Cosa succederà ai mercati a causa della guerra dei dazi Usa/Cina?

Dall’inizio del  2019 il conflitto sui dazi Usa/Cina aveva concesso una tregua ai mercati azionari che ne avevano approfittato per portare a casa rialzi di oltre il 15%. Ma dal primo lunedì del mese di Maggio la situazione è del tutto cambiata, da quando Trump, il presidente americano, lamentandosi delle trattative con Pechino, ha annunciato l’incremento dei dazi doganali Usa, dal 10% al 25%, sui prodotti importati dalla Cina.

L’inatteso atteggiamento di Trump ha, così, innescato la prima e più importante correzione degli indici di mercato da inizio anno, proprio nella settimana decisiva per i colloqui risolutivi per la  guerra dei dazi Usa/Cina.

“Sell in May and go away” recita un famoso detto nel mondo finanziario.. che sia profetico per questo 2019?

Quanto questa situazione di scontro tra le due superpotenze mondiali è destinata a condizionare l’andamento dei mercati finanziari?

I motivi dell’inasprimento

L’intento dichiarato da parte del presidente americano è quello di intimorire l’avversario ed accelerare le trattative.

Trump è consapevole di dover dimostrare ai propri elettori di essere ancora un uomo d’affari in grado di definire un accordo con la Cina nell’ambito dei negoziati commerciali. L’obiettivo  principale è, ovviamente, assicurarsi la rielezione alle prossime presidenziali del 2020.

In realtà lo scontro Usa Cina va ben oltre la questione legata ai dazi e riguarda soprattutto il ruolo strategico e di supremazia che entrambe vorrebbero giocare nel prossimo futuro. Una partita che si disputerà sul campo delle tecnologie, in particolare relativamente al nuovo standard di telefonia 5G. Ecco perché è difficile pensare che si tratti di una situazione facilmente risolvibile a breve termine: la volatilità innescata dallo scontro è probabilmente destinata a perdurare.

I rischi in vista

Guerra commerciale

Nell’ambito dei rapporti tra le due maggiori potenze mondiali, il rischio è che l’atteggiamento di Trump possa generare una reazione eccessiva da parte della Cina tale da rendere poi impossibile convergere verso un accordo che invece sarebbe auspicato da entrambi i contendenti. A questo proposito bisogna considerare che la Cina rappresenta il maggiore detentore di titoli di stato americano ed una ritorsione di Pechino potrebbe innescare una spirale bellicosa di difficile risoluzione (leggi l’approfondimento su titoli di stato Usa e possibili ritorsioni Cinesi).

Rallentamento economico

Tra le altre incognite future non bisognerebbe dimenticare, come invece sembrano aver fatto i mercati finanziari, che l’economia globale non ha ancora superato del tutto le sue difficoltà:

A livello globale, i dati economici hanno deluso le attese degli analisti sulla crescita economica per 14 mesi di seguito, il periodo più lungo dallo scoppio della crisi finanziaria. Il commercio mondiale, in termini di volumi, è attualmente al suo livello più basso dal 2009.

Situazione politica europea

I risultati attesi delle prossime elezioni europee potrebbero, inoltre, delineare uno scenario politico incerto con l’ascesa degli estremismi: l’incertezza politica e l’inasprimento dei toni tra i paesi della comunità europea genera instabilità sui mercati finanziari su cui grava ancora la questione Brexit di cui si ignorano gli sviluppi futuri.


Da questo scenario ritengo sia più utile fornire un’analisi dei dati concreti, piuttosto che avventurarsi in improbabili previsioni finanziarie.

I dati concreti


La caratteristica principale del rally azionario del 2019 è che pochi investitori vi hanno partecipato. C’è chi ha approfittato della rialzo dei mercati per vendere perdendosi ulteriori chance di guadagno e c’è chi aspetta una correzione per entrare. Insomma, questo dato non fa che confermare l’atteggiamento dell’investitore medio che investe sull’onda dell’euforia (entrando sui massimi) e vende terrorizzato dal panico (uscendo sui minimi). Oppure resta in eterna attesa del “momento giusto” .

Occorre, dunque, evitare di leggere gli avvenimenti con emotività ed agire razionalmente sulla base di quanto dicono dati e statistiche. Non è facile, ma è l’unica modalità che consente di costruire la propria asset allocation senza compiere scelte avventate. L’andamento dei mercati finanziari è, da sempre, caratterizzato da ribassi nel breve termine che  molto spesso sono destinati a rientrare. Queste oscillazioni possono essere lette come opportunità di ingresso per gli investimenti nel medio e lungo-termine:


Andamento dei massimi ribassi durante ogni anno (drawdown) e performance % in chiusura dell’indice S&P 500 dal 1980 al 2017

Dal grafico si può vedere come dal 1980 l’indice registra un ribasso massimo potenziale (drawdown, nr espresso in rosso sul grafico), di circa il 14%  per poi, nella gran parte dei casi, chiudere l’anno in positivo (in blu sul grafico). La paura di subire pesanti perdite a causa di un eventuale inversione recessiva dei mercati finanziari non deve condizionare una corretta pianificazione né distrarre dai veri obiettivi a lungo termine.

Conclusioni

Il perdurare del livello dei tassi d’interesse eccezionalmente bassi rende difficile realizzare rendimenti reali positivi senza ricorrere a soluzioni d’investimento azionarie. (leggi l’approfondimento de “Il Sole 24 ore” sui rendimenti negativi).

Allo stesso tempo il rischio dell’investimento azionario aumenta mano a mano che i mercati salgono, in quanto cresce il potenziale calo dei prezzi delle azioni.

Dunque che fare?

  1. Il primo modo per ridurre i rischi è quello di ampliare l’orizzonte temporale per le proprie scelte di investimento: definire con precisione le tempistiche dei massimi e dei minimi dei mercati finanziari è impossibile. Se però comprendiamo che nel medio/lungo periodo economia globale e utili societari sono destinati a crescere, gli investimenti azionari risultano vincenti anche alla fine di un ciclo di sviluppo economico.
  2. Una corretta gestione dei rischi implica una ragionata diversificazione del patrimonio, che deve essere suddiviso in varie attività di investimento per evitare che non vadano tutte nel verso sbagliato contemporaneamente: titoli di stato di paesi affidabili e beni rifugio come l’oro possono offrire una valida arma di difesa da potenziali ribassi di mercato.
  3. Evitare di concentrare l’ingresso sui mercati in un unico momento. Visto che è impossibile prevedere gli andamenti futuri del mercato azionario è consigliabile suddividere l’investimento su più periodi temporali: un investimento iniziale pari ad un 40% ca delle risorse destinate. Il rimanente sarà spalmato mensilmente su un periodo più lungo attraverso la strategia del piano di accumulo. Questo metodo consentirà da una parte di beneficiare di futuri rialzi, dall’altra di approfittare di eventuali ribassi investendo nel tempo a prezzi più convenienti.

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