BTP ITALIA

Il danno nascosto dietro al BTP Italia

22,3 miliardi è la cifra da record che è stata raccolta dall’ultimo BTP Italia, e che supera di gran lunga gli esiti delle precedenti emissioni di questo tipo.

Un risultato a prima vista ottimo, che vede trionfare l’orgoglio del cittadino risparmiatore italiano che, nonostante il forte momento di difficoltà, sceglie di sostenere l’Italia per la sua ripartenza.

SUCCESSOASTABTPITALIA

Purtroppo un trionfo solo apparente, visto cosa comporterà davvero per le finanze pubbliche e la ripresa del Paese.

Non ci sono dubbi sul fatto che l’Italia di quei soldi ne abbia davvero bisogno, ma è necessario continuare a dire una mezza verità per tenere tutti felici e contenti come nelle favole dei bambini?

Davvero siamo così miopi da non vedere i limiti e le ombre che stanno dietro questo apparente successo? 

Non mi piace questo ruolo ma per una volta fatemi fare il grillo parlante.

La vera causa del successo del BTP Italia

Se si è degli investitori prudenti, che tendenzialmente sono interessati alle tipologie di investimenti sicuri, come i titoli di Stato, non era possibile farsi scappare l’occasione di acquistarne qualcuno di questa ultima edizione. 

E, (lo so, rimarrete delusi) non per spirito patriottico e neppure come un atto di beneficienza.

Direi, molto più ragionevolmente, perché era un sacco di tempo che i BTP Italia non vedevano dei rendimenti così elevati per un investimento di soli 5 anni.

Infatti Il rendimento minimo offerto dall’ultima emissione è così sintetizzabile:

  • 1,40% minimo garantito l’anno
  • 0,8% premio fedeltà: corrisposto alla scadenza a chi avrà mantenuto i titoli fino alla data del naturale rimborso;
  • E’ inoltre prevista una remunerazione aggiuntiva (non quantificabile a priori) pari all’andamento dell’inflazione italiana (cioè all’incremento dei prezzi).

Faccio notare che la precedente  emissione, che risale ad ottobre 2019 richiedeva una immobilizzazione del capitale per 8 anni e aveva invece queste caratteristiche:

  • 0,60% minimo garantito l’anno
  • 0,40% premio fedeltà: corrisposto alla scadenza a chi avrà mantenuto i titoli fino alla data del naturale rimborso.

(Fonte: Borsa Italiana S.p.A.).

Si parla di differenze di rendimenti di oltre il doppio!

Non è stato così difficile convincere i cittadini ad investire in questi ultimi Titoli di Stato.

BTP Italia 2020: il prezzo da pagare

Visto che a distanza di 7 mesi l’Italia si trova a pagare  il doppio per lo stesso titolo, trovo improprio parlare di “successo”. 

Per ogni mille euro prestati, prima l’Italia doveva rendere all’investitore lo 0,60% annuo, cioè 6 euro.
Adesso ne dovrà rendere, 14.

Visto che sono stati raccolti 22,3 miliardi, il costo annuo degli interessi passa da 133.800.000€ a 312.200.000€, tralasciando il bonus fedeltà,. 

Una bella differenza. Chissà chi li pagherà questi interessi.

Poi sommateci pure il bonus fedeltà e la percentuale che lo stato paga alle banche che fungono da intermediari (0,50%).

E infatti, se andiamo a controllare, il costo sostenuto per il pagamento degli interessi sul debito preesistente è una delle principali voci della spesa pubblica (approfondisci a questo link).

Più la cifra da destinare al rimborso degli interessi aumenta e più si dovranno togliere risorse per il rilancio del paese.

Il bilancio dello stato funziona esattamente come quello di una qualsiasi famiglia:

se aumentano le rate per il numero di finanziamenti sottoscritti (auto, lavatrice, cellulare, etc) ma i redditi  non crescono, si dovrà inevitabilmente fare delle rinunce.

L’Italia è esattamente nelle stesse condizioni di questo esempio:
è un Paese che non cresce e che vede aumentare il costo dei finanziamenti contratti.

Maggiori sono i soldi da destinare per il pagamento degli interessi, minore è la quantità di risorse destinate alla sanità, all’istruzione, alle infrastrutture e a tutti quei settori su cui si fonda la crescita di un Paese:

Legge di bilancio 2020:

  • Politiche per l’infanzia e la famiglia: 5,6 miliardi, 
  • Interessi sui titoli di debito: 64,7 miliardi.

Di seguito trovate un riepilogo dei i tassi di interesse medi riconosciuti sui titoli a 5 anni  dai Paesi della Comunità Europea: 

PAESERENDIMENTO PERCENTUALE
Germania -0,63
Olanda-0,52
Austria-0,49
Francia-0,44
Belgio-0,38
Slovacchia-0,19
Spagna-0,16
Bulgaria-0,10
Slovenia-0,07
Portogallo-0,01
Malta0,20
Rep. Ceca0,24
Cipro0,58
Polonia0,65
Grecia0,85
ITALIA0,99
Croazia1,15
Ungheria1,51
Romania3,62
Fonte: Investing.com

Triste constatare il posizionamento del nostro paese.

Conclusioni

Non è l’amore per la Patria che ha permesso di raggiungere una raccolta così elevata da destinare al superamento dell’emergenza sanitaria ed economica.

Dietro al “successo” nella raccolta si cela l’elevato rendimento che lo stato ha dovuto riconoscere  per attirare gli investitori.

E se da una parte è vero che i cittadini che hanno investito nel Btp Italia beneficeranno del generoso rendimento, saranno gli stessi cittadini che dovranno pagarlo sostenendo una maggiore imposizione fiscale ed un minore ritorno in termine di servizi e sostegno pubblico.

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