Come orientarsi nel vasto e complesso universo finanziario per la scelta di un fondo comune di investimento che sia sicuro e allo stesso tempo performante?

Chi volesse individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze si troverebbe a dover selezionare tra oltre 40.000 fondi comuni di investimento presenti sul mercato. Per ognuno di questi è disponibile un “kit informativo” (composto da KIID, PROSPETTO INFORMATIVO, SCHEDE MENSILI ECC..) che presenta una valanga di informazioni difficili da decifrare.

In questo articolo andremo ad analizzare le informazioni basilari per poter scegliere i migliori fondi comuni di investimento e non commettere l’errore di subire passivamente i suggerimenti o le raccomandazioni ricevute dal consulente, dal guru di turno o dalla propria banca.

Premessa

In linea di massima risulta impossibile proporre una lista dei migliori fondi comuni di investimento in modo generico, senza conoscere l’esigenze fondamentali dell’investitore.

Così come non avrebbe senso fare una lista dei migliori capi di abbigliamento senza dividerli in specifiche categorie, in base alle necessità (abbigliamento tecnico da montagna piuttosto che indumenti casual o abito formale per una cerimonia), allo stesso modo non ha senso redigere una lista con i “migliori fondi comuni di investimento”: il prodotto di investimento appropriato varia in funzione delle proprie necessità, della propria propensione al rischio e dei propri impegni temporali (leggi il post:la strategia di investimento per obiettivi).

Per poter effettuare la scelta appropriata è molto più utile imparare a riconoscere le varie tipologie di fondi comuni e riuscire a capire come confrontarli.

La presentazione del fondo comune di investimento

La carta d’identità di ogni fondo comune d’investimento è rappresentata dal KIID (Key Investor Information Document). Si tratta di un documento (la cui preventiva consegna è obbligatoria da parte del consulente/banca/intermediario finanziario) contenente le principali informazioni sul prodotto in modo da comprenderne le caratteristiche e la capacità di soddisfare le proprie esigenze di investimento.

Vediamo quali sono le domande da porsi (e da sottoporre a chi eventualmente propone il fondo) e come e dove trovare le risposte per effettuare la scelta giusta.

In cosa investe il fondo comune di investimento?

La prima cosa da capire è  cosa e dove investe il fondo: ne  esistono diverse categorie suddivise in funzione dell’universo investibile. Un fondo che investe in obbligazioni europee avrà un rischio ed un rendimento inferiore rispetto ad un fondo che investe in azioni internazionali. Un fondo specializzato in obbligazioni a breve termine sarà idoneo a soddisfare esigenze di investimento di breve periodo, mentre fondi con rischiosità maggiore saranno potenziali scelte vincenti per chi ha la possibilità di investire nel lungo periodo (per approfondire il tema del rischio puoi leggere questo articolo: breve guida al rischio finanziario).

Queste informazioni si trovano tutte nella parte iniziale del KIID, ovvero nella sezione Obiettivi e politica di investimento:

Questa sezione contiene  le informazioni essenziali sulle scelte di investimento fatte dal fondo, qui chiamati “attivi” (azioni, obbligazioni, valute ecc..) e sui criteri di selezione operati dal fondo stesso, nel paragrafo “strategia di investimento”.

N.B.: Ammesso che non si intenda soddisfare esigenze particolari e specifiche, generalmente associate  ad un livello di conoscenze finanziarie più approfondito, investire in fondi particolarmente ricercati (Solo Big Data, o solo in obbligazioni cinesi) può compromettere le possibilità di guadagno: quando il gestore ha poco margine di manovra ed è limitato a mercati ristretti, sarà ridotto il grado di diversificazione e, di conseguenza, la facoltà di ricorrere a strategie di investimento su scala globale.
La scelta di fondi specializzati in ambiti ristretti dovrebbe quindi solo aggiungersi ad un portafoglio già strutturato e diversificato e non rappresentare l’unica strategia d’investimento.

In questa parte del Kiid viene anche fornita una indicazione temporale, ossia quanto lunga dovrebbe essere la permanenza  nel fondo per ottenere un rendimento apprezzabile (cerchiato in rosso nella foto sopra).

Nella  parte successiva del KIID (Profilo di rischio e rendimento) è espressa la rischiosità del fondo in una scala crescente da 1 a 7:

Non si tratta di un voto migliore o peggiore, quanto piuttosto di un prezioso indicatore per verificare quanto il prodotto in questione si concili con il proprio profilo di rischio.

Quando costa il fondo?

Come ogni attività consulenziale o di ricerca, il lavoro  di selezione e di gestione del fondo comune d’investimento è soggetto ad un onere:  una scelta consapevole deve saper valutare anche la voce dei costi. Nella sezione Spese del KIID sono indicati gli oneri a cui è soggetto l’investimento:


Le voci di spesa identificabili sono:

Spese o commissioni di sottoscrizione: si tratta del costo trattenuto dall’importo investito nella fase iniziale. E’ una spesa (espressa in termini percentuali) difficilmente giustificabile visto che viene corrisposta in via anticipata (senza nessuna garanzia di rendimento futuro) a prescindere dal contesto di mercato.
In considerazione del livello dei rendimenti eccezionalmente basso (soprattutto per le soluzioni obbligazionarie) oggi diventa davvero difficile rendere sostenibile questo onere.
Questa voce di costo (a differenza di quelle che seguono) è integralmente derogabile: questo significa che l’intermediario (banca, rete di consulenza, compagnia assicurativa) con cui vi apprestate a concludere l’operazione di investimento ha facoltà di ridurla o di azzerarla totalmente.
Ecco perchè è buona norma negoziare preventivamente l’ammontare dei costi d’ingresso.

Spese o commissioni di uscita/rimborso: è il costo che viene trattenuto, invece, al momento del disinvestimento. Per i prodotti che le prevedono sono generalmente applicate in misura decrescente col trascorrere degli anni di permanenza nel fondo. Prima di scegliere è importante individuarne l’entità in quanto rappresentano un “vincolo economico” che penalizza il riscatto del capitale investito.

Commissioni di Switch: difficilmente sono presenti, sono le spese per il passaggio da un fondo comune di investimento ad un altro della stessa società di gestione.

Spese correnti: vengono espresse percentualmente rispetto alla somma investita, e costituiscono il compenso dell’attività di gestione vera e propria (negoziazione dei titoli, certificazione delle società di revisione etc..).
L’importo percentuale indica la spese annuale che viene trattenuta dal capitale gestito.

Commissioni legate al rendimento o di performance: è il costo che viene trattenuto al raggiungimento di determinati risultati (performance appunto). Il meccanismo di calcolo può essere assai complesso e non necessariamente legato al conseguimento di un risultato positivo. Questo significa che possono essere dovute anche nel caso in cui i risultati non si rivelino soddisfacenti. Fatevi indicare dal vostro consulente o dalla vostra banca se sono presenti e quale sarà il criterio con cui verranno trattenute.

Che rendimento ha conseguito nel passato il fondo comune di investimento (e quali rendimenti è lecito aspettarsi)?

“I rendimenti passati non costituiscono un’indicazione di rendimento per il futuro”.
Il fatto che l’attività di gestione sia stata proficua nel passato più o meno recente non significa certo che continuerà ad esserlo. Tuttavia è opportuno osservare che le performance trascorse possono non essere una coincidenza: un gestore che sistematicamente è stato in grado di conseguire risultati positivi potrebbe essere più capace di analisi critiche, rispetto a chi non è stato altrettanto efficace nel passato.
Anche questo dato viene obbligatoriamente presentato all’interno del KIID nella sezione “risultati ottenuti nel passato” ed è molto semplice da controllare con un semplice colpo d’occhio.

Il risultato di un fondo non è mai certo (non a caso si parla, infatti, di “risultati attesi”). Ecco perché è estremamente importante effettuare delle comparazioni logiche tra più prodotti correlati.

Perché è necessaria la comparazione tra più fondi di investimento:

Come abbiamo appena anticipato la comparazione aiuta molto nella scelta del prodotto, perchè permette di evidenziare al meglio le differenze sostanziali tra i vari fondi:

  • all’interno di medesime categorie di fondi, si distinguono prodotti che hanno fatto molto meglio di altri;
  • i rendimenti (passati e quelli attesi) devono essere messi in relazione con i costi: ha poco senso pagare spese di gestione su prodotti che operano in contesti finanziari dalle scarse potenzialità. Ad esempio un fondo che investe in titoli di stato europei (caratterizzati da rendimenti prossimi allo zero) oggi difficilmente riuscirebbe a coprire i costi di gestione.

Di seguito vi illustrerò uno strumento, Morningstar.it, che facilita molto questa fase di analisi comparativa.

Come utilizzare  le informazioni raccolte e valutare il fondo comune di investimento?

Dopo aver preso visione dei KIID e delle sue singole sezioni, ed aver individuato il prodotto più indicato per le proprie esigenze, è buona regola  validare il tutto con un ulteriore passaggio di approfondimento, andando ad analizzare il fondo scelto attraverso alcuni strumenti di analisi.
Esistono molti siti specializzati nello studio dei fondi comuni di investimento (Quantalys, fondidoc, citywire…).

Morningstar.it, il sito di una società di analisi indipendente, è quello che mi sento di consigliare perché è uno dei più utilizzati ed è fruibile gratuitamente.

Come utilizzare Morningstar.it


Aprendo la Home page di Morningstar è possibile fare la ricerca di un fondo specifico inserendo il codice identificativo ISIN nella casella di ricerca in alto sulla pagina (il codice alfanumerico ISIN è facilmente rilevabile nella parte iniziale del KIID a seguito dell denominazione del fondo).

Consiglio sempre il codice ISIN al posto del nome del fondo, scelta comunque possibile, perché solo il codice identifica il fondo in maniera univoca senza nessuna possibilità di errore.

Per ogni fondo analizzato sono presentate le caratteristiche principali (già evidenziate nel KIID).
L’indagine che voglio suggerirvi riguarda la storicità della gestione e la sua efficacia.

Storicità di gestione: quanto sono affidabili i gestori?

Nella sezione “Gestione” vengono fornite una serie di importanti informazioni sullo staff di gestione e sulla data di partenza del fondo.

Cliccando a sinistra, nella sezione Gestione, si potranno individuare alcuni dati importanti per la valutazione del fondo: prima di tutto la data di avvio del comparto, che trovate in alto a destra, alla dicitura “Data di Partenza”,  nonché l’esperienza dei professionisti che lo compongono e la loro anzianità maturata nello specifico comparto, che viene indicata scorrendo più in basso nelle sezioni “data inizio gestione”:

Di solito una maggiore esperienza di gestione è indice di garanzia (quantomeno lo è per la stragrande maggioranza dei campi in cui ci si avvale dell’attività dei professionisti/specialisti).
Inoltre frequenti cambiamenti all’interno dello staff di gestione, spesso sottintendono scarsi risultati. Viceversa un trascorso stabile dello staff è indice di strategie e scelte funzionali all’ottenimento di risultati soddisfacenti.

Efficacia della gestione di un fondo comune di investimento: quanto sono costanti i risultati?

Come ultimo (ma estremamente utile) suggerimento di analisi, voglio farvi vedere come il sito dia la possibilità di capire l’efficacia di un fondo comune di investimento confrontandolo con la media di categoria.

Il sito, infatti, dà la possibilità di effettuare delle analisi grafiche dei rendimenti storici del fondo tramite la funzione “grafico interattivo”.

Andando a cliccare a sinistra il pulsante “grafico interattivo” nella pagina principale del fondo, il sito ci proporrà un grafico che mostra lo sviluppo di un capitale di € 10.000,00 nel corso degli anni e  consente di confrontare l’andamento del fondo con:

  • Il suo benchmark, ossia l’andamento del mercato di riferimento in cui opera il fondo;
  • Con la media dei fondi di categoria che operano nello stesso settore.

Prima di tutto vi consiglio di considerare un periodo di tempo sufficientemente lungo (5 anni) per verificare la stabilità dei rendimenti negli anni, scegliendo la durata con il relativo pulsante.

La linea blu scura indica l’andamento del fondo scelto

La linea rossa indica il mercato di riferimento, cioè l’indice dell’andamento globale dei paesi emergenti.

La linea celeste invece indica l’andamento medio dei fondi che investono nello stesso mercato di riferimento.

Ovviamente un fondo che ha sempre (o quasi) ottenuto risultati migliori del mercato di riferimento e della media della “concorrenza” sarà un prodotto molto interessante da prendere in considerazione.
Viceversa, in assenza di questa costanza, è lecito porsi dei dubbi che dovranno, eventualmente, essere chiariti da chi propone l’investimento.

Conclusioni

  • La vastità delle possibili soluzioni di investimento in fondi e la mole di documentazione associata ad ogni prodotto, impone dei sistemi di “scrematura” per effettuare una valutazione critica;
  • il KIID rappresenta la carta d’identità di ciascun fondo contenente una serie di informazioni (piuttosto comprensibili) per iniziare a fare le prime considerazioni;
  • Prima di tutto la componente dei costi deve essere attentamente valutata e rapportata con la tipologia di prodotto. Inoltre, visto che il primo guadagno è il risparmio, è opportuno ridurre quanto più possibile la parte negoziabile dei costi associati ad un fondo (commissioni di sottoscrizione);
  • I risultati passati non rappresentano indicazioni per quelli futuri, ma, probabilmente, non sono neanche una coincidenza: la capacità di realizzare risultati costanti nel tempo può essere misurata grazie a strumenti messi a disposizione da società di analisi indipendenti come Morningstar.

Per acquisire ulteriori competenze per l’analisi dei fondi leggi anche:

I fondi che battono il mercato con costi di gestione leggeri;

Breve guida per la scelta di un fondo comune di investimento con l’aiuto di Morningstar;

La scelta sul ranking non è sufficiente: i paramentri per la scelta di un fondo comune di investimento;

Scegliere tra Fondi Comuni di Investimento ed Etf, ovvero gestione attiva contro gestione passiva;

Se invece ti interessa conoscere quali sono i settori più promettenti leggi:

Gli investimenti del futuro: come cavalcare i Megatrend.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi!  

Iscriviti

* indicates required


Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *