BERKSHIRE HATHAWAY LETTERA ANNUALE

Tutti conoscono la fama di investitore di Buffett ma forse non tutti sanno che ogni anno pubblica una lettera agli investitori in cui analizza la situazione di mercato attuale e consiglia i modelli di investimento da seguire.
Sì, perché proprio Buffett non ha mai fatto segreto delle sue manovre di investimento e anche grazie alla lettera annuale agli investitori 2021 ne conosciamo il suo pensiero finanziario sempre generoso di consigli e analisi.

Stiamo di fatto parlando di uno degli investitori più apprezzati di tutti i tempi definito “l’oracolo di Omaha” proprio per il suo fiuto per gli investimenti finanziari.
Oggi, alla veneranda età di 90 anni, è ancora a capo della Berkshire Hathaway, una delle più grandi aziende quotate americane che detiene partecipazioni in brillanti società che operano nei più svariati settori.

Proprio queste partecipazioni hanno fatto la fortuna di Buffett e della sua Berkshire.
Stiamo praticamente parlando di un “vecchietto” che è diventato multimilardario investendo in azioni.

Questo magnate della finanza ha recentemente pubblicato l’ultima e attesissima lettera annuale agli azionisti della Berkshire Hathaway (consultabile a  questo link ).
Le sue lettere, contraddistinte da uno stile ironico e distintivo, sono diventate una lettura imprescindibile per chi si interessa ai mercati azionari.

In questo articolo ne esamineremo i contenuti e cercheremo di capire quali spunti e quali insegnamenti ne può trarre l’investitore.
Ma, soprattutto, andremo ad analizzare  quali siano gli spunti da cogliere e quelli, invece, non particolarmente adatti ad un investitore “non professionale”.

L’efficacia di un portafoglio “noioso”

Nella sua ultima lettera Buffet dedica una sezione specifica ai “gioielli di famiglia” cioè a quelle aziende che hanno fornito il maggior contributo all’utile finale.
Si tratta forse di aziende operanti in settori “dirompenti”? Quali strabilianti diavolerie ci saranno nel portafoglio di una delle persone più ricche del mondo?

Chi spera di trovare società all’avanguardia resterà deluso.

L’investimento più importante riguarda la società Government Employees Insurance Company (GEICO) società assicurativa (interamente controllata dalla Berkshire) che stipula assicurazioni  auto per i dipendenti pubblici e per le loro famiglie.

Al secondo posto troviamo BNSF Railway  la più grande compagnia ferroviaria americana.
Quindi niente aereospazio, auto a guida autonoma o navicelle orbitanti ma soltanto una banalissima azienda di trasporto su rotaia.

L’ultimo gradino del podio spetta, effettivamente, ad uno dei titani tecnologici: Apple

E, infine, il quarto posto è conquistato da Berkshire Hathaway Energy società dell’obsoleto settore energetico che, fino a qualche mese fa, era considerato da evitare come la peste.

Altro aspetto importante relativo non soltanto ai “gioielli di famiglia” ma a tutto il portafoglio investimenti della Berkshire riguarda la lungimiranza: per Buffett il periodo preferito di detenzione di ogni azione è “per sempre”.

Spunti per l’investitore

Un portafoglio vincente non può prescindere da un’allocazione di tipo tradizionale e, per certi aspetti, noiosa.
Se da un lato è necessario considerare i megatrend strutturali (in questo articolo ne elenco i più importanti), ha poco senso investire in energie alternative, idrogeno, mobilità sostenibile ecc., se non abbiamo prima pensato a costruire l’esposizione ai settori dell’economia classica.

Considerazione analoga può essere fatta sulla modalità di gestione del proprio portafoglio.

Per quanto possa essere appassionante l’attività di compravendita di titoli, è dimostrato che la strategia migliore è quella di comprare per mantenere astenendosi da una movimentazione eccessiva (in questo articolo spiego come costruire un portafoglio Buy & Old).

Buffett dice che se non si è sicuri di detenere un titolo azionario per 10 anni non lo si dovrebbe possedere nemmeno per 10 minuti.
A maggior ragione questa riflessione vale per fondi ed ETF azionari.

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Non ricercare gratificazioni immediate

Nella parte iniziale della sua lettera Buffet si sofferma sulla differenza tra il pagamento dei dividendi e la crescita a lungo termine di un’azione.

In particolare si preoccupa di rassicurare sapientemente gli azionisti di Berkshire riguardo alle partecipazioni in società che non hanno distribuito dividendi.
I dividendi sono immediatamente registrati nei libri contabili della Berkshire e, pertanto, ben visibili e tangibili da parte degli azionisti.

Tuttavia, a detta di Buffett, c’è molto più valore in quelle società che non hanno distribuito dividendi perché “… gli utili non distribuiti stanno costruendo valore – molto valore – per Berkshire.
Queste società utilizzano gli utili non distribuiti per espandere la loro attività, effettuare acquisizioni, estinguere debiti … Gli utili non distribuiti hanno spinto gli affari americani nel corso della storia del nostro Paese.”

