CORREZIONE DI MERCATO IN CORSO

Sono convinto che una delle caratteristiche più angoscianti delle correzioni sia l’impossibilità di prevederne la fine.
Assistere all’evaporazione dei propri risparmi senza capire quando riprenderanno finalmente a salire è davvero estenuante.
Il senso di angoscia è ancora più forte per chi, dopo aver  aspettato a lungo, ha deciso di investire poco prima del crollo.

Nell’articolo di oggi proveremo a capire quanto possa durare questa correzione e come gestirla al meglio.

Iniziamo col dire che le azioni salgono per la maggior parte del tempo ma, per fortuna, qualche volta scendono.
Questo vale anche per chi ha investito poco prima del picco e sta subendo, nell’angoscia, questa correzione.
E, in questo post, ti spiegherò perché.

Quanto dura una correzione

Già in un precedente articolo abbiamo visto i ribassi del mercato vengono classificati in funzione dell’intensità: pullback, correction, bear market e maga bear market sono i diversi tipi di correzione che possono verificarsi.
Ognuno di questi ribassi ha durate e tempi di recupero più o meno lunghi (leggi l’articolo completo).

Venendo al momento attuale, una chiave di lettura ci viene fornita dall’analisi dei dati passati.
Ovviamente non è possibile prevedere il futuro sulla base di dati storici.
I dati passati, infatti, non possono dirci cosa accadrà ma possono aiutare a prepararci per ciò che può accadere.

E proprio il passato ci dice che possiamo identificare due diversi scenari: correzioni recessive e correzioni non recessive.
Le correzioni recessive sono causate da un deragliamento della crescita economica (appunto una recessione).
Quelle non recessive sono invece imputabili ad altri fattori (geopolitici, scandali, ecc.).

Le correzioni non recessive sono molto più lievi di quelle che si verificano a causa di una recessione.
Ecco i dati storici riferiti all’ S&P500:

Come puoi vedere, le correzioni non recessive sono meno intense e più brevi di quelle recessive: se il tessuto economico (industrie, ricchezza delle famiglie, risparmi privati…) non viene danneggiato dalla recessione, sui mercati torna presto a splendere il sole della fiducia e dell’ottimismo.
Ovviamente resta da vedere come capire se si sta entrando in una recessione o meno.

Difficile a dirsi (tranne quando il campionato di calcio, le olimpiadi e il lavoro nelle fabbriche vengono sospesi per una pandemia globale).

Nel periodo in cui il PIL della prima potenza mondiale cresce al ritmo più alto dal 1984 e la disoccupazione si attesta ai minimi storici, il rischio di recessione a breve dovrebbe essere scongiurato….. Comunque: Ma mai dire mai.

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Ciò che conta

L’obiettivo di ogni investitore ragionevole dovrebbe essere quello di guadagnare il più possibile rischiando il meno possibile (ovviamente calibrando bene profilo di rischio e orizzonte temporale).

Sappiamo che uno dei fattori che determina il rendimento di un’attività di investimento è il prezzo che si paga per acquistarla. Tanto maggiore sarà il prezzo tanto minore sarà il rendimento futuro.
Purtroppo la finanza è l’unico campo in cui il ribasso dei prezzi di acquisto genera frustrazione.

Una correzione sicuramente crea apprensione nell’animo dell’investitore ma in realtà offre l’opportunità di beneficiare di rendimenti futuri più alti aggiungendo nuovo capitale o semplicemente ribilanciando correttamente il portafoglio.
Sostanzialmente i ribassi di mercato creano sofferenza nell’immediato ma se, correttamente gestiti, offrono l’opportunità di beneficiare di rendimenti più elevati nel futuro.

Tutto ciò, ovviamente, a condizione che si disponga di un orizzonte temporale sufficientemente lungo e di un portafoglio ben diversificato che comprenda anche una certa dose di liquidità.
L’acquisto a prezzi più bassi aumenterà il tuo potenziale rendimento a lungo termine.

Più si allunga l’orizzonte temporale, più aumentano le probabilità di successo fino a diventare certezza.
Il grafico mostra le probabilità di rendimenti positivi in funzione del periodo di detenzione di un investimento azionario.

Attraverso una corretta diversificazione il periodo di tempo necessario per avere certezza di successo può essere sensibilmente ridotto rispetto ai 20 anni della tabella.

Se hai impostato un portafoglio opportunamente diversificato, le correzioni di breve periodo, per quanto dolorose, non dovrebbero darti particolare preoccupazione.

Il rendimento di un portafoglio nel medio periodo è principalmente generato dall’asset allocation a prescindere dal timing di ingresso sul mercato:

Perché il ribilanciamento vince sulle correzioni

Vediamo adesso di verificare, numeri alla mano, quanto sostenuto nei paragrafi precedenti.

Nell’ultimo trimestre 2018 abbiamo assistito a una correzione ben più profonda di quella attuale (almeno per ora): l’indice globale MSCI world raggiunse il picco massimo a settembre per poi scendere del 15% circa (alla data di stesura di questo post, il ribasso dello stesso indice si attesta al -8% circa).

Ipotizziamo adesso che due investitori, Mr. Momento sbagliato e Mr. Momento giusto, decidano di iniziare a investire rispettivamente il giorno prima del crollo del 2018 (30/09/2018) e il giorno prima del rimbalzo (26/12/2018).
Questa è la collocazione temporale dell’ingresso dei due investitori rispetto all’indice azionario global MSCI World: 

 Questa, invece, è l‘asset allocation scelta da entrambi gli investitori:

ASSET ALLOCATION STRATEGICA

Dopo poco più di 3 anni questo sarà il risultato ottenuto dallo sfortunato Mr. Momento sbagliato:

INVESTIMENTO SUI MASSIMI DI MERCATO

Un rendimento complessivo del 38,37%.

Vediamo ora il risultato ottenuto da Mr Momento giusto:

INVESTIMENTO SUI MINIMI DI MERCATO

Rendimento complessivo: 40,85%

Qual è il messaggio che intendo trasmettere?

Il mercato azionario è il principale motore delle performance di qualsiasi portafoglio.
A fronte di un ribasso delle azioni, l’incidenza del market timing su un portafoglio correttamente diversificato e ribilanciato diventa insignificante. Nel nostro esempio poco più di 2 punti percentuali in 3 anni circa (ndr: in assenza di ribilanciamento la differenza sarebbe stata di 6 punti percentuali).

Questa immagine riassume l’attività di ribilanciamento eseguita sul portafoglio durante il ribasso successivo all’avvio dell’investimento da Mr. Momento sbagliato:

COME RIBILANCIARE IL PORTAFOGLIO

Quest’anno è andata diversamente: tra gli asset che hanno fornito protezione dal drawdown troviamo materie prime e bond cinesi. Ma la sostanza non cambia.
Inoltre ricordiamo che è sempre saggio destinare all’asset allocation strategica una dose di liquidità da utilizzare qualora, nel breve termine, le correlazioni tradizionali non dovessero funzionare.
Attenzione a esagerare: la liquidità non ha rendimento!

Come fare market timing

Molti investitori pensano e ripensano, osservano i prezzi salire in attesa di vederli scendere, per acquistare a un prezzo più favorevole.
Il momento, però, non arriva mai mentre gli amici e i conoscenti hanno già tutti acquistato e gioiscono delle proprie performance.
Non resta dunque che agire: click! E siamo entrati nel mercato.
Puntualmente arriva l’inversione di tendenza e il nostro investimento perde valore bruscamente.

Si dice spesso che gli investitori si dividono in due categorie: quelli che non sanno fare market timing e quelli che non sanno ancora di non saperlo fare.

In realtà c’è un modo pressoché infallibile per fare market timing!
Seguire un rigoroso protocollo di regole per effettuare una corretta attività di ribilanciamento.
Sapere quando e quanto ribilanciare gli asset del proprio portafoglio durante una correzione diventa di fondamentale importanza per poterla sfruttare a proprio vantaggio e aumentare i rendimenti a medio lungo termine.

Questo è il vero motivo per cui ogni correzione, per quanto dolorosa nel breve periodo, è un’opportunità per aumentare i rendimenti futuri anche senza apportare nuove risorse al proprio portafoglio: un asset allocation robusta ti consentirà in qualunque momento di disporre di risorse da destinare all’attività di ribilanciamento.
Semplicissimo da fare … in teoria… La pratica, beh… è un’altra storia.

Conclusioni

Chi non possiede azioni quando i prezzi scendono, non possiede azioni neanche quando i prezzi salgono 

André Kostolany

A nessuno piace vedere il valore del proprio portafoglio che scende. Neppure ai consulenti finanziari 😏.

Eppure ogni correzione porta con sé l’opportunità di aumentare i rendimenti futuri del proprio portafoglio.
Saper gestire una corretta attività di ribilanciamento durante una correzione di mercato ti consentirà di ottenere in futuro rendimenti più elevati. Quei rendimenti che non avresti ottenuto se la correzione non si fosse materializzata.
Sembra impossibile ma è proprio così.

Ecco perché piuttosto che focalizzarsi su outlook di mercato, previsioni e strategie per individuare il corretto market timing, la nostra attenzione si dovrebbe concentrare esclusivamente sullasset allocation.

Un portafoglio correttamente diversificato con asset class che si muovono in modo indipendente nelle varie fasi del ciclo economico ti metterà sempre in condizione di poter disporre di denaro da utilizzare per incrementare l’esposizione azionaria quando i prezzi sono in saldo.

L’importante è che le regole da seguire per una corretta attività di ribilanciamento siano state studiate in situazioni di calma piatta e non improvvisate mentre noi e i mercati siamo in piena fibrillazione. (cit.)

Questa volta non sarà diverso.

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3 Comments

  1. Se esiste una asset allocation corretta nelle fasi iniziali di una correzione, indipendentemente da quanto profonda, ritengo molto più saggio implementare gli asset in sofferenza inserendo gradualmente liquidità invece di compensare tra componenti. Cosa diversa dopo un vero crollo che ha veramente segnato il portafoglio e non scalfito come può solo avere fatto ora ex- post Bull market incredibile. L’ancoraggio al massimo storico di portafoglio fa perdere di vista la performance storica, occhio alle vertigini! Non facciamo che un colpo di tosse un pieno inverno si trasformi in una nuova pandemia… buona domenica

    1. Considerazione ampiamente condivisibile Luca!
      Il fatto è che non sempre è non tutti hanno possibilità di incrementare con “nuova” liquidità.
      Ecco che è importante costruire un AAS che consenta, in qualsiasi condizione di mercato, di avere a disposizione risorse per incrementare le attività rischiose durante il drawdown. Meccanismo che, ovviamente, deve essere disciplinato anche in senso contrario cioè quando i mercati restituiscono performance generose.
      Il messaggio che l’articolo intende trasmettere è che durante le correzioni più o meno violente, si incrementa il rischio mantenendo fede all’ AAS pianificata inizialmente.
      Il pericolo concreto è quello di aggiungere azionario al primo -5%. Al -10% magari si “ ipoteca la casa per cogliere l’occasione imperdibile “ e al – 30% non si hanno più risorse a disposizione.

      Ovviamente c’è anche tutto l’aspetto fiscale del ribilanciamento a cui credo tu volessi far riferimento tra le righe. Non ho trattato il tema per focalizzare l’attenzione del lettore sulla disciplina della manutenzione del portafoglio.
      La fiscalità è stata comunque oggetto di un altro post.
      Un caro saluto Luca!

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