CORREZIONI DI MERCATO 5 ATTIVITA' DA SEGUIRE

Nonostante l’anno fosse iniziato sotto i migliori auspici, i mercati azionari si apprestano a chiudere questo primo trimestre in territorio negativo. L’S&P500 è entrato di diritto in fase di correzione: si tratta del 30° declino superiore al 5% registrato da marzo 2009 data che segna l’inizio dell’attuale mercato rialzista secolare.

Nessuno può dire se l’attuale correzione sia destinata a ampliarsi o, viceversa, a riassorbirsi velocemente. Una cosa è certa: un investitore di lungo termine dovrà affrontare molte altre correzioni come questa nel corso della sua vita finanziaria, proprio come è sempre stato.
E’ altrettanto certo che agire di impulso seguendo le emozioni non conduce mai a decisioni di investimento corrette.

In questo articolo proveremo, allora, a individuare 5 semplici attività da seguire durante una correzione per evitare di commettere errori e gestire il proprio portafoglio a meglio.

Stacca lo sguardo dal portafoglio

Tra le raccomandazioni che ci ha lasciato il compianto Jack Bogle, ce n’è una una tanto sottovalutata quanto difficile da seguire: “Non fare niente, resta fermo”.
E questo vale tanto per chi vorrebbe correre a comprare, quanto per chi sente l’impulso di aggiustare qualcosa in un portafoglio che sembra non funzionare più.

Certo è che, a volte, rimanere fermi diventa davvero difficile:
i titoli sensazionalistici dei giornali, i notiziari televisivi, gli alert sul telefonino, le discussioni sui social amplificano la portata dei ribassi sollecitandoci a intraprendere una qualche azione immediata. “Rimanere fermi” va contro la nostra natura e perfino contro i principi che abbiamo imparato. 
La nostra esperienza ci dice che chi riesce a lavorare di più, a prendere l’iniziativa prima degli altri, ad essere più dinamico ha maggiore probabilità di raggiungere il successo.
In ambito sportivo, il duro allenamento, la capacità di adattare tattiche e il dinamismo sono fattori determinanti per la vittoria.
In generale, il talento e la proattività sono qualità che facilitano l’affermazione personale.
Tuttavia nel campo degli investimenti vale l’esatto opposto: la persona che ha più pazienza, che sa affrontare le correzioni in modo passivo senza apportare cambiamenti alla propria strategia è quella che ottiene i risultati migliori.
L’azione dettata dall’istinto conduce a decisioni di investimento affrettate e, nella maggior parte dei casi, sbagliate.

Esistono attività che possono essere intraprese per una gestione efficace del rischio come il ribilanciamento di portafoglio ma non hanno niente a che vedere con le decisioni di pancia dettate dall’emotività.
Se senti un impulso incontrollabile ad agire senza seguire nessuna regola preimpostata, la migliore soluzione è quella di cercare una distrazione che ti aiuti a recuperare uno stato mentale più positivo riducendo lo stress. L’emotività  non è mai una buona consigliera nelle decisioni di investimento.

Verifica la tua vera tolleranza al rischio

Una correzione nell’ordine del 10% si verifica, mediamente, una volta all’anno. Ciò significa che nel corso della tua vita di investitore, potresti doverla affrontarla altre 10, 20 o forse 30 volte.
Se provi frustrazione per l’impatto negativo che questa correzione ha avuto sul tuo portafoglio probabilmente la tua tolleranza al rischio è inferiore a quella che credi o, forse, il tuo portafoglio non è adeguatamente diversificato.
L’esperienza del 2024 è stata quella di un mercato che, tutto sommato, è cresciuto in modo piuttosto lineare: le correzioni sono state poco profonde o, comunque, sono state recuperate velocemente. Questo primo scorcio di anno ci ha riportato, forse un po’ bruscamente, alla realtà.

Il vero problema della tolleranza al rischio è che non si tratta di una misura statica:
quando  mercati ed economia prosperano, la nostra tolleranza al rischio sale; al contrario quando le cose volgono al peggio, cala  insieme al valore del  portafoglio.
In termini finanziari, si potrebbe dire che la tolleranza al rischio e le performance del portafoglio sono correlate positivamente: quando i rendimenti salgono, ci sentiamo più disposti ad assumere rischi, quando scendono, la nostra propensione al rischio cala drasticamente.
Il motivo è semplice: durante una correzione non cambia solo il prezzo delle azioni ma cambia anche la nostra percezione delle cose. I prezzi scendono perché i politici, i dirigenti aziendali, le banche centrali hanno preso decisioni sbagliate che hanno compromesso la nostra fiducia nella capacità dei mercati di riprendersi e prosperare.

Osservare un grafico che cala è molto diverso dal vivere l’esperienza reale di un portafoglio che perde velocemente di valore.

Inoltre l’effetto psicologico  che lo stesso ribasso può avere su portafogli di diverse dimensioni è profondamente diverso.
L’investitore che vede scendere il suo portafoglio da 10.000 €  a 7.500 €  in 6 settimane vivrà un’esperienza profondamente diversa rispetto a chi vedrà il proprio capitale calare  da 1.000.000 a 750.000 € nello stesso periodo.
Questa tabella mostra cosa significa un ribasso percentuale dall’1 al 30% su portafogli di diversa entità:

In questo articolo, invece, puoi trovare i ribassi massimi che ti puoi aspettare da un portafoglio in funzione della sua esposizione azionaria.

LEGGI E SCARICA L'ESTRATTO DEL MIO LIBRO

Assicurati di essere davvero diversificato

La diversificazione è una strategia che, nell’ultima decade, non ha decisamente funzionato.
Stati Uniti e tecnologia hanno prevalso in modo schiacciante su tutto il resto. Qualsiasi ragionamento di buonsenso basato sulla diversificazione al di fuori di queste due aree non ha portato nessun beneficio.

Questa grafica confronta le performance di alcune delle principali asset class azionarie e difensive nel corso del decennio che va dal 2015 al 2024 :

Fonte: Lazy Portfolio Etf – performance annue in euro

Un aspetto da tenere in considerazione è che nel momento in cui si verifica una correzione “vera”, le asset class che hanno registrato le migliori performance e che hanno attirato più attenzione da parte degli investitori, diventano, spesso, più vulnerabili ai ribassi.
Questo grafico analizza le performance delle stesse attività del precedente nel 2025:

Fonte: Just Etf – performance in euro

I portafogli con una maggiore diversificazione geografica e settoriale dell’esposizione azionaria stanno affrontando meglio l’attuale fase rispetto a quelli eccessivamente concentrati sui temi più alla moda. Anche oro e materie prime hanno dato un valido contributo (nell’analisi sono stati inseriti anche azionario minerario e azionario energetico proprio perché  sono i settori che consentono di realizzare un’esposizione più efficiente al settore delle materie prime).
Da diversi anni, nelle loro previsioni di lungo termine, società di gestione del calibro di Vanguard, Blackrock, Goldman Sachs, individuano nei mercati azionari extra – USA una maggiore potenzialità di rendimento.
Nell’ultimo decennio, anno dopo anno, queste previsioni sono state puntualmente smentite dall’eccezionalismo statunitense e dalla supremazia della tecnologia.

Stati Uniti e Tech stanno forse passando il testimone ad altri mercati?
Stiamo assistendo ai primi segnali della mean reversion?

Probabilmente è troppo presto per trarre conclusioni definitive.
Quel che certo è che se un domani la regressione alla media (cd. mean reversion) dovesse ribaltare i primati delle performance, un portafoglio adeguatamente diversificato riuscirebbe, comunque, a restituire rendimenti soddisfacienti. Non si può dire altrettanto di un portafoglio concentrato sui vincenti del recente passato.

Acquista il libro di David Volpe "Il sentiero dell'investitore"

Ribilancia il tuo portafoglio

Immaginiamo un individuo a piedi nudi che deve uscire da una stanza completamente buia il cui pavimento è parzialmente coperto da pezzi di vetro rotti. Suggerire alla persona di rimanere ferma è, probabilmente, un consiglio giusto che, tuttavia, non le porterà grande conforto (cit.).

Un po’ come questa persona al buio, l’investitore che deve gestire il proprio portafoglio non riceverà grande rassicurazione nel sentirsi dire “Non fare niente, resta fermo”.
Anche se è la cosa giusta da fare, l’immobilismo è un’attività estremamente difficile da praticare durante un ribasso di mercato.

Esiste un qualche tipo di iniziativa che consenta di toglierci dal disagio dell’immobilismo e, al tempo stesso, risulti produttiva per il nostro portafoglio?
La risposta è sì: il ribilanciamento di portafoglio. Abbiamo già  parlato più volte di ribilanciamento:

La funzione dell’attività di ribilanciamento è quella di mantenere costanti le proporzioni tra le asset class del portafoglio che vengono sistematicamente alterate dai movimenti di mercato. Le percentuali assegnate ai vari strumenti che compongono il portafoglio vengono modificate dalle evoluzioni dei mercati azionari e obbligazionari. L’obiettivo dell’attività di ribilanciamento è quello di riportare costantemente il portafoglio alla sua asset allocation originaria.
Tramite il ribilanciamento è, quindi, possibile gestire il rischio lungo il cammino e, occasionalmente, creare anche extrarendimento.
Pensiamo a quello che è accaduto a  un portafoglio 60/40 durante il crollo causato dal covid: per effetto del ribasso del lato 60 azionario e del rialzo del lato 40 obbligazionario le proporzioni sono cambiate dal 60/40 al 50/50 circa:

Fonte: Just Etf

Per ripristinare l’asset allocation originaria è stato necessario vendere il 10% di titoli di stato per comprare il 10% di azioni (sorvoliamo sul fatto che averlo fatto quando le nostre vite erano a rischio senza prospettiva imminente di un vaccino ha richiesto una disciplina non comune a molti investitori).

Questa è l’evoluzione di un portafoglio 60/40 con e senza ribilanciamento nel corso del 2020:

Le cose, ovviamente, non vanno sempre così, soprattutto nell’immediato.
Resta il fatto che praticare una corretta attività di ribilanciamento placa la nostra voglia di attivismo e consente di attuare un’efficace gestione del rischio. L’aspetto fondamentale è aver definito preventivamente delle regole affidabili per seguire questo processo.

La regola più diffusa è quella del ribilanciamento periodico: annualmente, semestralmente o trimestralmente, il portafoglio viene ribilanciato.
E’ un criterio assolutamente valido che, tuttavia, presenta alcuni limiti: raramente il mercato azionario raggiunge i minimi in corrispondenza della fine di un anno di un semestre o di un trimestre. Aspettare l’arrivo della scadenza potrebbe comportare la perdita di una parte dell’opportunità che viene a crearsi durante un ribasso.

Impostare dei criteri più discrezionali può aiutare a cogliere l’opportunità quando si manifesta davvero, purché questo non significhi darsi all’eccessivo attivismo: una correzione può evolvere in un bear market più o meno profondo. Ribilanciare troppo presto significa vanificare gran parte dello sforzo (a breve un articolo più approfondito sul ribilanciamento discrezionale 🤓).

contatta David Volpe

Considera i ribassi come un’opportunità di lungo termine

Vedere scendere un portafoglio nel mezzo di una correzione non piace a nessuno: le cattive notizie si susseguono, le cose continuano a peggiorare e le prospettive si fanno sempre più incerte.

Sentirsi a disagio è perfettamente normale perché è vero: le cose possono davvero peggiorare e la correzione può evolvere in qualcosa di più dannoso o, addirittura, drammatico.

In queste situazioni, tre riflessioni possono aiutarci a mettere le cose nella giusta prospettiva:

  • Considerare che tutto il denaro di cui abbiamo bisogno per far fronte alle nostre esigenze a breve termine è prontamente disponibile e immune ai capricci del mercato.
    Aver destinato una congrua parte dei propri risparmi su conti correnti, e strumenti e strategie a breve termine ci dà la certezza di non dover attingere al nostro portafoglio nel momento meno opportuno (in questo articolo puoi trovare un elenco di regole per definire la porzione del tuo patrimonio da impiegare in prodotti a breve termine);
  • La probabilità che una correzione si trasformi in qualcosa di più profondo è molto bassa.
    A livello statistico una correzione del 10% si verifica una volta all’anno e i casi in cui si trasforma in un ribasso più grave o in un bear market è molto bassa.

    Questa grafica mostra le performance annue dell’S&P500: in verde sono riportati gli anni positivi, in rosso quelli negativi. I puntini rossi indicano i ribassi massimi registrati ogni anno:

Dal 1980 abbiamo avuto 25 anni con ribassi pari o superiori al 10%. “Soltanto” in 8 di questi 25 episodi, l’S&P500 ha chiuso l’anno con performance negativa. Nei rimanenti casi i rendimenti sono stati positivi, spesso molto positivi (cioè superiori al 10%).

  • Dopo un ribasso più o meno importante i rendimenti a lungo termine aumentano.

    Se da un lato è vero che tanto maggiore è il ribasso tanto più grave è il danno che arreca al nostro portafoglio, dall’altro maggiore è il ribasso maggiore è il rendimento negli anni a venire. Semplificando un po’ le cose possiamo affermare che si verifica una reazione meccanica che trasforma i ribassi in occasioni di acquisto: durante una correzione o un bear market gli investitori tendono a sovra reagire vendendo massicciamente azioni. Questo fa abbassare velocemente le valutazioni. Valutazioni più convenienti producono rendimenti più elevati.
    Questa grafica mostra i rendimenti registrati dal mercato azionario su diversi orizzonti temporali dopo ribassi più o meno profondi:

Quello che emerge è che i rendimenti di lungo termine aumentano in modo significativo.
Per quanto incertezza, cattive notizie, peggioramento delle prospettive e riduzione del valore del portafoglio polarizzino la nostra attenzione, i ribassi hanno sempre rappresentato un’occasione d’acquisto.

Il messaggio, come sempre, non è “investi 100% in azioni e andrà tutto bene”, quanto, piuttosto, usa diversificazione, ribilanciamento, disciplina e nuova liquidità per cogliere queste opportunità.

Conclusioni

La cosa principale nella vita non è capitalizzare i guadagni. Qualsiasi imbecille ne è capace.
La prima cosa è trarre profitto dalle perdite.
Dale Carnegie

Correzioni e volatilità sono una caratteristica dei mercati e non un’anomalia.
Sentirsi a disagio è perfettamente normale ma, seguendo un banale gioco di parole, è necessario sentirsi a proprio agio con questo senso di disagio perché ci sono ancora molte correzioni davanti a noi.
Se, una correzione trasforma il nostro senso di disagio in paura, allora, molto probabilmente, abbiamo fatto una valutazione errata del nostro profilo di rischio.

Un’adeguata diversificazione è una disciplinata attività di ribilanciamento sono la chiave per trasformare ribassi, correzioni e perfino bear market in magnifiche opportunità di acquisto.

Ogni correzione, ogni ribasso è sempre diverso ed è difficile da affrontare perché è causato da fatti ed eventi negativi che hanno compromesso la nostra fiducia.
Mettere le cose nella giusta prospettiva, cercare distrazioni che ci riportino a uno stato mentale più positivo, aver predisposto un piano da seguire sono alcune delle attività che rendono l’investitore davvero consapevole.

Questo articolo è stato liberamente ispirato al video di Creative PlanningA Checklist for corrections”

Ricevi gratuitamente tutti i nuovi articoli via mail, insieme ad aggiornamenti esclusivi!

Iscriviti

* indicates required
David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

Potrebbero interessarti anche

3 Comments

  1. …il valore del proprio immobile, in molti casi comprato a debito, oscilla ogni momento e NESSUNO LO PERCEPISCE, il pericolo calamita su di esso ci illudiamo di coprirlo con una comune polizza assicurativa, la sua non frazionabilità trascurata come la sua spesso comune poca liquidità con spread denaro lettera molto ampi, aggiungiamo poi costi di condotta, manutenzione ordinaria e straordinaria ecc. ecc., ma tutto questo non fa notizia!
    UNA COMUNE E FISIOLOGIA CORREZIONE DI UN PORTAFOGLIO MOBILIARE, quindi elastico e indistruttibile se correttamente diversificato, UN DRAMMA.
    Sbaglio?
    Grande David!

    1. Già! Il fatto è che non c’è nessun display sulla porta di ingresso che ci ricorda, giorno dopo giorno, quanto oscilla il valore del nostro immobile. Mentre il controvalore del nostro portafoglio è sempre verificabile in tempo reale 📈📉.

      Grazie Luca per il tuo puntuale intervento.

      1. …sarebbe molto interessante un articolo che spiega la differenza tra rendimento lineare e composto. Credo che aprirebbe gli occhi a molti i “trader”!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *