PROTEZIONE CRASH BORSA

2 strategie e 2 asset per proteggere il portafoglio oggi

Non so se hai la mia stessa sensazione, ma, vuoi per la situazione di incertezza sui mercati, vuoi, anche, per il caldo che inizia a dare alla testa, è da un po’ che ci sono a giro dei cupi uccellacci del malaugurio che profetizzano un tragico e rovinoso crollo di borsa, presagendo che il peggio debba ancora venire.

Forse tutto questo parlare di prossimi crash di mercato serve a catturare l’attenzione di quegli investitori che, impauriti dal crollo di marzo, sono rimasti fuori dai mercati proprio in uno dei trimestri migliori della storia e ora non possono far altro che continuare ad aspettare, sperando di poter dire prima o poi: “te l’avevo detto!”


Ovviamente, ma questo riguarda tutti, (profeti compresi!), non so cosa succederà nel prossimo futuro, ma mi rendo conto che tutto questo parlare di prossime catastrofi può fa vivere davvero male i momenti di incertezza.

Come dico sempre ai miei clienti, il fine ultimo del capitale investito è quello di farci vivere meglio e non peggio, nel timore che il nostro patrimonio possa essere spazzato via da eventi futuri non prevedibili. 

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo con l’intento di fornire alcune indicazioni pratiche per riuscire a gestire al meglio questa fase di perdurante incertezza (ammesso che sui mercati finanziari siano mai esistite fasi “certe”).

Non ci sono regole magiche o sistemi infallibili per uscire dai mercati prima di una crisi: in questo modo si rischia soltanto di vendere nel momento meno opportuno per non “rientrare” mai più precludendosi la possibilità di partecipare al successivo rialzo 

Esistono  2 semplici regole che ti faranno dormire sonni tranquilli:

Regola nr. 1: non investire sulla base delle previsioni

Evita accuratamente di investire sulla base delle previsioni degli esperti e mantieni l’attenzione sui tuoi obiettivi a medio lungo termine.

Per quanto difficile, è indispensabile distogliere l’attenzione dalla notizia del giorno, per evitare di seguire scelte controproducenti dettate dall’emotività.

I mercati azionari ed anche obbligazionari possono essere particolarmente instabili ed imprevedibili nel breve termine per poi proseguire inesorabili la loro crescita nel medio periodo: 

Se focalizzi la tua attenzione a periodi limitati il rischio è di capitare proprio nel momento di maggiore volatilità.
Le performance di questo fondo obbligazionario registrarono un -10% negli anni difficili intorno al 2008. Ma è bastato mantenere la calma per essere ripagati con un ottimo risultato solo pochi anni dopo:

Fondo Obbligazionario Schroder global Corporate:
performance 2007-2012: + 30%


 

Regola nr. 2: inserire protezioni all’interno del portafoglio

Inserire protezione (e più in generale “diversificare”) significa destinare una parte variabile del proprio capitale alla difesa da possibili ribassi.

Gli asset protettivi hanno,  infatti, una duplice funzione all’interno di un portafoglio diversificato:

  1. Attutire i ribassi dei mercati rendendo così più tollerabili le oscillazioni del breve periodo,

    ma soprattutto
  2. Avere a disposizione risorse da destinare al ribilanciamento durante le fasi di ribasso: ogni investitore dovrebbe investire con l’obiettivo di “vincere” (e cioè realizzare rendimento) e non di “non perdere” o fare pari.
    Se una parte del portafoglio è stata ideata per rimanere stabile quando i mercati azionari  scendono, questo significa che avrò a disposizione un capitale da spostare sugli investimenti azionari quando i prezzi sono più convenienti rispetto alla media, senza fare nessun danno al portafoglio.

Quali sono oggi gli asset in grado di fornire efficace protezione?

  • Titoli di stato USA a lunga scadenza: gli Stati Uniti ed il dollaro sono, da sempre, considerati un asset dove i capitali si spostano in cerca di rifugio durante le fasi di forte instabilità di mercato;
  • Oro: rappresenta il bene rifugio per eccellenza. Nonostante le quotazioni del “metallo giallo” si collochino oggi ai massimi storici, in caso di nuovi pesanti ribassi, il prezzo potrebbe spingersi ben più in alto.
    E’ importante specificare che la protezione vera è offerta dall’investimento diretto in oro (cosiddetto “fisico”) accessibile anche tramite etf specifici.
    Mentre l’investimento indiretto tramite società del settore aurifero (e quindi in azioni) non è idoneo in quanto si tratta pur sempre di un investimento azionario e quindi legato alle dinamiche di questo mercato.

L’aspetto che è bene comprendere è che questi 2 asset sono finalizzati esclusivamente alla protezione ed al ribilanciamento periodico del portafoglio. 

Pensare di investirci per realizzare rendimento oggi ha davvero poco senso visto il livello di rendimento offerto e, soprattutto, vista la forte volatilità che, da sempre, caratterizza l’oro. 

Insomma si tratta di avere a disposizione un airbag estremamente utile in caso di incidente ma che servirà a ben poco in caso contrario.

Vediamo come si sono comportati queste classi di investimento nel corso di quest’anno:

Sia nella fase più acuta della crisi (febbraio – marzo) che durante la correzione di giugno, oro e, soprattutto, titoli di stato statunitensi hanno registrato un andamento opposto a quello dei mercati azionari.

Di seguito fornisco 2 link che rimandano ad una selezione di strumenti in grado di offrire esposizione diretta a queste due asset class.

Link titoli governativi U.S.A.;

Link oro fisico

Conclusioni

I mercati non sbagliano mai – le opinioni invece molto spesso.

Jesse Livermore

Sebbene siano in molti a profetizzare un nuovo crollo dei mercati cresciuti a dispetto delle condizioni economiche, credo sia il caso di considerare che la mancanza di alternative remunerative possa giochiare ancora in favore delle azioni.

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼 𝗿𝗶𝗮𝗹𝘇𝗶𝘀𝘁𝗮. 

E, da sempre, i mercati salgono sulle base delle aspettative di crescita prima che i dati sull’economia globale tornino in territorio positivo.

Leggi anche:

manutenzione del portafoglio: giugno 2020;

Value vs. Growth: stili di investimento a confronto.

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