Spunti per l’investitore

Per investire con profitto e perseguire la crescita del capitale a lungo termine la strategia migliore è quella di puntare su società (molto meglio fondi ed ETF) che non distribuiscono dividendi.

A meno che non ci siano motivate esigenze di integrazione al reddito grazie al flusso dei dividendi, è preferibile scegliere soluzioni che prevedono il reinvestimento dei proventi.
Questa accortezza consentirà  di sfruttare il principio  della capitalizzazione composta ed ottenere, nel tempo, una maggiore rivalutazione.

Prima di pensare a come ottenere una rendita passiva, bisogna pensare a valorizzare un capitale idoneo a garantirla.

Ammettere di aver sbagliato

Ebbene sì, anche un investitore come Buffett non ha (sempre) il tocco infallibile.

Nella lettera l’oracolo ammette pubblicamente la sua personale ed unica responsabilità per un investimento totalmente sbagliato:

“…quella brutta svalutazione di 11 miliardi di dollari – è quasi interamente la quantificazione di un errore che ho commesso nel 2016.
Quell’anno, Berkshire ha acquistato Precision Castparts (“PCC”) e ho pagato troppo per l’azienda”.


Buffet si riferisce ad una grande azienda che produce parti di aerei per società come Boeing ed Airbus:
non è certo il mio primo errore di questo tipo. Ma è un grosso errore”, riconosce Buffett.

Spunti per l’investitore

Se sbaglia Buffett, non vedo perché non possa sbagliare anche un investitore privato. 
L’importante è riuscire ad ammettere i propri sbagli senza intestardirsi dietro convinzioni che porteranno poco lontano.

Vedo che spesso si tende ad affannarsi per comprare e vendere fondi ed ETF perché stanno  semplicemente svolgendo la loro funzione di strumenti di investimento a lungo termine (con perdite di breve termine).
All’opposto, però, si mantengono in portafoglio titoli azionari in perdita da decenni convinti che prima o poi verrà il loro momento.
Affezionarsi ad un cattivo investimento è una pessima strategia.

Mai scommettere contro l’America

Buffett non cela certo il suo patriottismo e la sua inesauribile fiducia nell’economia americana.

“Nei suoi brevi 232 anni di esistenza, tuttavia, nessun’altra nazione è stata in grado di far emergere il  proprio potenziale umano come l’America.
Nonostante alcune gravi interruzioni, il progresso economico del nostro Paese è stato mozzafiato.
La nostra incrollabile conclusione: non scommettere mai contro l’America”

Secondo Buffett l’America è e continuerà ad essere il paese migliore dove investire e fare affari vista la dinamicità del suo sistema economico e finanziario.

Spunti per l’investitore

L’America resta la prima economia mondiale ed il mercato azionario più importante al mondo.
Guardando il grafico dell’ultimo decennio come dare torto a  Buffett?

BUFFET MERCATO AZIONARIO AMERICANO
Fonte: MSCI

Gli Stati Uniti (linea arancione) hanno letteralmente surclassato sia  Europa (linea verde) che i Paesi Emergenti (linea blu).

Per quanto gli USA rappresentino il faro dei mercati azionari, un portafoglio diversificato non può comunque prescindere dall’inserimento dei Paesi Emergenti e dell’Europa che è stata la grande esclusa dalla crescita dei mercati.

Inoltre è bene considerare che il mercato azionario americano ha un peso rilevante all’interno degli indici globali. Questo significa che investire in un fondo o in un ETF globale qualsiasi, circa il 50% del capitale sarà comunque destinato al mercato americano.

Quindi America sì ma insieme alle altre principali aree geografiche.

Via dalle obbligazioni

Buffett punta l’accento sulle insidie nascoste dietro l’investimento obbligazionario tradizionalmente percepito come più stabile di quello azionario.

“Le obbligazioni non sono il posto dove stare in questi giorni.
Il rendimento offerto da un  titolo del Tesoro statunitense a 10 anni  è sceso del 94% rispetto a quello offerto nel 1981 passando dal 15,8% allo 0,93% ( – 1,75% alla data di stesura di questo post – ).
In alcuni grandi e importanti paesi, come la Germania e il Giappone, gli investitori ottengono un rendimento negativo su miliardi di dollari di debito sovrano.
Investitori obbligazionari di tutto il mondo – fondi pensione, assicurazioni aziende e  pensionati – dovrete affrontare un futuro tetro”

A detta di Buffet (e come dargli torto) la crescita economica più rapida del previsto potrebbe costringere la banca centrale americana a rialzare i tassi di interesse prima del previsto danneggiando pesantemente chi ha investito in obbligazioni (già nelle ultime settimane se ne stanno percependo le avvisaglie).

Di conseguenza Berkshire ha significativamente ridotto l’esposizione ai bond.

Spunti per l’investitore

Sebbene il mondo obbligazionario stia soffrendo (e probabilmente continuerà a farlo) per il rialzo dei tassi, questo rialzo rispecchia una crescita economica in netto miglioramento ed un mercato azionario in salita.

I guadagni dell’azionario, all’interno di un portafoglio opportunamente diversificato, ammortizzano egregiamente le perdite obbligazionarie.
Inoltre le future emissioni di obbligazioni offriranno rendimenti a scadenza più appetibili.
Tradotto in parole povere, le obbligazioni oggi portano perdite nel breve termine ma rendimenti superiori nel lungo termine.

L’importante è non farsi influenzare proprio dai movimenti di breve termine pensando di spostare tutto sulla parte azionaria esponendosi a rischi che forse non si è in grado di tollerare.

Le obbligazioni continuano ad avere un ruolo fondamentale all’interno del portafoglio e, con gli opportuni ribilanciamenti consentiranno di proteggerci dalla prossima correzione. 

A proposito di Megatrend

Buffett confida la propria sensibilità per il rispetto dell’ambiente e l’attenzione al settore delle energie rinnovabili.

Rivolgendosi ai suoi azionisti, sostiene con vigore il processo di riconversione dell’azienda energetica di proprietà Berkshire Hathaway Energy (uno dei “gioielli di famiglia”) al settore delle energie pulite.

Buffet spiega che questo processo di riconversione assorbirà i guadagni per molti anni a venire ma assicura che, alla fine, lo sforzo sarà ricompensato.

Spunti per l’investitore

Come già osservato nei paragrafi precedenti, investire in megatrend come quello delle energie rinnovabili è sicuramente consigliabile: il futuro del pianeta passa attraverso un miglior utilizzo delle risorse ed il progressivo abbandono dei combustibili fossili (ne parlo in questo post).

Quando parliamo di megatrend, ci riferiamo, comunque, a potenti processi di cambiamento che esprimeranno il loro potenziale nel corso del tempo.
Ha poco senso investire in energie rinnovabili sull’onda della moda credendo di guadagnare in poco tempo.
Tanto per dare un’idea il processo di riconversione citato da Buffett è iniziato nel 2006 e l’oracolo ne stima la conclusione nel 2030. 

In altre parole i megatrend sono comunque soggetti alle regole base dell’investimento azionario: orizzonte di lungo periodo.

Conclusioni

“Il tuo stile di investimento è molto semplice. Perché non ti copiano tutti?”

Jeff Bezos

“Perché nessuno vuole arricchirsi lentamente”

Warren Buffett

Forse non tutti sanno che il primo vero  maestro di Warren Buffett è stato Benjamin Graham, l’economista che per primo ha sviluppato la teoria del “value investing”.

Il vero grande insegnamento che ogni investitore e professionista dovrebbe apprendere da Buffett (e, ovviamente, dal value investing di Graham) è che è indispensabile imparare a pensare in ottica di valore e non di prezzo.

In altre parole investire in azioni equivale a comprare partecipazioni in società reali operanti nei più diversi ambiti.
Per quanto il prezzo di queste azioni possa oscillare nel tempo per effetto di variabili non prevedibili (andamento del ciclo economico, panico, euforia ecc.) il valore delle aziende che ne sono rappresentate è destinato a crescere nel tempo.
Quindi l’investitore, una volta accettato un congruo orizzonte temporale e diversificato in maniera opportuna il proprio investimento azionario, dovrebbe preoccuparsi poco delle oscillazioni di prezzo del breve termine e focalizzarsi sulla crescita del valore nel lungo termine.

Microsoft, Visa, Coca cola, Hermes, Jp Morgan Chase sono alcune delle società quotate più celebri. 
Per quanto profonda possa essere una crisi, una recessione o un cigno nero e per quanto possa scendere il prezzo di queste azioni, queste società saranno capaci di superare qualunque crisi e tornare a fare utili.
E se davvero una di queste non dovesse riuscire nell’impresa, poco importerà per l’investitore che abbia opportunamente diversificato il proprio capitale attraverso fondi ed ETF.

Per investire con profitto non è necessario imparare a comprare basso e vendere alto (attività, peraltro, impossibile da realizzare).
Serve piuttosto una gestione “noiosa” dei propri investimenti lasciata maturare con il tempo riducendo al minimo la movimentazione.

Leggi anche:

I limiti del metodo Warren Buffett.

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2 Comments

  1. I commenti sono sempre puntuali e precisi. Ho imparato molto dalla lettura dei diversi articoli pubblicati.

    1. Mi fa molto piacere Alfredo. La finalità del blog è proprio quella di condividere in modo semplice e concreto concetti e contenuti che, troppo spesso, vengono trattati con in maniera incomprensibile.
      Mi raccomando: continua a seguire il blog 😉.

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