I mercati sono fondamentalmente un meccanismo che distribuisce ricchezza a coloro che hanno una strategia e sanno perseguirla togliendo a coloro che non hanno strategia o che non sanno impegnarsi a realizzarla.

Questa affermazione di William Bernstein, neurologo, investitore e autore di numerosi best seller di finanza, esprime l’essenza dei principi per avere successo negli investimenti: individuare una strategia (il più semplice possibile) e mantenere la disciplina nel seguirla.

Come è possibile mettere in pratica questo principio teorico?

Ogni anno che passa, nella vita e nei mercati, ci lascia nuove esperienze. E le esperienze  possono regalarci preziose indicazioni pratiche per imparare a costruire una strategia di investimento efficace proprio come suggerito da Bernstein,

In questo articolo vedremo quali sono alcuni dei principi più semplici e più collaudati che l’esperienza ci ha regalato e che possono aiutarci ad aumentare le probabilità di successo finanziario.

Gioca il gioco del perdente

Charles Ellis è una celebrità finanziaria: investitore, formatore e autore americano nonché collaboratore del compianto David Swensen ideatore dell’omonimo lazy portfolio.

Nel 1975 Ellis pubblicò un articolo rivoluzionario che, poi, lo rese celebre, intitolato “Il gioco del perdente”.

Ellis, in modo brillante e coinvolgente, applica la “regola del perdente” nel gioco del tennis al mondo degli investimenti. Ellis spiega che esistono due categorie di tennisti: i giocatori professionisti e i dilettanti.

I professionisti riescono a segnare i punti grazie alle loro abilità tecniche,  alle giocate impeccabili e alla capacità di colpire la palla con forza e indirizzandola con precisione millimetrica nella metà campo avversaria. Raramente i professionisti commettono errori. Vincono contro l’avversario per la loro superiorità.

Per i dilettanti vale l’esatto opposto: i punti vengono messi a segno grazie agli errori commessi dall’avversario. La palla spesso finisce in rete, fuori campo o si sbaglia il servizio. Raramente i dilettanti sono capaci di eseguire prodezze tecniche: vince chi commette meno errori e riesce a gettare la palla nell’altra metà campo più volte e più o meno goffamente. L’obiettivo finale non è battere l’avversario ma battere se stessi.

Sulla terra rossa degli investimenti vale esattamente lo stesso principio  per vincere la propria partita personale contro l’instabilità dei  mercati gli investitori “dilettanti” devono puntare a limitare gli errori piuttosto che  cercare le giocate finanziarie vincenti improvvisandosi i nuovi Sinner della finanza. 

Un portafoglio semplice con pochi strumenti essenziali, ribilanciato periodicamente è la migliore strategia praticabile dall’investitore dilettante (lo siamo un po’ tutti 😅).
Organizzare un portafoglio di investimento efficace è  proprio come praticare  tennis a livello amatoriale: lo scopo del gioco è non perdere.

Non esistono i rendimenti medi

Qual è la temperatura media nel nostro Paese? Secondo una recente rilevazione pubblicata dall’Istat, circa 16°.

Intorno a questa media si alternano inverni più o meno rigidi e estati calde, talvolta torride. Nessun adulto con un minimo di esperienza, penserebbe di affrontare tutte le 4 stagioni dell’anno con lo stesso abbigliamento adatto alla temperatura media di 16°.

Per gli investimenti vale un po’ lo stesso principio.

Quando pensiamo a come organizzare una solida strategia di investimento tendiamo a concentrarci sulla crescita “media” del mercato azionario. l’obiettivo ragionevole e legittimo è quello di riuscire a catturare quanto più possibile di quel rendimento medio di lungo termine.
Il problema è che quel rendimento medio, nella realtà, non esiste
Questo grafico riporta i rendimenti annui dell’S&P500. In blu gli anni positivi, in rosso quelli negativi mentre la linea grigia tratteggiata evidenzia il “rendimento medio” (il 10% circa):

RENDIMENTI MEDI MERCATO AZIONARIO
Rendimenti annui S&P500 – dividendi inclusi – fonte: New York University – dati in dollari

I mercati crescono, nel lungo periodo, intorno al rendimento medio che è soltanto teorico. Si alternano anni buoni e molto buoni ad anni cattivi o molto cattivi ma raramente il rendimento corrisponde alla media di lungo termine.
Pianificare un percorso di investimento basandosi sui rendimenti medi è un’approssimazione che può costare molto cara esattamente come organizzare l’intero guardaroba sulla base della temperatura media (ne abbiamo parlato in questo post).

Una buona strategia dovrebbe, prima di tutto, pensare a come riempire l’armadio per superare  al meglio il freddo inverno azionario in modo da godere delle successive primavere.
Non esiste la strategia valida per tutte le stagioni ma esistono portafogli adeguatamente diversificati utili per gestire l’alternanza del bello e del cattivo tempo sui mercati.

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Diversificare è semplice ma non è facile

Parafrasando Warren Buffett (investire è semplice ma non è facile), diversificare è semplice ma non è facile.

Diversificare la propria strategia inserendo in portafoglio il giusto mix di azioni, obbligazioni e asset difensivi, è il modo più semplice e valido e per gestire il problema dei “rendimenti medi” ed affrontare l’incertezza tipica dei mercati finanziari.
Tuttavia seguire le poche banalissime semplici regole per praticare una corretta diversificazione è tutt’altro che facile.

Perché diversificare non è facile?

Questa tabella mostra i rendimenti che alcune delle principali asset class (azionarie e difensive)  hanno restituito negli ultimi 15 anni.

Per ogni anno è stato indicato il rendimento di ogni categoria di investimento (ognuna contraddistinta da un colore diverso)  in ordine decrescente (dalla più redditizia alla meno remunerativa).
In giallo è riportato un portafoglio ripartito equamente su ognuna delle 8 asset class esaminate (quindi ogni strumento ha un peso del 12,5%):

TAVOLA DIVERSIFICAZIONE
Fonte: Lazy Portfolio Etf – dati in euro

Diversificando avrai la matematica certezza di non aver concentrato tutto sull’asset class migliore ma, al tempo stesso, eviterai di aver scommesso tutto sulla peggiore.
La casella gialla non è mai in cima alla classifica ma si posiziona sempre abbastanza bene.
Investire “a caso” sulle 8 asset class e seguire questa scelta con disciplina ferrea (ribilanciando periodicamente) avrebbe pagato piuttosto bene: la soluzione equipesata ha restituito un più che decoroso 7% annuo (dal 2010 al 2024).
L’anno peggiore è stato il 2022 che ha chiuso con un sopportabile -5,03%
Un portafoglio diversificato rende più semplice sopravvivere al breve termine e raccogliere il rendimento del lungo termine: un portafoglio che contiene le oscillazioni contiene anche l’impatto che emozioni come paura e ansia possono avere sui nostri risultati..

Allora cosa c’è di difficile nel diversificare?

Diversificare significa avere sempre una parte del portafoglio che fa piuttosto male rispetto al resto. Questo significa che ti troverai sempre a domandarti perché mai dovresti detenere un asset class che sta sottoperformando. E anche se questa asset class ha fatto bene nei periodi precedenti ti dirai che, dopotutto, il mondo è cambiato e che, quindi, è giunto il momento di eliminarla.
Guarda per esempio l’oro
: dal 2012 al 2018 i rendimenti sono stati deludenti. Chi ha avuto pazienza ha beneficiato dei rialzi degli anni successivi.

Diversificare funziona ma richiede pazienza, costanza, e disciplina.

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Cerca di gestire i problemi prima che si presentino

Pianificare in anticipo è il segreto per affrontare al meglio gli imprevisti e le avversità che ci riservano i mercati.

Prima o poi un crollo profondo colpirà il tuo portafoglio: il valore dei tuoi investimenti scenderà bruscamente prima di riprendere a salire. Il problema è che non ti è dato sapere quando.
Per questo è necessario predisporsi ad affrontare “il peggio”  in anticipo prima che si manifesti dedicando la giusta parte delle tue risorse agli asset difensivi.
Non puoi pensare di gestire il problema quando i prezzi delle azioni saranno già pesantemente scesi.

Prima o poi le tendenze in atto si esauriranno: c’è un ciclo in ogni cosa e nessun settore, nessuna asset class restituisce performance oltre la media in eterno. Devi diversificare per non trovarti insabbiato in un portafoglio ingestibile prima che i trend si invertano (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Charlie Munger sosteneva che nessuno sopravvive a un intervento a cuore aperto meglio di chi non ne ha bisogno.
Maggiori saranno le perdite riportate da un portafoglio, maggiori saranno le difficoltà e i tempi per recuperarle. Se pianifichi la tua strategia in modo da ridurre i ribassi del tuo portafoglio avrai meno problemi da dover gestire.

Questa tabella (già proposta in un precedente post), mostra il lato oscuro dell’interesse composto, ovvero qual è il guadagno necessario per recuperare una perdita del portafoglio: 

GUADAGNO PERCENTUALE NECESSARIO PER RECUPERARE UNA PERDITA PERCENTUALE

Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è

A prima vista alcune soluzioni di investimento possono apparire allettanti ma spesso si tratta soltanto di pericolose scorciatoie per ottenere un adeguato compenso. Oltre a strategie di trading compulsivo, schemi ponzi e altre diavolerie del genere, spesso veniamo attratti da efficienti soluzioni all’avanguardia frutto della più evoluta ingegneria finanziaria.

A volte si tratta della promessa di un rendimento più elevato a parità di rischio altre volte di una riduzione del rischio a parità di rendimento.

Essere un investitore consapevole significa aver capito e accettato  che c’è sempre un prezzo da pagare. 
Ogni esperienza che valga la pena vivere, ogni cosa che valga la pena possedere ha un prezzo da pagare. Non ci verrebbe mai in mente di poter possedere una bella auto nuova, l’ultimo modello dell’Iphone o un bel vestito senza aver corrisposto al venditore il relativo prezzo.

Per gli investimenti vale lo stesso principio: il prezzo da pagare per ottenere un adeguato rendimento dai propri soldi è rappresentato dall’incertezza, dal rimpianto, dalla paura che ci assale ogni volta che il mercato azionario va nella direzione opposta rispetto a quella che vorremmo. Tutto ciò che promette di non far pagare questo prezzo o di ridurlo in modo spropositato è troppo bello per essere vero e, quindi, è una menzogna.

Interessati alle tue finanze o le tue finanze si interesseranno a te

Qualunque sia il tuo lavoro, la tua istruzione, i tuoi interessi, il tuo rapporto con la  famiglia, i soldi avranno un impatto sulla tua vita e su quella dei tuoi cari.
Per quanto i soldi siano meno importanti, sono soggetti allo stesso principio della salute: non importa se sei interessato a preservare il tuo benessere o la tua forma fisica. Se non te ne occuperai, prima o poi il tuo corpo reclamerà la tua attenzione.

Tutti abbiamo l’obbligo verso noi stessi di acquisire un  minimo di competenza finanziaria anche se non siamo interessati alla materia.
Possiamo vivere una vita serena e appagante senza sapere molto di ingegneria o di chimica ma non possiamo cavarcela bene se non sappiamo come gestire la nostra salute e i nostri soldi.

Capire come pianificare le proprie finanze, quantificare e gestire il fondo di emergenza, investire per la pensione, difendere la ricchezza dall’inflazione sono alcune delle questioni che non puoi non affrontare.

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Conclusioni

Se le fluttuazioni del tuo portafoglio si riducono allora si riduce  anche l’impatto delle emozioni e dei comportamenti sui tuoi risultati

John Bogle

L’esperienza ci insegna che non esistono facili scorciatoie o formule magiche quando si tratta di investire i nostri soldi. Il successo non deriva da colpi di genio o intuizioni vincenti ma da semplici regole applicate con disciplina e costanza.

Un bel regalo che possiamo fare a noi stessi è imparare ad applicare queste semplici regole e accettare che in finanza, come in ogni ambito della nostra vita, ogni risultato ha un prezzo.

Pianificare una corretta strategia significa trovare “il prezzo migliore”  e accettare di pagarlo con consapevolezza: un buon portafoglio è quello che, oltre ai nostri soldi,  ci consente di gestire al meglio le nostre emozioni e di vivere bene il presente per migliorare il nostro futuro.

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David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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1 Comment

  1. …mi permetto un ulteriore consiglio: impariamo a valorizzare la liquidità, non per avere ritorno da essa, ma per poter avere le mani libere di manovra in ogni contesto di mercato. Sempre un grande David!

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