risparmi in fumo

Dove finiscono i soldi bruciati dalle borse?

Anche questa settimana non posso evitare di approfondire temi legati alla volatilità dei mercati finanziari.

In questo stato di emergenza in cui è piombato il mondo intero sembra che mai come adesso la nostra salute ed i nostri risparmi siano gravemente in pericolo.

Quindi, dal lato finanziario, oggi come non mai, è assolutamente indispensabile capire a fondo i meccanismi che stanno dietro al mondo azionario, per non farsi prendere da paure irrazionali e riuscire a seguire una strategia che mantenga il nostro denaro al sicuro.

Al sicuro soprattutto dalle scelte folli fatte senza cognizione di causa, come chi piange al telefono con chiunque pensando che presto moriremo tutti o, all’altro estremo, di chi pensa che andare a trovare i parenti non sia poi così grave.

Dobbiamo riflettere con mente lucida sulle conseguenze delle nostre azioni. 
E mi rivolgo soprattutto a chi, al momento, ha nel proprio portafoglio una parte di azionario e si interroga su quando finirà questo tracollo, se mai finirà, e come potrà fare per limitare le perdite.
Perché è soprattutto l’incertezza a spaventare: quando finirà questo momento di caos nel mondo? Come ne usciremo?

Vorrei poter fare la mia piccola parte in questo momento e vorrei essere d’aiuto.

Ti chiedo, prima di fare qualsiasi scelta, di dedicare qualche minuto alla lettura di questo post e poi decidere sul da farsi.

In borsa non si brucia niente. Semmai i soldi passano da una mano all’altra

Quando si parla di ribassi della borsa (quelli che impropriamente vengono definiti “roghi“) si fa riferimento al ribasso dei “prezzi di mercato” cioè al valore a cui vengono scambiate le azioni, che rappresentano le parti in cui è suddiviso il capitale delle società quotate in borsa.

Vediamo sinteticamente come si formano questi “prezzi di mercato” e il motivo per il quale crollano (si bruciano):

Il principale vantaggio del possedere azioni è rappresentato dal diritto di ricevere ogni anno un dividendo cioè una parte dei guadagni realizzati dalla società che le ha emesse (proporzionale al numero di azioni possedute).

Supponiamo di aver acquistato 2 mesi fa, al prezzo di 10€ l’una, le azioni della società “Dulcis in fundo” che gestisce una catena di ristoranti in centro a Milano.

Se alla luce della situazione attuale si prevede che gli incassi della società crolleranno per effetto delle misure di quarantena, tutti vorranno vendere le azioni precedentemente acquistate.
Addirittura gli investitori saranno spaventati dalla possibilità di bancarotta della società per il periodo di prolungata chiusura.

Se tutti vogliono vendere e nessuno (o, comunque, pochi) vogliono acquistare il prezzo scende da € 10 ad € 5 per la naturale legge domanda/offerta.
Questo è, di fatto, solo l’altra lato della medaglia di quando i titoli azionari vanno bene. Tutti li vogliono, così il prezzo per azione sale.
Non si brucia neppure un centesimo, come non si crea neppure un centesimo. E’ il valore percepito della società che cambia.

Immagina cosa può succedere quando questo processo viene amplificato dal clamore mediatico sollevato dai media che, per accaparrarsi audience, esasperano la negatività della situazione, diffondendo panico (ROGHI, MILIARDI BRUCIATI, IN FUMO I RISPARMI…).

Avremo una escalation di perdita di lucidità che scatenerà la corsa alla vendita per salvarsi, appunto, dal rogo.

La cosa buffa, che a prima vista può sembrare assurda, è che quando qualcuno vende, c’è sempre qualcun altro che sembra disposto a comprare.
Pensa un po’: AD UN PREZZO RIBASSATO. Già…e secondo te perché lo fa?

Sono davvero pochi quelli che non seguono il trend della massa e mantengono lucidità.
Quelli che si domandano: “siamo davvero sicuri che il mondo finirà?!? O si tratta forse di un eccesso di pessimismo?”.

Ma soprattutto sono quelli che conoscono il valore di alcune azioni e sanno che al momento attuale i prezzi scontati non ne rispecchiano il valore.

Basterà avere un po’ di pazienza e prima o poi il prezzo delle società, si riallineerà al valore. Tornando su.

Vediamo perché.

Pandemia vs Azioni & Obbligazioni

Quando il panico dilaga (come in questi giorni) i mercati finanziari perdono totalmente la disciplina e i ribassi coinvolgono qualsiasi tipo di asset: azioni ed obbligazioni.

Quello che segue è il grafico di un’obbligazione emessa dalla Apple.
Ricordo che una obbligazione è una tipologia di investimento che rappresenta un prestito tra un investitore ed una società (in questo caso Apple) che si impegna a restituire il capitale maggiorato di un determinato interesse entro  una determinata scadenza.

Sull’onda del panico dilagante il prezzo di questa obbligazione si è ridotto di circa il 30% rispetto ai valori pre crisi.
Ha senso questo movimento?
Forse qualcuno crede che Apple possa fallire per la pandemia???

Venendo, invece, alle azioni, questa è una notizia riguardante il colosso delle vendite on line:

Amazon calo azioni
Fonte: Il Post

La limitazione della libertà di movimento spinge, ovviamente, le vendite on-line. Eppure il titolo Amazon è arrivato a perdere  oltre il 20% (proprio per effetto del panico):

AZIONI AMAZON

Si può certo discutere sul fatto che, nel periodo pre-crisi, le valutazioni fossero eccessive (leggi il post) ma di certo oggi si è passati all’eccesso opposto.

Quando si realizzerà il rimbalzo?

Impossibile dirlo con certezza. Sebbene si possa sostenere con un ampio margine di certezza che l’economia si riprenderà come ha sempre fatto e che il mercato finanziario è sottovalutato e dovrebbe risalire, esattamente come scrivo io adesso, nessuno è interessato ad ascoltare questa tesi: quando lo stress è alto la gente non è recettiva alle notizie positive.

Dopo il protocollo Sanitario ecco quello Finanziario


Per preservare la nostra salute lo stato ci richiede di attenerci ad un protocollo sanitario  per limitare la diffusione del virus.
Anche se va contro quello che istintivamente verrebbe di fare (come andare a trovare amici e parenti) lo seguiamo scrupolosamente, certi che questo porti presto alla risoluzione del momento di crisi.

Allo stesso modo vorrei stilare un protocollo finanziario che possa essere di sostegno a chi, in questo momento, deve gestire un’altra crisi: la perdita in portafoglio.

  • Non vendere i tuoi investimenti: Vendere in questo momento significa  svendere i propri investimenti che saranno acquistati da altri che lucreranno sulle tue perdite;
  • Ribilancia il portafoglio (leggi il post dedicato): Dopo un ribasso così violento è necessario riequilibrare i vari componenti di investimento per riportare il portafoglio alle percentuali di esposizione originaria . In altre parole ribilanciare in questo momento significa spostare risorse dagli asset difensivi verso quelli più redditizi (principalmente azioni);
  • Incrementa la tua esposizione azionaria (meglio se gradualmente) e segui le indicazioni del tuo consulente: Piuttosto che pensare di uscire dal mercato vittima del panic selling, visto il consistente ribasso sarebbe saggio cercare un punto d’ingresso e, quindi, investire!
    Visto che è impossibile realizzare il perfetto “market timing”,  questo è il momento ottimale per mettere in atto meccanismi graduali di ingresso sui mercati (leggi l’articolo dedicato).

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Conclusioni

Vista la complessità della situazione sanitaria e finanziaria, può essere utile focalizzarsi sulle sue possibili evoluzioni:

  1. Questa volta sarà diverso visto il carattere totalmente nuovo dell’emergenza che non potrà essere risolta con mezzi e provvedimenti usati nel passato: Se così dovesse essere, a cosa serviranno i tuoi risparmi?
  2. Questa emergenza, per quanto complessa,  avrà carattere temporaneo e sarà superata come tutte le altre.
    La particolarità del momento dovrebbe invitare alla massima prudenza nella vita come negli investimenti.
    Tuttavia  la storia ci insegna che tutte le crisi hanno un termine, e che più i ribassi di mercato si fanno consistenti più le prospettive di rendimento di lungo periodo migliorano.
    In questa tabella che rappresenta le performance annuali del mercato americano, le colonne rappresentano i guadagni annuali del mercato americano mentre i punti le perdite massime infrannuali.
    Pur essendoci stati cali vistosi, sono frequenti chiusure di anno positive o, comunque, superiori.
Jp Morgan
Mercato azionario americano: ribassi intra-annuali vs. performance annua.

Dunque sei proprio così sicuro di voler svendere i tuoi investimenti per lasciare che altri beneficino del prossimo rimbalzo?

Durante le fasi di mercato orso le azioni ritornano ai loro legittimi proprietari.

John Pierpont Morgan

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