CONSULENTE FINANZIARIO COSA FA

Cosa fa il consulente finanziario?

Perchè dovrei fidarmi del lavoro di un consulente finanziario?

Qual’è il valore aggiunto che potrà portare al mio capitale?

E poi quanto mi costa?

Domande assolutamente legittime  alle quali proviamo a dare una risposta, cercando di capire chi sia questa figura professionale, quando e a chi possa convenire rivolgersi ad un consulente finanziario e quando invece l’attività di consulenza potrebbe non portare vantaggi.

Come si diventa consulente finanziario

Per diventare consulente finanziario e poter esercitare la professione  è necessario: 

  • Essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla legge . Tra gli altri, non aver avuto problemi con la legge e non essere stati dichiarati falliti;
  • Aver conseguito almeno un diploma superiore;
  • Aver superato un esame che mira a verificare le conoscenze in ambito finanziario, economico e giuridico, di solito a seguito di un corso di preparazione;
  • Essere iscritti all’albo unico dei consulenti finanziari (consultabile a questo link);
  • Conseguire ulteriori livelli di certificazione, non obbligatori ma che aumentano le competenze del consulente finanziario. Queste certificazioni vengono rilasciate dall’ associazione europea EFPA previo superamento dei relativi esami (vedi sito EFPA).

Consulente finanziario – tipologia di consulenza offerta

Esistono due modalità in cui il consulente finanziario può prestare i suoi servizi. La sua attività infatti può essere distinta in:

  • Consulenza promossa per conto di società di gestione (detta “fuori sede”) :  il consulente finanziario svolge il proprio lavoro per conto di una società mandante  proponendo soluzioni realizzate con i prodotti e i servizi che questa distribuisce, che saranno prodotti propri della società, oltre che un catalogo più o meno ampio che comprende anche prodotti di risparmio gestito di case terze (fondi comuni d’investimento, gestioni patrimoniali, soluzioni assicurative).
    Il consulente che opera secondo questa modalità potrà offrire un servizio “chiavi in mano” che parte  dalla formulazione della proposta ed arriva all’attuazione del piano d’investimento. Il consulente può infatti ’operare direttamente sui mercati grazie alla struttura finanziaria messa a disposizione da parte della società mandante.
    Questo  tipo di consulenza  si sviluppa su un servizio di assistenza continua nelle varie fasi di  mercato e della vita del cliente accompagnandolo costantemente nel percorso per il raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • Consulenza indipendente: il consulente svolge la propria attività in forma autonoma senza essere legato a nessuna società specifica. In questo caso, il servizio  sarà offerto proponendo una selezione personalizzata di prodotti finanziari senza ricorrere ad uno specifico catalogo sottostante. Il consulente indipendente presenterà la propria proposta al cliente che dovrà poi rivolgersi ad un intermediario (generalmente una banca) per concludere le operazioni di investimento vero e proprio. Infatti il consulente indipendente non dispone della struttura di supporto per l’operatività sui mercati finanziari.

Esiste anche un’ulteriore tipologia di consulenza che è quella promossa allo sportello bancario o postale : tutte le banche (e le poste) offrono prodotti e servizi d’investimento presso le proprie filiali sul territorio. Per il dipendente bancario (e postale) che presta il servizio di consulenza nei locali del proprio istituto  (e che ricopre, comunque, il ruolo di consulente) non è obbligatorio né il superamento di una prova d’esame né l’iscrizione all’albo.

Differenze tra Consulente finanziario “fuori sede” e consulente finanziario indipendente

Le due tipologie di consulenza presentano dunque significative diversità:

  • La consulenza fuori sede si svilupperà principalmente attraverso il collocamento di prodotti promossi dalla propria organizzazione come fondi di investimento, polizze assicurative, gestioni patrimoniali, fondi pensione ecc.. (i cosiddetti prodotti di “risparmio gestito”). La consulenza prevede la conclusione del processo operativo di investimento con l’acquisto dei prodotti concordati oltre che un continuo monitoraggio e ottimizzazione degli stessi col passare del tempo;
  • La consulenza indipendente offrirà una selezione di prodotti finanziari articolata tra azioni, obbligazioni ed etf. Il processo di consulenza prevede la consegna della proposta di investimento. Il cliente dovrà poi ricorrere, come ricordato prima, alla propria banca (o altro intermediario) per attuare il piano d’investimento concordato con il  professionista. 

Un’altra importante distinzione tra consulenza fuori sede e consulenza indipendente riguarda la modalità di remunerazione del consulente.

Lo “stipendio” del consulente finanziario

  • Il consulente finanziario che opera per conto di una società mandante (fuori sede) percepisce dalla stessa società una remunerazione calcolata percentualmente sul patrimonio complessivo gestito dal professionista.
    Si tratta, sostanzialmente, dell’assegnazione al consulente di una parte delle commissioni che il cliente paga sui prodotti di risparmio gestito in cui è stato allocato il patrimonio. Di fatto, quindi, il cliente non paga mai direttamente il consulente finanziario. 
  • Il consulente finanziario indipendente percepisce, invece, una parcella direttamente dal cliente a cui ha  prestato il servizio di consulenza come accade per qualsiasi altro professionista.

