Coronavirus e Crollo mercati

Coronavirus Vs Mercati: manuale antipanico

La settimana finanziaria che si è appena conclusa ha messo a dura prova i nervi di investitori e professionisti finanziari: giorno dopo giorno i mercati hanno registrato pesanti ribassi portando il bilancio negativo complessivo ad oltre il -10% (calcolato su indice S&P 500).

Per i listini azionari si tratta della settimana più difficile dal 2008 (fallimento Lehman Brother).

Come sempre accade in situazioni come quella attuale, il panico prende il sopravvento, si naviga alla cieca e diventa impossibile per analisti ed investitori fare previsioni sensate su quello che potrebbe accadere.

Già, purtroppo è così: fare previsioni sensate è impossibile (scopri perché leggendo il post dedicato).

E visto che guru, mezzi d’informazione e noti frequentatori di bar si prodigano in consigli, analisi e, soprattutto, visioni e previsioni improbabili, ho pensato di tornare sull’argomento Coronavirus pubblicando questa “guida di sopravvivenza”.
Un manuale antipanico per evitare di cadere nei più comuni errori di mala gestione finanziaria.
Particolarmente frequenti in fasi come quella attuale.

Cosa è accaduto sui mercati?

Per capire è indispensabile analizzare razionalmente gli accadimenti. Quindi ripercorriamo le tappe di queste concitate settimane borsistiche.

Le prime settimane del 2020 hanno seguito il copione dello scorso anno: mercati in crescita sulla scia del miglioramento dei rapporti Usa/Cina, degli sviluppi sulla Brexit, confortati, inoltre, dalla convinzione del supporto delle Banche Centrali anche contro i possibili effetti dell’epidemia (leggi il post CoronaVirus: è arrivato il “Cigno nero”?).

Lo squilibrio tra l’umore del mercato e la realtà  si è protratto fino alla scorsa settimana: le borse hanno continuato a registrare nuovi massimi confortate dall’appoggio delle banche centrali.
Il brusco risveglio e la realizzazione dell’impatto del coronavirus sul ciclo economico si è materializzato con la rapida diffusione del virus polmonare al di fuori della Cina e dell’Asia: l’innesco che ha generato la deflagrazione da “panic-selling” è stato il dilagare dei casi di Coronavirus in Europa e, in particolare, in Italia.

Si è concretizzato il rischio di un blocco dell’economia globale per effetto delle misure di quarantena che i governi sono costretti a mettere in atto per arginare la diffusione del contagio:

la limitazione alla libertà di movimento e il parallelo calo della fiducia dovuto alla paura di una pandemia, inevitabilmente provocheranno una flessione dei consumi.
Inoltre le restrizioni agli spostamenti ridurranno la disponibilità di manodopera per gli stabilimenti produttivi che saranno costretti a ridurre o, addirittura, bloccare la propria attività.

Di conseguenza il danno è fatto anche nel mercato azionario:

– CONSUMI – PRODUZIONE = – UTILI = CALO QUOTAZIONI AZIONARIE

Perché il crollo è stato così repentino?

In un contesto di valutazioni azionarie generalmente alte e da una crescita globale ancora fragile, era inevitabile una correzione delle borse, oltretutto dopo che queste avevano tenuto incredibilmente bene durante le prime quattro settimane dell’epidemia.

Il perdurare del basso livello dei tassi d’interesse ha indotto investitori di tutto il mondo ad assumersi sempre più rischi vista l’assenza di alternative sicure e redditizie: in un mondo in cui aumenta giorno dopo giorno la percentuale di obbligazioni con rendimento negativo, chiunque per ottenere un ritorno positivo è costretto ad incrementare l’esposizione agli asset rischiosi (Azioni e obbligazioni alto rendimento).
I prezzi di queste attività sono così lievitati.
Il crollo è stato così brusco perché i prezzi erano eccessivi.

GRAFICO MERCATI AZIONARI GLOBALI
Andamento mercati azionari globali (indice MSCI World)

Il ruolo dei beni rifugio

Come più volte osservato in altri articoli, (approfondisci leggendo un post dedicato) asset quali oro e obbligazioni governative possono efficacemente contribuire ad arginare gli effetti delle discese repentine sui portafogli.

Anche in questo caso la decorrelazione tra azioni/oro/governativi USA ha funzionato correttamente:

GRAFICO TREASURY, ORO, MSCIWORLD

L’anormalità degli ultimi anni

L’andamento dei mercati degli ultimi anni ha, in qualche modo, viziato investitori e analisti: il supporto delle banche centrali che hanno iniettato liquidità senza fine ha schiacciato la volatilità tipica del mercato azionario per lunghi periodi.

In realtà correzioni del tenore di quella attuale, sono piuttosto frequenti sui mercati.

Il fatto è che è molto difficile sopportare un’esplosione repentina di volatilità quando si è abituati ad una così prolungata tranquillità
Visto che, come tutti, non so prevedere il futuro, ti lascerò una lista di cose da fare e una di cose assolutamente da non fare per difenderti dal panico da crollo di borsa.

Manuale antipanico

Cose da non fare

  • Non modificare il proprio orizzonte temporale: Nel corso della storia dei mercati finanziari si sono presentate più occasioni (tragiche) per abbandonare i buoni propositi di lungo termine..
    Ecco un’analisi di JP Morgan (primaria banca d’investimento) che mostra come le probabilità di perdita si riducano a mano a mano che aumenta il periodo di permanenza nei mercati azionari (un anno – 5 anni – 10 anni – 20 anni):
Fonte: JP Morgan

Ecco perché è indispensabile investire in azioni con un’ottica di lungo periodo;

  • Non cercare il perfetto “market timing”: Il segreto non è anticipare i mercati ma stare nei mercati.
    E’ impossibile pensare di poter individuare il punto di minimo per il perfetto ingresso o l’ottimale momento per la vendita.
    I mercati finanziari sono sistemi che crescono oscillando.
    E’ indispensabile che ognuno trovi la strategia più adatta alla propria indole per investirvi;
  • Non diventare preda di acquisti o vendite compulsive: Le statistiche dimostrano che nei mercati finanziari perde chi si fa trascinare dalle emozioni.
    Quando i mercati sono volatili (cioè instabili) agire di impulso significa rischiare di incappare nel momento più sbagliato per qualsiasi scelta. Ecco perché molto spesso la decisione più saggia è quella di non fare niente.
  • Non esistono Guru e Profeti: Nell’emozione del momento si è spesso convinti che sedicenti professionisti/professori/gestori propongano analisi così rassicuranti che si è istintivamente portati a compromettere la propria pianificazione di lungo termine. Nessuno è in grado di fare previsioni. A maggior ragione quando saltano gli schemi più normali;
  • Non leggere troppi giornali finanziari e non guardare troppi notiziari: I mezzi di comunicazione competono continuamente per attirare l’attenzione  del pubblico visto che è da questa che deriva la loro sopravvivenza: maggior audience, maggiori introiti pubblicitari. E’ normale che i media siano attratti dai mercati finanziari visto che sono un catalizzatore d’attenzione che si muove sulla variazione delle quotazioni.
    E i “crolli” di borsa rappresentano una sensazionale opportunità per attirare l’attenzione dei suggestionabili investitori. Molto più efficace che non il rialzo:
    “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” (Lao Tzu – filosofo e scrittore cinese).

Cose da fare

  • Pianifica ora una strategia automatica per investire in azioni (se non lo hai ancora fatto): Mantenere i nervi saldi e adottare una strategia che effettui “più ingressi” in tempi e a prezzi diversi consente di annullare il rischio che di investire tutto il capitale nel momento sbagliato.
    L’insorgere della volatilità sui mercati rappresenta un’ottima occasione per attivare un sistema di investimento graduale e automatico.
    Comprare sistematicamente azioni in una fase di ribasso o, comunque, di accentuata volatilità consente di sfruttare l’instabilità a proprio vantaggio (scopri come leggendo l’articolo dedicato);
  • Focalizzati sui rendimenti offerti dalle alternative cosiddette “sicure”: Abbandonare i mercati dopo un ribasso del 10% significa, oggi, consolidare irrimediabilmente una perdita che mai (o quasi) potrà essere recuperata con alternative sicure.
    Con rendimenti obbligazionari ai minimi storici, per recuperare un
    – 10% occorrono circa 10 anni: le azioni offrono indubbiamente potenzialità di un ben più rapido recupero. Dunque, tanto vale rimanere investiti in azioni!
  • Pensa a quanto potranno scendere ancora i mercati:  Ovviamente è impossibile dare una risposta. Tuttavia in considerazione del fatto che  le obbligazioni non rendono praticamente niente, il mercato azionario resterà probabilmente ancora il posto migliore in cui investire. A patto, però, che si scelga una strategia di lungo periodo.
  • Ricorda come ti sei sentito in questo momento: questo sarà il più grande insegnamento per il futuro dei tuoi investimenti visto che crolli come quello da Coronavirus sono e saranno ricorrenti sui mercati finanziari.

Ed ecco alcune considerazioni che ti sosterranno nella realizzazione dei suggerimenti appena  elencati:

Storia degli effetti delle pandemie sui mercati azionari e la situazione attuale

Sebbene spiegare il futuro con le logiche del passato possa portare a conclusioni affrettate, l’analisi di casi analoghi nella storia più o meno recente è l’unico strumento su cui poter fare considerazioni concrete, soprattutto per cercare di placare il dubbio che attanaglia investitori e gestori: Quanto durerà questo “fisiologico ribasso”?

Andando a ritroso nel tempo questo è stato il comportamento dei mercati durante le maggiori emergenze sanitarie mondiali:

CONTAGI REAZIONE MERCATI FINANZIARI


Mediamente i mercati hanno largamente recuperato le perdite nel giro di 3 – 6 mesi.

Il motivo risiede nel fatto che, sebbene le emergenze sanitarie determinino un calo degli acquisti (per effetto della limitazione alla circolazione e del calo della fiducia), il consumo non viene annullato per mancanza di disponibilità ma solo rimandato nel tempo: se si è pianificato l’acquisto di un auto o di un elettrodomestico, una volta superata l’emergenza, non essendo intervenute modifiche sulle disponibilità, si potrà effettuare l’acquisto.

Se da un lato il propagarsi del contagio al di fuori dei confini cinesi sembra poter compromettere l’attività economica, dall’altro le misure di contenimento in Cina sembrano risultare efficaci, come confermato dalla riduzione dei contagi e dall’incremento delle guarigioni:

Banche centrali e politiche fiscali

Nel contesto attuale le maggiori banche centrali restano intenzionate a fornire sostegno alla crescita economica con “tutti gli strumenti a disposizione” (Cit.: Jerome Powell presidente Banca Centrale Americana).

Sebbene gli  “strumenti a disposizione” siano oggi ridotti rispetto al passato, (i tassi di interesse sono già ai minimi storici), le ricadute causate dal virus potrebbero rappresentare l’occasione per accelerare il passaggio di testimone dalla politica monetaria alla politica fiscale:

Fonte: Il Sole 24 Ore

Tradotto in termini pratici, gli stati potrebbero essere portati a ridurre le imposte su imprese e cittadini che consentirebbe di liberare risorse per consumi ed investimenti che rappresentano il motore propulsivo per la crescita economica.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è banner-contatti-medio-2-1.png

Conclusioni

  • Nella storia dei mercati, crisi “epidemiche” simili al Coronavirus hanno avuto un impatto limitato nel tempo in quanto non comportano l’annullamento dei consumi che vengono, piuttosto, posticipati;
  • Il rischio finanziario più concreto è dato dai tempi dell’evoluzione dell’emergenza. Se questa si protrarrà nel tempo potrebbero aumentare le probabilità di un escalation di default sul debito: l’elevato livello di indebitamento tramite emissioni obbligazionarie soprattutto da parte di quelle società con business fragile facilitate dal basso livello dei tassi d’interesse costituisce un potenziale focolaio di crisi. Il perdurare delle misure anticontagio potrebbe compromettere proprio l’attività di queste aziende che si troverebbero impossibilitate a ripagare debiti e interessi;
  • Di fronte all’aggravarsi della situazione, le banche centrali si troverebbero ad avere minor margine di manovra rispetto al passato visto che hanno già portato i tassi ai minimi storici.
    D’altro canto, per far fronte ad un rallentamento economico, i governi potrebbero finalmente attuare politiche fiscali per stimolare consumi ed investimenti quali, ad esempio, la riduzione del carico fiscale o l’aumento della spesa pubblica;
  • Gli investitori “a lungo termine” non dovrebbero guardare le notizie del giorno. L’epidemia rappresenta una grave minaccia ma non deve influire su ciò che si fa quando si investe in azioni.
    Le prospettive a lungo termine non cambiano, ecco perché è utile seguire i consigli del manuale antipatico.

Leggi anche:

Coronavirus: è arrivato il ”Cigno Nero”?

Quale gestione finanziaria vince sul Coronavirus;

Covid-19: è arrivata l’Apocalisse?

Coronavirus: dalla recessione alla ripresa;

E’ il momento giusto per investire in borsa?

Perché devi investire in azioni e due strategie per farlo con profitto.

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi!

Iscriviti

* indicates required

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *