provando a considerare tutte le variabili in gioco (rendimento, risparmio fiscale, tassazione agevolata ecc.) per capire quale sia la scelta più conveniente.

Critiche ed elogi al fondo pensione

Come ogni argomento di discussione (non soltanto finanziario) , il fondo pensione vede sostenitori e oppositori che ne promuovono l’utilità o che, all’opposto, ne evidenziano le inefficienze.
Vediamo dunque le argomentazioni a supporto e a sfavore dell’utilizzo del fondo pensione come strumento di pianificazione.

Le critiche al fondo pensione

La principale critica rivolta al fondo pensione riguarda la sua scarsa competitività in termini di rendimenti potenziali. Anche scegliendo una linea di investimento azionaria il risultato ottenuto è, nella maggior parte dei casi, nettamente inferiore rispetto a quello prodotto da un fondo azionario.
Secondo l’ultimo rapporto Covip (l’ente incaricato di vigilare sui fondi pensione) pubblicato nel 2023, negli ultimi 10 il rendimento medio annuo della categoria di fondi azionari più remunerativi si è attestato al 4,9%:

Stiamo parlando di rendimenti netti annui (la quotazione del fondo pensione è espressa al netto della tassazione sui rendimenti a differenza di quanto previsto per tutti gli altri strumenti di investimento) maturati nel decennio 2013 – 2022 e, soprattutto, di una media: tra i diversi fondi pensione attivabili possono esserci divari di performance anche molto significative.

Nello stesso periodo un Etf azionario sul mercato globale (Ishares Msci ACWI) avrebbe restituito poco più del 10% annuo lordo:

FONDO PENSIONE VS ETF AZIONARIO RENDIMENTO
Fonte: Covip – Just Etf

Pur trattandosi di un confronto tra rendimento lordo (fondo azionario) e rendimento netto (fondo pensione), il divario è oggettivamente imbarazzante.

Le cause sarebbero imputabili a diversi fattori tra cui i costi, un’attività di gestione non efficace e politiche di investimento che, probabilmente, devono assecondare l’esigenza di contenimento dei rischi dell’investitore medio italiano. Pur trattandosi di fondi pensione azionari, infatti, l’esposizione complessiva alle azioni rimane piuttosto contenuta.
Questa tabella riporta l’esposizione alle azioni dei fondi pensione.
Anche scegliendo una linea di investimento azionaria, la percentuale effettiva investita in azioni si attesta intorno al 75%.
Il portafoglio di un Etf azionario è, invece, investito in azioni in quota prossima al 100%.

FONDO PENSIONE AZIONARIO QUOTA AZIONI
Fonte: Covip

Gli elogi al fondo pensione

Chi sostiene invece l’utilità e l’efficienza di questo strumento ne sottolinea gli importanti benefici fiscali.
Il fondo pensione gode, infatti, di un sistema di tassazione agevolato che possiamo, sinteticamente, riassumere in:

  • Tassazione agevolata sulle plusvalenze: i rendimenti del fondo pensione sono tassati al 20% anziché al 26% (L’aliquota  è del 12,5% per la parte del portafoglio investita in titoli di stato e strumenti similari);
  • Esenzione dall’imposta di bollo: il fondo pensione non è soggetto all’applicazione dell’imposta di bollo dello 0,20% che grava, invece, sui fondi azionari.
  • Deducibilità dalle imposte sui redditi (cd. “risparmio fiscale”) i contributi destinati a un fondo pensione sono deducibili dal reddito per un importo massimo di € 5.164,67 anui (pari a  € 415 mensili circa)  e consentono, pertanto, di ottenere un “bonus fiscale” che si traduce in minori imposte da pagare o in un accredito diretto in busta paga (ne parlo in questo articolo).

Mettendo sul piatto della bilancia questi vantaggi cambierebbero i risultati del confronto?
In particolare, l’attenzione va rivolta all’imposta di bollo e al risparmio fiscale:

  1. Imposta di bollo:
    Il patrimonio investito nel fondo azionario (a differenza del fondo pensione) sarà, assoggettato a un prelievo annuo dello 0,20%.
    Oltre a considerare l’entità di questo prelevamento, bisogna valutarne  l’effetto nel lungo periodo. La cifra sottratta dal patrimonio per pagare l’imposta, ridurrà, seppur marginalmente, il capitale investito e, di conseguenza, gli interessi che questo produrrà nel tempo;
  2. Risparmio fiscale:
    Il risparmio fiscale può essere considerato una sorta di “cedola” annua che viene corrisposta all’aderente al fondo pensione. Questa cedola rappresenta nuovo capitale a disposizione che potrebbe essere reinvestito nel fondo pensione aumentando le potenzialità di rendimento nel tempo.

Vediamo adesso di approfondire più in dettaglio il confronto tra fondo pensione e fondo azionario, considerando anche  il reinvestimento del risparmio fiscale del primo punto e l’addebito dell’imposta di bollo del secondo. 

Backtest: fondo pensione vs fondo azionario

Quale sarebbe l’evoluzione del versamento mensile destinato a un fondo pensione o a un fondo azionario nel lungo termine?
Questa è la proiezione di un versamento mensile di € 415,00 (pari al massimo importo deducibile) destinato rispettivamente a un fondo pensione o a un fondo azionario in ottica di lungo periodo (30 anni), calcolato sulla base del rendimento degli ultimi 10 anni:

FONDO PENSIONE AZIONARIO VS ETF AZIONARIO MONTANTE FINALE



Ma quale sarebbe stato il risultato considerando anche il reinvestimento del risparmio fiscale ottenuto anno dopo anno?

Questa successiva simulazione considera :

  1. Che il  risparmio fiscale venga interamente reinvestito nel fondo pensione a partire dal secondo anno (quando, cioè) il risparmio viene riaccreditato all’aderente;
  2. L’aliquota considerata per calcolare il risparmio annuo è il 35% (applicata per la fascia di reddito tra 28.000 € e 50.000 €). La cifra reinvestita annualmente è, quindi, pari a 5.000 € x 35% cioè 1.750 €.

Questi sarebbero i montanti al lordo delle imposte per le due diverse soluzioni di investimento: 

FONDO PENSIONE CON REINVESTIMENTO RISPARMIO FISCALE VS ETF AZIONARIO

Vediamo adesso il montante finale al netto delle imposte:

  1. Per il fondo azionario dal montante lordo è stata detratta:
    1. L’imposta di bollo annuale e il rendimento che questo prelevamento ha prodotto nel tempo: nella precedente simulazione si considera il rendimento prodotto dal versamento mensile di € 415. In realtà, anno dopo anno, dal capitale maturato viene detratto l’importo per il pagamento dell’imposta dello 0,20% e, quindi, deve essere anche scorporato il rendimento che questo pagamento avrebbe prodotto nel tempo (complessivamente stiamo parlando di circa € 36.000);
    2. L’imposta del 26% sulle plusvalenze maturate (calcolata sulla differenza tra montante finale e versamenti totali).
  2. Per il fondo pensione, dal montante lordo è stato detratta la ritenuta di imposta calcolata sui contributi dedotti che viene trattenuta all’atto del pensionamento (considerando l’aliquota del 9% come previsto dalla vigente normativa).
FONDO PENSIONE CON REINVESTIMENTO RISPARMIO FISCALE VS ETF AZIONARIO RENDIMENTO LORDO

Il grafico mostra il montante netto finale, il rendimento annuo e il gap tra le due soluzioni.
Dunque anche mettendo in conto i vantaggi fiscali del fondo pensione, il piatto della bilancia pende sempre nettamente in favore del fondo azionario.

Nonostante il verdetto dei numeri sia inequivocabile, ci sono altre valide ragioni per cui il fondo pensione rimane uno strumento di pianificazione insostituibile.

Teniamo presente che queste simulazioni sono state effettuate sulla base di alcuni assunti importanti:

  • Per il calcolo del rendimento del fondo pensione è stato considerato il rendimento “medio” della categoria. All’interno di questa media ci sono fondi pensione che hanno fatto peggio e fondi che hanno fatto meglio;
  • Sono stati considerati i rendimenti “passati” come base di calcolo per i rendimenti “futuri”: non è detto che il futuro sarà restituirà gli stessi rendimenti dell’ultimo decennio;
  • Sono stati considerati rendimenti costanti nel tempo mentre, nella realtà, i rendimenti non sono affatto costanti.
contatta David Volpe