Cosa fa il consulente finanziario

Il principale valore aggiunto che dovrebbe apportare il consulente finanziario abbraccia i seguenti aspetti:

  • Analisi dei fabbisogni;
  • Diversificazione e decorrelazione degli investimenti;
  • Manutenzione del portafoglio in funzione dell’evoluzione dei mercati finanziari.

alla mia pagina servizi potete trovare un elenco completo delle attività offerte dal consulente finanziario.

Il buon consulente deve avere, prima di tutto,  la capacità di illustrare con termini semplici e comprensibili, a seconda del grado di conoscenza del cliente:

  • Le caratteristiche del piano d’investimento elaborato;
  • I motivi che stanno alla base delle scelte;
  • I benefici ed i rischi che questo comporta;
  • I costi ad esso associati.

E’ indispensabile che le scelte fatte vengano opportunamente condivise in ogni fase del processo di consulenza affinché il cliente acquisisca la giusta consapevolezza prima, durante e in chiusura dell’investimento.

Alla base di ogni proposta finanziaria, vi è sempre una attenta fase di studio dei  mercati, dei prodotti finanziari e dei loro fattori di rischio, che è imprescindibile da una continua attività formativa e di aggiornamento come ci si aspetta da ogni tipologia di consulente.

Quando è utile rivolgersi ad un consulente finanziario

Siamo abituati a riconoscere il valore della professionalità in molti ambiti della nostra vita:

ci rivolgiamo al dottore per problemi di malessere fisico, al dentista per la cura dei denti e al commercialista per la presentazione della dichiarazione dei redditi. In tutti questi casi siamo naturalmente portati a comprendere  la professionalità ed il livello di specializzazione dell’esperto.
Tuttavia in Italia ci sono due ambiti in cui tutti pensano di sapere cosa sia meglio per sé e per l’intera popolazione: l’alimentazione e la gestione patrimoniale.
Tutti conoscono perfettamente cosa faccia bene e cosa faccia male e sono prodighi di suggerimenti su come dimagrire e come gestire il denaro.

Ovviamente senza aver maturato nessuna competenza , sentendosi luminari nella materia dopo aver ascoltato qualche rubrica alla tv o alla radio oppure, se va male, soltanto per scienza infusa.

Per questo motivo consiglio di non rivolgersi ad un consulente finanziario se:

  • Siete alla ricerca di un metodo che vi faccia diventare ricchi in pochi mesi partendo da un portafoglio di 1.000 €;
  • Avete già un amico elettricista che vi sa consigliare molto bene come investire i vostri risparmi (fate bene attenzione, mettendo a rischio i vostri soldi  e non i suoi) e non avete voglia di pagare un professionista per una pianificazione strutturata;
  • Se la vostra diffidenza verso il mondo finanziario è talmente alta che preferireste tenere i vostri soldi sotto il buon vecchio materasso (andando incontro a tanti altri rischi, ma che lì per lì non vengono presi in considerazione, come il danno dell’inflazione);

In questi casi lasciate perdere la strada dell’investimento e accontentatevi di risparmiare.

Un buon consulente finanziario invece risulterà molto utile se:

  • Vorrete evitare l’errore di acquistare azioni quando sono al loro massimo per poi rivendere tutto  in un attacco di panico quando il loro valore scenderà;
  • Vorrete trovare  una guida che vi accompagni nel complesso mondo della finanza e che vi aiuti a seguire i giusti comportamenti per raggiungere i giusti risultati;
  • Se vorrete impostare una strategia di investimento che non tenga conto solo della diversificazione ma anche della decorrelazione, per mettere in sicurezza il vostro patrimonio.

Conclusioni

  • Il consulente finanziario è un professionista certificato che offre soluzioni d’investimento personalizzate sulla base di esigenze specifiche;
  • La qualifica di consulente finanziario viene realizzata attraverso una prova valutativa che mira a verificare le conoscenze in ambito finanziario, economico e giuridico e richiede un percorso di formazione ed aggiornamento continuo;
  • Come per ogni professionista certificato, è previsto un albo unico;
  • L’attività di consulenza può essere svolta per conto di società di gestione (consulenza fuori sede) o in forma indipendente;
  • La funzione del consulente non è soltanto quella di proporre le migliori soluzioni d’investimento, ma soprattutto quella di accompagnare costantemente il cliente al fine di educarlo a mantenere i comportamenti corretti ed evitare scelte irrazionali dettate dall’emotività.

Presto parleremo di come evitare di cadere nelle mani di consulenti finanziari che non fanno gli interessi del cliente ma pensano solo ai propri.

Curiosità Bonus: sapete perché l’attività del consulente finanziario viene chiamata “fuori sede”? Perché, a differenza del dipendente bancario, ha la possibilità di discutere dei piani finanziari anche fuori dalle mura dell’istituto bancario, andando quindi a pianificare gli investimenti anche presso il luogo di lavoro o l’abitazione del cliente.

Leggi anche:

Scelta ragionata al consulente finanziario ideale;

Perché rivolgersi ad un consulente finanziario;

I tre motivi per cui è dannoso lasciare i soldi sul conto corrente.


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