E’ finita davvero un’era: Warren Buffett lascerà  la guida della sua società Berkshire Hathaway alla fine del 2025. Lo ha annunciato lo scorso 3 maggio in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti.

La decisione, sebbene non del tutto inaspettata data l’età di Buffett (ormai prossimo a varcare la soglia dei 95 anni), ha comunque sorpreso molti investitori, appassionati e fan dell’”Oracolo di Omaha”.
Anche il titolo Berkshire Hathaway ha mostrato qualche sussulto dopo l’annuncio..

Buffett lascia agli azionisti Berkshire un’eredità patrimoniale straordinaria frutto di una crescita eccezionale.
Ma, soprattutto, lascia a tutti noi la sua inarrivabile saggezza e i suoi  aforismi sempre carichi di un profondo significato.
Molte delle sue citazioni possono essere lette sia attraverso la lente della vita che attraverso quella della finanza personale.
In questo articolo condivideremo alcuni dei suoi messaggi più preziosi  in chiave motivazionale e, soprattutto, cercheremo di coglierne il significato per le scelte pratiche di investimento.

Warren Buffett: come umiliare l’S&P500

Non ha certo bisogno di presentazioni: Warren Buffett è uno dei pochi investitori al mondo capaci di surclassare i rendimenti dell’invincibile S&P500.
Buffett non è un asset manager o un trader, né tantomeno un gestore di hedge fund.
Ha “semplicemente” creato la sua società Berkshire Hathaway che detiene un portafoglio diversificato di partecipazioni azionarie in aziende quotate e non quotate (tra cui: Apple, Coca Cola, Bank Of America, Kraft ecc.).

La crescita composta realizzata dal titolo Berkshire fa letteralmente impallidire quella dell’S&P500. Questo grafico confronta la performance di Berkshire con quella dell’indice statunitense:

Buffett batte l’S&P500 55.023 a 391:
un dollaro investito in Berkshire è cresciuto di 55.023 volte, lo stesso dollaro investito nell’S&P500 solo di 391.
Ecco perché Buffett viene spesso preso come esempio da imitare.

Bisogna, tuttavia, prestare sempre molta attenzione: emulare i miti è un’impresa assai ardua
Usain Bolt è il detentore del record mondiale dei 100 metri corsi in 9,58 secondi.
Nessun atleta dilettante o semi-professionista si sognerebbe mai di riuscire a replicare quel risultato. Ma possiamo imparare dalla sua costanza e disciplina nell’allenamento.
Allo stesso modo, le doti e lo stile di investimento di Buffett non sono certo replicabili da noi investitori “mortali”.
Tuttavia, possiamo trarre qualche spunto pratico dai suoi insegnamenti.

Iniziamo allora a vedere qualcuna delle sue lezioni più profonde.

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La regola del 25/5

La differenza tra le persone di successo e quelle di grandissimo successo è che le persone di grandissimo successo dicono ‘no’ a quasi tutto

La vera chiave del successo non è solo saper cogliere le opportunità ma anche saper dire di no alla stragrande maggioranza di esse.
Chi ricopre  incarichi di responsabilità è costantemente contattato da promotori di potenziali opportunità di business e di investimento. Per evitare di sprecare tempo prezioso districandosi tra troppe scelte, è necessario essere estremamente selettivi. Allontanare inutili distrazioni è essenziale per dedicare tempo ed energia alle poche attività veramente strategiche.

Questo principio vale anche per la nostra vita professionale e personale: ogni giorno ci vengono proposte così tante cose e dobbiamo prendere centinaia di decisioni. Quali sono quelle davvero importanti e che ci appassionano? Quali sono le cose davvero importanti e che ci appassionano? 
Sapersi dare delle priorità sia nella professione che nella vita privata,  può aiutarci a lavorare e a vivere meglio con minor spreco di energie.

Per trasformare questo principio in un metodo pratico Buffett ha ideato la regola del 25/5.
Secondo la leggenda Mike Flint il pilota del suo jet personale (uno dei pochi lussi che Buffett si è concesso) gli chiese un consiglio sulle priorità di carriera.

Buffett gli suggerì di:

  1. Scrivere una lista delle 25 cose più importanti che voleva ottenere nella vita.
  2. Cerchiare le 5 più importanti.
  3. Le 5 cerchiate sarebbero state il suo “focus”, mentre le altre 20 (pur essendo importanti) sarebbero state da evitare a tutti i costi, perché rappresentano distrazioni subdole che impediscono di concentrarsi sui veri obiettivi.

Anche negli investimenti, spesso, tutto si riduce a una questione di priorità.
Nel nostro cammino di investitori ci troveremo davanti a innumerevoli “opportunità eccezionali : Etf su energie rinnovabili, uranio, difesa e armamenti, intelligenza artificiale…
Tutti temi degni di attenzione, ma che, una volta inseriti in portafoglio dovranno essere gestiti
complicando l’attività di ribilanciamento.
Saranno, inoltre, fonte di stress quando le condizioni di mercato cambieranno. 

Definire in anticipo ciò su cui non devi investire ti aiuterà a concentrarti sulle asset class davvero importanti e a curare con più lucidità la manutenzione del tuo portafoglio.

Smetti di scavare

La cosa più importante da fare se ti trovi dentro ​una buca è smettere di scavare.

Quando Buffett rilevò Berkshire Hathaway, comprò un’azienda tessile in declino. La scelta era tra cercare di rilanciarla o cambiare totalmente settore. Buffett decise di reindirizzare le risorse verso altri business acquisendo compagnie assicurative, beni di consumo, banche. Il resto è storia.

Buffett sostiene che “Se lavori a lungo in un’azienda pessima, otterrai un pessimo risultato anche se sei un ottimo manager”.

Quando le cose non vanno come dovrebbero, continuare a investire tempo, risorse ed energie sperando che qualcosa cambi non ha molto senso.
Dobbiamo considerare l’investimento del nostro tempo come un costo irrecuperabile. 
Quando un progetto non funziona,  potremmo destinare le nostre energie altrove, ottenendo risultati migliori.
Talvolta ci ritroviamo a lavorare in un ambiente tossico o a vivere relazioni personali che sono diventate sterili. Il punto è che ammettere che qualcosa nelle nostre scelte sia andato storto è maledettamente difficile, e così continuiamo a impegnarci sperando che le cose si risolvano.
C’è un sottile confine tra dare abbastanza tempo a un progetto per capire se funzionerà e avere il coraggio di dire che, invece, non sta funzionando.


E negli investimenti?

Non pratichiamo forse la perseveranza e la pazienza di lungo termine?

Assolutamente sì.
Costruire un buon portafoglio per il medio lungo periodo e ignorare la volatilità e il “rumore di fondo” di breve rimane cruciale.
Anche qui, tuttavia, c’è una sottile differenza tra perseveranza e testardaggine :
dietro l’illusione della pazienza rischiamo di rimanere prigionieri di investimenti in perdita o di portafogli inefficienti precludendoci l’opportunità di cavalcare mercati in crescita.

Ecco perché è importante dedicare il giusto tempo alla scelta di un asset allocation a prova di rimpianti e di ottusa ostinazione.

L’integrità prima di tutto

Non siamo mai riusciti a fare un buon affare con una cattiva persona.

Tutto ruota intorno alle persone.
Quando valutiamo un’opportunità lavorativa o un progetto, spesso la prima domanda che ci facciamo è: “Chi sono le persone coinvolte? Qual è la loro storia?”.
Molte scelte sbagliate derivano proprio dall’aver ignorato o sottovalutato l’integrità morale di chi ci proponeva quelle opportunità.
La qualità etica e morale delle persone con cui facciamo affari è importante almeno quanto le prospettive economiche del progetto che stiamo valutando.
Questo vale per ogni decisione, professionale o personale, e diventa ancora più importante nel mondo finanziario.

Certo, individuare criteri oggettivi per valutare l’integrità delle persone non è affatto facile.
Spesso dobbiamo affidarci a intuito, esperienza e referenze, ma una cosa è certa: nessun successo economico o professionale potrà durare a lungo se manca una base solida di fiducia e integrità.

Si tratta di un principio efficace e sicuramente applicabile  anche nel settore degli investimenti.
Se stai cercando una guida finanziaria, doti come esperienza e competenza non bastano quando mancano solide fondamenta di etica professionale e integrità morale.

La pazienza paga

Non puoi fare un bambino in un mese, mettendo incinte nove donne

Ci sono attività e obiettivi che, per natura, richiedono un tempo incomprimibile per maturare.
Non esiste quantità di risorse, impegno o talento in grado di accelerare determinati processi.

Eppure, puntualmente, ci sforziamo di forzare i tempi oltre il limite del possibile.
Nella società moderna, appena qualcosa di prezioso o redditizio viene scoperto, scatta immediatamente la domanda: “Fantastico! Possiamo farlo più velocemente, raddoppiare le prestazioni, le dimensioni, i margini?”.
Così siamo continuamente chiamati a raggiungere prima il budget, ridurre i tempi di consegna, lavorare di più, vendere di più… Talvolta persino divertirci di più, trascurando riposo e relax.

La maggior parte delle attività, però, ha una sua velocità naturale. Tentare di accelerarne i ritmi porta benefici solo temporanei, che poi inevitabilmente ci si ritorcono contro.
Sfuggire a questa dinamica “sociale” è difficile, spesso impossibile.

Tuttavia, con un adeguato livello di disciplina, possiamo applicare il suggerimento di Buffett almeno in ambito finanziario.
I meravigliosi “rendimenti di lungo termine” si fanno appunto nel lungo termine.
È una verità difficile da accettare nella società moderna, dove tutto viaggia alla velocità della luce e in cui vogliamo tutto e subito. Cercare guadagni rapidi spinge gli investitori a farsi carico di rischi inutili, che prima o poi presentano il conto, causando perdite difficili da recuperare anche nel lungo periodo.

Sono stati scritti migliaia di libri su Buffett e la sua filosofia di investimento. Tutti vogliono investire come lui ma solo pochi prestano attenzione all’aspetto più semplice del suo approccio: il suo vero segreto, oltre che alla sua irreplicabile abilità, è essere stato un investitore fenomenale per oltre tre quarti di secolo.
Oggi il patrimonio di Warren Buffett è stimato in 160 miliardi di dollari. Di questi  ben 157 sono stati fatti dopo che Buffett ha raggiunto l’età di 65 anni.

Buffett ha impiegato circa 30 anni per far crescere il suo patrimonio da 3 milioni a 160 milioni di dollari, una crescita di ben 53 volte.

Facciamo un esercizio pratico:
non disponiamo di 3 milioni ma “solo” di € 100.000.
Ci riterremmo sicuramente soddisfatti di aver moltiplicato questa cifra di 53 volte portandola a € 5.300.000.
Ci riterremo soddisfatti anche se questo risultato avesse richiesto 30 anni?

I rendimenti si guadagnano con disciplina e, soprattutto, pazienza. 
Pianificare su orizzonti trentennali può sembrare utopistico, ma possiamo sforzarci almeno di attendere cinque anni per valutare un piano finanziario, senza spazientirci dopo pochi mesi se le cose non vanno come vorremmo.

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Solo poche cose giuste

Devi fare solo poche cose buone nella vita e per tanto tempo così non ne farai troppe sbagliate.

Rincorrere idee geniali cercando di replicare le gesta di persone di successo, molto spesso si rivela una perdita di tempo. Non è detto che i metodi che hanno portato altri all’affermazione personale siano validi anche per noi.
Soprattutto nel mondo del lavoro, capita che l’esperienza e il metodo di chi “ce l’ha fatta” vengano proposti come modelli universali. Ma si trascura il fatto che circostanze e abilità personali non sono affatto replicabili.

Piuttosto che inseguire i percorsi di vita e di carriera  degli altri può essere molto più produttivo affidarsi a poche regole semplici: non promettere più di quanto possiamo mantenere, rispettare la parola, non spendere più di quello che guadagniamo. Sono questi i principi che aiutano ad ottenere risultati duraturi.

Negli investimenti questo è forse l’insegnamento più importante ma anche il più difficile da apprendere.
Risultati buoni, talvolta eccellenti non dipendono tanto da intuizioni vincenti quanto, piuttosto, dalla costanza nel non fare sciocchezze.
Purtroppo siamo sempre tentati dalla ricerca del trend, dell’azione o del settore che promette guadagni rapidi.
Un comportamento finanziario efficace e ripetibile nel tempo da chiunque è proprio questo: rinunciare alla ricerca delle giocate vincenti e concentrarsi nel limitare gli errori. 
Un portafoglio pigro composto da strumenti tradizionali combinati con consapevolezza e criterio abbinato a un solido processo di ribilanciamento è la strategia migliore per la maggior parte degli investitori.

Non diversificare ..?

La diversificazione è una protezione contro l’ignoranza. Non ha molto senso per coloro i quali sanno cosa stanno facendo

Capita spesso di leggere riferimenti a questa raccomandazione di Buffett sul “non diversificare”.
È un’abitudine molto in voga tra chi propone metodi di selezione di singoli titoli azionari con “solide prospettive di crescita” e capaci di “battere il mercato”.

Tuttavia, questa affermazione dell’Oracolo di Omaha è spesso decontestualizzata e usata in modo assolutamente fuorviante.
Buffett, pur essendo uno dei più celebri stock-picker al mondo, in molte occasioni ha raccomandato agli investitori comuni di investire in ETF a basso costo.

Nella sua lettera annuale del 2014, Buffett rivelò di aver disposto nel suo testamento che il patrimonio destinato a sua moglie fosse investito quasi interamente in fondi azionari indicizzati.
Si tratta di un suggerimento che Buffett ha ribadito anche in numerose interviste pubbliche, sostenendo che sia i grandi che i piccoli risparmiatori dovrebbero investire in fondi a basso costo.

Attenzione: Buffett non si riferisce a ETF su dividendi o a strategie value, ma a strumenti azionari ampiamente diversificati!

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Conclusioni

Impiega il tuo tempo con le persone che per te contano di più

Warren Buffett

Eccentrico, saggio, sobrio, autentico ed essenziale: così ci appare Buffett dai tanti aneddoti, dalle interviste e dai suoi interventi pubblici.
Quanto di tutto questo sia mito e quanto realtà non potremo mai saperlo, ma una cosa è certa: il culto di Buffett vivrà a lungo.

In particolare, ci mancheranno la sua calma e la sua sobrietà, doti ormai introvabili tra i miti moderni della finanza.
Esponenti autorevoli come Ray Dalio, Bill Ackman o Jamie Dimon comunicano spesso con toni sensazionalistici, lanciando allarmi su crisi imminenti e rischi globali.
Buffett, invece, ha sempre usato una comunicazione calma e rassicurante che, temo, ci mancherà.

Buffett ci ricorda anche quanto sia importante spendere bene il nostro tempo, una risorsa limitata. Meglio dedicarlo alle persone che, per noi, contano davvero.
Lo dimostra il suo legame storico con Charlie Munger, un’amicizia autentica e profonda.
Il video proposto di seguito è una vera lezione di vita:
mostra i momenti in cui, anno dopo anno, Buffett lascia la parola al suo amico e socio Charlie Munger, sempre chiamandolo per nome, con affetto e complicità: “Charlie!”.
Il 2024 è il primo anno senza la presenza di Charlie. Buffett cede la parola a quello che sarà il suo successore, Greg Abel, ma commette una piccola gaffe: chiama Greg “Charlie”.
Una testimonianza toccante di quanto fosse forte il legame tra i due.

Warren Buffett & Charlie Munger

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Immagine di copertina tratta da: CCNULL

David Volpe

Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Autore de "Il Sentiero dell'Investitore" (Hoepli). Mi occupo di pianificazione finanziaria personale, portafogli ETF e lazy portfolio per investitori privati italiani. Scopri di più →

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