I tre vantaggi insostituibili del fondo pensione

Per quanto ci ostiniamo a ignorarlo, non siamo calcolatori perfettamente razionali capaci di ragionare e di scegliere in modo infallibile con l’unico obiettivo di massimizzare il risultato.
Siamo tutti esseri umani dotati di emozioni e i nostri limiti e le nostre aspirazioni personali non possono trovare risposta soltanto nelle performance di lungo periodo.
Richard Thaler, nel suo libro La spinta gentile spiega che non siamo econi (esseri perfettamente razionali) ma umani che, seguendo le proprie emozioni e il proprio istinto, spesso fanno scelte sbagliate.
Il fondo pensione è uno degli strumenti che, pur non adattandosi alle esigenze degli econi, si adatta perfettamente a quelle degli umani. 

Vediamo perché.

La tentazione di vendere

Uno dei vantaggi del fondo pensione è proprio quello che viene considerato uno svantaggio: l’indisponibilità.
Se non in precise casistiche (per altro recentemente riviste in modo migliorativo), il capitale versato su un fondo pensione non è prelevabile.
Questo dà la certezza che l’obiettivo temporale per cui il fondo pensione nasce sarà centrato.
Con un piano di accumulo su un qualsiasi fondo o Etf azionario (prelevabile a richiesta), sarà necessario combattere con le tentazioni dettate dal consumismo, con i ribassi più o meno profondi a cui inevitabilmente assisteremo durante la lunghissima durata del piano, con le illusioni di poter fare market timing spostando o prelevando il capitale e chissà quale altro bias cognitivo.

Il fondo pensione è quello strumento che ci difende dal peggior nemico di un investimento efficace: prelevare il denaro per motivazioni estranee alla finalità dell’investimento.
Grazie a un fondo pensione, ciascuno di noi potrà superare le difficoltà che affronterà nel lungo periodo mantenendo il focus sull’obiettivo finale: accumulare un capitale per alimentare una rendita.

Il rischio di sopravvivere ai propri soldi

Quando si pianifica un investimento di lungo periodo, come può essere quello per la pensione, ci si preoccupa, giustamente, di considerare i costi di gestione, il rendimento, l’efficienza ecc.
Quando poi il nostro orizzonte temporale si esaurisce, pensiamo a come consumare la meritata ricompensa. La preoccupazione principale diventa come “spendere” tutto il capitale rivalutato.
Una larga maggioranza di investitori evita il fondo pensione proprio perché la normativa non consente di prelevare la totalità del capitale maturato in un’unica soluzione (anche se, ormai, non è più proprio così).

Nella ricerca della gratificazione immediata dopo un lungo percorso di investimento molte persone fanno male i calcoli e finiscono i soldi prima del previsto. Sopravvivere ai propri soldi è uno dei rischi più insidiosi che ogni investitore è chiamato a dover gestire.
Questo vale soprattutto per le giovani generazioni che non potranno contare sul supporto della previdenza pubblica.

Come si fa a calcolare quanto vivremo?
Ma soprattutto chi ci aiuterà a  gestire le nostre finanze quando avremo 80, 85 o 90 anni?
La capitalizzazione composta? Un portafoglio efficiente? Un consulente finanziario che sarà ancora al nostro fianco?
Un fondo pensione prevede l’opzione di conversione in una rendita vitalizia: il capitale maturato viene gestito da una compagnia assicurativa che garantisce all’investitore una rendita vitalizia. Si trasferisce, così, l’onere di gestione dei propri soldi quando non saremo più in grado di prendercene cura con la certezza di ottenere una rendita commisurata al capitale.
Il bicchiere oggi rappresentato dal capitale maturato si trasforma, in questo modo, in una goccia per sempre (Nicola Zanchi).

Il Tfr dei lavoratori dipendenti

Oltre che il confronto accademico tra fondo pensione e fondo azionario, un’altra comparazione che dovrebbe essere fatta è quella con il TFR del lavoratore dipendente.
Il TFR rappresenta anch’esso una forma di risparmio forzoso che deve essere adeguatamente valorizzato. Visto che, in questo caso, le uniche alternative possibili sono il mantenimento in azienda e il conferimento al fondo pensione, destinare il trattamento di fine rapporto a una forma pensionistica significa massimizzarne il rendimento nel lungo periodo e migliorare il trattamento fiscale (ne parlo approfonditamente in questo articolo).

Conclusioni

I tuoi risparmi sono come una saponetta: più li manipoli e meno ne avrai

 Eugene Fama

Per quanto esistano formule di investimento più efficienti e redditizie il fondo pensione rimane uno strumento di pianificazione insostituibile.
Il fondo pensione è una protezione contro la tentazione di interrompere l’investimento prima del tempo oltre che una polizza per il mantenimento del tenore di vita quando non potremo più occuparci delle nostre finanze.
La parte più consistente del patrimonio disponibile all’investimento deve, giustamente, essere destinata alla realizzazione di uno o più portafogli di lungo periodo utilizzando gli strumenti più efficienti.
Per quanto riguarda il risparmio in formazione (e, a maggior ragione,  il Tfr), il fondo pensione non può essere semplicisticamente sostituito da un più efficiente piano di accumulo: i benefici che ne derivano in termini di correzione dei comportamenti errati e di finalità mutualistica valgono il prezzo di potenziali inefficienze.

Leggi anche:

Rendita passiva: il rischio di sequenza dei rendimenti

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8 Comments

  1. …la risposta è semplice: avere entrambi. Se non erro il fondo pensione ha oggi un’altra caratteristica intrinseca molto importante quale quella di NON POTER ESSERE AGGREDITO da terzi. Sbaglio? Buona domenica David

    1. Corretto luca: l’impignorabilità e l’insequestrabilità sono altre caratteristiche che devono essere messe sul piatto della bilancia (nel caso ci so debba tutelare dalla potenziale aggressione da terzi del patrimonio).

      Sulla questione di detenerli entrambi mi trovi assolutamente d’accordo.
      Per quanto riguarda le giovani generazioni, c’è, a mio avviso, da considerare la capacità di risparmio molto limitata (visto l’attuale livello delle retribuzioni e del costo della vita) che raramente consente di percorrere entrambe le strade. In questi casi l’alternativa da scegliere deve essere ben ponderata.

  2. David complimenti sinceri x l articolo, finalmente un approfondimento accurato su un argomento che interessa a molti.Il mio progetto è:quando andrò in pensione,depositare TFR e risparmi in un fondo pensione o polizza che mi garantisca una rendita mensile vitalizia.Ma ora il problema è come scegliere un fondo o una polizza tra i tanti in circolazione e tutti con costi di gestione così elevati che già da subito cominciano ad erodere il capitale stesso. Grazie di cuore x l aiuto che dai con i tuoi articoli

  3. Giuste considerazioni, mi permetterei solo di aggiungere tra i vantaggi del fondo l’ impignorabilità e la possibilità di utilizzare gli importi per erogazioni come la RITA, come illustrato nei post precedenti.

  4. Oltre a rinnovare i complimenti a David per la ricchezza di contenuti e profondità di analisi dei suoi post, mi trovo perfettamente d’accordo sul fatto di avere sia il fondo pensione che il PAC su fondi e/o ETF. Entrambi presentano vantaggi che l’altro non ha. A patto che, avendo a disposizione un orizzonte temporale di almeno 10/15 anni, si scelgano linee d’investimento azionarie.
    Mi permetterei solo di aggiungere che si potrebbe ottenere una buona diversificazione scegliendo:
    – fondi/ETF a vocazione globale
    – fondo pensione sull’azionario europeo
    O viceversa.

  5. Ecco il confronto che da sempre mi assillava… Nel lungo termine meglio un Fondo pensione azionario o un ETF ?
    Grazie dell’articolo… Certo viene da chiedersi perchè mai i Fondi Pensioni non utilizzino come gestione dei semplici ETF?
    Grazie e buon lavoro

  6. Bellissima analisi
    è da giorni che faccio i calcoli riguardo ai fondi pensione perchè per “ignoranza” ogni anno investivo il massimo deducibile. Questo articolo conferma che non è così importante il risparmio fiscale
    Ci mancano però due calcoli: oltre all’aliquota irpef fa sommata l’aliquota regionale ad essere proprio precisi

    Continuerò a versare il minimo per avere il contributo del datore di lavoro ed il resto in un portafoglio Etf. Grazie ancora

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