E’ più importante la gestione del portafoglio o quella delle finanze personali?
La maggior parte degli investitori dedica tempo, energie e attenzione alla costruzione del portafoglio: strumenti, asset allocation, ribilanciamenti. Molto meno, invece, alla gestione delle proprie finanze e, più in generale, a riflettere sul proprio stile di vita.
Eppure molti professionisti della pianificazione finanziaria concordano su un punto spesso trascurato: una corretta organizzazione delle finanze personali (controllo delle entrate e delle uscite, priorità chiare e un minimo di respiro finanziario) conta molto di più delle scelte di investimento.
Probabilmente entrambi gli aspetti sono rilevanti, ma in modo diverso.
Il problema nasce quando il portafoglio viene curato nei dettagli mentre il modo di vivere non viene gestito con altrettanta attenzione.
Se il tuo stile di vita cresce allo stesso ritmo del tuo reddito e del tuo portafoglio, allora nessuna asset allocation potrà fare davvero il suo lavoro.
In questo articolo trovi 10 semplici regole di finanza personale pensate per aiutarti a ritrovare equilibrio tra portafoglio e tenore di vita, affinché l’uno diventi funzionale all’altro nel tempo.
Vivi al di sotto delle tue possibilità, non semplicemente entro le tue possibilità
Vivere entro le proprie possibilità significa, in pratica, spendere più o meno quello che si guadagna stando alla larga dai debiti. E’ un atteggiamento che molti considerano già virtuoso.
In realtà si tratta di una condizione di equilibrio permanente: non si va indietro ma neppure avanti.
Vivere al di sotto delle proprie possibilità significa, invece, spendere deliberatamente meno di quanto ci si potrebbe permettere. Vuol dire creare volontariamente lo spazio tra reddito e consumi capace di fare, progressivamente, la differenza.
Da un lato permette di accumulare capitale necessario per assorbire imprevisti, ridurre la dipendenza dallo stipendio del mese successivo e sentirsi più liberi. Dall’altro, questo margine, consente di migliorare, progressivamente la propria condizione patrimoniale e il proprio tenore di vita regalandoci più tempo per scegliere di fare ciò che ci piace con le persone che ci piacciono.
Sta a noi decidere se viverla come una rinuncia o come il modo per costruire una struttura finanziaria più solida, capace di aumentare nel tempo la nostra libertà di scelta.

Controlla le tue spese per definire le tue priorità
Se davvero vuoi acquisire il controllo delle tue finanze, e, in parte, delle tue scelte di vita, devi prima capire come spendi.
Monitorare le uscite non serve a rinunciare, ma a prendere consapevolezza di dove finiscono i tuoi soldi. Spesso non sono le grandi spese a fare la differenza, ma tante voci piccole, poco rilevanti singolarmente, che nel tempo diventano significative.
L’obiettivo non è spendere meno in assoluto, ma spendere meglio: destinare risorse alle cose che per te contano davvero e ridurre, senza rimpianti, tutto il resto.
È in questo modo che il risparmio smette di sembrare una rinuncia e diventa una scelta deliberata.

Guadagnare (tanto) non è sinonimo di risparmiare
L’entità del tuo stipendio dice quanto guadagni, non quanto stai costruendo.
Il dato che conta davvero è il tuo “patrimonio netto”: la ricchezza che riesci a costruire nel tempo accumulando (e investendo!) ciò che resta dopo aver incassato e speso.
Avere uno stipendio elevato non rende automaticamente ricchi così come un reddito modesto non rende automaticamente poveri. La differenza non sta nel livello assoluto delle entrate, ma nella distanza tra entrate e spese. È lì che nasce la capacità di accumulare capitale.
Senza una quota di risparmio strutturale anche gli stipendi elevati finiscono soltanto per sostenere uno stile di vita più costoso e non un patrimonio più solido.
Il risparmio non è una conseguenza automatica del reddito, ma una scelta intenzionale: dipende da come gestisci le tue risorse, non necessariamente da quanto guadagni.

Risparmiare è più importante che investire
“Paga prima te stesso”, è un consiglio semplice, quasi banale e, per questo, spesso ignorato.
Significa pensare, prima di tutto, al proprio futuro destinando al risparmio una parte delle proprie entrate, e solo dopo decidere quanto spendere.
Invece la maggior parte delle persone risparmiano (o investono) solo ciò che avanza a fine mese.
Il risparmio viene, così, trattato come una componente residuale della ricchezza anziché come una decisione consapevole e strutturale.
Fissare preliminarmente un tasso di risparmio sostenibile e rispettarlo nel tempo è una delle decisioni più importanti che possiamo prendere. Non richiede necessariamente rinunce drastiche ma crea flessibilità, libertà di scelta e margine di manovra
Warren Buffett afferma che non dovresti risparmiare ciò che resta dopo aver speso, ma spendere ciò che resta dopo aver risparmiato.
E’ esattamente questo il significato di “pagare prima se stessi”:
decidere in anticipo quanto destinare al risparmio e soltanto dopo quanto spendere.


Aumenta progressivamente il tuo risparmio
Uno dei segreti del risparmio è renderlo sostenibile nel tempo, senza sforzo.
Un approccio efficace è iniziare con poco e aumentare gradualmente la quota di risparmio nel tempo quando il reddito cresce.
Ogni aumento di stipendio è un’occasione unica: destinare immediatamente una parte dell’incremento al risparmio evita di abituarsi a spendere di più senza avvertire il senso di rinuncia.
E’ una scelta semplice ma potente: permette di far crescere il risparmio mantenendo sotto controllo l’aumento del tenore di vita che, spesso, avviene in modo automatico e poco consapevole.
Se le nostre aspettative crescono allo stesso ritmo del nostro reddito, lo sforzo per guadagnare di più rischia di essere inutile. Si finisce per spendere di più, senza percepire nessun reale miglioramento.
Nella migliore delle ipotesi, l’aumento del reddito e l’aumento delle aspettative si compensano vanificando gli sforzi compiuti per migliorare la propria condizione.
L’obiettivo è evitare che ogni incremento di reddito venga assorbito da un parallelo aumento dei consumi e far crescere il risparmio almeno quanto il proprio tenore di vita.
Questa è una delle strategie più semplici ed efficaci per trasformare promozioni, avanzamenti di carriera, crescita professionale in un miglioramento reale della situazione finanziaria e del benessere.

Chiedi sempre il contributo del datore di lavoro
Molti lavoratori dipendenti si ostinano a lasciare il proprio TFR in azienda o, comunque, non versano abbastanza nel loro fondo pensione per ottenere il contributo del datore di lavoro.
Eppure quel contributo è, a tutti gli effetti, una quota di retribuzione aggiuntiva. Rinunciarvi equivale a lasciare sul tavolo una parte dello stipendio offerta gratuitamente.
Anche versamenti modesti, se effettuati con continuità, investiti nel tempo e aumentati automaticamente all’aumentare della retribuzione, possono dare un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo.

Automatizza risparmio e investimento
Uno dei modi più efficaci per migliorare la capacità di risparmio e di investimento è automatizzare il più possibile i relativi processi.
Piani di accumulo e bonifici ricorrenti verso conti di investimento sono soluzioni semplici ma molto efficaci.
Da un lato semplificano la gestione quotidiana, riducendo il tempo da dedicare alle decisioni finanziarie.
Ma soprattutto l’automazione permette di applicare concretamente il principio del “paga prima te stesso”. Quando risparmio e investimento richiedono un’azione manuale, la tentazione di rimandare è sempre presente. Una volta impostato un processo automatico, invece, diventa molto più difficile sottrarsi a quanto pianificato.

Analizza la tua situazione attuale per tracciare il tuo cammino
Prima di decidere dove vuoi arrivare, è indispensabile capire da dove parti.
Avere un’idea precisa della propria situazione finanziaria è il primo passo di qualsiasi pianificazione finanziaria sensata.
Per impostare un piano coerente non servono modelli sofisticati ma le semplici informazioni di base:
le risorse disponibili, la capacità di risparmio e il tempo a disposizione per raggiungere gli obiettivi.
E’ sulla base di questi elementi che si definiscono obiettivi realizzabili.
Questo vale sia che si tratti di pianificare un’integrazione pensionistica, che di valutare un’uscita anticipata dal lavoro o avviare un’attività in proprio.
La consapevolezza dei propri mezzi è indispensabile per definire obiettivi raggiungibili, calibrare aspettative realistiche e tracciare un percorso chiaro per soddisfarle.
Parafrasando Seneca: “nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa da dove parte“.

Leggi tanto
La finanza personale è uno degli ambiti in cui, spesso, si è costretti a imparare da soli. Non perché manchino le informazioni, ma perché raramente vengono insegnate nei percorsi di studio tradizionali.
Esistono molti libri su questi temi. Non serve chiaramente leggerli tutti, soprattutto se la materia non ti appassiona: può bastare consultare testi di autori diversi e selezionare i consigli che ti sembrano più efficaci e coerenti con la tua situazione.
Da questo punto di vista, la lettura diventa più uno strumento per affinare la propria capacità giudizio, che non per accumulare nozioni.
Alcuni libri aiutano a gestire meglio i soldi.
Altri riescono a fare qualcosa in più: aiutano a chiarire che tipo di rapporto vuoi avere con il denaro, con il tuo tempo e con le tue scelte di vita.
Non offrono risposte universalmente valide ma aiutano, piuttosto, a porsi le domande giuste.
Sul blog trovi alcune mie selezioni di letture:
Letture finanziarie sotto l’ombrellone;
I libri per un’estate da investitore;
I migliori libri sugli investimenti.


Pensa all'”indipendenza finanziaria“
Il tema dell’indipendenza finanziaria è spesso abusato, ma resta un obiettivo probabilmente condiviso da molte persone.
“Indipendenza finanziaria” non significa necessariamente “vivere di rendita” ma vuol dire, piuttosto, capacità di ridurre la dipendenza dalle urgenze economiche quotidiane.
Essere indipendenti finanziariamente non vuol dire smettere di lavorare, ma arrivare a un punto in cui le decisioni non sono dettate dall’assillo costante delle scadenze: la rata del mutuo, l’affitto, il prossimo stipendio. Quando questa pressione si attenua, aumenta il controllo sul proprio tempo.
In questo senso, l’indipendenza finanziaria è la condizione che consente di cambiare un ambiente lavorativo che non ci rappresenta più, o di iniziare una nuova vita in un’altra città, perché si dispone di una copertura finanziaria che amplia la libertà di scelta.
Risparmiare, investire, accumulare ricchezza servono proprio ad acquisire questo margine di flessibilità per arrivare al punto in cui non ci si deve più preoccupare dei soldi.


Conclusioni
L’arte di spendere il denaro è più difficile dell’arte di guadagnarlo
Samuel Butler
Il decalogo proposto in questo articolo non è necessariamente valido per tutti. Del resto, la finanza personale è, appunto, personale.
Personale significa che ognuno dovrebbe trovare un proprio metodo per prendere decisioni più consapevoli sull’uso dei propri soldi, mantenere coerenza tra ciò che guadagna e ciò che spende , e realizzare, nel tempo, ciò che nella vita conta davvero per sè.

…guarda prima te stesso e non seguire gli altri, nella vita come nella finanza. Essere vuol dire vivere, apparire significa rinunciare alla nostra volontà. In ultimo mi permetto di suggerire il punto 11: fai molte domande oltre che leggere molto, infatti chi fa 100 quesiti passa da scemo, ma intanto ha 100 risposte che può valutare…
Buona domenica grande David